19 Maggio 2024

"IL MOVIMENTO POLITICO DEI LAVORATORI
ed altre formazioni socialiste: ACPOL, ex PSIUP, Nuovo PSIUP, AS, PdUP"

21-06-2020 - STORIE&STORIE











Simbolo del MPL

Livio Labor





Il 9 giugno 1944, in rappresentanza rispettivamente delle correnti comunista, socialista e cattolica, Giuseppe Di Vittorio, Emilio Canevari e Achille Grandi firmarono il Patto di Roma, con cui si diede vita al sindacato unitario, denominato Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).
Tuttavia, nell'agosto 1944, Achille Grandi fondo' le Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani (A.C.L.I.), che il loro statuto, all'articolo 1, definiva espressione della corrente cristiana in campo sindacale. Nelle intenzioni del fondatore esse avevano lo scopo di curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori cristiani, anche per meglio salvaguardarne la specificitá all'interno del sindacato unitario.
In sostanza si voleva mantenere l'influenza della Chiesa cattolica e della Democrazia Cristiana (DC) all'interno della classe lavoratrice sindacalmente organizzata, la cui grande maggioranza era orientata in favore del partito comunista e di quello socialista.
La fine dell'unitá antifascista e di quella sindacale, la guerra fredda, la contrapposizione tra “centrismo” e “frontismo” favorirono il sorgere, a fianco della DC, di organizzazioni cosiddette “collaterali”(1) che, oltre ad occuparsi dei loro specifici settori professionali, assicuravano al partito dello scudo crociato la presenza e la penetrazione nei vari gruppi sociali.
La presidenza (1961-1969) di Livio Labor (1918-1999) impresse alle ACLI una svolta decisamente progressista, che rese l'Associazione sempre piú sensibile alle istanze che salivano dal mondo del lavoro e da quello dei meno fortunati. A conclusione dello sviluppo, all'interno dell'organizzazione, di una nuova sensibilitá anticapitalista e classista, il congresso di Torino (19-22/6/1969) delle ACLI decise la fine del “collateralismo” con la DC e proclamo' il principio della libertá di voto per gli aclisti, rompendo cosí la tradizionale “unitá politica dei cattolici”.
Subito dopo Labor, pero', per non coinvolgere le ACLI nelle sue personali scelte politiche, lascio'
la presidenza, nella quale fu sostituito da Emilio Gabaglio.
Giá l'8 marzo 1969, su impulso principalmente di Labor era stata fondata, ad opera di un comitato promotore (2), l' “Associazione di Cultura Politica” (ACPOL), allo scopo di offrire a tutti coloro che erano critici nei confronti dell'assetto capitalistico della societá ed auspicavano cambiamenti radicali politici, sociali ed economici "un canale di comunicazione e di dialogo per la elaborazione di un discorso e di una strategia comuni. L'associazione si proponeva – recita il comunicato ufficiale – di stimolare dall'interno stesso delle componenti della sinistra italiana un processo evolutivo, che voglia pervenire a una profonda modificazione e ristrutturazione della sinistra in una nuova prospettiva politica, al di lá di ogni ipotesi terzaforzista.
"
Vi aderivano elementi del PSI, del PSIUP, della CGIL, della CISL, delle ACLI e del Movimento studentesco. Organo di stampa del movimento era Acpol notizie, che inizio' le pubblicazioni nell'ottobre 1969. L'ACPOL svolse un'intensa attivitá convegnistica, promossa principalmente da Livio Labor con la collaborazione di Riccardo Lombardi (PSI) e di Lelio Basso (PSIUP) (3).

Ben presto, pero', l'attivitá dell'ACPOL si sposto' dal dibattito politico-culturale ad un'azione politica tendenzialmente partitica dei cattolici progressisti. Cio' porto' al disimpegno di esponenti militanti in altre formazioni politiche ed alla rapida dissoluzione dell' ACPOL, che il 4 luglio 1970 decise di sciogliersi.

