FOCUS SULLE POLITICHE DI MERZ di Salvatore Rondello
23-02-2026 - UNO SGUARDO SUL MONDO di Salvatore Rondello
In vista del congresso della CDU a Stoccarda, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scelto un contesto insolito ma significativo, il podcast politico Machtwechsel, seguito da un pubblico informato, per delineare con chiarezza la collocazione della Germania rispetto all’Europa e agli Stati Uniti.
Le dichiarazioni di Merz, soprattutto in materia di difesa e politica strategica, segnano un passaggio importante. Per la prima volta, un cancelliere tedesco mette pubblicamente in dubbio la tenuta di uno dei principali programmi industriali europei, e contemporaneamente apre a ipotesi che fino a pochi anni fa sarebbero state politicamente impensabili.
In sostanza, Merz vorrebbe costruire una Germania come potenza militare europea più indipendente, e vorrebbe usare questa posizione per rinegoziare i termini con tutti i partner, dentro e fuori l’Europa.
Per la prima volta un cancelliere tedesco mette pubblicamente in dubbio la tenuta del programma congiunto da centinaia di miliardi tra Berlino, Parigi e Madrid per un caccia di sesta generazione, il FCAS (Future Combat Air System).
Secondo Merz, il progetto soffre di un problema di fondo non facilmente risolvibile, quello della Francia che vorrebbe un aereo con capacità nucleari e operabile da portaerei, caratteristiche di cui la Germania non avrebbe alcun bisogno.
Implicitamente si aprirebbe una conseguenza rilevante, ossia la possibilità che Berlino guardi, in forme e tempi oggi imprevedibili, al progetto concorrente guidato da Londra, Roma e Tokyo. In questo caso, Parigi resterebbe esclusa. Inoltre, sarebbe per l’Europa un cambio di equilibrio enorme nella difesa, perché FCAS non è solo un programma industriale, ma uno dei pilastri simbolici della cooperazione strategica franco-tedesca.
Sul tema più delicato, quello nucleare, Merz ha escluso che la Germania possa dotarsi di un proprio arsenale, un’ipotesi mai concretizzata e difficilmente accettabile dagli alleati.
Merz ha aggiunto una frase politicamente nuova: “Il trattato 2+4 (quello che sancì la riunificazione tedesca) lo vieta chiaramente, però un'offerta come quella fatta da Macron non può essere ignorata in questi tempi.”
Merz ha quindi aperto alla possibilità di una partecipazione tedesca a un deterrente europeo condiviso, sotto un ombrello francese.
È un passaggio storico in cui la Germania resta formalmente dentro il quadro NATO e della condivisione del nucleare, ma inizia a discutere su scenari europei che fino a poco tempo fa erano tabù.
Le dichiarazioni di oggi non sono isolate. Si inseriscono in una strategia più ampia che Merz sta costruendo da mesi e innanzitutto conferma le ambizioni tedesche di rilanciare la leadership europea nonostante la crisi economica che sta attraversando la Germania.
Alla Conferenza di Monaco, pochi giorni fa, aveva dichiarato la volontà di fare della Bundeswehr “l'esercito convenzionale più forte d'Europa”, presentando la Germania come paese guida del nuovo ordine europeo, ma “in partnership con gli alleati”.
La messa in dubbio del programma FCAS è un segnale preoccupante per il partenariato franco-tedesco, asse portante dell’Unione Europea.
Merz solleva oggi questioni note da quasi nove anni. Il tempismo è diventato ora politicamente significativo per utilizzare una divergenza strutturale per riaprire i termini della cooperazione bilaterale.
Ci sono anche posizioni apparentemente contraddittorie. In occasione del vertice dei leader europei a Biesen, Merz aveva detto no agli eurobond proposti dalla Francia per finanziare la difesa comune, ma oggi arriva un’apertura verso un ombrello nucleare francese condiviso. È una posizione che ha la sua logica, volere la protezione senza pagare il conto, ma che i francesi difficilmente possono accettare.
Pur escludendo un arsenale nucleare tedesco autonomo, si tratta di una novità storica che potrebbe ridisegnare i rapporti di forza dentro la NATO europea.
Invece, per quanto riguarda il debito pubblico, Merz continua a mantenere la posizione storica della Germania che si è sempre opposta agli indebitamenti poiché i debiti dovranno comunque essere restituiti con gli interessi.
Però, bisogna anche dire che quando un Paese membro dell’Unione europea rivendica la leadership significa far venir meno i principi di solidarietà ed uguaglianza di diritto di tutti i membri dell’Unione europea. Di fronte a questi atteggiamenti, vanno ricordati i principi di uguaglianza e pari dignità dove la solidarietà è il collante dello stare insieme. Nell’Unione europea ogni Stato membro ha il dovere di fare proposte, di dialogare sugli interessi comuni entrando nel merito delle proposte senza nessuna velleità ma soltanto per poter fare le scelte migliori per proseguire il percorso dell’unificazione e delle condivisioni sui vantaggi reciproci nel mutare delle dinamiche geopolitiche. In tutto questo non è chiara la posizione del governo italiano che appare sempre più sfuggente e con posizioni equivoche.
