28 Febbraio 2021

"NON CI RESTA CHE DRAGHI"

22-02-2021 - DIARIO POLITICO di Giuseppe Buttà
Il 7 dicembre 2020, ormai lontano, Matteo Renzi notificò al governo Conte bis di non potere accettare un Recovery plan «senza anima e raffazzonato», concepito da qualche demiurgo senza che vi fosse stato un serio dibattito con le forze politiche, l'opposizione parlamentare nonché le autonomie locali e le parti sociali: era un preavviso della crisi che sarebbe scoppiata un mese dopo ma nessuno lo prese sul serio né si adoperò per superarne le obiezioni e prevenire la crisi del governo. Nemmeno Conte; ma, poverino, bisogna capirlo! In attesa dei 300 giovani e forti esperti della governance, che egli aveva in animo di chiamare in soccorso e che quel cattivone di Renzi invece gli negava, Conte personalmente e quella squadra di ministri che si ritrovava non erano in grado di fare se non qualche rattoppo.
Solo il Presidente Mattarella se ne preoccupò e, nel suo discorso di fine anno, fece un appello ai ‘costruttori' perché puntellassero il governo; tuttavia non abbiamo alcuna remora ad affermare che il Presidente della Repubblica non ha saputo constatare tempestivamente il decesso del governo Pd-5S facendo sì che si perdesse più di un mese con le liturgie quirinalizie.
Una crisi al rallentatore – mai vista in queste proporzioni – della cui durata infinita non è responsabile chi l'ha aperta: dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva, il Presidente del consiglio Conte è salito al Colle non per presentare le dimissioni del governo ma per ottenere tempo per la ricerca dei ‘costruttori': tempo che gli fu concesso insieme con il ‘saggio' consiglio di non limitarsi a raccogliere voti sparsi, 'raccogliticci', dei fabbri del ‘trasformismo' sempre in servizio, bensì quelli dei 'raccogliticci uniti', di un gruppo parlamentare ‘nuovo' quale quarta gamba del ri-nascituro governo.
Non possiamo che esprimere tutta la nostra fierezza perché, dopo un lungo letargo, il genio italico – che, con Machiavelli, aveva dato l'ultimo suo contributo alla scienza politica ormai 500 anni fa – ora ha formulato la legge ferrea dei 'raccogliticci uniti', frutto di un concepimento miracoloso partorito dalla cosiddetta 'Costituzione più bella del mondo'.
Dopo un tale tentativo, che vide il governo non andare in minoranza solo grazie all'astensione dei renziani ma fermarsi a 155 voti in Senato, il Conte ottenne ancora cinque giorni per assumere altri senatori oltre i dieci già arruolati, giorni durante i quali abbiamo sentito l'ormai ex Presidente del consiglio rivolgere un elevato appello «a socialisti, liberali, moderati» perché costruissero quella quarta gamba di cui s'è detto: purtroppo venne fuori solo una gamba di legno non abbastanza solida perché il quadrupede potesse rizzarsi sulle 4 zampe.
A quel punto Mattarella ha nominato Fico esploratore – ma non di terre vergini bensì, più modestamente, solo dell'orticello di casa – che si fece addirittura pronubo convocando una quattro giorni di ritiro spirituale durante il quale i partiti della vecchia coalizione, compreso quello di Renzi, avrebbero dovuto elaborare il programma del nuovo governo da consegnare a chi, poi, sarebbe stato nominato presidente del consiglio – cioè a chi in teoria avrebbe il potere-dovere di determinare l'indirizzo politico del governo – perché lo facesse proprio senza cambiare una virgola: un inedito assoluto e assurdo ma un altro bel contributo alla scienza politica!
Questo sforzo immane si spense in un aborto procurato dal solito Renzi mentre un incessante tam tam, suonato dai dem e da Casalino, avvertiva l'attonito mondo come l'apertura di quella crisi fosse stata fatta da un irresponsabile e lo stratega di Zingaretti, il povero Bettini – a lutto per la perdita di Conte da lui addirittura elevato a futuro candidato premier dell'alleanza organica PD-5S – accusava Renzi di essere stato il sicario di occulti mandanti.
Da sempre avverso al ‘renzismo', io non esito a dire che, in questo caso, Renzi, aprendo quella che è stata la crisi di governo più necessaria della storia della Repubblica, piuttosto che irresponsabile si è reso benemerito per avere procurato il bene incommensurabile della rimozione della coppia Conte-Casalino.
A questo punto, finalmente, è intervenuto Mattarella che – con un discorso da molti lodato come elevato, degno di Churchill – ha spiegato come e qualmente egli, garante della costituzione e piccolo padre della nazione, si trovasse a dover scegliere tra elezioni o governo di ‘alto profilo'.