****

Il giorno dopo (5-7-1970) gli aderenti alla disciolta organizzazione che intendevano dar vita ad un nuovo soggetto politico si costituirono in assemblea con l'intenzione di dar inizio ad un processo di costituzione di un Movimento Politico dei Lavoratori (MPL).
Dal 20 al 22 novembre 1970 si riuní a Sorrento l'assemblea nazionale dei coordinatori, per avviare la fase costituente del nuovo movimento, per definirne la linea politica, ormai orientata verso un'alternativa socialista (4) e per eleggere un Comitato di Coordinamento Nazionale di 30 membri, che avrá come coordinatore nazionale Livio Labor.
Una scelta di campo, quella del MPL, decisamente progressista e socialista per Un socialismo che non è mai esistito, affermava Labor, perché la democrazia socialista bisogna inventarla. Bisognava cercare, cioè, una nuova strada verso il socialismo, senza guardare a modelli preesistenti.
Il MPL venne ufficialmente costituito il 29 ottobre 1971 da Livio Labor, affiancato da Gennaro Acquaviva, Vittorio Bellavite (5), Luciano Benadusi (6), Marco Biagi, Corrado Clini, Luigi Covatta (7), Domenico Jervolino, Pierluigi Mantini, Gian Giacomo Migone, Giovanni Russo Spena, ecc. Vi aderirono gli on. Cesare Pirisi (8) e Giuseppe Gerbino (9).
Suo organo di stampa fu il settimanale Alternative (10), affiancato da un'agenzia di informazione Mpl notizie. Il MPL si avvalse anche di un struttura operativa radicata nel territorio.
Alle elezioni politiche del 7-8 maggio 1972, il MPL conseguí pero'risultati assai deludenti: 120.251 voti per la Camera (11), pari allo 0,36 % e nessun seggio. Il fallimento elettorale e la crisi che ne conseguí all'interno del movimento indussero a una seria riflessione sull'opportunitá di tenere in vita il movimento. Lo stesso Labor ritenne necessario che il MPL andasse a un confronto e a un dialogo con le forze della sinistra che parta dalla riflessione autocritica sulla inadeguatezza dello strumento che abbiamo messo in piedi.
Non mancarono le avances del costruendo Nuovo PSIUP, ma esse non conseguirono alcun apprezzabile risultato.
Ai primi di luglio dello stesso anno 1972 si svolse l'Assemblea Generale per decidere il destino del MPL, e in quella sede emerse una frattura, che ben presto si rivelo' insanabile, tra la maggioranza (Labor, Acquaviva, Benadusi, Covatta), determinata a sciogliere il movimento e a confluire nel PSI, per rafforzarne l'ala sinistra lombardiana e una consistente minoranza (Migone, Russo Spena, Jervolino, Bellavita) favorevole a continuare l'esperienza del MPL.
La confluenza della maggioranza nel PSI fu perfezionata il 14 novembre del 1972, nel corso del 39° congresso del PSI (12).

Intanto la minoranza dell'ormai ex MPL si organizzo' in un movimento denominato Alternativa Socialista (AS), che si proponeva di far convergere la tradizione politica del movimento operaio con il dissenso cattolico.
L'incontro tra le due minoranze, quella del MPL denominata Alternativa Socialista e quella del disciolto PSIUP, denominata Nuovo PSIUP, a questo punto, era del tutto scontata.

*****

Infatti, una situazione analoga si era verificata nel Partito Socialista Italiano di Unitá Proletaria (PSIUP) (13). Il risultato negativo conseguito dal partito nelle elezioni politiche del 7-8 maggio 1972, in cui, avendo ottenuto solo l'1,94 %, esso non raggiunse il quorum in nessuna circoscrizione della Camera e percio' non ottenne nessun deputato (14), provoco' nello scoraggiato gruppo dirigente una seria riflessione sulla funzione che il partito poteva ancora esercitare nel quadro politico nazionale.
Il IV ed ultimo congresso del PSIUP, che ebbe inizio a Roma il 13 luglio 1972, decise, con una maggioranza del 67%, di sciogliere il partito e di confluire nel PCI.

