L’EUROPA E L’OMBRELLO NUCLEARE FRANCESE di Andrea Becherucci
23-03-2026 - IL SOCIALISMO NEL MONDO
La nuova situazione d'incertezza che si è venuta a creare con l'attacco a sorpresa degli Stati Uniti contro l'Iran ha determinato varie conseguenze.
Tra queste si segnala la dichiarata volontà del presidente francese Emmanuel Macron di aumentare il numero delle testate nucleari a disposizione del paese e di offrire la garanzia dell'ombrello atomico francese a chi dichiari di essere interessato. Al momento hanno aderito alla proposta avanzata dall'Eliseo in otto: si tratta di Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Svezia e Grecia.
Dopo tanti anni e infinite discussioni sembra finalmente che le guerre attualmente in corso abbiano convinto gli europei ad accelerare sul fronte dell'autonomia strategica.
Macron, nel discorso pronunciato il 2 marzo scorso all'Île Longue, la base che ospita i sottomarini balistici francesi si è soffermato a lungo sul concetto di deterrenza. Le sue parole, tra le altre, sono state queste: «per essere liberi è necessario essere temuti, per essere temuti è necessario essere potenti». Ha introdotto poi il concetto di ‘dissuasione avanzata' con cui ha indicato la possibilità per gli alleati di partecipare alle esercitazioni nucleari francesi e, per le forze francesi, la possibilità di un eventuale dispiegamento di armi nucleari sul territorio degli alleati che lo vorranno consentire.
La forza nucleare di dissuasione francese rappresenta un elemento di forte continuità nella politica estera del paese fin dagli anni Sessanta. Ora, in molti hanno evidenziato come la ‘dissuasione avanzata' rappresenti una rottura nella strategia militare e geopolitica della Francia anche perché, all'annuncio di questa, sono seguite interlocuzioni ad alto livello in cui altri paesi sono stati coinvolti per testare la loro eventuale adesione al nuovo progetto. Parecchi commentatori hanno voluto vedere in queste discussioni l'embrione di un progetto integrato di sicurezza europea auspicabilmente destinato a svilupparsi in un autentico esercito europeo.
Il cancelliere Merz ha sottoscritto con il presidente Macron una dichiarazione congiunta in cui si può leggere che: «la France et l'Allemagne ont mis en place un groupe de pilotage nucléaire de haut niveau qui servira de cadre bilatéral pour le dialogue doctrinal et la coordination de la coopération stratégique, notamment pour les consultations relatives à l'articulation optimale de capacités conventionnelles, de défense antimissile et de capacités nucléaires françaises».
Tale nuovo quadro d'azione non rimetterebbe in discussione l'alleanza atlantica ma le si affiancherebbe. A nessuno, però, può sfuggire il significato politico di questa scelta in un momento nel quale siede alla Casa Bianca un presidente le cui azioni definire imprevedibili pare davvero poco.
Tra queste si segnala la dichiarata volontà del presidente francese Emmanuel Macron di aumentare il numero delle testate nucleari a disposizione del paese e di offrire la garanzia dell'ombrello atomico francese a chi dichiari di essere interessato. Al momento hanno aderito alla proposta avanzata dall'Eliseo in otto: si tratta di Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Svezia e Grecia.
Dopo tanti anni e infinite discussioni sembra finalmente che le guerre attualmente in corso abbiano convinto gli europei ad accelerare sul fronte dell'autonomia strategica.
Macron, nel discorso pronunciato il 2 marzo scorso all'Île Longue, la base che ospita i sottomarini balistici francesi si è soffermato a lungo sul concetto di deterrenza. Le sue parole, tra le altre, sono state queste: «per essere liberi è necessario essere temuti, per essere temuti è necessario essere potenti». Ha introdotto poi il concetto di ‘dissuasione avanzata' con cui ha indicato la possibilità per gli alleati di partecipare alle esercitazioni nucleari francesi e, per le forze francesi, la possibilità di un eventuale dispiegamento di armi nucleari sul territorio degli alleati che lo vorranno consentire.
La forza nucleare di dissuasione francese rappresenta un elemento di forte continuità nella politica estera del paese fin dagli anni Sessanta. Ora, in molti hanno evidenziato come la ‘dissuasione avanzata' rappresenti una rottura nella strategia militare e geopolitica della Francia anche perché, all'annuncio di questa, sono seguite interlocuzioni ad alto livello in cui altri paesi sono stati coinvolti per testare la loro eventuale adesione al nuovo progetto. Parecchi commentatori hanno voluto vedere in queste discussioni l'embrione di un progetto integrato di sicurezza europea auspicabilmente destinato a svilupparsi in un autentico esercito europeo.
Il cancelliere Merz ha sottoscritto con il presidente Macron una dichiarazione congiunta in cui si può leggere che: «la France et l'Allemagne ont mis en place un groupe de pilotage nucléaire de haut niveau qui servira de cadre bilatéral pour le dialogue doctrinal et la coordination de la coopération stratégique, notamment pour les consultations relatives à l'articulation optimale de capacités conventionnelles, de défense antimissile et de capacités nucléaires françaises».
Tale nuovo quadro d'azione non rimetterebbe in discussione l'alleanza atlantica ma le si affiancherebbe. A nessuno, però, può sfuggire il significato politico di questa scelta in un momento nel quale siede alla Casa Bianca un presidente le cui azioni definire imprevedibili pare davvero poco.
Fonte: di Andrea Becherucci










