19 Maggio 2024

"PER LA RIFORMA DELLA CONFUSIONE"

Noi amiamo la nostra Costituzione. Ma, per amarla, non basta credere che essa sia la più bella del mondo e, per difenderla, non basta arroccarsi sul non si tocca!

Se veramente la amiamo, dobbiamo sapere riconoscerne e curare i difetti congeniti o acquisiti. Tutte le costituzioni, anche le più longeve, hanno subito trasformazioni radicali; contrariamente a quanto generalmente si crede, quella degli Stati Uniti d’America è stata modificata più volte: nel ‘Bill of rights’, nel modello dei rapporti federali, nel sistema di elezione del Presidente e dei senatori e così via.

In Italia, il dibattito sulle riforme costituzionali, aperto da molti anni, almeno da quando Bettino Craxi parlò di grande riforma, rischia di giungere ancora una volta a un punto morto; la confusione, per la verità, è grande e ogni proposta di riforma istituzionale si scontra con i veti incrociati delle varie fazioni.

Che sia un dibattito tra sordi non è dovuto solo alle differenze culturali delle parti bensì soprattutto al calcolo, miope, che ciascuna di esse fa della propria convenienza.

Oggi sono in campo la proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica – che già, quando 60 anni fa veniva proposta da Randolfo Pacciardi, grande combattente contro il fascismo, fu respinta come pericoloso veicolo di autoritarismo e, addirittura, di involuzione fascistica – e la realizzazione dell’autonomia differenziata prevista dall’art. 116 della Costituzione.

Dopo il primo incontro tra i partiti svoltosi il 9 maggio scorso sul tema delle riforme istituzionali, insieme ai niet sdegnosi dell’opposizione – soprattutto nell’inner circle schleiniano – abbiamo sentito farneticazioni varie, prima fra tutte che la riforma costituzionale non è una priorità del ‘paese’. Che lo dica la Schlein non ci sorprende perché tutti conosciamo i limiti del suo programma – lgbtq+ e moto perpetuo – né ci sorprende che lo facciano gli altri perché, detto tra di noi, è troppo chiedere ai protagonisti del trasformismo ‘pilotato’ di questi ultimi dieci anni che seghino il ramo sul quale sono seduti.

Una tale affermazione ci lascerebbe del tutto indifferenti se non fosse il sintomo di una ben più grave malattia che ha inceppato il corretto e sano funzionamento della società e dell'economia. Ma come? Non è vero che, a partire dalla questione del PNRR, è l’Europa a chiederci le riforme? E non si può pensare che le riforme da fare siano ben più ampie e propedeutiche di quelle finora messe in campo a questo proposito?

O dobbiamo pensare che la priorità sia quella di mobilitare il paese e tenerlo incatenato con qualche ‘sciopero generale’ per contestare la misura della riduzione del ‘cuneo fiscale’ o le causali dei ‘contratti a termine’ stabilite dal governo?

Da ultimo, nella partita è stato calato un asso piglia tutto: una accreditata portavoce della sinistra nei salotti televisivi addomesticati, una ‘filosofa’ emerita, ha attaccato come un toro infuriato il ‘centro-destra’ per avere osato avanzare una tale proposta: «Perché è così caro al centrodestra il tema del presidenzialismo? Perché è cara l'idea dei pieni poteri, del potere forte, del capo, una concezione leaderistica della politica. Io trovo che questa mossa di Giorgia Meloni sia una mossa allarmante perché arriva in un contesto drammatico. Siamo in guerra, c'è una cobelligeranza dell'Italia a tutti gli effetti, c'è un contesto interno molto inquietante, che è quello del primo governo post-fascista e anziché governare con una linea politica chiara adesso viene fuori il presidenzialismo. Mi chiedo perché gli italiani lo vogliono. Forse non è il desiderio di maggior partecipazione? Ci sentiamo troppo impotenti, rassegnati. E allora qui il problema è rafforzare la democrazia non indebolirla».

Rafforzare la democrazia! È questa l’unica affermazione sensata fatta dalla povera, disperata ‘filosofa’.