Una minoranza, che ottenne il 9 % dei voti, guidata da Vincenzo Gatto (1922-2005) e da Giuseppe Avolio (1924-2006), invece, riteneva che il fallimento dell'unificazione socialdemocratica PSI-PSDI, dissoltasi nel 1969, e il dibattito in atto all'interno del PSI, avessero aperto spazi sufficienti per poter influire in direzione di una sterzata a sinistra del PSI, che portasse quel partito ad aderire ad un largo schieramento unitario col PCI e con la sinistra cattolica. Tale minoranza, inoltre, contestava la tesi della maggioranza pro PCI, secondo cui l'unica reale organizzazione del lavoratori italiani era il PCI, ritenendola anzi pericolosa, in quanto essa rischiava di indebolire l'intero schieramento di sinistra:
Riteniamo che il PSI, tornato all'opposizione e impegnato in uno sforzo di riqualificazione del suo ruolo di forza socialista, classista e internazionalista, possa offrire oggi le condizioni sufficienti per proseguire la nostra milizia di classe nella lotta per il socialismo (15).
I delegati favorevoli alla confluenza nel PSI si riunirono, domenica 15 luglio 1972, nella sala Rimoldi, in via Teulada a Roma, dove, a nome del “Comitato nazionale della sinistra socialista per la confluenza nel PSI”, Avolio lancio' un appello ai lavoratori: {…} Indichiamo ai lavoratori la confluenza nel PSI (16) come un momento di rilancio della componente socialista utile per lo sviluppo e il successo delle lotte dei lavoratori nella presente e difficile realtá interna ed internazionale. Assieme a noi forze cattoliche e progressiste (17), pur provenendo da esperienze diverse, confermano l'attualitá e la validitá della scelta socialista unitaria, per aprire nuove prospettive di trasformazione democratica e socialista nel nostro Paese {…} (18).
La confluenza nel PSI dei 16.884 militanti dell'ex PSIUP che aderirono all'appello avvenne a Genova, in occasione del 39° congresso del PSI, nel corso di una grande manifestazione tenuta nella stessa sala Sivori, in cui nel 1892 era nato il partito socialista (19), in cui parlarono, fra gli altri, Francesco De Martino, presidente del PSI, e Vincenzo Gatto. Il documento di confluenza fu illustrato al congresso da Giuseppe Avolio.
L'assemblea congressuale del PSI approvo', il 14 novembre 1972, per acclamazione, i due documenti di accettazione nel PSI dei militanti dell'ex PSIUP e della maggioranza del MPL, che furono letti da Paolo Vittorelli (20).
Il 30 novembre 1972 il CC scaturito dal congresso di Genova elesse la nuova Direzione del PSI, di 34 componenti, fra cui Giuseppe Avolio e Vincenzo Gatto dell'ex PSIUP e Livio Labor del MPL.

*****

Un'altra minoranza, che al congresso di scioglimento del PSIUP ottenne il 23,8 %, si pronuncio', invece, per la continuitá del partito.
Essa riteneva, come ebbe a dire Vittorio Foa, che le ragioni politiche che diedero vita al PSIUP nel 1964 non sono venute meno, ma sono ancora valide, anche se bisognose di un riesame critico.
Oltre che dai leader Vittorio Foa (1910-2008), membro della segreteria nazionale della CGIL, e Silvano Miniati (21) (1934-2016), tale posizione era sostenuta da prestigiosi esponenti dell'ormai ex PSIUP, quali lo storico Mario Albano, il sociologo Pino Ferraris, gli ex partigiani Guido Biondi e Aristeo Biancolini, il giornalista Daniele Protti, il giornalista-scrittore Mario Brunetti, il senatore Dante Rossi, i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi.
Il 16 luglio 1972 i delegati favorevoli alla continuitá del partito si diedero convegno a Roma, al Supercinema, per partecipare all' “Assemblea costituente per la continuitá e il rinnovamento del PSIUP”. Da quell'incontro scaturí la decisione di dar vita ad un nuovo soggetto politico denominato Nuovo PSIUP (NPSIUP). Esso, disse Foa, non voleva porsi in termini antagonistici verso le altre forze della sinistra, siano storiche oppure extraparlamentari, quale che siano i nostri dissensi.
Organo del nuovo partito divenne il quindicinale Unitá Proletaria, con direttore Daniele Protti.
Il cammino era ormai tracciato verso l'incontro con Alternativa Socialista.

****

Alla fine dell'estate 1972, a Firenze, ebbe luogo l'incontro tra le delegazioni del Nuovo PSIUP e di Alternativa Socialista, che concordarono di tenere due convegni preparatori per meglio amalgamare le loro basi ed avviarle cosí alla fusione.
Il primo, volto a lanciare ufficialmente il processo di rifondazione della sinistra, si svolse a Torino, a metá ottobre, con l'obiettivo di aggregare tutti quei militanti che non si riconoscevano nel PCI e nel PSI e gli scontenti provenienti dalla sinistra della DC, dalla CISL, dalle ACLI.
Il secondo convegno ebbe luogo a Bologna, dove le due formazioni, ora rafforzate organizzativamente, ribadirono la politica dell'alternativa. Esso si concluse con l'approvazione all'unanimitá di un documento che sanciva la fusione delle due componenti organizzatrici, delegando ad una successiva assemblea il compito di definire il simbolo e la sigla e gli orientamenti politico-organizzativi.
Il 2 e 3 dicembre successivi, infatti, a Livorno fu deciso il nome del partito in cui si fusero NPSIUP e AS: Partito di Unitá Proletaria (PdUP).
Fu anche eletto, come unico organo di direzione politica del nuovo partito, un Comitato di coordinamento, composta da Vittorio Bellavite, Guido Biondi, Mario Brunetti, Roberto Calari, Bruno De Vita, Pino Ferraris, Vittorio Foa, Gian Giacomo Migone, Silvano Miniati, Guglielmo Ragozzino, Dante Rossi, Giovanni Russo Spena.
Il nuovo partito poteva contare su circa 13.000 iscritti e oltre 600 consiglieri comunali.

