18 Maggio 2022

"LUISE ZIETZ"

24-01-2022 - DONNE E SOCIALISMO di Ferdinando Leonzio
Nel centenario della morte

Il partito più antico del movimento operaio organizzato del mondo e per molto tempo anche il più autorevole [1], é stato certamente la socialdemocrazia tedesca.
Le sue origini risalgono all'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV), fondata nel 1863 da Ferdinand Lassalle e al Partito Socialdemocratico Operaio di Germania (SAD), fondato nel 1869 da August Bebel e Wilhelm Liebknecht, i quali due partiti nel 1875 si fusero, dando così vita al Partito Socialista Operaio di Germania (SAPD). Quest'ultimo, reso clandestino dalle leggi antisocialiste del 1879, volute dal governo del cancelliere Otto Bismarck, poté ricostituirsi nel 1890, con la nuova denominazione di Partito SocialDemocratico di Germania (SPD), con un programma marxista redatto da Karl Kautsky. A questo partito aderì nel 1892 la grande socialista e femminista Luise Zietz.

Luise Korner, figlia di un tessitore, prima di quattro figli, nacque il 25 marzo 1865 nel villaggio Holstein di Bargteheide, vicino ad Amburgo, in Germania.
Fin dall'età di nove anni, per contribuire allo scarno bilancio familiare, fu costretta a lavorare, filando e consegnando la lana, trascorrendo pertanto l'infanzia e la giovinezza nella tessitura domestica del padre. Scriverà in seguito: Per guadagnarci solo il minimo necessario… nostra madre e noi bambini dovevamo lavorare
…. Stavamo accovacciati per ore sugli sgabelli bassi dietro la ruota di avvolgimento facendo il lavoro terribilmente monotono e faticoso di avvolgere, avvolgere, avvolgere ... E ancora: Fu una prova terribile per noi bambini [..] La schiena faceva male, il braccio destro [...] minacciava di allentarsi [...]. Le dita [...] si strappavano sanguinanti dai fili ritorti. [..]. Non c'era il pane nella credenza e la fame faceva tanto male.
Finite le scuole elementari, nel 1879, a soli 14 anni, Luise si trasferì ad Amburgo, dove trovò lavoro come domestica, poi come operaia in una fabbrica di tabacchi e quindi in una fabbrica di lavorazione del caffè [2]. Intanto risparmiava per poter studiare e diventare maestra d'asilo, in una scuola Froebel di Amburgo, gestita da Johanna Goldschidt (1807-1884), intellettuale sostenitrice delle idee pedagogiche di Froebel [3]. Inoltre leggeva molto, mentre acquistava capacità retoriche e di scrittura che presto le avrebbero aperto nuovi orizzonti.

Ad Amburgo conobbe il portuale Carl Christian Zietz, tramite il quale si avvicinò al movimento socialista locale. Il 4 maggio 1886 Luise e Carl si sposarono e lei assunse il cognome Zeitz, che non lascerà mai più, neanche dopo il divorzio, causato dal suo intenso impegno politico [4].
Nel 1891 la SPD inserì nel suo programma la richiesta di voto per tutti, quindi anche per le donne, diretto ed eguale. Luise subito colse l'importanza di questa presa di posizione e da allora si impegnò a fondo per il suffragio femminile.
Nel 1892 i due aderirono [5] all'SPD e all'associazione degli operai di fabbrica della città, dove qualche volta Luise ebbe occasione di svolgere degli interventi, rivelando padronanza di linguaggio e capacità di comunicazione. Nel 1896/97, durante lo sciopero dei portuali di Amburgo, Luise parlò per la prima volta in pubblico, sostenendo il diritto dei lavoratori alla riduzione dei lunghi orari di lavoro e ad avere aumentati i loro bassi salari, rivelando notevoli qualità oratorie, con il suo parlar chiaro e la sua voce potente. Rivelò anche grandi capacità agitatorie e organizzative [6]. Tutto ciò le procurò il nomignolo di “Bebel donna” [7] e la mise in evidenza presso i vertici del partito e dei sindacati locali. Divenuta in poco tempo oratrice nota ed efficace, veniva chiamata in varie parti della Germania per partecipare a manifestazioni socialiste e sindacali.