Siamo d’accordo! Cosa c’è di meglio per rafforzarla che fare votare la gente per scegliere i governanti, naturalmente in un contesto di garanzie costituzionali, e sottrarre così il governo ai giochi di palazzo che hanno caratterizzato gli ultimi anni della vita della Repubblica?

Uno degli argomenti più usati dagli ‘oppositori’ dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica è che non si deve in alcun modo toccare il ruolo di garanzia affidato dalla Costituzione al Presidente.

Condividiamo la difesa di questo ruolo di garanzia che, sia pure strumentalmente, fa il PD avendo un suo uomo al Quirinale (quando c’era Cossiga, il PCI lo voleva mettere in stato d’accusa e Leone venne ingiustamente travolto dai alcuni sicari mediatici) ma non lo condividiamo fino al punto da ritenere intoccabili le norme che lo regolano: a mio avviso, se si modificasse la posizione costituzionale del Presidente le garanzie costituzionali non ne soffrirebbero; come si sa, esse sono affidate a un sistema complesso di bilanciamenti e la migliore garanzia contro l’abuso del potere non sta in una singola istituzione – sia essa la Presidenza della Repubblica o la Corte Costituzionale – bensì nel potere diffuso, cioè in quelle autonomie che, proprio per questa loro funzione, il potere totalitario (fascista o comunista) aborrisce.

Né condividiamo l’interpretazione della costituzione che ha avallato l’intromissione del Presidente della Repubblica nella determinazione della linea politica del governo: non ci pare che rientri nel ruolo di garanzia del Presidente il cosiddetto ‘governo del Presidente’: la stessa nomina del Presidente del Consiglio infatti non dipende da una autonoma volontà del Presidente della Repubblica bensì dalla volontà della maggioranza parlamentare; un governo di unità nazionale o di ‘grande coalizione’ nasce dalla volontà dei rappresentanti del popolo e non dalla ‘saggezza’ del Presidente; né ci pare che rientri nei suoi poteri concorrere alla scelta dei ministri in ragione di una qualsiasi linea politica (per esempio in materia di politica monetaria o di trattati internazionali). Tutto ciò è oltre la Costituzione, anzi è contro la Costituzione.

Tale prassi ha fatto parlare addirittura di un presidenzialismo di fatto e non so se la mitizzazione della ‘saggezza’ del Presidente guardiano della costituzione non sia in qualche modo l’effetto di una malintesa lettura della dottrina schmittiana del presidente-guardiano che assume la dittatura temporanea.

Comunque, a questo proposito e a prescindere dalla ‘grande riforma’, un chiarimento costituzionale e anche una revisione dei poteri del Presidente della Repubblica sono improcrastinabili e necessari: non ci sarebbe nulla di male se si chiarisse il ruolo che egli ha nella nomina del Presidente del Consiglio e dei ministri e si desse una definizione delle altre funzioni che espongono il Presidente a responsabilità amministrative e politiche per esempio come Presidente del CSM: si dovrebbe o renderlo pienamente partecipe e responsabile di quanto vi accade – e ciò sarebbe impossibile – o, se questa carica è solo un orpello, bisognerebbe togliergliela.

D’altra parte, se l’elezione diretta del Presidente della Repubblica può risolvere qualcuno dei problemi di governabilità del nostro sistema, è chiaro che essa implica una trasformazione costituzionale radicale; se si volesse andare in tale direzione, si dovrebbe anzitutto cambiare l’assetto dell’esecutivo, attualmente dipendente dalla fiducia del Parlamento, e conferire al Presidente della Repubblica non più la funzione di garanzia costituzionale ma il potere di direzione politica, per esempio come negli Stati Uniti o, in maniera diversa, come in Francia. Ma, comunque ciò sia, se il presidente deve divenire il capo dell'esecutivo, occorrerebbe in primo luogo spogliarlo del privilegio della irresponsabilità che gli conferisce l’art. 90 della Costituzione e privarlo del potere di scioglimento delle Camere e della presidenza del CSM.

