25 Febbraio 2024

"PAULINA LUISI"

Lavoriamo...per conquistare pacificamente, con le armi dell'equità e della giustizia, il diritto di tutte le donne a sviluppare tutte le loro capacità e ad assumere nella vita delle nazioni la parte che spetta a ogni essere dotato di cuore e di pensiero.
(Paulina Luisi)


Angel Luisi (1846-1929), studente in giurisprudenza all'Università di Pisa, in occasione della guerra franco-prussiana del 1870-71 interruppe i suoi studi per arruolarsi, in difesa della Repubblica Francese, nell'Armata dei Vosgi, comandata da Giuseppe Garibaldi, unico generale invitto in quella guerra disastrosa per la Francia.
Luisi ebbe anche modo di assistere a qualche fase della Comune di Parigi e delle istanze socialiste da essa perseguite. Dopo di che si spostò a Lione, dove fece per un certo tempo l'insegnante di italiano.
Fu lì che conobbe la professoressa di francese Maria Teresa Josefina Janicki, figlia di esuli polacchi in Francia, ispettrice di un istituto di istruzione del luogo e componente di un gruppo di donne che si batteva per l'istruzione laica e per il suffragio femminile. I due si sposarono nel 1872 e poco dopo decisero di trasferirsi in Argentina e precisamente a Colon, dove, il 22 settembre 1875, nacque la loro prima figlia, Paulina [1].
I loro metodi educativi laici e progressisti ben presto però si urtarono con il conservatorismo locale, sicché la famiglia Luisi-Janucki nel 1878 decise di trasferirsi nella vicina città di Paysandú, appartenente all'Uruguay, dove fondò l'Istituto Luisi per maestre.

Lì la coppia ebbe modo di applicare le proprie idee pedagogiche, improntate ai principi di libertà, uguaglianza e fraternità. Angel lavorò anche come giornalista per due testate progressiste, El Progreso (Il Progresso) e El Pueblo (Il Popolo) e partecipò anche alla fondazione dell'Ateneo de Paysandú.
La moglie Maria nel 1885 vi organizzò la prima scuola in Uruguay con un asilo nido. Dirà in seguito Paulina: I miei genitori avevano una cosiddetta "scuola moderna", dove applicavano metodi innovativi basati sulla sperimentazione, l'osservazione della natura, la lettura e l'educazione fisica.
Nel 1887 la famiglia si trasferì a Montevideo, dove Angel aveva ottenuto un prestigioso incarico presso la Presidenza della Repubblica. Fu nella capitale uruguaiana che da allora visse e studiò Paulina Luisi, destinata a raggiungere fama nazionale e internazionale.

Paulina Luisi si formò dunque in un ambiente familiare di orientamento laico, libertario e socialista, da cui fu influenzata per tutta la sua esistenza. Imparò anche a lottare per gli obiettivi che riteneva giusti, in tutti i campi in cui si trovò ad operare: medicina, educazione sessuale, femminismo d'avanguardia, lotta alla prostituzione.
Aveva anche imparato dal padre che per diventare persone indipendenti era necessaria l'autosufficienza economica.

Una componente non secondaria per la maturazione della sua personalità fu anche la lettura delle opere della riformatrice inglese Josephine Elizabeth Butler (1828-1906), nota soprattutto per la fondazione della Federazione Abolizionista Internazionale che si batteva per l'abolizione della prostituzione minorile e contro l'avvio alla prostituzione di donne e bambini.
Paulina studiò al Collegio Nazionale dell'Insegnamento di Montevideo, diretto dalla celebre pedagoga uruguaiana Maria Stagnero (1856-1922), dove, nel 1893, ottenne il titolo di insegnante, conseguendo poi (1899) la laurea di primo livello, seguendo così l' esempio materno e insegnando poi alla „Scuola di formazione per insegnanti per le donne“. La sua attività didattica era particolarmente finalizzata all'inserimento di elementi di igiene sociale nel programma di preparazione degli insegnanti e alla promozione del diritto all'educazione sessuale nella scuola primaria e secondaria.