****

Mentre il PSIUP aveva occupato uno spazio politico in certo senso intermedio tra PSI e PCI, il nuovo partito nato dalla fusione tra la minoranza del PSIUP e quella del MPL, cioè il PdUP si colloco' alla sinistra del PCI. In questo terreno, pero', era stato preceduto da un altro “inquilino”: il gruppo del manifesto (22), uscito anch'esso scosso dalla recente prova elettorale (23).
Dopo un accidentato periodo in cui si alternarono concorrenza e convergenza, i due partiti decisero di fondersi (24), dando cosí vita, nel luglio 1974, al “PdUP per il comunismo” (25), con segretario Lucio Magri.
Lo scopo del nuovo soggetto politico era quello di far convergere il patrimonio storico del movimento operaio italiano con le esperienze del dissenso cattolico, presentandosi come unica formazione politica di estrema sinistra alternativa al PCI, ma convintamente parlamentare.
La convivenza non fu pero' di lunga durata, giacché, la minoranza, quasi coincidente con l'ex PdUP (26), lascio' il partito per aderire alla costituente per la trasformazione in partito di Democrazia Proletaria (DP) (27), di cui Giovanni Russo Spena diventerá segretario nel 1987, dopo le dimissioni di Mario Capanna. Democrazia Proletaria, in seguito, confluirá in Rifondazione Comunista (RC) (28).
Da quel momento la storia di questi gruppi socialisti, ultime espressioni del socialismo di sinistra in Italia, si diluirá in mille rivoli e diventerá storia personale di ciascuno dei suoi protagonisti.