Devo dire che, a me, quel discorso è sembrato piuttosto una litania degli impedimenti dirimenti e impedienti che non permetterebbero di andare al voto. Il Presidente ci ha pure spiegato che, è vero, altrove si vota anche con pandemia imperversante ma solo perché si e giunti alla scadenza naturale dei mandati di parlamenti o presidenti: non è giusto né necessario votare se, invece, come nel nostro caso, il parlamento non è capace di dare vita a un governo decente. A suo avviso, tra indizione delle elezioni, insediamento del nuovo Parlamento e formazione del nuovo governo, si perderebbe troppo tempo, più di quattro mesi, sicché in questo lungo periodo non sarebbe possibile governare la pandemia nei suoi effetti sanitari e sociali né definire, finalmente, il Recovery plan.
Molte delle ragioni addotte da Mattarella per non sciogliere le Camere e mandare il paese alle elezioni – che sarebbero l'unico mezzo idoneo a chiarire il quadro politico ed esprimere di una maggioranza politica, di destra o di sinistra, che assuma la responsabilità del governo ma alle quali è stata preferita una manovra di palazzo ogni qualvolta si sia determinata (almeno dal 2011) la necessità di un tale chiarimento – ci appaiono poco fondate se non pretestuose.
Il fatto è che il calcolo dei tempi occorrenti per lo svolgimento delle elezioni, sebbene preciso, non tiene conto del tempo perduto da quando Renzi minacciò di ritirare dal governo i propri ministri e della possibilità, che il Presidente avrebbe avuto, di inviare un messaggio alle Camere per sollecitare quel dibattito sul Recovery plan che il governo PD-5S, sprecando i lunghi 7 mesi da luglio 2020 a gennaio 2021, non aveva voluto promuovere, e perché il governo disponesse le opportune misure per lo svolgimento delle elezioni in sicurezza sanitaria e riducesse anche i tempi per l'insediamento del nuovo Parlamento e la formazione del governo (anche, per esempio, rendendo più snelle le sfarzose consultazioni quirinalizie che si svolgono tra drappelli di corazzieri marcianti e commessi con uniformi medievali, cose che non si vedono nemmeno a Buckingham Palace): forse sarebbe il caso di imitare Gran Bretagna o Israele dove, in poco più di due mesi, si è votato e si voterà in piena pandemia; sarebbe una riforma da annoverare insieme con quelle della giustizia e della burocrazia, così necessarie al nostro Paese.
E poi, se non si può votare a causa della pandemia, perché non si rinviano tutte le elezioni previste da qui a giugno, Calabria, Roma, Milano, etc., e la suppletiva nel collegio di Siena, dove verrebbe paracadutato Conte perché non resti disoccupato troppo a lungo?
Ma, come vogliono PD e 5S, elezioni non se ne devono fare se non dopo che l'attuale Parlamento – la cui composizione è anche difforme da quella prevista dalla riforma pentastellata – avrà eletto il Presidente della Repubblica, speso i 209 mld. del Recovery fund, fatte le nomine di sottogoverno e una nuova legge elettorale che impedisca la vittoria degli oppositori come qualche giorno fa ha consigliato un certo Corrado Augias, ospite di Bianca Berlinguer su Rai 3, che ci ha avvertito di un pericolo incombente: «stando ai sondaggi, il Centrodestra vince e se vince avrà la mano vincente anche sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica e questo sarebbe un disastro».
Un bell'esempio di antifascismo in continuità con la grande ammucchiata dell'agosto 2019, motivata dal PD nello stesso modo.
Quando il Presidente della Repubblica ha tirato fuori dal cappello il nome di Draghi – per fortuna senza sentire il bisogno di nominarlo senatore a vita anche se Draghi lo avrebbe meritato molto più di altri elevati al laticlavio quasi dal nulla e che da più di qualche lustro pesano sul nostro erario esangue – non si poteva che esserne lieti perché si poneva finalmente fine alla penosa ricerca dei ‘raccogliticci uniti'. Tuttavia abbiamo temuto che, dietro l'appello per la formazione di «un governo che non debba identificarsi con alcuna formula politica» se non quella della responsabilità verso la nazione, potesse esservi un retropensiero: sembrava possibile – e forse si auspicava – che i partiti del centro-destra rifiutassero di aderire a un tale appello lasciando così il campo alla coppia 5S-PD e alla formazione di un governo con ministri (compreso lo stesso Conte) espressione dei partiti che avevano formato quello precedente; insomma, la speranza era di formare un governo con il solo pennacchio di Draghi ma con la stessa maggioranza PD-5S appena defunta, così evitando ancora una volta le elezioni con ragioni ammantate di tremebonda saggezza.
