VERGOGNA!
22-09-2026 - STORIE&STORIE
di Paolo Bagnoli
Sì, quando in televisione abbiamo visto nel servizio sul raduno leghista di Pontida che sul palco giganteggiava uno striscione con scritto “Non passa lo straniero”, confessiamo che ci si è rivoltato lo stomaco. Abbiamo avuto un'indignazione per la civiltà e umanità che, nonostante tutto, questo Paese continua ad avere per la sua storia e per una buona parte dei suoi cittadini; ma è stata anche un'indignazione “repubblicana” andando, subito, con il pensiero, alla nostra Costituzione.
Il discorso, fermo e mirato, che il presidente Mattarella ha tenuto ad Amatrice ha confermato che la Repubblica è in buone mani.
Il rivolgimento non si è fermato, tuttavia, lì; anzi, si è fatto ancora più intenso, nell'ascoltare le parole con le quali Giorgia Meloni annunciava un provvedimento per contingentare il numero massimo di stranieri in ogni aula. Tra poco, sventolando la bandiera di un rischio islamizzazione, arriveremo ad avere classi distinte secondo la fede e, poi, magari, come propone l'AFD in Germania, classi apposite per i ragazzi con disabilità. Comprendiamo bene quanto forte Giorgia Meloni senta sul collo il fiato del generale Vannacci, ma la questione in oggetto prescinde dalla categoria dell'opportunismo politico.
Gli alunni non italiani sono 930 mila e due terzi sono nati qui: sono italiani senza cittadinanza; non solo, ma la metà di loro ha passaporto europeo. Italiani senza cittadinanza che parlano il dialetto di dove sono nati e tifano per le squadre del campionato. Sia loro che i nostri figli e nipoti non hanno problemi a stare insieme condividendo quanto la scuola, come è sempre avvenuto, dà l'opportunità di realizzare. Ora, se mai la cosa sarà fattibile, inietterà il tarlo della diversità e, quindi, della superiorità dell'essere nati da genitori italiani; il tarlo del nazionalismo che, alla fine, tracima in odio, un germe per il quale è naturale che l'uomo faccia la guerra per ragioni nazionalistiche: oggi si dice geopolitiche.
Vergogna! E vergogna ancora.
Il problema della lingua per i ragazzi immigrati certo che esiste, ma è facilmente risolvibile. Infatti, poiché si sa chi sono e quanti sono visto che si iscrivono a scuola, il Ministero, che una volta era della “pubblica istruzione”, dovrebbe organizzare corsi di lingua magari con anticipo rispetto all'apertura ufficiale dell'anno scolastico e, poi, continuare a tenerli in alcuni pomeriggi della settimana. Per quanto riguarda, inoltre, il vestire delle ragazze – osservando, al proposito, che il burqa viene dal patriarcato afgano e non c'entra niente con la religione – va affermato che la scuola è una istituzione laica dello Stato; questo è di tutti per cui, ognuno vi partecipa con il suo credo, ma non vi devono essere espressioni di fede manifesti.
Si è aperta una crociata di stampo razzista cui occorre opporsi con forza e determinazione; non si può ridurre la questione a mera propaganda. Però, mentre ci si dichiara europei, si comincia a categorizzare gli “italiani”. Le diversità create dallo Stato sappiamo, alla lunga, cosa producono; i governi che differenziano nel genere umano – come sta facendo il governo israeliano – sono giustamente sotto accusa per quanto provocano. Nello specifico causando, tra l'altro, una sponda per la crescita dell'antisemitismo che, invece, va combattuto. Purtroppo non lo è quanto si dovrebbe con il risultato di fare una cosa sola dello Stato di Israele e del suo governo.
Vantiamo di esprimere “civiltà”, ma, così procedendo. esprimiamo “barbarie”. E poi perché? Perché Salvini e Meloni hanno paura di Vannacci!