Nel 1897 entrò in contatto con Clara Zetkin e con Ottilie Baader, famose dirigenti socialiste di sinistra, assieme alle quali collaborò alla rivista femminile socialdemocratica Die Gleichheit [8], che si batteva per la parità dei sessi [9].
Temi centrali dei suoi discorsi erano spesso la conquista del suffragio femminile e le condizioni di lavoro delle donne, specialmente delle operaie. Descriveva come l'industrializzazione stesse cambiando la vita delle donne, parlava dei loro salari di fame e del doppio peso del lavoro dipendente e di quello domestico. Per questo si batteva per la giornata lavorativa di otto ore e per il congedo di maternità, mettendo sempre al primo posto il diritto di voto per le donne. Luise era fermamente convinta che questione femminile e lotta di classe fossero strettamente intrecciate: la liberazione della donna poteva ottenersi solo attraverso cambiamenti strutturali del sistema sociale ed economico, cioè col socialismo.
Il suo attivismo, arricchito da una sempre più vasta esperienza sul campo, nonostante il divieto per le donne di partecipazione politica, divenne inarrestabile. Solo nel 1901, Luise Zietz organizzò 209 raduni femminili. Il successo propagandistico che August Bebel aveva ottenuto con il suo libro Die Frau und der Sozialismus (La donna e il socialismo), Luise Zietz lo realizzò con i suoi trascinanti discorsi.
Quando partecipò alla prima Conferenza delle donne dell'SPD, tenuta a Magonza il 15 settembre 1900, era ormai una delle figure più autorevoli delle donne socialiste tedesche, il cui movimento era ormai un'organizzazione di massa che venne inserita a pieno titolo nelle file del partito.
Le leggi di allora vietavano, come si è detto, alle donne di partecipare alle associazioni politiche. Ma la SPD sapeva come aggirare le leggi liberticide. Racconta la Zietz (1903): Se, ad esempio, mi è proibito parlare in Turingia, un compagno parla prima per dieci minuti; e poi intervengo io, per un'ora e mezza, nella discussione.
Dopo di allora tenne discorsi in tutta la Germania, partecipando a tutti i raduni socialdemocratici tedeschi e a molti congressi della Seconda Internazionale, fino al 1913. Dal 1898 al 1904 Zietz fu presidente dell'ufficio pagatore dell' Associazione dei lavoratori delle fabbriche, dell'agricoltura e del commercio di Amburgo, in rappresentanza della quale partecipò ai congressi sindacali del 1902 e del 1910. L'instancabile azione della Zietz non poteva sfuggire all'occhio vigile della polizia. Così la descrive efficacemente una spia nel 1906:

La signora Zietz di Amburgo, di circa 44 anni, alta 165 cm, aveva i capelli divisi, indossava un cappellino di paglia rotondo, una camicetta rossa e una gonna nera. Ha una carnagione giallastra e dá l'impressione di appartenere alla classe operaia.

Nel 1908, lo stesso anno in cui fu legalizzata la partecipazione delle donne alla vita politica tedesca, Luise Zietz, al congresso socialista di Norimberga, poté diventare ufficialmente membro dell'SPD ed entrò nella Direzione Nazionale del suo partito [10]. Fu pertanto la prima donna in assoluto a ricoprire tale incarico in un partito. Luise, divenuta anche responsabile delle donne socialdemocratiche, si batté sempre e comunque per aumentare l'influenza delle donne nel partito e nello Stato.
A parte i molti comizi, conferenze, riunioni, scrisse un numero elevatissimo di articoli ed opuscoli, finalizzati al raggiungimento della parià legale fra uomini e donne. Il suo motto era: Suffragio generale, uguale e diretto per uomini e donne!

La seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste del 26 e 27 agosto 1910, a Copenaghen [11], decise, su proposta di Clara Zetkin [12], presidente di quell'organizzazione, sostenuta da Luise Zietz, di indire la Giornata Internazionale della Donna ogni anno. Come data, in seguito si affermerà l'8 marzo. Il 19 marzo 1911, anno in cui Luise si trasferì a Berlino, ottenne grande successo la manifestazione tedesca, da lei organizzata.
Intanto, fin dal 1913, venti di guerra soffiavano sull'Europa, mettendo in agitazione l'Internazionale Socialista e i vari partiti ad essa aderenti, con in testa la socialdemocrazia tedesca, che organizzò manifestazioni di massa per la pace e contro una guerra in cui i lavoratori si sarebbero dovuti scannare fra loro. Ma quando, il 4 agosto 1914 nel Reichstag (parlamento tedesco) furono messi in votazione, la maggioranza del gruppo parlamentare socialdemocratico decise di approvare [13] i crediti di guerra [14].
In omaggio al culto dell'unità, della disciplina e della compattezza, molto radicato nella socialdemocrazia tedesca, tutto l'intero gruppo votò in aula i crediti di guerra. Ma il partito, diretto dalla sua ala destra, era ormai politicamente spaccato, non più, come una volta, tra revisionisti (Bernstein), ortodossi (Kautsky) e rivoluzionari (Luxemburg), ma tra pacifisti e patriottardi. Il primo, e per il momento unico, atto di indisciplina, venne da Karl Liebknecht, che, in occasione di una seconda votazione, il 2 dicembre 1914, votò contro, guadagnandosi l'espulsione. Ma il senso dell'unità era ancora molto forte nella SPD, tanto da trattenere altri contrari, come la Zietz, dal compiere atti di rottura nel partito o nel gruppo parlamentare.
Durante la guerra mondiale, infatti, Luise, pur contraria alla guerra, incoraggiò le donne SPD a fornire servizi sociali, come l'assistenza all'infanzia e quella ai malati e alle donne partorienti e ad unirsi al Fronte nazionale delle donne, avviato dalle organizzazioni delle donne borghesi per il sostegno alle vittime della guerra. Ma la sua opposizione alla prima guerra mondiale e al sostegno della maggioranza della dirigenza SPD alla guerra crebbero sempre di più.
Per la spiccata lealtà verso il partito, dunque, la Zietz partecipò, assieme a Friedrich Ebert, Hugo Haase e Hermann Molkenbhur, in rappresentanza dell' SPD, alla "Conferenza Socialista di Vienna" del 12-13 aprile 1915 dei partiti socialisti degli Imperi Centrali (Germania, Austria, Ungheria)[15], che si pronunciò a favore della pace mondiale e della fratellanza fra i popoli, da cui però nessuno uscisse umiliato.
Ma poco dopo si schierò contro la politica collaborazionista della dirigenza dell'SPD, cosa che alla fine del 1916 le costerà l'esclusione dalla Direzione del partito.

Il dissenso della minoranza pacifista dell'SPD esplose apertamente nel dicembre 1915, quando a votare contro i crediti di guerra furono ben 20 deputati socialdemocratici, guidati da Hugo Haase, capo dei „centristi“ [16] e da Edward Bernstein, leader dei „revisionisti“, entrambi favorevoli ad una pace senza annessioni.
Appariva ormai evidente ai „dissidenti“ che la maggioranza „patriottica“ di destra della Direzione della SPD aveva accantonato i principi su cui era stato costruito il partito: internazionalismo, pacifismo, lotta di classe. Per cui la minoranza interna del partito, ostile alla guerra, in una con quanti erano giá stati espulsi (18-1-1917) per gli stessi motivi, decise di indire una conferenza comprensiva di tutti gli oppositori alla Direzione di destra, per decidere il da farsi. La tensione fra „patriottici“ e „pacifisti“ era ormai tale che i convenuti decisero di passare alla scissione vera e propria.

Essa venne ufficializzata con la conferenza di Gotha del 9 aprile 1917, che a maggioranza deliberò la nascita di un nuovo partito socialista, il Partito SocialDemocratico Indipendente di Germania (USPD) [17]. Vi aderivano non solo i centristi di Haase[18], che ne divenne presidente, e i revisionisti di Bernstein, ma anche vere icone del socialismo tedesco, come Karl Kautsky, Rudolf Hilferding e Kurt Eisner, e la sinistra che si era coagulata attorno a Karl Liebknecht, a Rosa Luxemburg, a Clara Zetkin, come “Lega di Spartaco“.
La Zeitz fu tra i fautori più decisi della scissione e della fondazione dell'USPD, del cui Comitato Centrale fece parte sino alla morte. Le fu inoltre affidata l'organizzazione delle donne socialiste dell'USPD.