Non so se tale soluzione fosse il frutto di un calcolo; tuttavia la sensazione che fosse stato tentato un bluff non era infondata. La decisione di Salvini di appoggiare il governo Draghi – imprevista quanto quella di Renzi di far finalmente cadere l'imbarazzante governo Conte – ha impedito a PD e 5S di realizzare questo disegno una cui parte essenziale, sebbene illusoria, sarebbe l'alleanza organica che riserva ai 5S un ruolo ancillare, da Partito contadino polacco'. Da qui le reazioni scomposte di questi due partiti e dei loro caudatari dell'informazione: sentimmo sinanco il misurato Gianni Cuperlo gridare all'untore, la Lega, e ipotizzare lo sganciamento del PD per evitare la contaminazione; i 5S poi, per bocca dell'avvocato del popolo, hanno tentato di ostacolare fino all'ultimo l'entrata della Lega nel governo e, a governo Draghi fatto, qualcuno – utilizzando servizievoli tam tam televisivi – ha cercato e cercherà ancora di far saltare i nervi a Salvini spingendo Draghi a polemizzare sulla «irreversibilità della scelta dell'euro e … di un'Unione europea sempre più integrata».
Prima di questa ‘mossa del cavallo' salviniana, tutti – compresi i 5S che tre anni fa rifiutarono perfino di incontrare il ‘pregiudicato' – avevano invece accettato di buon grado l'adesione di Berlusconi nella speranza che il centro-destra si spaccasse, con Lega e Fratelli d'Italia fuori: ciò conferma il sospetto che si volesse un ‘falso' governo di emergenza al solo fine di evitare le elezioni e non si fa peccato se si pensa che, se i veti di 5S-PD-LEU contro Salvini avessero portato all'insuccesso nella formazione del governo, questi partiti avrebbero pure beneficiato di un effetto collaterale desiderato: l'eliminazione di Draghi dall'orizzonte politico e da quello del Quirinale.
In atto assistiamo a una difficoltosa digestione della partecipazione di Salvini mentre si cerca di addolcire il boccone amaro; per esempio, Zingaretti attribuisce alla Lega una (falsa) ‘contorsione' europeista e, a Draghi, l'intenzione di una ulteriore cessione di quote di sovranità in favore della U. E.: una sorta di contrappasso per Salvini i e ‘sovranisti'.
È chiaro a tutti che l'unica alternativa decente alle elezioni è stata quella di un governo d'emergenza guidato da Draghi con l'appoggio di tutte le forze politiche disponibili, benché non molto ricco di ‘spirito' di unità nazionale o di quello spirito repubblicano invocato da Draghi nel suo discorso al Parlamento (basta sentire Zingaretti dire, a governo fatto, «noi premiati … vinta la sfida!»: come se fino all'ultimo non avesse detto ‘o Conte o morte!').
Forse Draghi avrebbe fatto meglio, nel primo consiglio dei ministri, a non limitarsi a un appello all'unità dei ministri, ma a concordare le linee generali della politica e dei comportamenti che essi dovrebbero seguire; egli avrebbe così evitato di sentirsi accusato di ‘monadismo' e di dare ai partiti che lo sostengono l'alibi di essere stati esclusi dalla definizione del programma sebbene tutti tentino di spacciarlo come modellato sul proprio; egli così avrebbe pure evitato che i ministri facciano di testa propria: nel primo giorno di attività del governo, il ministro Speranza ha provocato un primo incidente annullando la riapertura delle attività sciistiche autorizzata appena una settimana prima, misura alla quale, poi, Draghi ha dovuto dare la propria copertura con una tardiva nota che, però, fa figura di toppa peggiore del buco.
Resta il fatto che, «per la contraddizion che nol consente» – vecchia regola che ha già impantanato la coalizione PD-5S-LEU-IV come prima aveva fatto con quella tra Lega e 5S – il pur ottimo Draghi difficilmente potrà realizzare una politica coerente con una maggioranza così composita, senza un programma condiviso se non genericamente, indebolito dalla presenza di parecchi ministri del passato governo, peraltro da molti ritenuti inadeguati e, probabilmente, imposti dall'alto – sembrerebbe che si sia tornati allo Statuto Albertino – in esecuzione di un disegno politico che si sovrappone a quello del Presidente del consiglio, se non lo contrasta.
Non so se Draghi sia pure capace di smentire Dante ma, fatto salvo il suo valore personale, temo fortemente che lo scacco al suo governo non verrà da Fratelli d'Italia, unico partito all'opposizione, bensì dall'interno della sua coalizione. È dunque un errore non limitare il raggio d'azione del governo Draghi nel tempo e ai pochi punti programmatici – Recovery plan, un piano vaccinale che ripari alle gravi deficienze e omissioni di quello Conte/Arcuri, provvedimenti economici urgenti – realizzabili a breve termine.
Quelli di più lungo termine – certamente importanti ma, nello stesso tempo fuori dalla portata temporale del governo limitata, al massimo, a solo due anni – vanno lasciati sullo sfondo: infatti non vogliamo e non dobbiamo rinunciare alla speranza che si possano indire le elezioni entro l'autunno prossimo; è per questo motivo che abbiamo molto apprezzato che Draghi non abbia in programma la riforma della legge elettorale.



