02 Ottobre 2022

"SOCIALISTI E CRISTIANI"

22-12-2020 - STORIE&STORIE

Mi ricordo di aver assistito, da ragazzino, alla villa comunale, agli inizi degli anni '50, ad un curioso dibattito, fra anziani braccianti siciliani, dal volto annerito dal sole e solcato da profonde rughe che testimoniavano il loro carico di anni e di esperienza, e tutti con l'immancabile coppola in testa, che li differenziava dai borghesi cappelli padronali.
Essi disputavano di quale fosse stato il colore politico di Gesú Cristo, utilizzando pero' allo scopo il campionario partitico a loro contemporaneo. Le opzioni da tutti i presenti ritenute possibili erano solo due, ma capaci di dividere e accalorare quei saggi polemisti, figli di Gorgia. Il quesito che li appassionava era nientepopodimenoche quello di stabilire se Cristo era socialista o socialdemocratico!(1) Tertium non datur (2).
La cosa puo' sembrare perfino divertente, se non fosse estremamente seria. Tanto é vero che se ne sono occupati socialisti del calibro di August Bebel (3), di Friedrich Engels (4) e di Bertrand Russel (5).
E non sono affatto rari i tentativi di conciliare le due visioni del mondo.
Qui vogliamo dare un rapido sguardo ad alcune situazioni che, in italia, videro impegnati su questa tematica socialisti cristiani e cristiani socialisti, sia come singoli, sia come aggregazioni politiche, di tutte le scuole e sfumature (6).
I tentativi, piú o meno riusciti, di contaminazione fra quelle due grandi Idee sono piú numerosi di quanto comunemente si creda.

Camillo Prampolini

Uno dei piú conosciuti é quello dell'apostolo socialista di Reggio Emilia, noto per quello che fu definito il socialismo cristiano di Camillo Prampolini, paladino della non violenza (7), della pace e della giustizia (8). Egli amava spesso richiamarsi a Cristo e al suo messaggio, come fece in particolare con la sua Predica di Natale, un articolo in cui rilevava che Cristo non voleva l'ingiustizia, ma l'eguaglianza, e che per essa egli sempre coerentemente e concretamente si batté; non predicando, come facevano certi preti, la dottrina della rassegnazione, che finiva per avallare il privilegio dei potenti e la miseria degli sfortunati. Insomma il suo era un Cristo...socialista e il messaggio socialista altro non era che l'antico messaggio d'amore dell'autentico cristianesimo, aggiornato alla sua epoca. E questo messaggio non poteva limitarsi alle sole enunciazioni, ma doveva battersi (9), con iniziative reali e palpabili (10), per l'emancipazione e il riscatto del prossimo. Per questo i socialisti, proprio come un tempo i primi cristiani, venivano spesso perseguitati (11).

Guido Miglioli

Classificare Guido Miglioli (1879-1954) come un cristiano socialista sarebbe certamente errato, giacché egli non milito' mai in nessuna formazione politica che al socialismo tradizionale eplicitamente si rifacesse. Non sarebbe pero' azzardato collocare la sua azione politica nell'ambito di quello che é stato definito „laburismo cristiano“ (12), non molto diverso dal laburismo classico e quindi piuttosto imparentato col socialismo:

Il laburismo cristiano, sin dall'inizio, non si presenta come un mito, ma come un programma concreto che si affatica sempre intorno alla complessitá della societá nel tentativo di dare figura politica a processi altrimenti drammatici. Esso si presenta come un insieme di riforme che non preparano alcuna rivoluzione, ma che trasformano dall'interno, nella pazienza dei processi, le dinamiche della societá civile. Se non c'é alcun mito dello Stato (di qui l'avversione viscerale per ogni forma di totalitarismo) se ne coglie tuttavia l'enorme importanza per orientare i grandi processi di ridistribuzione della ricchezza e incalzare creativamente gli stessi sviluppi dell'economia. Nessuna statizzazione, ma capacitá di intendere l'importanza dell'impresa pubblica per stimolare e sorreggere, anche attraverso il conflitto, quella privata. Importanza della riforma fiscale per creare una societá solidale, capace di sviluppare i grandi servizi sociali della scuola, della sanitá, della previdenza. Importanza della ricerca come sostegno all'impresa e allo sviluppo civile del Paese.

Un programma, come si vede, che potrebbe ben essere quello di una moderna socialdemocrazia; un programma in cui certamente rientrano l'impostazione teorica e l'azione pratica di Guido Miglioli, che qui vogliamo scorrere velocemente.
Di professione avvocato, il cremonese Miglioli, a partire dal 1904 si dedico' completamente alla causa dei lavoratori agricoli, in particolare della Valle Padana, specialmente organizzando le leghe bianche e dirigendone le lotte sociali, per riscattare dalla miseria e dall'ignoranza quelle sfruttate plebi rurali.
Nel corso di queste lotte, sostenute anche col giornale da lui fondato L'Azione, egli ricerco' sempre l'unitá con le consorelle organizzazioni socialiste, con le quali condivise anche un coerente neutralismo allo scoppio della prima guerra mondiale (13), adottando lo slogan No guerra, ma terra. Quando, nel 1919, partecipo' alla fondazione del Partito Popolare Italiano, guidato da don Luigi Sturzo avrebbe voluto che la nuova formazione si fosse chiamata „Partito del proletariato cristiano“, per scoraggiare l'adesione dei cattolici conservatori (14).
Al congresso di Napoli del PPI del 1920 la corrente migliolina propose un'intesa politico-parlamentare con i socialisti.
Fervente e coerente antifascista (15), nel 1926 fu costretto a riparare all'estero (16), stabilendosi infine in Francia, dove nel 1940 fu arrestato dai nazisti e consegnato ai fascisti italiani, che lo condannarono al confino.
Dopo la guerra gli fu rifiutata l'iscrizione alla DC. Per cui costituí, con la collaborazione di Ada Alessandrini (17), il Movimento Cristiano per la Pace, che alle elezioni del 1948 si schiero' col Fronte Democratico Popolare, accanto a socialisti e comunisti, senza pero'ottenere alcun seggio. Continuo' tuttavia a interessarsi di politica assieme all'amico don Primo Mazzolari (1890-1959), prete antifascista, pacifista e impegnato nel sociale (18).
Di lui vanno soprattutto ricordati la strenua difesa del proletariato agricolo e la sua ininterrotta lotta per la pace.