Bisognerebbe prevedere un diverso equilibrio tra legislativo, esecutivo e giudiziario; bisognerebbe, insomma, rendere efficace, funzionale e funzionante il sistema di separazione, equilibrio e controllo reciproco dei poteri dello stato, soprattutto per far valere il principio di responsabilità dei governanti, che sta a fondamento del costituzionalismo. Altrettanto necessario sarebbe, in questo caso, sia il mantenimento del bicameralismo – che, a mio avviso, dovrebbe essere fondato su una base della rappresentanza e un sistema elettorale diversi per le due Camere – sia il rafforzamento delle autonomie – differenziate o ‘speciali’ che siano – contro il quale tutta la sinistra invece si batte come un sol uomo adducendo che si provocherebbe una spaccatura del Paese.

Ma non fu la ‘sinistra’ a introdurre nella Costituzione il principio dell’autonomia differenziata con la modifica dell’art. 116?

Perché lo fece? Solo per inseguire la sua ‘costola’ e sanare la perdita di voti che stava subendo?

E poi, che prove si possono portare in favore del centralismo che ci governa da 150 anni? Non è stato sotto il centralismo che si è prodotta la spaccatura tra le due, o tre, Italie?

La manina che ha pubblicato il documento del ‘Servizio del bilancio del Senato’ secondo il quale «nel caso del trasferimento alle Regioni di funzioni oggi svolte dallo Stato – e delle relative risorse umane, strumentali e finanziarie – ci sarebbe una forte crescita del bilancio regionale ed un ridimensionamento di quello statale, col rischio di non riuscire a conservare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), in tutte le Regioni», rivela uno ‘sprezzo del pericolo’ veramente alto perché getta discredito su tale Servizio: infatti l’autonomia serve esattamente a fare svolgere alle Regioni i servizi che oggi svolge lo Stato trasferendo ad esse le risorse necessarie nella stessa misura in cui queste sono in atto gestite dallo Stato per ciascuna Regione. Quindi, per esempio alla Lombardia come alla Calabria andrebbero gli stessi finanziamenti in atto ad essa attribuiti: sarà compito di ciascuna Regione gestirgli al meglio.

Ma che cosa rivelano queste critiche se non ciò che fino ad oggi è mancato: l’eguaglianza delle prestazioni; cioè che, in atto e senza le autonomie ‘differenziate, il livello di queste prestazioni è diverso nelle varie Regioni.

Queste critiche rivelano esattamente il contrario di quello che gli anti-autonomisti vorrebbero dimostrare.

Ferme restando le autonomie e rispettandole, spetta allo Stato promuovere l’eguagliamento delle prestazioni con i dovuti finanziamenti alle Regioni più bisognose. E, comunque, per sanare le diseguaglianze tra le regioni non si può prevedere un sistema di ‘internal improvements’ gestito dal governo centrale come accade nelle federazioni serie?

Alcuni, opponendosi al presidenzialismo, sostengono che questo funziona solo dove il sistema è bipartitico, come negli Stati Uniti, e quindi siccome noi, grazie a Dio, abbiamo un multipartitismo, sia pure estremo, non potremmo adottare un tale sistema di governo.

Ma se è vero che, perché il presidenzialismo possa funzionare, è meglio che vi sia un sistema bipartitico, dobbiamo dire però che l’esistenza di un sistema multipartitico non è una ragione per rifiutarlo: il sistema bipartitico non è calato dal cielo; negli Stati Uniti come in Gran Bretagna, il bipartitismo non è imposto ma è l’effetto del confronto politico: l’alternanza tra i partiti al governo è, solitamente, tra i due partiti preponderanti e tali non per norma di legge ma per effetto di una dialettica elettorale tra molti partiti, tutti totalmente liberi di raccogliere il consenso e tutti soggetti alla regola della maggioranza come base della loro rappresentatività. Come diceva Ferdinand Hermens, il concetto stesso di rappresentanza proporzionale è sbagliato perché è separato dal concetto di integrazione, che è indispensabile per la gestione del governo.

Da questo punto di vista, non v’è dubbio che si renderebbe necessaria una riforma della legge elettorale in modo da favorire una tale dialettica: non avrebbe senso e sarebbe fonte di gravi complicazioni e pericoli per la stabilità del sistema stesso, eleggere il presidente su base maggioritaria e il legislativo su base proporzionale: la famosa governabilità e stabilità che dovrebbe entrare dalla porta principale con l'elezione diretta del presidente, uscirebbe immediatamente dalla finestra se il legislativo venisse lasciato nelle condizioni attuali di rissoso frazionamento e di instabilità delle maggioranze parlamentari.