Le dichiarazioni di Merz, soprattutto in materia di difesa e politica strategica, segnano un passaggio importante. Per la prima volta, un cancelliere tedesco mette pubblicamente in dubbio la tenuta di uno dei principali programmi industriali europei, e contemporaneamente apre a ipotesi che fino a pochi anni fa sarebbero state politicamente impensabili.
In sostanza, Merz vorrebbe costruire una Germania come potenza militare europea più indipendente, e vorrebbe usare questa posizione per rinegoziare i termini con tutti i partner, dentro e fuori l’Europa.
Per la prima volta un cancelliere tedesco mette pubblicamente in dubbio la tenuta del programma congiunto da centinaia di miliardi tra Berlino, Parigi e Madrid per un caccia di sesta generazione, il FCAS (Future Combat Air System).
Secondo Merz, il progetto soffre di un problema di fondo non facilmente risolvibile, quello della Francia che vorrebbe un aereo con capacità nucleari e operabile da portaerei, caratteristiche di cui la Germania non avrebbe alcun bisogno.
Implicitamente si aprirebbe una conseguenza rilevante, ossia la possibilità che Berlino guardi, in forme e tempi oggi imprevedibili, al progetto concorrente guidato da Londra, Roma e Tokyo. In questo caso, Parigi resterebbe esclusa. Inoltre, sarebbe per l’Europa un cambio di equilibrio enorme nella difesa, perché FCAS non è solo un programma industriale, ma uno dei pilastri simbolici della cooperazione strategica franco-tedesca.
Sul tema più delicato, quello nucleare, Merz ha escluso che la Germania possa dotarsi di un proprio arsenale, un’ipotesi mai concretizzata e difficilmente accettabile dagli alleati.
Merz ha aggiunto una frase politicamente nuova: “Il trattato 2+4 (quello che sancì la riunificazione tedesca) lo vieta chiaramente, però un'offerta come quella fatta da Macron non può essere ignorata in questi tempi.”
Merz ha quindi aperto alla possibilità di una partecipazione tedesca a un deterrente europeo condiviso, sotto un ombrello francese.
È un passaggio storico in cui la Germania resta formalmente dentro il quadro NATO e della condivisione del nucleare, ma inizia a discutere su scenari europei che fino a poco tempo fa erano tabù.
Le dichiarazioni di oggi non sono isolate. Si inseriscono in una strategia più ampia che Merz sta costruendo da mesi e innanzitutto conferma le ambizioni tedesche di rilanciare la leadership europea nonostante la crisi economica che sta attraversando la Germania.
Alla Conferenza di Monaco, pochi giorni fa, aveva dichiarato la volontà di fare della Bundeswehr “l'esercito convenzionale più forte d'Europa”, presentando la Germania come paese guida del nuovo ordine europeo, ma “in partnership con gli alleati”.
La messa in dubbio del programma FCAS è un segnale preoccupante per il partenariato franco-tedesco, asse portante dell’Unione Europea.
Merz solleva oggi questioni note da quasi nove anni. Il tempismo è diventato ora politicamente significativo per utilizzare una divergenza strutturale per riaprire i termini della cooperazione bilaterale.
Ci sono anche posizioni apparentemente contraddittorie. In occasione del vertice dei leader europei a Biesen, Merz aveva detto no agli eurobond proposti dalla Francia per finanziare la difesa comune, ma oggi arriva un’apertura verso un ombrello nucleare francese condiviso. È una posizione che ha la sua logica, volere la protezione senza pagare il conto, ma che i francesi difficilmente possono accettare.
Pur escludendo un arsenale nucleare tedesco autonomo, si tratta di una novità storica che potrebbe ridisegnare i rapporti di forza dentro la NATO europea.
Invece, per quanto riguarda il debito pubblico, Merz continua a mantenere la posizione storica della Germania che si è sempre opposta agli indebitamenti poiché i debiti dovranno comunque essere restituiti con gli interessi.
Però, bisogna anche dire che quando un Paese membro dell’Unione europea rivendica la leadership significa far venir meno i principi di solidarietà ed uguaglianza di diritto di tutti i membri dell’Unione europea. Di fronte a questi atteggiamenti, vanno ricordati i principi di uguaglianza e pari dignità dove la solidarietà è il collante dello stare insieme. Nell’Unione europea ogni Stato membro ha il dovere di fare proposte, di dialogare sugli interessi comuni entrando nel merito delle proposte senza nessuna velleità ma soltanto per poter fare le scelte migliori per proseguire il percorso dell’unificazione e delle condivisioni sui vantaggi reciproci nel mutare delle dinamiche geopolitiche. In tutto questo non è chiara la posizione del governo italiano che appare sempre più sfuggente e con posizioni equivoche.
Fonte: di Salvatore Rondello