Lucio Schiro'

Uno dei tentativi piú riusciti di conciliare cristianesimo e socialismo fu quello del siciliano Lucio Schiro' (1877-1961), giornalista, politico e pastore metodista di Scicli, nel ragusano.
Quando arrivo' a Scicli, nel 1908, come pastore metodista, egli aveva giá abbracciato l'ideale socialista seguendo l'esempio di Nicola Barbato, Bernardino Verro in Sicilia e di Tito oro Nobili in Umbria.
A Scicli prese subito le distanze sia dalle cricche reazionarie che vi dettavano legge che dagli elementi anarcoidi incapaci di alcuna iniziativa concreta, alternando la sua attivitá religiosa con quella politica, svolta con salda coerenza nelle file del PSI, di cui organizzo' la sezione.
Seguendo i dettami della sua coscienza di pacifista e i principi del suo socialismo evangelico, si schiero' contro la guerra di Libia (1911) e contro l'ingresso dell'Italia in quella mondiale (1915), poiché considerava la guerra barbara e anticristiana.
Per sostenere le sue idee, prese due importanti iniziative: fondo' una scuola elementare per i figli dei contadini e inizio' (23-3-1913) a pubblicare il quindicinale Simplicista, in cui mirabimente riusciva a fondere gli ideali socialisti con quelli cristiani (19).
Nel primo dopoguerra partecipo' attivamente alla riorganizzazione del PSI, pur continuando nella sua missione religiosa.
Infatti, quando il 16 e il 17 agosto 1919 il PSI tenne (a Vittoria) il suo 1° Convegno Provinciale, in cui venne costituita la Federazione provinciale di Siracusa (20), egli venne chiamato a far parte del direttivo (21). In prossimitá delle prime elezioni politiche del dopoguerra, indette per il 16 novembre 1919, Schiro' fu chiamato anche a far parte della lista siracusana del PSI (22).
Dopo le elezioni, alla fine di quell'anno, si svolse il congresso provinciale del PSI, che elesse segretario provinciale proprio Lucio Schiro' (23).
Nel 1920 divenne sindaco di Scicli (24), carica da cui dovette dimettersi sotto la minaccia delle armi degli squadristi, che in precedenza lo avevano minacciato e aggredito.
Rimase sempre fedele alla linea „centrista“ del PSI, non condividendo né l'estremismo comunista né il riformismo parlamentare, che diedero vita a due altri partiti di matrice socialista, il PCdI e il PSU.
Coerente e fermo antifascista, nel Ventennio fu ammonito e vigilato, mentre la sua chiesa e la scuola elementare da lui fondata furono sempre guardate con sospetto dal regime.
Caduto il quale, dal 1944 al 1947 fu di nuovo sindaco di Scicli e successivamente attivista del PSI e dei Partigiani della pace.
Migliaia di siciliani parteciparono al funerale di questo grande campione del socialismo e del cristianesimo, entrambi da lui non solo predicati, ma coerentemente praticati.

Ignazio Silone

Ignazio Silone (1900-1978), politico, scrittore e giornalista, poté dirsi un socialista senza partito e un cristiano senza chiesa, giacché, al compimento del suo cammino intellettuale e spirituale era approdato ad un suo socialismo cristiano, lontano da apparati partitici e gerarchie religiose.
Allevato in una famiglia cristiana, dalla nonna paterna (25) fu avviato alle scuole medie in vari istituti religiosi. Ma la sua natura irrequieta e la sua sensibilitá umana per le miserabili condizioni dei contadini abbruzzesi, che egli definirá i dannati della terra, lo portarono ad interrompere gli studi e aderire al partito socialista (26).
Nel gennaio 1921 fu uno degli scissionisti che vollero costituire il partito comunista, della cui Federazione giovanile divenne uno dei principali dirigenti (27) e all'avvento del fascismo fiancheggio' Gramsci nell'attivitá clandestina e piú volte, assieme a Togliatti, rappresento' il PcdI (28) nelle riunioni del Kominter.
Durante i lunghi anni d'esilio divenne critico nei confronti dell'involuzione stalinista che ormai permeava il comunismo internazionale e, a causa delle sue posizioni critiche, nel 1931 fu espulso dal partito.
Dopo un periodo di riflessione, in cui diede sfogo alla sua vena artistica (29), aderí al Centro Estero socialista di Zurigo che dal dicembre 1941 al 1944, in seguito all'invasione nazista della Francia che ne aveva travolto le strutture all'estero, assunse la rappresentanza del PSI.
Rientrato in Italia, entro' nella Direzione del PSI e divenne direttore dell'Avanti! e deputato alla Costituente.
Nel 1947, dopo la scissione socialdemocratica capeggiata da Saragat, lascio ' il PSI, ma non la politica. Alla testa del gruppo che ruotava intorno alla sua rivista Europa socialista (30), aderí poi all'Unione dei Socialisti (UdS), di cui nel 1949 diverrá segretario e, con questa, al Partito Socialista Unitario (PSU), di cui pure fu segretario nel 1950. Dopo la fusione tra il PSU e il PSLI di Saragat, Silone si allontano'dalla politica e si dedico' alla sua attivitá letteraria.
Intanto era maturata in lui un'avversione per l'apparato clericale, ritenuto troppo incline al compromesso con la classe dominante e responsabile di instillare nei giovani l'idea della sottomissione e della rassegnazione. Questa constatazione, che contraddiceva il suo innato senso della giustizia e quindi della ribellione, non riuscí pero' a sradicare il suo profondo sentimento religioso maturato negli anni giovanili. Egli dunque finí per convincersi che un altro cristianesimo, piú vicino ai poveri e agli umili, era possibile e che l'ideale socialista potava armonizzarsi con i valori cristiani. Egli era ormai persuaso che il socialismo non solo non era in contrasto con il disegno divino, ma che era la strada maestra perché il cristianesimo potesse realizzare la sua missione di giustizia. In questo quadro egli concluse che lotta per la fede e lotta contro la miseria erano inscindibili.
Un'esperienza originale, quella di Silone, ostile alla partitocrazia che invadeva le istituzioni, e insofferente rispetto alle intromissioni politiche delle gerarchie clericali; una posizione che pero' rimase socialista e cristiana.

Il Partito Cristiano Sociale

Durante la Resistenza Gerardo Bruni (1896-1975), filosofo e bibliotecario, politico ex popolare legato a don Sturzo, diede vita a un Movimento Cristiano Sociale (31), alla testa del quale partecipo' alle prime riunioni (32) aventi lo scopo di costituire il nuovo partito che avrebbe preso il nome di Democrazia Cristiana. Tuttavia, avendo constatato che il costruendo partito si sarebbe collocato nell'area moderata e che non avrebbe preso le distanze dall'ideologia capitalista, e anche a causa del suo persistente interclassismo, abbandono' l'iniziativa.
Rifiuto' anche di aderire al Movimento dei Cattolici Comunisti (1943) di Franco Rodano e Adriano Ossicini, poi divenuto partito della Sinistra Cristiana (1943-1945), perché ritenuto non autonomo rispetto al PCI, in cui, infatti, nel 1945 conflui'.
Nel periodo clandestino, invece, il movimento di Bruni sottoscrisse dei „patti di collaborazione“ col Partito Socialista Italiano di Unitá Proletaria e col Partito d'Azione, che pero' non ebbero ulteriori sviluppi politici.