In Italia, di solito, tragico e ridicolo vanno a braccetto. Stavolta non è così. La parola d'ordine della Lega, ”Non passa lo straniero”, è smentita dai fatti poiché lo straniero è passato: lo “straniero” rispetto alla Costituzione della Repubblica. Grazie ancora a Sergio Mattarella.
Il discorso, fermo e mirato, che il presidente Mattarella ha tenuto ad Amatrice ha confermato che la Repubblica è in buone mani.
Il rivolgimento non si è fermato, tuttavia, lì; anzi, si è fatto ancora più intenso, nell'ascoltare le parole con le quali Giorgia Meloni annunciava un provvedimento per contingentare il numero massimo di stranieri in ogni aula. Tra poco, sventolando la bandiera di un rischio islamizzazione, arriveremo ad avere classi distinte secondo la fede e, poi, magari, come propone l'AFD in Germania, classi apposite per i ragazzi con disabilità. Comprendiamo bene quanto forte Giorgia Meloni senta sul collo il fiato del generale Vannacci, ma la questione in oggetto prescinde dalla categoria dell'opportunismo politico.
Gli alunni non italiani sono 930 mila e due terzi sono nati qui: sono italiani senza cittadinanza; non solo, ma la metà di loro ha passaporto europeo. Italiani senza cittadinanza che parlano il dialetto di dove sono nati e tifano per le squadre del campionato. Sia loro che i nostri figli e nipoti non hanno problemi a stare insieme condividendo quanto la scuola, come è sempre avvenuto, dà l'opportunità di realizzare. Ora, se mai la cosa sarà fattibile, inietterà il tarlo della diversità e, quindi, della superiorità dell'essere nati da genitori italiani; il tarlo del nazionalismo che, alla fine, tracima in odio, un germe per il quale è naturale che l'uomo faccia la guerra per ragioni nazionalistiche: oggi si dice geopolitiche.
Vergogna! E vergogna ancora.
Il problema della lingua per i ragazzi immigrati certo che esiste, ma è facilmente risolvibile. Infatti, poiché si sa chi sono e quanti sono visto che si iscrivono a scuola, il Ministero, che una volta era della “pubblica istruzione”, dovrebbe organizzare corsi di lingua magari con anticipo rispetto all'apertura ufficiale dell'anno scolastico e, poi, continuare a tenerli in alcuni pomeriggi della settimana. Per quanto riguarda, inoltre, il vestire delle ragazze – osservando, al proposito, che il burqa viene dal patriarcato afgano e non c'entra niente con la religione – va affermato che la scuola è una istituzione laica dello Stato; questo è di tutti per cui, ognuno vi partecipa con il suo credo, ma non vi devono essere espressioni di fede manifesti.
Si è aperta una crociata di stampo razzista cui occorre opporsi con forza e determinazione; non si può ridurre la questione a mera propaganda. Però, mentre ci si dichiara europei, si comincia a categorizzare gli “italiani”. Le diversità create dallo Stato sappiamo, alla lunga, cosa producono; i governi che differenziano nel genere umano – come sta facendo il governo israeliano – sono giustamente sotto accusa per quanto provocano. Nello specifico causando, tra l'altro, una sponda per la crescita dell'antisemitismo che, invece, va combattuto. Purtroppo non lo è quanto si dovrebbe con il risultato di fare una cosa sola dello Stato di Israele e del suo governo.
Vantiamo di esprimere “civiltà”, ma, così procedendo. esprimiamo “barbarie”. E poi perché? Perché Salvini e Meloni hanno paura di Vannacci!
In Italia, di solito, tragico e ridicolo vanno a braccetto. Stavolta non è così. La parola d'ordine della Lega, ”Non passa lo straniero”, è smentita dai fatti poiché lo straniero è passato: lo “straniero” rispetto alla Costituzione della Repubblica. Grazie ancora a Sergio Mattarella.
Fonte: di Paolo Bagnoli