E dunque, il problema non è il presidenzialismo ma la legge elettorale.

L’altra ipotesi di riforma in campo sarebbe l’elezione popolare diretta del Presidente del Consiglio; ma questa, a mio avviso, presenta molte incongruenze e difficoltà: l’equilibrio costituzionale tra un Presidente del Consiglio eletto dal popolo e un Presidente della Repubblica di estrazione parlamentare sarebbe certamente più complicato e, quando si verificasse una possibile frattura tra il Presidente del Consiglio e la maggioranza parlamentare, sarebbe più difficile anche un equilibrio con il Parlamento, soprattutto se eletto su base proporzionale.

Un’alternativa possibile alle misteriose liturgie quirinalizie e alla farraginosa procedura di nomina del Presidente del Consiglio potrebbe essere la sua elezione da parte delle due Camere in seduta comune; la fiducia al governo potrebbe essere revocata dalle Camere che però dovrebbero essere sciolte contestualmente (simul stabunt, simul cadent) con l’indizione di nuove elezioni da svolgersi entro un mese o nel più breve tempo possibile.

Concludo osservando che, oltre a queste riforme istituzionali, sarebbe necessaria un’altra e forse più decisiva riforma della politica: la riduzione e delimitazione dell'attività dello Stato, della sua ingerenza nell’economia e nella società in tutte le sue articolazioni ed espressioni' (dallo sport alla salute; dagli spettacoli alla cultura, all’editoria, alle comunicazioni di massa, alle banche, etc.), che poi è ingerenza e attività dei partiti politici, è espansione della cosiddetta partitocrazia, è espansione della spesa pubblica, in debito. Ma temo che nessun partito – tranne qualche sparuta e inascoltata minoranza – voglia fare una tale riforma.






Fonte: di Giuseppe Butta'
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale,
la voce del liberalismo progressista in Italia.





Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017
Associazione Alleanza Giellista
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
Il sito web www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie alcuni dati personali degli utenti che navigano sul sito web.

In accordo con l'impegno e l'attenzione che poniamo ai dati personali e in accordo agli artt. 13 e 14 del EU GDPR, www.rivoluzionedemocratica.it fornisce informazioni su modalità, finalità, ambito di comunicazione e diffusione dei dati personali e diritti degli utenti.

Titolare del trattamento dei dati personali
La Rivoluzione Democratica
Via Circondaria, 56
55045 - Firenze Italia


Email: info @rivoluzionedemocratica.it
Telefono: 3934324237

Tipi di dati acquisiti
www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie dati degli utenti direttamente o tramite terze parti. Le tipologie di dati raccolti sono: dati tecnici di navigazione, dati di utilizzo, email, nome, cognome, numero di telefono, provincia, nazione, cap, città, indirizzo, ragione sociale, stato, cookie e altre varie tipologie di dati. Maggiori dettagli sui dati raccolti vengono forniti nelle sezioni successive di questa stessa informativa.
I dati personali sono forniti deliberatamente dall'utente tramite la compilazione di form, oppure, nel caso di dati di utilizzo, come ad esempio i dati relativi alle statistiche di navigazione, sono raccolti automaticamente navigando sulle pagine di www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati richiesti dai form sono divisi tra obbligatori e facoltativi; su ciascun form saranno indicate distintamente le due tipologie. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati obbligatori, www.rivoluzionedemocratica.it si riserva il diritto di non fornire il servizio. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati facoltativi, il servizio sarà fornito ugualmente da www.rivoluzionedemocratica.it .

www.rivoluzionedemocratica.it utilizza strumenti di statistica per il tracciamento della navigazione degli utenti, l'analisi avviene tramite log. Non utilizza direttamente cookie ma può utilizzare cookie includendo servizi di terzi.