In prossimitá delle elezioni per l'Assemblea Costituente (2-6-1946) il movimento divenne Partito Cristiano Sociale, e si presento' col proprio simbolo (33) e con proprie liste.
Alla Costituente noi difenderemo con fermezza – era scritto nel programma del PCS – accanto agli altri cattolici, i nostri principi cristiani e sosterremo la nostra causa socialista, che é la causa di tutti i lavoratori.
Il nuovo partito professava dunque un „socialismo cristiano“ che voleva conciliare i principi del socialismo democratico con quelli del solidarismo cristiano (34).
Il partito, convintamente repubblicano, era critico nei confronti del materialismo marxista sul piano ideologico, ma pronto a collaborare con comunisti e socialisti sul piano politico.
Esso presento' liste solo in 7 circoscrizioni su 31 e ottenne 51.088 voti (0,22 %) e un eletto, nella persona dello stesso Bruni, che al momento della votazione sull'inserimento del Concordato nella Costituzione (art. 7) si schiero' con i socialisti e voto' contro, mentre i comunisti votarono a favore.
In occasione delle elezioni politiche del 18 aprile 1948 si schiero' col Fronte Democratico Popolare, senzá pero' aderire al suo cartello elettorale, ma presentando liste proprie. , con cui raccolse 72.854 voti (0,28 %), senza pero' ottenere alcun seggio.
In conseguenza della sconfitta elettorale, il PCS si sciolse, ma Bruni continuo' la sua battaglia politica collegandosi con vari gruppi della sinistra cristiana.
Lo ritroviamo, nelle giornate del 28 e 29 marzo 1953, alla testa del Gruppo Socialisti Cristiani, al 1° congresso dei socialisti indipendenti, da cui nacque l'Unione Socialista Indipendente (USI) (35), che partecipo', con proprie liste alle elezioni politiche del 7 giugno 1953, senza ottenere seggi, ma contribuendo in modo determinante ad impedire che scattasse la cosiddetta „legge truffa“.
L'USI concluderá la sua parabola nel marzo 1957, confluendo nel PSI.
Gerardo Bruni non cesso' di interessarsi di politica, sempre su posizioni progressiste, col suo socialismo ispirato ai principi evangelici.
Nel 1973 partecipo' al 1° convegno dei Cristiani per il socialismo. Successivamente colloquio' volentieri col Partito Radicale.

Il Movimento Politico dei Lavoratori

Dopo il congresso di Torino (19-22/6/1969) delle Associazioni Cristiane del Lavoratori italiani (ACLI) che, con grande disappunto della gerarchia cattolica, mise fine al collateralismo con la DC, il leader che aveva guidato la svolta, Livio Labor (1918-1999), lascio' i vertici dell'Associazione, per dedicarsi ad un'altra sua creatura, l'Associazione di Cultura Politica (ACPOL), giá costituita nel marzo 1969, che voleva essere un luogo di confronto tra laici e cattolici che guardavano al socialismo.
Da questa esperienza maturo' poi la fondazione (29-10-1971) del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) che doveva dare sostanza politica alle istanze classiste e anticapitaliste emerse nelle ACLI e nella sinistra cattolica in genere.
Con Labor aderirono al Movimento Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta, Luciano Benadusi, Giovanni Russo Spena, Marco Biagi e tanti altri.
Ma il nuovo soggetto politico, alla prima prova elettorale, le elezioni politiche del 7-8/5/1972, dovette registrare un sostanziale fallimento, avento ottenuto alla Camera solo 120.251 voti (0,36 %) e nessun seggio.
Tale risultato comporto' la decisione di sciogliere il MPL , in seguito alla quale la maggioranza di esso (Labor, Covatta, Biagi) decise di confluire nel PSI, mentre la minoranza di sinistra (Russo Spena, Jervolino, Migone) costituí un movimento denominato Alternativa Socialista (AS) che dopo qualche mese si fuse col NPSIUP (36), dando vita (dicembre 1972) al Partito di Unitá Proletaria (PdUP).
In tal modo gli originari cristiani socialisti delle ACLI divennero socialisti cristiani all'interno delle organizzazioni tradizionali del movimento operaio italiano.

Cristiani per il Socialismo

Il movimento dei Cristiani per il Socialismo (CPS), formato da cristiani progressisti, sorse inizialmente in Cile nel 1971 (37), durante la Presidenza del socialista Salvador Allende (1908-1973) (38), ma presto si diffuse in America e in Europa.
Si trattava di un movimento di cattolici che avevano individuato esserci un nesso inscindibile tra riforma della societá in senso socialista e rinnovamento delle Chiese in senso evangelico.
In Italia il principale teorico di riferimento di tale visione era il salesiano Giulio Girardi (1926-2012), autore di Marxismo e cristianesimo, che nell'aprile 1972 aveva partecipato al primo convegno dei cristiani per il socialismo in Cile. Il modello di riferimento esterno principale era la rivoluzione nicaraguense, guidata dal Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) (39).
Il gruppo di cattolici di sinistra di varia provenienza (40) che, sull'onda delle speranze suscitate dal Concilio Vaticano II, prese l'iniziativa di organizzare i CPS e che avrebbe costituito la segreteria tecnica del movimento era composto da Arrigo Colombo, Roberto De Vita, Angelo Gennari, Marco Ingrosso, Domenico Jervolino, Raffaele Morese, Romano Paci, Franco Passuello, Paolo Pippi.
Il convegno fondativo del movimento (41) ebbe luogo a Bologna dal 21 al 23 settembre del 1973, proprio durante le drammatiche giornate che seguirono il colpo di stato in Cile, che in Italia indussero Enrico Berlinguer, segretario del PCI, ad elaborare la nuova strateggia detta del compromesso storico.
Al convegno parteciparono piú di duemila persone provenienti da ogni parte d'Italia. Erano presenti intellettuali cattolici (Ernesto Balducci, Giuseppe Alberigo) esponenti comunisti, socialisti (Livio Labor, giá segretario delle ACLI e leader del MPL, poi confluito nel PSI) e della sinistra extra-parlamentare, gruppi valdesi e giovani evangelici.
I lavori furono introdotti da Roberto De Vita (42) e la relazione fu tenuta da Giulio Girardi, che cosí concluse: Il convegno non intende fondare né un nuovo partito né una nuova Chiesa, ma affermare la presenza, di fatto e di diritto, della scelta socialista nel mondo cristiano e della scelta cristiana nel mondo socialista.
Il convegno si chiuse con la riaffermazione della convergenza esistente tra le esigenze della fede e quelle dell'impegno politico e con l'elezione della Segreteria nazionale (43).
I CPS, favorevoli alla laicitá dello Stato, si schierarono contro il regime concordatario, per la difesa dei diritti civili e contro l'abrogazione della legge sul divorzio (44) e percio' furono espressamente condannati dalla gerarchia ecclesiastica.
Il secondo convegno dei CPS, intitolato Movimento operaio, questione cattolica, questione meridionale, in cui, ancora una volta, fu dibattuto il rapporto tra fede e politica, si svolse a Napoli ai primi di novembre del 1974 (45).
Un'assemblea nazionale si svolse poi a Rimini nel marzo 1976 e un'altra ancora nel giugno 1977, a Santa Severa (Roma). Una terza ed ultima, infine, quando giá si intravvedevano segnali di crisi nel movimento, ebbe luogo ad Arezzo nel marzo 1979.
Per il movimento dei CPS non ci fu un atto formale di scioglimento; semplicemente la loro spinta propulsiva si esauriva in una con l'epoca della contestazione post-conciliare, mentre al soglio di Pietro saliva Giovanni Paolo II.