__________

  1. La CISL, la Coldiretti, l'Associazione Cristiana Artigiani, l'Intesa universitaria, il Centro Sportivo Italiano, i Comitati Civici, le ACLI.
  2. Il Comitato era composto di 23 persone, fra cui molti giovani: Gennaro Acquaviva, Giuseppe Ammassari, Enzo Bartocci, Luciano Benadusi, Roberto Cassola, Fabrizio Cicchitto, Luigi Covatta, Enzo Enriquez Agnoletti, Massimo Fichera, Antonio Fontana, Beppe Gatti, Michele Giannotta, Moreno Incerpi, Giorgio Lauzi, Siro Lombardini, Piero Merli Brandini, Diego Miraglia, Ettore Morezzi, Giorgio Pazzini, Emanuele Rangi Ortigosa, Leonardo Romano, Claudio Signorile, Francesco Tempestini.
  3. Principali convegni: Contestazione sociale e movimento operaio (Milano, settembre 1969), Le Regioni di fronte alla crisi del sistema politico italiano (Roma, novembre 1969), Strategia e prospettive della sinistra europea (Parigi, febbraio 1970), Lotte politiche di base (Milano, marzo 1970).
  4. Tale scelta è illustrata nel documento Proposta del MPL per un'alternatica socialista, in 63 tesi.
  5. Bellavite sará segretario nazionale del MPL
  6. Per sei anni era stato delegato nazionale del Movimento giovanile della DC.
  7. Covatta è direttore di Mondoperaio, rivista fondata da Pietro Nenni.
  8. Pirisi era stato eletto nel 1968 come indipendente nella lista del PCI.
  9. Gerbino proveniva dalla DC.
  10. Il primo numero uscí il 14-2-1971; il giornale cesso' le pubblicazioni il 2-7-1972. Primo direttore ne fu Augusto Marcelli, poi sostituito da Luigi Covatta.
  11. Per il Senato non aveva presentato liste.
  12. Livio Labor nel 1976 sará eletto senatore del PSI.
  13. Il PSIUP era nato il 10-1-1964 da una scissione delle sinistre del PSI, capeggiate da Tullio Vecchietti e Lelio Basso, in seguito alla scelta della maggioranza autonomista del PSI di entrare nel primo governo di centro-sinistra organico, il governo Moro-Nenni.
  14. Al Senato il PSIUP si presento' assieme al PCI ed elesse 11 senatori, con in testa il segretario del partito Dario Valori e formo' un proprio gruppo parlamentare presieduto da Mario Li Vigni.
  15. Dall'intervento di Avolio al Congresso (15-7-1972).
  16. Tale decisione era stata anticipata dal rientro nel PSI di Alessandro Menchinelli (1924-2013) e Giulio Scarrone, giá direttore de La Conquista, organo dei giovani socialisti e di Rassegna socialista, periodico del PSIUP.
  17. E' evidente il riferimento alle ACLI e al MPL.
  18. Il saluto del PSI fu portato da Gino Bertoldi (1920-2001).
  19. Allora con la denominazione di Partito dei Lavoratori Italiani.
  20. I due documenti recavano le firme di Bettino Craxi, Francesco De Martino, Riccardo Lombardi, Giacomo Mancini, Enrico Manca e Paolo Vittorelli.
  21. Miniati è autore del primo saggio organico sulla storia del PSIUP: Silvano Miniati PSIUP 1964-1972, vita e morte di un partito Edimez, 1981.
  22. La rivista mensile il manifesto era nata, nel giugno 1969, come espressione dell'ala sinistra del PCI (Lucio Magri, Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Lidia Menapace). Il 24-11—1969, i suoi principali esponenti vennero radiati dal PCI, con l'accusa di frazionismo. Il giornale si trasformo' cosí anche in gruppo politico organizzato, che si presento'alle elezioni del 1972.
  23. Voti alle elezioni politiche del 1972: 224.313, 0,67 % e nessun seggio alla Camera. Al Senato il manifesto aveva invitato a votare PCI.
  24. L'assemblea di scioglimento del Movimento del Manifesto ebbe luogo a Roma dal 12 al 14 luglio 1974. Il PdUP decise il suo scioglimento e la fusione col Manifesto nel suo congresso nazionale di Firenze (19-21/7/1974). Il congresso ufficiale di fondazione sará tenuto a Bologna il 29-1-1976.
  25. Dopo qualche mese vi aderí anche il “Movimento autonomo degli studenti” di Milano, guidato da Mario Capanna.
  26. Foa, Miniati, Giovannini, Lettieri, Sclavi, Russo Spena, Jervolino. Magone passo'ai Democratici di Sinistra (DS).
  27. DP originariamente (1975) era sorta come cartello elettorale che raggruppava alcuni movimenti di sinistra, in vista delle elezioni politiche del 1976, in cui ottenne 6 seggi. Il 19-4-1978 si costituí in partito vero e proprio.
  28. La maggioranza, che conservo' la denominazione di PdUP per il Comunismo, praticamente coincidente col vecchio gruppo del manifesto, nel novembre 1984 confluirá, invece, nel PCI.


Fonte: di FERDINANDO LEONZIO
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale,
la voce del liberalismo progressista in Italia.





Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017
Associazione Alleanza Giellista
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
Il sito web www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie alcuni dati personali degli utenti che navigano sul sito web.

In accordo con l'impegno e l'attenzione che poniamo ai dati personali e in accordo agli artt. 13 e 14 del EU GDPR, www.rivoluzionedemocratica.it fornisce informazioni su modalità, finalità, ambito di comunicazione e diffusione dei dati personali e diritti degli utenti.

Titolare del trattamento dei dati personali
La Rivoluzione Democratica
Via Circondaria, 56
55045 - Firenze Italia


Email: info @rivoluzionedemocratica.it
Telefono: 3934324237

Tipi di dati acquisiti
www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie dati degli utenti direttamente o tramite terze parti. Le tipologie di dati raccolti sono: dati tecnici di navigazione, dati di utilizzo, email, nome, cognome, numero di telefono, provincia, nazione, cap, città, indirizzo, ragione sociale, stato, cookie e altre varie tipologie di dati. Maggiori dettagli sui dati raccolti vengono forniti nelle sezioni successive di questa stessa informativa.
I dati personali sono forniti deliberatamente dall'utente tramite la compilazione di form, oppure, nel caso di dati di utilizzo, come ad esempio i dati relativi alle statistiche di navigazione, sono raccolti automaticamente navigando sulle pagine di www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati richiesti dai form sono divisi tra obbligatori e facoltativi; su ciascun form saranno indicate distintamente le due tipologie. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati obbligatori, www.rivoluzionedemocratica.it si riserva il diritto di non fornire il servizio. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati facoltativi, il servizio sarà fornito ugualmente da www.rivoluzionedemocratica.it .

www.rivoluzionedemocratica.it utilizza strumenti di statistica per il tracciamento della navigazione degli utenti, l'analisi avviene tramite log. Non utilizza direttamente cookie ma può utilizzare cookie includendo servizi di terzi.