Ma Paulina Luisi voleva qualcosa di più e perciò nel 1900 si iscrisse alla Scuola di Medicina dell'Università della Repubblica di Montevideo, nonostante i radicati pregiudizi di quei tempi, in cui era considerata cosa assai sconveniente che una ragazza vedesse e toccasse degli uomini nudi, ancorché morti.
Ma la ragazza era di buona tempra e non si arrese mai, anche se durante gli studi dovette subire le molestie e le burle dei suoi colleghi maschi, che però seppe fronteggiare con spirito e con grinta. Un giorno le fecero trovare, nella tasca del camice, un pene umano reciso. Alla fine della lezione ella trattenne i colleghi e disse loro: Uno di voi ha perso questo?
Inoltre già da allora lanciava appelli per l'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole. Si laureò in Medicina, specializzandosi in Ginecologia nel 1908 e fu la prima donna medico dell' Uruguay [2]. Successivamente (1923) si specializzò a Parigi in Dermatologia e malattie veneree.

Mentre era ancora studentessa, ricevette un invito dalla nota femminista argentina, Petrona Eyle (1866-1945), presidente dell'Associazione argentina delle donne universitarie, affinché costituisse, assieme alle sue colleghe, la sezione uruguaiana dell'Associazione americana delle donne universitarie (AAUW). La cosa arrivò in porto nel 1907 e la Luisi ebbe l'opportunità di entrare in contatto col femminismo sudamericano, specialmente in seguito alla sua partecipazione al Congresso Femminile del 1910 a Buenos Aires, in cui erano presenti oltre 200 donne in rappresentanza di Argentina, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay e dove conobbe le socialiste e femministe argentine Alicia Moreau de Justo, esponente di primo piano del partito e Cecilia Gierson, prima donna in Argentina a laurearsi in medicina.

Il 12 dicembre 1910 Paulina partecipò alla fondazione del Partito Socialista dell'Uruguay (PSU) [3], promossa dall'avvocato e giornalista Emilio Frugoni (1880-1969), suo primo segretario e suo primo deputato. La Luisi vi trovò l'ambiente adatto per diffondere le problematiche femministe e sociali. Le sue preoccupazioni principali erano la lotta per la pace, l'istruzione delle donne e il loro libero accesso alle professioni, la difesa delle ragazze madri, la lotta alla prostituzione regolamentata [4] e quella per l'adozione nelle scuole dell'educazione sessuale, il diritto delle donne alla stessa retribuzione a paritá di prestazioni. A lei si deve la creazione di due sindacati tipicamente femminili: l'Unione delle operatrici telefoniche e il sindacato delle Sarte delle sartorie.

Le sue idee sull'educazione sessuale e sull'igiene sociale erano strettamente connesse alla militanza socialista. Accettava l'aborto, ma riteneva che esso fosse spesso il frutto di gravi problemi sociali, come la povertà, e studiava gli strumenti per evitarlo, mediante riforme progressiste di sostegno alle lavoratrici incinte. Lavorò come insegnante nelle scuole secondarie e come titolare della cattedra di Ginecologia nella facoltà di Medicina [5].
Avvalendosi del suo lavoro quotidiano di docente di Ginecologia e della sua attività ospedaliera, promuoveva campagne a favore dell'educazione sessuale e della lotta alla prostituzione, ma non mancava neanche di scagliare le sue frecciate contro il maschilismo diffuso di allora: In questo Paese, che è pur sempre il mio, mi manca l'autorità necessaria per parlare di gravi questioni scientifiche o sociali, perché la natura maliziosa non mi ha concesso il privilegio di appartenere al sesso maschile.