I Cristiano Sociali

Quando, nel luglio 1993, Il segretario della DC Mino Martinazzoli, nell'intento di rilanciare il ruolo dei cattolici nella politica italiana, convoco' a Roma un'Assemblea programmatica e costituente di 500 persone (per metá esponenti del partito e per metá di area), la quale appovo' a larghissima maggioranza, il progetto di dar vita al nuovo soggetto politico di ispirazione cristiana e popolare (46), a votare contro fu solamente Ermanno Gorrieri (1920-2004), sociologo sindacalista della CISL, ex comandante partigiano ed ex Ministro del lavoro (1987). Egli, infatti, riteneva superato il principio dell'unitá politica dei cattolici, rifiutava l'idea di un centro cattolico equidistante tra i due raggruppamenti di destra e di sinistra che in Italia si fronteggiavano, mentre invece preferiva partecipare alla creazione di uno schieramento alternativo alle forze moderate. Di conseguenza, l'11 settembre 1993 lascio' la DC.
A quel punto divenne naturale l'incontro tra il gruppo di cristiani progressisti che ne condivisero la scelta e quello dei socialisti cristiani, guidati da Pierre Carniti (1936-2018), ex segretario generale della CISL (1979-85) e parlamentare del PSI, partito ormai in piena crisi.
L'incontro dei due gruppi porto', il 14 settembre 1993, alla costituzione del nuovo raggruppamento dei Cristiano Sociali (CS), con presidente Gorrieri e segretario Carniti (47), che si proponeva di costituire una presenza organizzata, sociale e civile, di credenti nello schieramento progressista che si candidava al governo dell'Italia.
Esso si ispirava ai principi di democrazia, solidarietá, libertá ed uguaglianza sanciti dalla Costituzione e si proponeva percio' di fare una politica sociale e di redistribuzione delle risorse, nell'ambito di un rapporto forte tra etica e politica.
Al nuovo movimento aderirono importanti personalitá per lo piú provenienti dall'associazionismo cattolico (48), come Paola Gaiotti (49), Luigi Viviani, Laura Rozza (50), Stefano Ceccanti (51).
In vista delle elezioni politiche del 27 e 28 marzo 1994, i CS si schierarono a sinistra, col cartello elettorale detto „Alleanza dei Progressisti“ (52), nell'ambito del quale ottennero sei senatori (53) e otto deputati (54).
Facendo tesoro degli insegnamenti derivanti dalla sconfitta del 1994, le forze riformiste presenti nella coalizione di sinistra e in quella di centro, principalmente il PDS e il PPI, per impulso di Romano Prodi, raggiunsero successivamente un accordo per dar vita ad uno schieramento unitario, „L'Ulivo“, a cui anche i CS aderirono, in vista delle nuove elezioni del 21 aprile 1996 (55).
Nel nuovo parlamento i CS, che avevano stretto un „patto federativo“ con il PDS (56), ottennero quattro senatori (57) e cinque deputati (58).
A lanciare l'idea di creare una forza unificata dell'intera sinistra riformista, collocata nell'area dei partiti socialdemocratici e laburisti europei, fu Massimo D'Alema; ma ad anticiparla pubblicamente, il 18 febbraio 1995, a Chianciano Terme, fu Ermanno Gorrieri nel corso dell'Assemblea dei CS intitolata Organizzare la speranza: i cristiani nella coalizione democratica.
Il processo di formazione del nuovo soggetto politico con la costituzione degli Stati Generali della Sinistra e con la celebrazione, il 13 febbraio 1998, del congresso costitutivo dei Democratici di Sinistra (DS) (59), in cui i Cristiano Sociali ebbero una rappresentanza del 6 %.
Il nuovo partito si collocava nell'ambito della socialdemocrazia, come dimostrava l'inserimento nel simbolo della rosa del socialismo europeo e la sua adesione all'Internazionale Socialista, ma si avvaleva dell'apporto di altre culture e tradizioni, quale, in particolare, quella cristiano-sociale.
Da allora i CS (60) si trasformarono in un'associazione di cultura politica, impegnata a coniugare i valori del cristianesimo sociale con quelli della tradizione laico-socialista e supportata dalla rivista online Italia solidarietá (61).
Nel marzo 2003, alla 7a Assemblea Nazionale, ne venne eletto Coordinatore Nazionale Mimmo Lucá, con Pierre Carniti Presidente.
Il 14 ottobre 2007 i DS si fusero con la Margherita ed altri (62), dando vita al Partito Democratico (PD).
Nell'Assemblea straordinaria del 6 maggio 2017 i Cristiano Sociali, avendo conseguito lo scopo dell'unitá dei riformisti, decisero di sciogliersi. Nel darne l'annuncio, il Coordinatore Nazionale cosí concluse:
Di noi, spero resti una reputazione positiva e un ricordo di coraggio, onestá intellettuale e buona politica.