Ciascun utilizzo di cookie viene dettagliato nella Cookie Policy (https://www.rivoluzionedemocratica.it/Informativa-sui-cookies.htm) e successivamente in questa stessa informativa.
L'utente che comunichi, pubblichi, diffonda, condivida o ottenga dati personali di terzi tramite www.rivoluzionedemocratica.it si assume la completa responsabilità degli stessi. L'utente libera il titolare del sito web da qualsiasi responsabilità diretta e verso terzi, garantendo di avere il diritto alla comunicazione, pubblicazione, diffusione degli stessi. www.rivoluzionedemocratica.it non fornisce servizi a minori di 18 anni. In caso di richieste effettuate per minori deve essere il genitore, o chi detiene la patria potestà, a compilare le richieste dati.

Modalità, luoghi e tempi del trattamento dei dati acquisiti
Modalità di trattamento dei dati acquisiti
Il titolare ha progettato un sistema informatico opportuno a garantire misure di sicurezza ritenute adatte ad impedire l'accesso, la divulgazione, la modifica o la cancellazione non autorizzata di dati personali. Lo stesso sistema effettua copie giornaliere, ritenute sufficientemente adeguate in base alla importanza dei dati contenuti.

L'utente ha diritto a ottenere informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate dal titolare per proteggere i dati.

Accessi ai dati oltre al titolare
Hanno accesso ai dati personali raccolti da www.rivoluzionedemocratica.it il personale interno (quale ad esempio amministrativo, commerciale, marketing, legale, amministratori di sistema) e/o soggetti esterni (quali ad esempio fornitori di servizi informatici terzi, webfarm, agenzie di comunicazione, fornitori di servizi complementari). Se necessario tali strutture sono nominate dal titolare responsabili del trattamento.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

Comunicazione di eventuali accessi indesiderati al Garante della Privacy
Il suddetto sistema informatico è monitorato e controllato giornalmente da tecnici e sistemisti. Ciò non toglie che, anche se ritenuta possibilità remota, ci possa essere un accesso indesiderato. Nel caso in cui questo si verifichi il titolare si impegna, come da GDPR ad effettuarne comunicazione al Garante della Privacy entro i termini previsti dalla legge.

Luoghi di mantenimento dei dati acquisiti
I dati personali sono mantenuti e trattati nelle sedi operative e amministrative del titolare, nonché nelle webfarm dove risiedono i server che ospitano il sito web www.rivoluzionedemocratica.it, o sui server che ne effettuano le copie di sicurezza. I dati personali dell'utente possono risiedere in Italia, Germania e Olanda, comunque in nazioni della Comunità Europea. I dati personali dell'utente non vengono mai portati o copiati fuori dal territorio europeo.

Tempi di mantenimento dei dati acquisiti
Nel caso di dati acquisiti per fornire un servizio all'utente, (sia per un servizio acquistato che in prova) i dati vengono conservati per 24 mesi successivi al completamento del servizio. Oppure fino a quando non ne venga revocato il consenso.

Nel caso in cui il titolare fosse obbligato a conservare i dati personali in ottemperanza di un obbligo di legge o per ordine di autorità, il titolare può conservare i dati per un tempo maggiore, necessario agli obblighi.

Al termine del periodo di conservazione i dati personali saranno cancellati. Dopo il termine, non sarà più possibile accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione e la portabilità.

Base giuridica del trattamento dei dati acquisiti
Il titolare acquisisce dati personali degli utenti nei casi sotto descritti.
Il trattamento si rende necessario:
- se l'utente ha deliberatamente accettato il trattamento per una o più finalità;
- per fornire un preventivo all'utente;
- per fornire un contratto all'utente;
- per fornire un servizio all'utente;
- perché il titolare possa adempiere ad un obbligo di legge;
- perché il titolare possa adempiere ad un compito di interesse pubblico;
- perché il titolare possa adempiere ad un esercizio di pubblici poteri;
- perché il titolare o terzi possano perseguire i propri legittimi interessi.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulla base giuridica di ciascun trattamento.

Finalità del trattamento dei dati acquisiti
I dati dell'utente sono raccolti dal titolare per le seguenti finalità:

- richiesta informazione da parte dell'utente
- richiesta informazione per servizi
- invio di aggiornamenti
- invio informazioni generiche
- richiesta di contatto da parte dei clienti, per ricevere informazioni

Eventualmente i dati possono essere trattati anche per:
contattare l'utente, statistiche, analisi dei comportamenti degli utenti e registrazione sessioni, visualizzazione contenuti e interazione di applicazioni esterne, protezione dallo spam, gestione dei pagamenti, interazione con social network, pubblicità.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulle finalità di ciascun trattamento.