Paulina si può considerare anche la fondatrice del femminismo uruguaiano, di cui fu attivista, anche come docente; a partire dal 1913 divenne propugnatrice della necessità di impartire l'educazione sessuale sia ai maschi che alle femmine [6]. Nel 1916 fondò il „Consiglio Nazionale delle Donne dell'Uruguay“ (CONAMU) [7] per la difesa dei loro diritti; perseguí scopo anche nel ruolo di direttrice della rivista Accion Feminína (Azione Femminile), sorta nel 1917, allo scopo di associare tutte le donne a lavorare per il massimo progresso del nostro sesso, elevando il loro livello morale, intellettuale, materiale, economico e giuridico. Dedichiamo tutte le nostre energie per migliorare la situazione sociale, che leggi e costumi concedono alle donne.
Sulla stessa rivista, ancora nel 1917, si batteva perché la battaglia femminista andasse condotta con tenacia, dimostrando che la donna è qualcosa di più che materiale creato per servire e obbedire all'uomo come una schiava, che è più di una macchina per produrre figli e prendersi cura della casa; che le donne hanno sentimenti e intelletto; che è loro missione perpetuare la specie e questo deve essere fatto con qualcosa di più delle viscere e dei petti; deve essere fatto con mente e cuore preparati ad essere madre ed educatrice; che lei deve essere la compagna e la consigliera dell'uomo, non la sua schiava.
Nel 1919 fondò l' Alleanza delle donne per il suffragio femminile, la cui lotta guidò con determinazione [8] fin quando, nel dicembre 1932, fu deliberato per legge il diritto di voto alle donne [9]. Ma, a causa delle lungaggini relative all'applicazione delle complesse norme di regolamentazione della legge, fu solo il 27 marzo 1938, che le donne uruguaiane poterono votare per la prima volta in un'elezione nazionale [10]. Una vittoria di genere ottenuta principalmente grazie alle grandi battaglie guidate da Paulina Luisi.
Dal 1922 al 1925 la Luisi fu rappresentante uruguaiana alla Societá delle Nazioni e delegata presso la “Commissione per la protezione dell'infanzia e della gioventú e per la lotta contro la tratta di donne e bambini”.
Nel 1923 partecipò al Congresso Internazionale di Igiene Sociale e Educazione Profilattica a Parigi, dove presentò un documento sull'educazione sessuale, che le valse un giusto riconoscimento internazionale.

Nel 1932, a Ginevra, partecipò, in rappresentanza dell'Uruguay, alla Conferenza internazionale per la pace. La sua ostilità alla guerra é bene espressa in un discorso tenuto alla radio nel 1936:
La donna è l'unica che può proteggere [l'umanità], in questi tempi tragici, dalla follia che di tanto in tanto prende il sopravvento sulla mente degli uomini e fa precipitare milioni di persone in barbare guerre di aggressione, saccheggio e conquista [11].

Paulina fu sincera democratica e fervente antifascista. Ma la democrazia è per lei, da socialista, un punto di partenza, non d'arrivo: partendo da essa bisogna costruire e sviluppare una società più giusta ed egualitaria, a cominciare dal ruolo delle donne e delle lavoratrici in particolare.
Di fronte al regime autoritario di Gabriel Terra [12], durante il quale fu arrestato ed esiliato il leader socialista Emilio Frugoni, si uní al movimento di opposizione alla dittatura e si dimise dagli incarichi ufficiali che aveva presso la Società delle Nazioni.
Aderì anche al movimento di solidarietà con la Repubblica spagnola, aggredita dai fascisti spagnoli di Franco, sostenuti da quelli italiani e tedeschi [13]. Fece infatti parte di varie organizzazioni antifasciste [14]. Al IV congresso del PSU del giugno 1937 fu proprio la „doctora Paulina Luisi“ a presentare una mozione – prontamente approvata dal Congresso - di solidarietà alla Repubblica Spagnola, allora in piena guerra civile contro i franchisti [15]:
Il Partito Socialista, all'inizio del suo 4° Congresso Straordinario, invia il suo saluto di solidarietà al Governo, alla Repubblica e al Popolo di Spagna, il cui eroico martirio in difesa delle sue libertà democratiche sottolinea nella storia dei popoli l'inizio della gloriosa liberazione del proletariato mondiale. Rende omaggio ai suoi eroi e ai suoi martiri.

Paulina Luisi morì il 16 luglio 1950, a 75 anni, proprio lo stesso giorno in cui, nello stadio Maracanà di Rio de Janeiro, la nazionale di calcio dell'Uruguay batté, alla finale, quella del Brasile, conquistando così la Coppa del Mondo 1950.

Sono oggi intestati a lei un padiglione bibliotecario dell'ospedale ginecologico e pediatrico Pereira Rosell, una stanza del Parlamento uruguaiano e una strada, tutti a Montevideo.

L'azione, decisa e costante, di Paulina Luisi, insegnante e ginecologa, socialista e femminista, ha segnato la storia dell'Uruguay e aperto la strada alla completa emancipazione delle donne uruguaiane. Ne sono due esempi, fra i tanti, l'elezione del medico Mónica Xavier a Segretaria Generale del PSU per il periodo marzo 2016-marzo 2019 e quella dell'ingegnere Carolina Casse, nel 2020, a sindaca socialista di Montevideo.