-----

  1. In quel periodo non era proprio la stessa cosa, con il PSI saldamente all'opposizione, assieme agli alleati comunisti e il PSDI ben inserito nei governi centristi, accanto ai democristiani. Nelle piazze i socialdemocratici chiamavano quelli del PSI “comunisti nenniani” e ne venivano ricambiati con “socialisti del dollaro”.
  2. Non era nemmeno presa in considerazione una terza ipotesi!
  3. A. Bebel La donna e il socialismo.
  4. Engels Sulle origini del cristianesimo.
  5. B. Russel Perché non sono cristiano.
  6. La ricerca é limitata al rapporto tra cristiani e socialisti strettamente intesi; dunque essa non comprende i casi di contaminazione tra movimenti cristiani e movimenti o partiti che pure si richiamano al socialismo, ma che se ne sono storicamente differenziati, come quello anarchico e quello comunista.
  7. Prampolini (1859-1930), laureato in giurisprudenza, giornalista, pero' sapeva opporsi anche energicamente ai soprusi: fu tra quelli che, alla Camera, rovesciarono le urne per impedire una votazione sui cosiddetti „decreti liberticidi“.
  8. Il giornale da lui fondato (1886) e diretto per molti anni fu appunto intitolato La Giustizia.
  9. Prampolini fu sempre e comunque contro la violenza e fautore del socialismo democratico. La sua fu definita una lotta senz'odio.
  10. Si pensi, ad esempio, all'imponente sistema cooperativistico che i socialisti, ai primi del '900, crearono a Reggio Emilia.
  11. Prampolini fu scomunicato.
  12. Giovanni Bianchi I laburisti cristiani e i democristiani Eremo e Metropoli edizioni, 2014.
  13. Si era anche opposto alla guerra di Libia del 1911.
  14. Miglioli fu eletto deputato nel 1913, nel 1919 e nel 1921. Nel 1924 fu espulso dal P.P.I. , ufficialmente con l'accusa di aver sostenuto la lotta di classe, in contrasto con la dottrina cristiano-sociale.
  15. Il 1° maggio 1922 fu stipulato un “patto d'intesa”, fortemente da lui voluto, tra cattolici e socialisti cremonesi per fronteggiare il pericolo di violenze del fascismo agrario.
  16. Aveva subito varie aggressioni fasciste.
  17. Ada Alessandrini (1909-1991), laureata in Lettere, di professione bibliotecaria, ex partigiana, lascio' la DC nel 1947, dopo la rottura di quel partito con socialisti e comunisti. Aderí all'Unione Donne Italiane (UDI), al Movimento unitario dei cristiani progressisti e ai Partigiani della Pace, con i quali collaboro' anche Miglioli.
  18. Le idee di Mazzolari furono in un primo momento criticate dalla gerarchia ecclesiastica, ma successivamente furono rivalutate dai papi Giovanni XXIII, Paolo VI e Francesco. Il suo pensiero sull'obiezione di coscienza ispiro' cattolici come Giorgio La Pira, famoso sindaco pacifista di Firenze, e don Lorenzo Milani, autore di Lettera a una professoressa.
  19. Il giornale sospese le pubblicazioni nel marzo 1915, a causa della guerra. Ritorno' ad uscire dal 1°-3 – 1919 al 22-3-1924.
  20. La provincia di Ragusa, cui apparterrá la cittá di Vittoria, allora faceva parte di quella di Siracusa. La provincia di Ragusa fu istituita nel 1927.
  21. Segretario ne era Angelo Troina. Gli altri componenti erano: Lucio Schiro' ((Scicli), Filadelfo Castro (Lentini), Carmelo Bellia (Ragusa), Peppino Di Vita (Comiso) e Giovanni Nifosi (Modica).
  22. Gli altri candidati erano: Vincenzo Vacirca, Salvatore Molé, Peppino Di Vita, Filadelfo Castro e Carlo Muccio. In Sicilia non fu eletto alcun deputato. Vacirca fu eletto, ma nel collegio di Bologna. Schiro' sará candidato anche nel 1921 e nel 1924.
  23. Il nuovo Comitato Direttivo della Federazione comprendeva, oltre il segretario Schiro', Salvatore Molé (Vittoria), Peppino Di Vita (Comiso), Carlo Muccio (Ragusa), Giovanni Vajola (Modica), Enrico Giansiracusa (Siracusa), Giovanni Nifosi (Modica), Giuseppe Ingafú (Noto) e Francesco Marino (Lentini).
  24. Fu eletto anche consigliere provinciale.
  25. In seguito alla morte prematura del padre e al terremoto del 1915 in Abruzzo, in cui perse anche la madre, rimase solo col fratello minore Romolo.
  26. Divenne direttore del giornale dei giovani socialisti Avanguardia e collaboratore dell'Avanti!.
  27. Al 3° congresso dell'Internazionale Comunista conobbe Lenin.
  28. Era giá divenuto membro dell'Ufficio Politico del Partito Comunista d'Italia (PCdI).
  29. Suo capolavoro é considerato il romanzo Fontamara (1933).
  30. Il giornale si batteva per l'autonomia dei socialisti e per un'Europa unita.
  31. Al Movimento Cristiano Sociale aderí Anna Maria Enriques Agnoletti (1907-1944), partigiana. Catturata dai fascisti, essa venne torturata e poi fucilata il 15-5-1944. Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Ne fecero parte anche Silvestra Lea Sesini e Lorenzo Lapponi, partigiani cattolici.
  32. Le riunioni si svolsero nell'agosto 1942, per iniziativa di Alcide De Gasperi, ultimo segretario del PPI, e di Piero Malvestiti, leader del movimento neo-guelfo. Vi parteciparono anche, a vario titolo, Mario Scelba, Attilio Piccioni, Camillo Corsanero, Giovanni Gronchi, Aldo Moro, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Giuseppe Dossetti, Paolo Emilio Taviani e Giuseppe Alessi.
  33. Un badile e un libro aperto, con una croce sullo sfondo, chiari simboli del suo socialismo cristiano.
  34. A causa della sua scelta politica, Bruni perse il posto alla Biblioteca Vaticana e, avendo vinto un apposito concorso, si dedico' all'insegnamento di „Storia e Filosofia“ nei licei. In seguito diventerá docente universitario di Filosofia medioevale e di Storia delle dottrine politiche.
  35. Alla creazione dell'USI contribuí prevalentemente il Movimento Lavoratori Italiani (MLI) di Cucchi e Magnani, affiancato da socialisti provenienti dal PSI, dal PSU, dal PSLI e dal Pd'Az.
  36. Il Nuovo Partito Socialista Italiano di Unitá Proletaria (NPSIUP) era stato costituito nel luglio 1972 da quei militanti del PSIUP che, dopo lo scioglimento del loro partito, si erano rifiutati di confluire nel PCI o nel PSI e avevano preferito proseguire autonomamente la loro battaglia politica costituendo appunto il NPSIUP, guidato da Vittorio Foa e Silvano Miniati.
  37. Dal 14 al 16 luglio 1971 si riunirono a Santiago del Cile ottanta religiosi per discutere sul tema Partecipazione dei cristiani alla costruzione del socialismo in Cile. Con la Dichiarazione degli Ottanta essi si dichiararono favorevoli alla collaborazione tra marxisti e cristiani.
  38. Allende, dopo aver vinto democraticamente le elezioni, governo' il Cile dal 3-11-1970 all'11-9-1973, giorno in cui si suicido' per non arrendersi al golpe militare guidato dal generale Pinochet, che poi instauro' nel Paese una brutale dittatura di stampo fascista.
  39. Il FSLN fa attualmente parte dell'Internazionale Socialista.
  40. Esso si riuní per la prima volta a Bologna nel marzo 1973.
  41. Esso riprese da quello cileno la denominazione.
  42. De Vita (n. 1938) fu inizialmente referente organizzativo e coordinatore delle attivitá, per poi diventare segretario nazionale e responsabile dei CPS.
  43. Arrigo Colombo, Roberto De Vita, Ernesto Balducci, Marco Bisceglia, Angelo Gennari, Filippo Gentiloni, Gabriele Gherardi, Ghibellini, Michele Giacomantonio, Giorgio Girardet, Marco Ingrosso, Domenico Jervolino, Franco Leonori, Giuseppe Morelli, Raffaele Morese, Arnaldo Nesti, Peppino Orlando, Romano Paci, Franco Passuello, Paolo Pioppi, Marco Rostan, Pier Giuseppe Sozzi, Marcello Vigli.
  44. Referendum del 12-13/5/1974.
  45. Nel Comitato Nazionale furono inseriti due rappresentanti per ogni regione.
  46. Quello che poi sarebbe stato il nuovo Partito popolare Italiano (PPI).
  47. In precedenza Carniti aveva fondato Riformismo e Solidarietá (ReS), un gruppo detto di catto-socialisti che si proponeva la difesa della dignitá dell'uomo e della collettivitá e si presentava come alternativo al capitalismo, materialista e consumista e causa di molte disuguaglianze.
  48. La CISL, le ACLI, l'Azione Cattolica, l'Agesci (guide e scout), la Confcooperative, il volontariato.
  49. Paola Gaiotti in precedenza aveva fatto parte del movimento Lega Democratica – Cristiani per il socialismo e le Comunitá di Base.
  50. Laura Rozza proveniva dal Movimento per la Democrazia – La Rete.
  51. Ex presidente della FUCI (1985-87).
  52. Ne facevano parte, oltre i CS, il PDS, il PRC, il PSI, la Federazione dei Verdi, La Rete, Alleanza Democratica e Rinascita Socialista. Le coalizioni rivali erano quella di destra, „Il Polo“, guidato da Sivio Berlusconi, che vinse le elezioni, e quella di centro, „Il Patto per l'Italia“, capeggiato da Mariotto Segni.
  53. Pierpaolo Casadei Monti, Michele Corvino, Guido Cesare De Guidi, Enrica Pietra Lenzi, Giovanni Russo, Cosimo Scaglioso.
  54. Paola Gaiotti De Biase, Vito Fumagalli, Luciano Galliani, Lorenzo Guerzoni, Giuseppe Lombardo, Mimmo Lucá, Domenico Maselli, Sergio Tanzarella.
  55. Le elezioni furono vinte dall'Ulivo e Romano Prodi formo' il suo 1° governo.
  56. Nella quota proporzionale della Camera i CS si presentarono nella lista del PDS.
  57. Pierpaolo Casadei Monti, Guido Cesare De Guidi, Giovanni Russo, Luigi Viviani.
  58. Franco Chiusoli, Mimmo Lucá, Marcella Lucidi, Domenico Maselli, Carlo Stelluti.
  59. Vi aderirono: il PDS, la Federazione Laburista, i Comunisti Unitari, la Sinistra Repubblicana, i Riformatori per l'Europa, Agire Solidale e i Cristiano Sociali.
  60. Nel 1999 ne divenne Coordinatore Nazionale Giorgio Tonini, con Presidente Mimmo Lucá.
  61. L'associazione faceva parte della Lega Internazionale dei Socialisti Religiosi, organizzazione associata all'Internazionale Socialista.
  62. Il Movimento Repubblicani Europei (Luciana Sbarbati). Ex UDC di Marco Follini, Alleanza Riformista di Ottaviano Del Turco, singole personalitá.