Dettagli specifici sull'acquisizione e uso dei dati personali
Per contattare l'utente
Moduli di contatto
L'utente può compilare il/i moduli di contatto/richiesta informazioni, inserendo i propri dati e acconsentendo al loro uso per rispondere alle richieste di natura indicata nella intestazione del modulo.
Dati personali che potrebbero essere raccolti: CAP, città, cognome, email, indirizzo, nazione, nome, numero di telefono, provincia, ragione sociale.

Per interazione con applicazioni esterne (anche social network)
www.rivoluzionedemocratica.it include nelle sue pagine plugin e/o pulsanti per interagire con i social network e/o applicazioni esterne.
Per quanto riguarda i social network, anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Facebook: Pulsante "Mi piace" e widget sociali
Fornitore del servizio: Meta Platforms Ireland Limited.
Finalità del servizio: interazione con il social network Facebook
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti e in altri Paesi
Privacy Policy (https://www.facebook.com/privacy/policy)

Twitter: Pulsante "Tweet" e widget sociali
Fornitore del servizio: Twitter, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Twitter
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://twitter.com/privacy)
Cookie utilizzati (https://help.twitter.com/it/rules-and-policies/twitter-cookies)
Aderente al Privacy Shield

Whatsapp: Pulsante Whatsapp e widget sociali di Whatsapp
Fornitore del servizio: se l'utente risiede nella Regione Europea, WhatsApp Ireland Limited, se l'utente risiede al di fuori della Regione Europea, i Servizi vengono forniti da WhatsApp LLC.
Finalità del servizio: servizi di interazione con Whatsapp.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Irlanda, le informazioni potrebbero essere trasferite o trasmesse o archiviate e trattate negli Stati Uniti o in altri Paesi terzi al di fuori di quello in cui l'utente risiede.
Privacy Policy (https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy-eea)
Aderente al Privacy Shield

Per statistiche
Questi servizi sono utilizzati dal titolare del trattamento per analizzare il traffico effettuato dagli utenti sul sito web www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Per visualizzare contenuti da siti web esterni
Questi servizi sono utilizzati per visualizzare sulle pagine del sito web contenuti esterni al sito web, con possibilità di interazione.
Anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Diritti dell'interessato
L'utente possiede tutti i diritti previsti dall'art. 12 del EU GDPR, il diritto di controllare, modificare e integrare (rettificare), cancellare i propri dati personali accedendo alla propria area riservata. Una volta cancellati tutti i dati, viene chiuso l'account di accesso all'area riservata.

Nello specifico ha il diritto di:
- sapere se il titolare detiene dati personali relativi all'utente (art. 15 Diritto all'accesso);
- modificare o integrare (rettificare) i dati personali inesatti o incompleti (Art. 16 Diritto di rettifica);
- richiedere la cancellazione di uno o parte dei dati personali mantenuti se sussiste uno dei motivi previsti dal GDPR (Diritto alla Cancellazione, 17);
- limitare il trattamento solo a parte dei dati personali, o revocarne completamente il consenso al trattamento, se sussiste uno dei motivi previsti dal Regolamento (Art. 18 Diritto alla limitazione del trattamento);
- ricevere copia di tutti i dati personali in possesso del titolare, in formato di uso comune organizzato, e leggibili anche da dispositivo automatico (Art. 20, Diritto alla Portabilità);
- opporsi in tutto o in parte al trattamento dei dati per finalità di marketing, ad esempio opporsi e ricevere offerte pubblicitarie (art. 21 Diritto di opposizione). Si fa presente agli utenti che possono opporsi al trattamento dei dati utilizzati per scopo pubblicitario, senza fornire alcuna motivazione;
- opporsi al trattamento dei dati in modalità automatica o meno per finalità di profilazione (c.d. Consenso).

Come un utente può esercitare i propri diritti
L'utente può esercitare i propri diritti sopra esposti comunicandone richiesta al titolare del trattamento La Rivoluzione Democratica ai seguenti recapiti: info@rivoluzionedemocratica.it; tel. 3312300680.

