LAURA BIANCHINI


Eletta nella lista della Democrazia Cristiana, nel VI collegio (Brescia Bergamo), Laura Bianchini nasce a Castenedolo (Brescia) il 23 agosto 1903 da Domenico e Caterina Arici.

Laureata in Filosofia, è insegnante e pubblicista. Cattolica, antifascista, è molto attiva nella Resistenza bresciana e milanese.
Ospita in casa propria le prime riunioni del Comitato di Liberazione Nazionale di Brescia e vi installa anche una piccola tipografia che redige il giornale «Brescia libera», il primo foglio della Resistenza bresciana.
Sospettata dalla polizia è costretta a cercare rifugio a Milano dove riceve l'incarico di coordinare la stampa clandestina. Diventa redattrice del giornale cattolico «Il Ribelle», sul quale si firma con gli pseudonimi di Penelope, Don Chisciotte e Battista. Si dedica, inoltre, alla organizzazione dei soccorsi ai detenuti politici del carcere di San Vittore e all'assistenza alle famiglie ebree ricercate dai nazifascisti, favorendo a molte di loro la fuga in Svizzera.

Fa parte del comando delle «Fiamme Verdi» e dell'esecutivo del CLNAI (Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia) per la Democrazia Cristiana, incaricata di organizzare i primi gruppi femminili.

Membro del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana e del comitato nazionale del movimento femminile di Azione cattolica. Presidente della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) femminile di Brescia e delle laureate cattoliche. Nel 1945, designata dalla Democrazia Cristiana a far parte della Consulta nazionale, è segretaria della Commissione Istruzione e Belle Arti.

Nel 1946 viene eletta alla Costituente con 30.716 voti di preferenza. Nell'ambito della discussione sul Titolo II, del Progetto di Costituzione, che si occupa dei rapporti etico-sociali, nella seduta del 21 e del 30 aprile 1947, Laura Bianchini affronta il tema della scuola. Dichiara che lo Stato deve promuovere l'educazione e l'istruzione dei giovani, in vista del bene comune, rispettando, però, le altre istituzioni preposte a questo fine quali la famiglia, la società civile e la Chiesa.

È favorevole agli aiuti economici nei confronti delle scuole private, che devono arrivare, però, non dallo Stato, ma dal singolo individuo e dalle famiglie. La Bianchini sostiene il diritto di ogni cittadino a ricevere una adeguata istruzione, che deve svilupparsi in base alle richieste del mondo del lavoro, e quindi in grado di offrire mano d'opera qualificata e specializzata. Membro del consiglio provinciale scolastico di Brescia, fa parte della Commissione nazionale di inchiesta per la riforma della scuola.

È tra gli ideatori dell'Ente nazionale per le scuole italiane di servizio sociale. Vicedirettrice della rivista «Scuola e Vita». Fa parte della direzione del «Paedagogium», istituto per l'educazione cristiana, sorto dalla collaborazione tra l'Università Cattolica e la casa editrice La Scuola.

Nel 1948 viene eletta alla Camera dei deputati, nella I legislatura repubblicana, nel collegio elettorale di Brescia-Bergamo, con 45.628 voti di preferenza. Fa parte della VI Commissione Istruzione e Belle Arti e della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla.
Nel 1953, alla conclusione della I legislatura, Laura Bianchini si ritira dalla vita parlamentare e riprende l'insegnamento. Insegna storia e filosofia presso il liceo «Virgilio» di Roma fino al 1973.

Muore a Roma il 27 settembre 1983.




I testi dei profili biografici delle deputate all'Assemblea costituente sono tratti dal volume “Le donne della Costituente”, a cura di Maria Teresa Antonia Morelli, Laterza Fondazione della Camera dei deputati, Roma-Bari, 2007.
Le immagini fotografiche utilizzate provengono dalle seguenti fonti archivistiche: Fondo fotografico del Cerimoniale e Fondo fotografico Cantera-Luxardo, Agenzia ANSA, archivio fotografico Hispellum. Segreteria generale - Ufficio Pubblicazioni e relazioni con il pubblico - Roma, 2023.

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