Fonte: di FERDINANDO LEONZIO
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale,
la voce del liberalismo progressista in Italia.





Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017
Associazione Alleanza Giellista
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
Il sito web www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie alcuni dati personali degli utenti che navigano sul sito web.

In accordo con l'impegno e l'attenzione che poniamo ai dati personali e in accordo agli artt. 13 e 14 del EU GDPR, www.rivoluzionedemocratica.it fornisce informazioni su modalità, finalità, ambito di comunicazione e diffusione dei dati personali e diritti degli utenti.

Titolare del trattamento dei dati personali
La Rivoluzione Democratica
Via Circondaria, 56
55045 - Firenze Italia


Email: info @rivoluzionedemocratica.it
Telefono: 3934324237

Tipi di dati acquisiti
www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie dati degli utenti direttamente o tramite terze parti. Le tipologie di dati raccolti sono: dati tecnici di navigazione, dati di utilizzo, email, nome, cognome, numero di telefono, provincia, nazione, cap, città, indirizzo, ragione sociale, stato, cookie e altre varie tipologie di dati. Maggiori dettagli sui dati raccolti vengono forniti nelle sezioni successive di questa stessa informativa.
I dati personali sono forniti deliberatamente dall'utente tramite la compilazione di form, oppure, nel caso di dati di utilizzo, come ad esempio i dati relativi alle statistiche di navigazione, sono raccolti automaticamente navigando sulle pagine di www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati richiesti dai form sono divisi tra obbligatori e facoltativi; su ciascun form saranno indicate distintamente le due tipologie. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati obbligatori, www.rivoluzionedemocratica.it si riserva il diritto di non fornire il servizio. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati facoltativi, il servizio sarà fornito ugualmente da www.rivoluzionedemocratica.it .

www.rivoluzionedemocratica.it utilizza strumenti di statistica per il tracciamento della navigazione degli utenti, l'analisi avviene tramite log. Non utilizza direttamente cookie ma può utilizzare cookie includendo servizi di terzi.