Ciascun utilizzo di cookie viene dettagliato nella Cookie Policy (https://www.rivoluzionedemocratica.it/Informativa-sui-cookies.htm) e successivamente in questa stessa informativa.
L'utente che comunichi, pubblichi, diffonda, condivida o ottenga dati personali di terzi tramite www.rivoluzionedemocratica.it si assume la completa responsabilità degli stessi. L'utente libera il titolare del sito web da qualsiasi responsabilità diretta e verso terzi, garantendo di avere il diritto alla comunicazione, pubblicazione, diffusione degli stessi. www.rivoluzionedemocratica.it non fornisce servizi a minori di 18 anni. In caso di richieste effettuate per minori deve essere il genitore, o chi detiene la patria potestà, a compilare le richieste dati.

Modalità, luoghi e tempi del trattamento dei dati acquisiti
Modalità di trattamento dei dati acquisiti
Il titolare ha progettato un sistema informatico opportuno a garantire misure di sicurezza ritenute adatte ad impedire l'accesso, la divulgazione, la modifica o la cancellazione non autorizzata di dati personali. Lo stesso sistema effettua copie giornaliere, ritenute sufficientemente adeguate in base alla importanza dei dati contenuti.

L'utente ha diritto a ottenere informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate dal titolare per proteggere i dati.

Accessi ai dati oltre al titolare
Hanno accesso ai dati personali raccolti da www.rivoluzionedemocratica.it il personale interno (quale ad esempio amministrativo, commerciale, marketing, legale, amministratori di sistema) e/o soggetti esterni (quali ad esempio fornitori di servizi informatici terzi, webfarm, agenzie di comunicazione, fornitori di servizi complementari). Se necessario tali strutture sono nominate dal titolare responsabili del trattamento.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

Comunicazione di eventuali accessi indesiderati al Garante della Privacy
Il suddetto sistema informatico è monitorato e controllato giornalmente da tecnici e sistemisti. Ciò non toglie che, anche se ritenuta possibilità remota, ci possa essere un accesso indesiderato. Nel caso in cui questo si verifichi il titolare si impegna, come da GDPR ad effettuarne comunicazione al Garante della Privacy entro i termini previsti dalla legge.

Luoghi di mantenimento dei dati acquisiti
I dati personali sono mantenuti e trattati nelle sedi operative e amministrative del titolare, nonché nelle webfarm dove risiedono i server che ospitano il sito web www.rivoluzionedemocratica.it, o sui server che ne effettuano le copie di sicurezza. I dati personali dell'utente possono risiedere in Italia, Germania e Olanda, comunque in nazioni della Comunità Europea. I dati personali dell'utente non vengono mai portati o copiati fuori dal territorio europeo.

Tempi di mantenimento dei dati acquisiti
Nel caso di dati acquisiti per fornire un servizio all'utente, (sia per un servizio acquistato che in prova) i dati vengono conservati per 24 mesi successivi al completamento del servizio. Oppure fino a quando non ne venga revocato il consenso.

Nel caso in cui il titolare fosse obbligato a conservare i dati personali in ottemperanza di un obbligo di legge o per ordine di autorità, il titolare può conservare i dati per un tempo maggiore, necessario agli obblighi.

Al termine del periodo di conservazione i dati personali saranno cancellati. Dopo il termine, non sarà più possibile accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione e la portabilità.

Base giuridica del trattamento dei dati acquisiti
Il titolare acquisisce dati personali degli utenti nei casi sotto descritti.
Il trattamento si rende necessario:
- se l'utente ha deliberatamente accettato il trattamento per una o più finalità;
- per fornire un preventivo all'utente;
- per fornire un contratto all'utente;
- per fornire un servizio all'utente;
- perché il titolare possa adempiere ad un obbligo di legge;
- perché il titolare possa adempiere ad un compito di interesse pubblico;
- perché il titolare possa adempiere ad un esercizio di pubblici poteri;
- perché il titolare o terzi possano perseguire i propri legittimi interessi.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulla base giuridica di ciascun trattamento.