La richiesta di esercitare un proprio diritto non ha nessun costo. Il titolare si impegna ad evadere le richieste nel minor tempo possibile, e comunque entro un mese.

L'utente ha il diritto di proporre reclamo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Recapiti: garante@gpdp.it, http://www.gpdp.it (http://www.gpdp.it).

Cookie Policy
Informazioni aggiuntive sul trattamento dei dati
Difesa in giudizio
Nel caso di ricorso al tribunale per abuso da parte dell'utente nell'utilizzo di www.rivoluzionedemocratica.it o dei servizi a esso collegati, il titolare ha la facoltà di rivelare i dati personali dell'utente. È inoltre obbligato a fornire i suddetti dati su richiesta delle autorità pubbliche.

Richiesta di informative specifiche
L'utente ha diritto di richiedere a www.rivoluzionedemocratica.it informative specifiche sui servizi presenti sul sito web e/o la raccolta e l'utilizzo dei dati personali.

Raccolta dati per log di sistema e manutenzione
www.rivoluzionedemocratica.it e/o i servizi di terze parti (se presenti) possono raccogliere i dati personali dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP, sotto forma di log di sistema. La raccolta di questi dati è legata al funzionamento e alla manutenzione del sito web.

Informazioni non contenute in questa policy
L'utente ha diritto di richiedere in ogni momento al titolare del trattamento dei dati le informazioni aggiuntive non presenti in questa Policy riguardanti il trattamento dei dati personali. Il titolare potrà essere contattato tramite gli estremi di contatto.

Supporto per le richieste "Do Not Track"
Le richieste  "Do Not Track" non sono supportate da www.rivoluzionedemocratica.it.
L'utente è invitato a consultare le Privacy Policy dei servizi terzi sopra elencati per scoprire quali supportano questo tipo di richieste.

Modifiche a questa Privacy Policy
Il titolare ha il diritto di modificare questo documento avvisando gli utenti su questa stessa pagina oppure, se previsto, tramite i contatti di cui è in possesso. L'utente è quindi invitato a consultare periodicamente questa pagina. Per conferma sull'effettiva modifica consultare la data di ultima modifica indicata in fondo alla pagina.
Il titolare si occuperà di raccogliere nuovamente il consenso degli utenti nel caso in cui le modifiche a questo documento riguardino trattamenti di dati per i quali è necessario il consenso.

Definizioni e riferimenti legali
Dati personali (o dati, o dati dell'utente)
Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc.

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Dati di utilizzo
Sono dati di utilizzo le informazioni che vengono raccolte in automatico durante la navigazione di www.rivoluzionedemocratica.it, sia da sito web stesso che dalle applicazioni di terzi incluse nel sito. Sono esempi di dati di utilizzo l'indirizzo IP e i dettagli del dispositivo e del browser (compresi la localizzazione geografica) che l'utente utilizza per navigare sul sito, le pagine visualizzate e la durata della permanenza dell'utente sulle singole pagine.

Utente
Il soggetto che fa uso del sito web www.rivoluzionedemocratica.it.
Coincide con l'interessato, salvo dove diversamente specificato.

Interessato
Interessato è la persona fisica al quale si riferiscono i dati personali. Quindi, se un trattamento riguarda, ad esempio, l'indirizzo, il codice fiscale, ecc. di Mario Rossi, questa persona è l'interessato (articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Responsabile del trattamento (o responsabile)
Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

www.rivoluzionedemocratica.it (o sito web)  
Il sito web mediante il quale sono raccolti e trattati i dati personali degli utenti.

Servizio
Il servizio offerto dal sito web www.rivoluzionedemocratica.it come indicato nei relativi termini.

Comunità Europea (o UE)
Ogni riferimento relativo alla Comunità Europea si estende a tutti gli attuali stati membri dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, salvo dove diversamente specificato.

Cookie
Dati conservati all'interno del dispositivo dell'utente.

Riferimenti legali
La presente informativa è redatta sulla base di molteplici ordinamenti legislativi, inclusi gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679. Questa informativa riguarda esclusivamente www.rivoluzionedemocratica.it, dove non diversamente specificato.

Informativa privacy aggiornata il 07/10/2022 12:44
torna indietro leggi Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
 obbligatorio
generic image refresh

cookie