Ciascun utilizzo di cookie viene dettagliato nella Cookie Policy (https://www.rivoluzionedemocratica.it/Informativa-sui-cookies.htm) e successivamente in questa stessa informativa.
L'utente che comunichi, pubblichi, diffonda, condivida o ottenga dati personali di terzi tramite www.rivoluzionedemocratica.it si assume la completa responsabilità degli stessi. L'utente libera il titolare del sito web da qualsiasi responsabilità diretta e verso terzi, garantendo di avere il diritto alla comunicazione, pubblicazione, diffusione degli stessi. www.rivoluzionedemocratica.it non fornisce servizi a minori di 18 anni. In caso di richieste effettuate per minori deve essere il genitore, o chi detiene la patria potestà, a compilare le richieste dati.

Modalità, luoghi e tempi del trattamento dei dati acquisiti
Modalità di trattamento dei dati acquisiti
Il titolare ha progettato un sistema informatico opportuno a garantire misure di sicurezza ritenute adatte ad impedire l'accesso, la divulgazione, la modifica o la cancellazione non autorizzata di dati personali. Lo stesso sistema effettua copie giornaliere, ritenute sufficientemente adeguate in base alla importanza dei dati contenuti.

L'utente ha diritto a ottenere informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate dal titolare per proteggere i dati.

Accessi ai dati oltre al titolare
Hanno accesso ai dati personali raccolti da www.rivoluzionedemocratica.it il personale interno (quale ad esempio amministrativo, commerciale, marketing, legale, amministratori di sistema) e/o soggetti esterni (quali ad esempio fornitori di servizi informatici terzi, webfarm, agenzie di comunicazione, fornitori di servizi complementari). Se necessario tali strutture sono nominate dal titolare responsabili del trattamento.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

Comunicazione di eventuali accessi indesiderati al Garante della Privacy
Il suddetto sistema informatico è monitorato e controllato giornalmente da tecnici e sistemisti. Ciò non toglie che, anche se ritenuta possibilità remota, ci possa essere un accesso indesiderato. Nel caso in cui questo si verifichi il titolare si impegna, come da GDPR ad effettuarne comunicazione al Garante della Privacy entro i termini previsti dalla legge.

Luoghi di mantenimento dei dati acquisiti
I dati personali sono mantenuti e trattati nelle sedi operative e amministrative del titolare, nonché nelle webfarm dove risiedono i server che ospitano il sito web www.rivoluzionedemocratica.it, o sui server che ne effettuano le copie di sicurezza. I dati personali dell'utente possono risiedere in Italia, Germania e Olanda, comunque in nazioni della Comunità Europea. I dati personali dell'utente non vengono mai portati o copiati fuori dal territorio europeo.

Tempi di mantenimento dei dati acquisiti
Nel caso di dati acquisiti per fornire un servizio all'utente, (sia per un servizio acquistato che in prova) i dati vengono conservati per 24 mesi successivi al completamento del servizio. Oppure fino a quando non ne venga revocato il consenso.

Nel caso in cui il titolare fosse obbligato a conservare i dati personali in ottemperanza di un obbligo di legge o per ordine di autorità, il titolare può conservare i dati per un tempo maggiore, necessario agli obblighi.

Al termine del periodo di conservazione i dati personali saranno cancellati. Dopo il termine, non sarà più possibile accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione e la portabilità.

Base giuridica del trattamento dei dati acquisiti
Il titolare acquisisce dati personali degli utenti nei casi sotto descritti.
Il trattamento si rende necessario:
- se l'utente ha deliberatamente accettato il trattamento per una o più finalità;
- per fornire un preventivo all'utente;
- per fornire un contratto all'utente;
- per fornire un servizio all'utente;
- perché il titolare possa adempiere ad un obbligo di legge;
- perché il titolare possa adempiere ad un compito di interesse pubblico;
- perché il titolare possa adempiere ad un esercizio di pubblici poteri;
- perché il titolare o terzi possano perseguire i propri legittimi interessi.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulla base giuridica di ciascun trattamento.

Finalità del trattamento dei dati acquisiti
I dati dell'utente sono raccolti dal titolare per le seguenti finalità:

- richiesta informazione da parte dell'utente
- richiesta informazione per servizi
- invio di aggiornamenti
- invio informazioni generiche
- richiesta di contatto da parte dei clienti, per ricevere informazioni

Eventualmente i dati possono essere trattati anche per:
contattare l'utente, statistiche, analisi dei comportamenti degli utenti e registrazione sessioni, visualizzazione contenuti e interazione di applicazioni esterne, protezione dallo spam, gestione dei pagamenti, interazione con social network, pubblicità.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulle finalità di ciascun trattamento.

Dettagli specifici sull'acquisizione e uso dei dati personali
Per contattare l'utente
Moduli di contatto
L'utente può compilare il/i moduli di contatto/richiesta informazioni, inserendo i propri dati e acconsentendo al loro uso per rispondere alle richieste di natura indicata nella intestazione del modulo.
Dati personali che potrebbero essere raccolti: CAP, città, cognome, email, indirizzo, nazione, nome, numero di telefono, provincia, ragione sociale.

Per interazione con applicazioni esterne (anche social network)
www.rivoluzionedemocratica.it include nelle sue pagine plugin e/o pulsanti per interagire con i social network e/o applicazioni esterne.
Per quanto riguarda i social network, anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Facebook: Pulsante "Mi piace" e widget sociali
Fornitore del servizio: Facebook, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Facebook
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://www.facebook.com/about/privacy/update)
Cookie utilizzati (https://www.facebook.com/about/privacy/cookies)
Aderente al Privacy Shield

Twitter: Pulsante "Tweet" e widget sociali
Fornitore del servizio: Twitter, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Twitter
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://twitter.com/privacy)
Cookie utilizzati (https://help.twitter.com/it/rules-and-policies/twitter-cookies)
Aderente al Privacy Shield

Whatsapp: Pulsante Whatsapp e widget sociali di Whatsapp
Fornitore del servizio: se l'utente risiede nella Regione Europea, WhatsApp Ireland Limited, se l'utente risiede al di fuori della Regione Europea, i Servizi vengono forniti da WhatsApp LLC.
Finalità del servizio: servizi di interazione con Whatsapp.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Irlanda, le informazioni potrebbero essere trasferite o trasmesse o archiviate e trattate negli Stati Uniti o in altri Paesi terzi al di fuori di quello in cui l'utente risiede.
Privacy Policy (https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy-eea)
Aderente al Privacy Shield

Per protezione da spam
Questi servizi acquisiscono dati dagli utenti e tramite varie logiche distinguono il traffico di utenti reali da quello di potenziali minacce di spam.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google reCAPTCHA
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio di protezione da spam
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Cookie utilizzati (https://policies.google.com/technologies/types?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Per statistiche
Questi servizi sono utilizzati dal titolare del trattamento per analizzare il traffico effettuato dagli utenti sul sito web www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google Analytics
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio di analisi web fornito. Questo servizio raccoglie i dati personali dell'utente per monitorare e analizzare l'utilizzo del sito web www.rivoluzionedemocratica.it, generare report e utilizzarli anche per gli altri servizi di Google. Google può usare i dati raccolti per personalizzare i propri annunci pubblicitari.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Opt-Out (https://tools.google.com/dlpage/gaoptout?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Per visualizzare contenuti da siti web esterni
Questi servizi sono utilizzati per visualizzare sulle pagine del sito web contenuti esterni al sito web, con possibilità di interazione.
Anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google Fonts
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio per visualizzare caratteri (fonts) esterni sul proprio sito web
Dati personali raccolti: tipologie di dati secondo quanto specificato dalla privacy policy del servizio
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Diritti dell'interessato
L'utente possiede tutti i diritti previsti dall'art. 12 del EU GDPR, il diritto di controllare, modificare e integrare (rettificare), cancellare i propri dati personali accedendo alla propria area riservata. Una volta cancellati tutti i dati, viene chiuso l'account di accesso all'area riservata.

