MELONI INDIRIZZA L'OCCHIO AL COLLE

20-07-2026 - STORIE&STORIE
di Sergio Castelli

Secondo la premier, un altro grande tabù potrebbe essere infranto. L'idea di avere al Quirinale un presidente che non proviene dal centrosinistro. Un contesto, quello ipotizzato, ambientato nel 2027 e legato al Parlamento che emergerà dalle prossime elezioni. L'alleanza con Futuro Nazionale un’idea da perorare. Il vertice NATO é stato un’occasione per chiarire gli equivoci con Trump.


Un presidente della Repubblica espressione del centrodestra non è più considerato un "tabù”, ma una possibilità concreta qualora l'attuale maggioranza venisse riconfermata nelle prossime elezioni. A delineare questo scenario è la premier Giorgia Meloni, che, in pieno clima di campagna elettorale, è intervenuta come ospite di Nicola Porro nel programma "10 minuti", andato in onda il 29 giugno scorso su Rete 4.

Meloni sottolinea che si potrebbe finalmente «superare questo altro grande tabù» e aggiunge: chi non appartiene alla sinistra «non è figlio di un dio minore» e ha quindi pari diritti, compreso quello di ambire al più alto incarico istituzionale. Nel suo intervento, ha toccato anche temi di politica internazionale, assicurando: "Non ero inginocchiata ieri, non sono antiamericana oggi". Ha ribadito inoltre il suo punto di vista, sottolineando che un «Occidente unito» è «più forte» e che, di conseguenza, anche l'Italia rafforza la sua posizione all'interno di questa alleanza.

Per Meloni l'alleanza con Futuro Nazionale rappresenta la questione centrale per la maggioranza, che osserva attentamente l'incremento nei sondaggi. Meloni è stata chiara ieri: su Vannacci non ha molto da dire, non vede grandi differenze tra le sue posizioni e quelle delle opposizioni. Questo gioco di specchi è destinato a continuare fino all'ultimo momento possibile: per ora è prematuro trarre conclusioni definitive da entrambe le parti. La porta rimane socchiusa. La premier attualmente Io include simbolicamente insieme a Schlein, Conte, Bonelli e Gruber. Tuttavia, è la critica proveniente da destra che la infastidisce di più, specialmente su temi a cui tiene particolarmente e su cui lavora da anni. Ecco dunque il messaggio sottile: è difficile costruire qualcosa con qualcuno che sembra volere solo distruggere.

Il tema principale dell'eurodeputato è la remigrazione, con il comitato Remigrazione e Reconquista pronto a depositare una proposta di legge di iniziativa popolare, che Meloni definisce come rimpatri volontari assistiti, un programma già in atto da parte del governo. Le accuse di Vannacci sembrano quindi solo pretestuose. Ora Futuro Nazionale intende rilanciare il dibattito sulla legittima difesa, in vista della sentenza della Cassazione sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni di carcere per aver ucciso due ladri durante una rapina nell'aprile 2021, un tema particolarmente importante per la Lega.

Per quanto concerne i rapporti con gli USA, dopo le tensioni dei giorni scorsi culminate in accuse reciproche, il vertice NATO tenutosi il 7 e 8 luglio scorso ad Ankara è stata l'occasione per rincontrare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'obiettivo era evitare ulteriori frizioni, ammesso che si possa prevedere il comportamento del magnate, e puntare su un'agenda diplomatica mentre si lavora per riavvicinarsi con cautela al consesso europeo.

AI termine del meeting la premier, circa i rapporti con Trump, ha fatto sapere: «Avevo detto che non sarei tornata sull'argomento e non torno sull'argomento». Ma evidenzia: «Non mi pento di nulla di quello che ho fatto». E ha aggiunto: «L’investimento politico l'ho fatto per convinzione sull'unità dell’Occidente. Non è strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Trump, ma che ho con tutti i miei interlocutori. Con Trump ci sono affinità, dall'immigrazione alla cultura woke. Le cose stanno andando come abbiamo visto ma non cambio idea». Con il presidente francese Emmanuel Macron, invece, nega qualsiasi litigio passato.

Tutti avvisati, la campagna elettorale è ufficialmente iniziata.




Fonte: di Sergio Castelli