  1. La coppia Luisi-Janicki ebbe otto figli, di cui 6 femmine e 2 maschi: Paulina, Inés, Clotilde, Angel, Héctor, Luisa, Anita ed Elena. Paulina sarà la prima donna medico dell'Uruguay, Clotilde la prima donna avvocato, Luisa professoressa e grande poetessa. Hector diventerà contrammiraglio.
  2. Nel 1917 anche la sorella Inés Luisi si laureò in Medicina, specializzandosi poi in Pediatria, di cui divenne un'autorità a livello nazionale. Fu la prima donna in Uruguay a far parte di una Commissione d'esame alla facoltà di Medicina.
  3. IL PSU attualmente fa parte del Frente Amplio (Fronte Ampio), un cartello politico di forze progressiste, fondato il 5-2-1971. Organo del PSU è il settimanale El Sol (Il Sole). Organizzazione giovanile è la Juventud Socialista del Uruguay.
  4. In questo particolare campo è d'obbligo il parallelo con la senatrice socialista Lina Merlin (1887-1979), che nel secondo dopoguerra condusse un'appassionata e vigorosa battaglia analoga in Italia.
  5. Paulina Luisi fu anche Direttrice della clinica ginecologica ed ebbe un suo laboratorio per le sue ricerche su fecondazione e fertilità.
  6. Si veda in proposito il suo libro del 1920 Una morale unica per ambo i sessi. Nel 1944 le sue raccomandazioni relative all'educazione sessuale furono incorporate nei programmi delle scuole pubbliche dell'Uruguay.
  7. Ramo uruguaiano del “Consiglio Internazionale delle Donne”.
  8. Si veda, in proposito, il suo saggio del 1929 La donna uruguaiana reclama i suoi diritti politici.
  9. La legge n. 8927, promulgata il 16-12-1932 e pubblicata il 22-12-1932 nel Registro Nazionale di Leggi e Decreti, recitava, al suo articolo 1: “Si riconosce il diritto della donna all'elettorato attivo e passivo, tanto in campo nazionale che municipale”. La legge stabiliva anche la regolamentazione per l'esercitazione pratica del voto femminile.
  10. Tuttavia, la prima volta in assoluto, in cui donne uruguaiane poterono esprimere un voto, fu il 3-7-1927, quando i residenti in un piccolo agglomerato di case, divenuto paese, chiamato Cerro Chato, poterono scegliere, mediante referendum consultivo, a quale dipartimento il nuovo comune sarebbe stato accorpato. Tale possibilità di scelta era stata concessa, in data 5-8-1926, dal Consiglio di Amministrazione Nazionale per porre fine alle tensioni locali, alimentate dalle diverse preferenze. Il 31-5-1927 il Tribunale Elettorale, con proprio decreto, regolamentò quel plebiscito, a cui partecipò il 94 % della popolazione interessata. La scelta fu per il dipartimento di Durazno.
  11. In Radio and the Gendered soundscope Cambridge University Press, 2015.
  12. Gabriel Terra (1873-1942) fu Presidente dell'Uruguay dal 1° marzo 1931 al 19 giugno 1938. Il 31-3-1933, con l'appoggio della polizia, dell'esercito e dei ceti più conservatori, promosse un colpo di Stato e adottò un regime autoritario ostile al movimento operaio; fu sciolta l'Assemblea Generale e introdotta la censura sulla stampa. Nel 1934 fu adottata una nuova Costituzione. In politica estera Terra ruppe i rapporti diplomatici con l'URSS e riconobbe in Spagna il governo fascista di Francisco Franco. Strinse anche rapporti cordiali con Hitler e Mussolini. L'Uruguay tornò alla democrazia con le elezioni politiche del 1938.
  13. Si veda in proposito il suo saggio Spagna eroica.
  14. L'Uruguay il 17-2-1945 dichiarò guerra a Germania e Giappone.
  15. Era allora a capo del governo repubblicano spagnolo il socialista Juan Negrin.






Fonte: di Ferdinando Leonzio
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Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

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Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

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