Finita la guerra, sotto la spinta rivoluzionaria delle masse, il Kaiser Guglielmo II abdicò e il suo cancelliere Maximilian von Baden nominò Capo dello Stato il leader SPD Friedrich Ebert.

Proclamata la repubblica, il potere esecutivo fu assunto dal Consiglio dei Commissari del Popolo [19]. Quest'ultimo convocò un Congresso Nazionale dei Consigli degli operai e dei soldati (dicembre 1918) che fissò l'elezione di un'Assemblea Nazionale per il 19 gennaio 1919. Fu la prima volta, grazie alla volontà dei due partiti socialisti, in cui le donne tedesche poterono votare; 37 di loro furono elette.
Di esse, 3 appartenevano all'USDP [20]: Luise Zietz, Lore Agnes [21] e Anna Hubler [22].
L'Assemblea, che aveva poteri legislativi e costituzionali, si riunì per la prima volta a Weimar il 6 febbraio 1919, il 31 luglio approvò la Costituzione [23] e il 21 maggio 1920 si sciolse. Sulla base della Costituzione, il 6 giugno 1920 fu eletto il Reichstag (Parlamento). Luise Zeitz fu chiamata, ancora una volta, a rappresentare l'USPD [24] anche in quel consesso, di cui fece parte fino alla morte, battendosi sempre con grande energia per i diritti delle donne e dei lavoratori.
Essa mantenne sempre la sua vocazione socialista. Fu perciò contraria all'adesione al Comintern e alla conseguente scissione della sinistra USPD [25]. Preferì quindi rimanere nella centrista USPD [26], mentre non riuscì ad assistere alla riunificazione del due partiti socialisti, SPD e USPD[27], che avverrà nel settembre 2022, alcuni mesi dopo la sua morte.

Luise Zeitz morì a 56 anni, il 27 gennaio 1922, a Berlino. Il giorno prima, nell'aula parlamentare, aveva partecipato a un dibattito sulle indennità di guerra ed era stata colta da un attacco di cuore.

La signora Zietz, svenuta ieri sul luogo del suo lavoro, è stata trasportata da qui al suo letto di morte. Una vita piena di inquietudine, di lavoro instancabile, estenuante è così estinta. (Paul Lobe, presidente del Reichstag, all'aula, interamente in piedi).

Era un'oratrice nata dal popolo, dall'eloquenza frizzante, accattivante, che parlava al cuore dei semplici e alla mente dei più progrediti. (Clara Zetkin)
Aveva sempre vissuto ben oltre le sue forze, e quindi la sua vita non poteva essere che breve.
(Hiltrud Schroeder)

Se ne andava con lei una donna che aveva dato tutta se stessa alle cause in cui credeva: socialismo, pacifismo, femminismo.