Finalità del trattamento dei dati acquisiti
I dati dell'utente sono raccolti dal titolare per le seguenti finalità:

- richiesta informazione da parte dell'utente
- richiesta informazione per servizi
- invio di aggiornamenti
- invio informazioni generiche
- richiesta di contatto da parte dei clienti, per ricevere informazioni

Eventualmente i dati possono essere trattati anche per:
contattare l'utente, statistiche, analisi dei comportamenti degli utenti e registrazione sessioni, visualizzazione contenuti e interazione di applicazioni esterne, protezione dallo spam, gestione dei pagamenti, interazione con social network, pubblicità.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulle finalità di ciascun trattamento.

Dettagli specifici sull'acquisizione e uso dei dati personali
Per contattare l'utente
Moduli di contatto
L'utente può compilare il/i moduli di contatto/richiesta informazioni, inserendo i propri dati e acconsentendo al loro uso per rispondere alle richieste di natura indicata nella intestazione del modulo.
Dati personali che potrebbero essere raccolti: CAP, città, cognome, email, indirizzo, nazione, nome, numero di telefono, provincia, ragione sociale.

Per interazione con applicazioni esterne (anche social network)
www.rivoluzionedemocratica.it include nelle sue pagine plugin e/o pulsanti per interagire con i social network e/o applicazioni esterne.
Per quanto riguarda i social network, anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Facebook: Pulsante "Mi piace" e widget sociali
Fornitore del servizio: Meta Platforms Ireland Limited.
Finalità del servizio: interazione con il social network Facebook
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti e in altri Paesi
Privacy Policy (https://www.facebook.com/privacy/policy)

Twitter: Pulsante "Tweet" e widget sociali
Fornitore del servizio: Twitter, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Twitter
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://twitter.com/privacy)
Cookie utilizzati (https://help.twitter.com/it/rules-and-policies/twitter-cookies)
Aderente al Privacy Shield

Whatsapp: Pulsante Whatsapp e widget sociali di Whatsapp
Fornitore del servizio: se l'utente risiede nella Regione Europea, WhatsApp Ireland Limited, se l'utente risiede al di fuori della Regione Europea, i Servizi vengono forniti da WhatsApp LLC.
Finalità del servizio: servizi di interazione con Whatsapp.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Irlanda, le informazioni potrebbero essere trasferite o trasmesse o archiviate e trattate negli Stati Uniti o in altri Paesi terzi al di fuori di quello in cui l'utente risiede.
Privacy Policy (https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy-eea)
Aderente al Privacy Shield

Per statistiche
Questi servizi sono utilizzati dal titolare del trattamento per analizzare il traffico effettuato dagli utenti sul sito web www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Per visualizzare contenuti da siti web esterni
Questi servizi sono utilizzati per visualizzare sulle pagine del sito web contenuti esterni al sito web, con possibilità di interazione.
Anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Diritti dell'interessato
L'utente possiede tutti i diritti previsti dall'art. 12 del EU GDPR, il diritto di controllare, modificare e integrare (rettificare), cancellare i propri dati personali accedendo alla propria area riservata. Una volta cancellati tutti i dati, viene chiuso l'account di accesso all'area riservata.

Nello specifico ha il diritto di:
- sapere se il titolare detiene dati personali relativi all'utente (art. 15 Diritto all'accesso);
- modificare o integrare (rettificare) i dati personali inesatti o incompleti (Art. 16 Diritto di rettifica);
- richiedere la cancellazione di uno o parte dei dati personali mantenuti se sussiste uno dei motivi previsti dal GDPR (Diritto alla Cancellazione, 17);
- limitare il trattamento solo a parte dei dati personali, o revocarne completamente il consenso al trattamento, se sussiste uno dei motivi previsti dal Regolamento (Art. 18 Diritto alla limitazione del trattamento);
- ricevere copia di tutti i dati personali in possesso del titolare, in formato di uso comune organizzato, e leggibili anche da dispositivo automatico (Art. 20, Diritto alla Portabilità);
- opporsi in tutto o in parte al trattamento dei dati per finalità di marketing, ad esempio opporsi e ricevere offerte pubblicitarie (art. 21 Diritto di opposizione). Si fa presente agli utenti che possono opporsi al trattamento dei dati utilizzati per scopo pubblicitario, senza fornire alcuna motivazione;
- opporsi al trattamento dei dati in modalità automatica o meno per finalità di profilazione (c.d. Consenso).