Nello specifico ha il diritto di:
- sapere se il titolare detiene dati personali relativi all'utente (art. 15 Diritto all'accesso);
- modificare o integrare (rettificare) i dati personali inesatti o incompleti (Art. 16 Diritto di rettifica);
- richiedere la cancellazione di uno o parte dei dati personali mantenuti se sussiste uno dei motivi previsti dal GDPR (Diritto alla Cancellazione, 17);
- limitare il trattamento solo a parte dei dati personali, o revocarne completamente il consenso al trattamento, se sussiste uno dei motivi previsti dal Regolamento (Art. 18 Diritto alla limitazione del trattamento);
- ricevere copia di tutti i dati personali in possesso del titolare, in formato di uso comune organizzato, e leggibili anche da dispositivo automatico (Art. 20, Diritto alla Portabilità);
- opporsi in tutto o in parte al trattamento dei dati per finalità di marketing, ad esempio opporsi e ricevere offerte pubblicitarie (art. 21 Diritto di opposizione). Si fa presente agli utenti che possono opporsi al trattamento dei dati utilizzati per scopo pubblicitario, senza fornire alcuna motivazione;
- opporsi al trattamento dei dati in modalità automatica o meno per finalità di profilazione (c.d. Consenso).

Come un utente può esercitare i propri diritti
L'utente può esercitare i propri diritti sopra esposti comunicandone richiesta al titolare del trattamento La Rivoluzione Democratica ai seguenti recapiti: info@rivoluzionedemocratica.it; tel. 3312300680.

La richiesta di esercitare un proprio diritto non ha nessun costo. Il titolare si impegna ad evadere le richieste nel minor tempo possibile, e comunque entro un mese.

L'utente ha il diritto di proporre reclamo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Recapiti: garante@gpdp.it, http://www.gpdp.it (http://www.gpdp.it).

Cookie Policy
Informazioni aggiuntive sul trattamento dei dati
Difesa in giudizio
Nel caso di ricorso al tribunale per abuso da parte dell'utente nell'utilizzo di www.rivoluzionedemocratica.it o dei servizi a esso collegati, il titolare ha la facoltà di rivelare i dati personali dell'utente. È inoltre obbligato a fornire i suddetti dati su richiesta delle autorità pubbliche.

Richiesta di informative specifiche
L'utente ha diritto di richiedere a www.rivoluzionedemocratica.it informative specifiche sui servizi presenti sul sito web e/o la raccolta e l'utilizzo dei dati personali.

Raccolta dati per log di sistema e manutenzione
www.rivoluzionedemocratica.it e/o i servizi di terze parti (se presenti) possono raccogliere i dati personali dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP, sotto forma di log di sistema. La raccolta di questi dati è legata al funzionamento e alla manutenzione del sito web.

Informazioni non contenute in questa policy
L'utente ha diritto di richiedere in ogni momento al titolare del trattamento dei dati le informazioni aggiuntive non presenti in questa Policy riguardanti il trattamento dei dati personali. Il titolare potrà essere contattato tramite gli estremi di contatto.

Supporto per le richieste "Do Not Track"
Le richieste  "Do Not Track" non sono supportate da www.rivoluzionedemocratica.it.
L'utente è invitato a consultare le Privacy Policy dei servizi terzi sopra elencati per scoprire quali supportano questo tipo di richieste.

Modifiche a questa Privacy Policy
Il titolare ha il diritto di modificare questo documento avvisando gli utenti su questa stessa pagina oppure, se previsto, tramite i contatti di cui è in possesso. L'utente è quindi invitato a consultare periodicamente questa pagina. Per conferma sull'effettiva modifica consultare la data di ultima modifica indicata in fondo alla pagina.
Il titolare si occuperà di raccogliere nuovamente il consenso degli utenti nel caso in cui le modifiche a questo documento riguardino trattamenti di dati per i quali è necessario il consenso.

Definizioni e riferimenti legali
Dati personali (o dati, o dati dell'utente)
Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc.

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Dati di utilizzo
Sono dati di utilizzo le informazioni che vengono raccolte in automatico durante la navigazione di www.rivoluzionedemocratica.it, sia da sito web stesso che dalle applicazioni di terzi incluse nel sito. Sono esempi di dati di utilizzo l'indirizzo IP e i dettagli del dispositivo e del browser (compresi la localizzazione geografica) che l'utente utilizza per navigare sul sito, le pagine visualizzate e la durata della permanenza dell'utente sulle singole pagine.

Utente
Il soggetto che fa uso del sito web www.rivoluzionedemocratica.it.
Coincide con l'interessato, salvo dove diversamente specificato.

Interessato
Interessato è la persona fisica al quale si riferiscono i dati personali. Quindi, se un trattamento riguarda, ad esempio, l'indirizzo, il codice fiscale, ecc. di Mario Rossi, questa persona è l'interessato (articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Responsabile del trattamento (o responsabile)
Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

www.rivoluzionedemocratica.it (o sito web)  
Il sito web mediante il quale sono raccolti e trattati i dati personali degli utenti.

Servizio
Il servizio offerto dal sito web www.rivoluzionedemocratica.it come indicato nei relativi termini.

Comunità Europea (o UE)
Ogni riferimento relativo alla Comunità Europea si estende a tutti gli attuali stati membri dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, salvo dove diversamente specificato.

Cookie
Dati conservati all'interno del dispositivo dell'utente.

Riferimenti legali
La presente informativa è redatta sulla base di molteplici ordinamenti legislativi, inclusi gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679. Questa informativa riguarda esclusivamente www.rivoluzionedemocratica.it, dove non diversamente specificato.

Informativa privacy aggiornata il 14/12/2021 12:28
torna indietro leggi Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it  obbligatorio
refresh