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[1] Ad esso fecero riferimento personaggi del livello di Karl Marx, Friedrich Engels, Karl Kautsky, August Bebel, Wilhelm Liebknecht, Eduard Berstein, Rosa Luxemburg, Rudolf Hilferding, Clara Zetkin, Willy Brandt.
[2] Lo sviluppo dell'industrializzazione rendeva sempre meno remunerativo il lavoro artigianale e fu perciò necessario alla numerosa famiglia Korner alleggerire le sue spese.
[3] Per il pedagogista Friedrich Froebel (1782-1852) il bambino esprime la sua personalità non attraverso la parola, ma attraverso il gioco.
[4] I due divorziarono il 13-12-1910.
[5] Luise ufficiosamente, a causa della legge che vietava alle donne di iscriversi a partiti politici.
[6] Organizzò coraggiosamente la resistenza delle donne, mogli e figlie dei lavoratori, per sostenere lo sciopero dei loro congiunti.
[7] August Bebel (1840-1913), deputato, fondatore e leader della socialdemocrazia tedesca, era un grande oratore.
[8] L'uguaglianza. Il giornale durò 16 anni e arrivò ad avere una tiratura di 125.000 copie. La Zietz ne divenne direttrice dopo la rimozione della Zetkin, che si opponeva apertamente alla Direzione di destra dell'SPD.
[9] La Zietz scrisse anche per la rivista teorica dell'SPD Die Neue Zeit (Il Nuovo Tempo), diretta da Karl Kautsky.
[10] Nel 1913 un'altra donna socialista, Marie Juchacz (1879-1956), acquisì una posizione rilevante, come segretaria femminile di Colonia, nominata in questo ruolo appunto dalla Zietz.
[11] La Conferenza si tenne poco prima dell'VIII congresso della Seconda Internazionale, tenuto nella stessa città dal 28-8 al 3-9/1910. Vi parteciparono 100 donne in rappresentanza di 17 Paesi.
[12] La Zetkin scrisse il documento finale, che fu approvato dalle convegniste, recependo una proposta avanzata dalle delegate americane.
[13] Nella riunione preventiva del gruppo parlamentare votarono a favore dell'approvazione dei crediti di guerra 68 deputati; 14 furono i contrari (fra cui il capogruppo Haase) e 18 tra astenuti e assenti.
[14] Finanziamento delle spese militari.
[15] In precedenza si erano svolte una conferenza a Lugano (27-9-1914) dei partiti socialisti dei Paesi neutrali (Svizzera e Italia) e una a Londra (2/1915) dei socialisti dei Paesi dell'Intesa (Gran Bretagna, Francia, Russia, Belgio).
[16] A tale corrente apparteneva Luise Zietz.
[17] L'USPD aderì all'Internazionale di Vienna. I suoi iscritti oscillarono da 100.000 a 750.000.
[18] Haase morì il 7-11-1919, in seguito a un attentato del 8-10-1919.
[19] Tale Consiglio era composto da tre esponenti della SPD e da tre della USPD. Ma il 29-12.1918 i rappresentanti dell'USPD si dimisero per protestare contro la dura repressione del movimento rivoluzionario.
[20] L'USPD ottenne il 7,6 % e 22 seggi su 421; l'SPD il 37,9 % e 163 seggi. Il resto andò a vari partiti di centro o di centro-destra. Il KPD decise di non partecipare alle elezioni.
[21] Lore Agnes (1876-1953) fu deputata dal 1919 al 1933. Era una antimilitarista radicale vicina a Rosa Luxemburg, ma quando l'ala sinistra dell'USPD scelse di confluire nel partito comunista, decise di rimanere nella casa socialista. A 68 anni fu arrestata dalla gestapo. Rimase socialista fino alla morte.
[22] Anna Hubler (1876-1923) fu deputata solo per quella legislatura (1919-20). Era un'organizzatrice del movimento femminile socialista. Collaborò anche alla rivista femminile Die Gleichhit.
[23] L'USPD, all'opposizione dei governi SPD- centristi, votò contro.
[24] Dopo la morte di Haase, leader dell'USPD era Arthur Crispien (1875-1946), già vicepresidente del partito. L'USPD, alle elezioni per il Reichstag, ottenne il 17,9 % e 84 deputati su 459. La SPD ebbe il 21,7 % e 102 deputati, riconfermandosi primo partito della Germania, e il KPD il 2,1 % e 4 seggi.
[25] Il congresso di Halle dell'USPD del 12-17 ottobre 1920 si pronunciò per l'adesione al Comintern con 237 voti a favore e 156 contrari, fra cui la Zietz, che volle rimanere fedele al socialismo. La spaccatura del partito ebbe, come conseguenza pratica, la fusione, avvenuta il 4-7 dicembre 1920, tra la Sinistra USPD (400.000 iscritti) e il Partito Comunista Tedesco (KPD), che formarono il Partito Comunista Unificato di Germania (VKPD).
[26] Con la USPD rimasero 350.000 iscritti.
[27] I due partiti si fusero ufficialmente il 24-9-1922, assumendo il nome di Partito Social Democratico Unificato di Germania (VSPD), che nel 1924 riassunse l'antica denominazione di SPD. Un piccolo gruppo dell'USPD rifiutò la fusione e mantenne in vita la sigla USPD, fino a quando, nel 1931, contribuì a fondare, assieme ad altri gruppi socialisti, il Partito Socialista dei Lavoratori di Germania (SAPD), molto presente nella lotta antinazista. Il SAPD si dissolverà nel 1945.





Fonte: di FERDINANDO LEONZIO
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Periodico socialista fondato 1897.
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Rivista di politica economica e cultura
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