Come un utente può esercitare i propri diritti
L'utente può esercitare i propri diritti sopra esposti comunicandone richiesta al titolare del trattamento La Rivoluzione Democratica ai seguenti recapiti: info@rivoluzionedemocratica.it; tel. 3312300680.

La richiesta di esercitare un proprio diritto non ha nessun costo. Il titolare si impegna ad evadere le richieste nel minor tempo possibile, e comunque entro un mese.

L'utente ha il diritto di proporre reclamo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Recapiti: garante@gpdp.it, http://www.gpdp.it (http://www.gpdp.it).

Cookie Policy
Informazioni aggiuntive sul trattamento dei dati
Difesa in giudizio
Nel caso di ricorso al tribunale per abuso da parte dell'utente nell'utilizzo di www.rivoluzionedemocratica.it o dei servizi a esso collegati, il titolare ha la facoltà di rivelare i dati personali dell'utente. È inoltre obbligato a fornire i suddetti dati su richiesta delle autorità pubbliche.

Richiesta di informative specifiche
L'utente ha diritto di richiedere a www.rivoluzionedemocratica.it informative specifiche sui servizi presenti sul sito web e/o la raccolta e l'utilizzo dei dati personali.

Raccolta dati per log di sistema e manutenzione
www.rivoluzionedemocratica.it e/o i servizi di terze parti (se presenti) possono raccogliere i dati personali dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP, sotto forma di log di sistema. La raccolta di questi dati è legata al funzionamento e alla manutenzione del sito web.

Informazioni non contenute in questa policy
L'utente ha diritto di richiedere in ogni momento al titolare del trattamento dei dati le informazioni aggiuntive non presenti in questa Policy riguardanti il trattamento dei dati personali. Il titolare potrà essere contattato tramite gli estremi di contatto.

Supporto per le richieste "Do Not Track"
Le richieste  "Do Not Track" non sono supportate da www.rivoluzionedemocratica.it.
L'utente è invitato a consultare le Privacy Policy dei servizi terzi sopra elencati per scoprire quali supportano questo tipo di richieste.

Modifiche a questa Privacy Policy
Il titolare ha il diritto di modificare questo documento avvisando gli utenti su questa stessa pagina oppure, se previsto, tramite i contatti di cui è in possesso. L'utente è quindi invitato a consultare periodicamente questa pagina. Per conferma sull'effettiva modifica consultare la data di ultima modifica indicata in fondo alla pagina.
Il titolare si occuperà di raccogliere nuovamente il consenso degli utenti nel caso in cui le modifiche a questo documento riguardino trattamenti di dati per i quali è necessario il consenso.

Definizioni e riferimenti legali
Dati personali (o dati, o dati dell'utente)
Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc.

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Dati di utilizzo
Sono dati di utilizzo le informazioni che vengono raccolte in automatico durante la navigazione di www.rivoluzionedemocratica.it, sia da sito web stesso che dalle applicazioni di terzi incluse nel sito. Sono esempi di dati di utilizzo l'indirizzo IP e i dettagli del dispositivo e del browser (compresi la localizzazione geografica) che l'utente utilizza per navigare sul sito, le pagine visualizzate e la durata della permanenza dell'utente sulle singole pagine.

Utente
Il soggetto che fa uso del sito web www.rivoluzionedemocratica.it.
Coincide con l'interessato, salvo dove diversamente specificato.

Interessato
Interessato è la persona fisica al quale si riferiscono i dati personali. Quindi, se un trattamento riguarda, ad esempio, l'indirizzo, il codice fiscale, ecc. di Mario Rossi, questa persona è l'interessato (articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Responsabile del trattamento (o responsabile)
Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

www.rivoluzionedemocratica.it (o sito web)  
Il sito web mediante il quale sono raccolti e trattati i dati personali degli utenti.

Servizio
Il servizio offerto dal sito web www.rivoluzionedemocratica.it come indicato nei relativi termini.

Comunità Europea (o UE)
Ogni riferimento relativo alla Comunità Europea si estende a tutti gli attuali stati membri dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, salvo dove diversamente specificato.

Cookie
Dati conservati all'interno del dispositivo dell'utente.

Riferimenti legali
La presente informativa è redatta sulla base di molteplici ordinamenti legislativi, inclusi gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679. Questa informativa riguarda esclusivamente www.rivoluzionedemocratica.it, dove non diversamente specificato.

Informativa privacy aggiornata il 07/10/2022 12:44
torna indietro leggi Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
 obbligatorio
generic image refresh

cookie