Fonte: di GIUSEPPE BUTTA'
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale, la voce del liberalismo progressista in Italia.



Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa
Informativa Privacy
La presente informativa descrive le modalità di gestione del Sito, da Lei ora visitato, di cui è Titolare, il giornale "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA", registrazione al Tribunale di Firenze n°5863 del 17/02/2012 (di seguito, "Giornale" per brevità), che ha come finalità l´informazione critica, la difesa della laicità delle Istituzioni e la diffusione della cultura laica, con sede in Firenze, accessibile al seguente nome di dominio
http://www.rivoluzionedemocratica.it
in riferimento al trattamento dei dati personali dei navigatori che vi accedono e che interagiscono con esso.

Premessa
I considerazione delle modifiche al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito "Codice Privacy"), introdotte recentemente con il D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011, la presente informativa si rivolge alle persone fisiche che, per conto proprio o di associazioni interessate, decidano di accedere al Sito ed interagire con esso ed è resa ai sensi dell´art. 13 del Codice Privacy.
L´informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall´art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001, per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dalle ragioni e finalità del collegamento.
In linea generale, è opportuno precisare che attraverso il Sito vengono effettuate le seguenti tipologie di raccolta dati:
- raccolta necessaria ed automatica dei dati del navigatore inerenti all´interazione con il Sito;
- trattamento correlato alla raccolta di dati, immessi volontariamente dal navigatore, attraverso l´invio di e-mail agli indirizzi indicati per contattare il Titolare (ad esempio, sezioni "Contatti" e "Iscriversi al circolo").

La presente informativa si riferisce unicamente alle operazioni di trattamento effettuate su dati raccolti con le modalità sopra indicate e non si riferisce, quindi, ai trattamenti effettuati tramiti altri siti, a cui l´utente vorrà accedere mediante link dal Sito. Per tali trattamenti dovrà essere fornita, da parte dei rispettivi Titolari, autonoma informativa.
Si precisa, in particolare, che i trattamenti sui dati conferiti accedendo a siti di terzi, raggiungibili mediante i link pubblicati sul Sito, sono effettuati da soggetti diversi dal Giornale.
Premesso che il Giornale non effettuerà alcuna comunicazione dei dati degli utenti a tali soggetti e che ogni iniziativa per entrare in contatto e chiedere informazioni, è rimessa all´esclusiva attività dell´Interessato o del rispettivo Titolare, il giornale non sarà in alcun modo responsabile dei trattamenti che verranno effettuati da parte di tali soggetti, a fronte dell´iniziativa dell´utente medesimo.

1. Finalità del trattamento
1.1 Le operazioni di trattamento di seguito illustrate sono unicamente rivolte alla corretta proposizione ed erogazione dei servizi offerti tramite il presente Sito dal Giornale medesimo per il perseguimento dello scopo associativo. L´Attività on line del Giornale consiste prevalentemente nella pubblicazione di contenuti, caratterizzati da un alto livello qualitativo, sui temi di interesse del Giornale e dei dati personali dei rispettivi autori, aventi con il Giornale rapporti regolari, nonché nello scambio, anche mediante messaggi di posta elettronica, di opinioni e informazioni di varia natura, relative in particolare alla vita e alle attivitàdel Giornale medesimo o ad eventi di rilevanza nel dibattito culturale che il Giornale intende promuovere.
1.2. A tal fine, il Titolare ha predisposto sezioni ad hoc del Sito.
In particolare, nella sezione "Contatti" è presente l´indirizzo e-mail interattivo cui l´Utente può trasmettere i propri dati personali e/o dell´Associazione di appartenenza, al Giornale. Più precisamente, in tale ipotesi il trattamento è finalizzato al mero scambio di informazioni e di contatti, comunque di natura non professionale, inerenti all´attività del Giornale .
In ogni caso, i dati raccolti tramite il presente Sito saranno trattati secondo principi di correttezza, liceità e trasparenza, per la tutela della riservatezza e dei diritti degli interessati, ed unicamente per il perseguimento dello scopo associativo. Negli stessi limiti saranno trattati anche i dati personali che dovessero essere inviati spontaneamente al Giornale dai visitatori del sito anche con modalità off-line (fax, posta, telefono od altro).

2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
torna indietro leggi Informativa  obbligatorio