LE MIGLIORI BARZELLETTE DELL’ESTATE SCORSA


di Giuseppe Buttà

Sherlock Fratoianni, sebbene non fumi la pipa, ha risolto il busillis: «Credete davvero che quello che è successo a Ceuta (circa 50mila persone sono entrate illegittimamente dal Marocco nell'exclave spagnola in Africa tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio) sia accaduto per caso? Io non lo credo: sono convinto che si sia trattato di un vero e proprio attacco, costruito e pianificato a tavolino».

Una guerra ibrida!

Sherlock Fratoianni, ci ha messo solo qualche minuto per capire «dai molti indizi» che il maxiesodo faceva parte di un piano. «Ve ne voglio citare almeno tre: il primo, nei giorni precedenti circolavano in rete molte fakenews che dicevano che quel giorno la frontiera sarebbe stata aperta o almeno non controllata e che chi arrivava a Ceuta sarebbe stato regolarizzato. Il secondo indizio: il Marocco è il principale alleato di Netanyahu in quell'area del mondo, si scambiano favori, cooperazione militare , e molti soldi sono arrivati di recente dagli Usa Uniti al Marocco. Il terzo indizio: la polizia marocchina evidentemente ha chiuso un occhio se non due perché altrimenti è impossibile non accorgersi di 60mila persone che in poche ore attraversano una frontiera per quanto breve».

«E subito dopo che è successo? È partita» - prosegue lo Sherlock senza pipa - «la grancassa della propaganda: Elon Musk ha fatto un video che, con l'intelligenza artificiale, paragona quello che accadeva in quei minuti all'invasione degli zombie. La destra di tutta Europa - i nazisti dell'Afd, i fascisti di Vox e della Le Pen, e Giorgia Meloni - hanno gridato all'invasione».

Quindi, riflettendo sul presidente del Consiglio, Sherlock si è chiesto: «Giorgia Meloni ha addirittura sospeso Schengen eppure Giorgia Meloni la geografia la conosce: lo sa che Ceuta è si spagnola ma è in Africa e che da lì non c'è nessun libero accesso e che non c'era nessun pericolo per l'area Schengen».

L'unica cosa che, per questo Sherlock senza pipa, è rimasta senza risposta è il «perché di tutto questo?» «Perché questo coordinamento così rapido fra le peggiori destre del nostro Continente e non solo?»

Perché???

Questo poderoso dubbio lo tormenta ancora; egli non è stato così perspicace come lo sono stati i molti giornali caudatari del "campo largo" che hanno rapidamente tirato le somme concludendo che il "regime" marocchino aveva fatto un favore a Trump per turbare la tranquilla, ma calda, estate europea.

Va da sé che, per Sherlock Fratoianni, anche il governo italiano «si è reso responsabile» dell'attacco a Ceuta e va da sé che Meloni debba riferire in Parlamento: «Sarebbe opportuno e interessante discutere con la presidente del Consiglio in quest'aula parlamentare sul perché a Ceuta nei giorni scorsi è accaduto che nel giro di poche ore 60mila marocchini hanno attraversato un confine».

Poi, lo Sherlock senza pipa, ha il solito lampo di genio: Ma sì! «Perché Sanchez è un problema; perché la Spagna è un problema che va rimosso: lo è perché si è opposta con più determinazione e con parole chiare al genocidio in Palestina da parte di Israele, lo è perché ha detto no con la schiena dritta alla guerra illegale di Trump contro l'Iran. E lo è anche perché la sua economia, frutto di politiche progressiste, corre più veloce di quella delle altre; della nostra per esempio».

«Allora siamo di fronte a un salto di qualità: l'internazionale nera è passata dal manipolare le informazioni, controllare le piattaforme digitali, inquinare il dibattito pubblico, a costruire veri e propri fatti ed incidenti per colpire le democrazie. Prima che sia troppo tardi - conclude Sherlock Fratoianni - li dobbiamo fermare, li dobbiamo fermare per salvare la democrazia in Italia e in Europa. Cominciamo dalle prossime elezioni».

Giuseppe Conte l'ha raccontata più grossa: «Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una asimmetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l'Ucraina». Ma, qualcuno gli chiede, «il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete?». La risposta è netta: «Noi non votiamo il sostegno militare … Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l'Europa non vuole».

Poi, l'ex premier – che Mattarella ebbe la saggezza di nominare presidente del Consiglio per ben due volte chiudendo entrambi gli occhi davanti alla piroetta vertiginosa di Conte & c. da destra a sinistra e del PD da sinistra a destra – delinea la sua strategia urbi et orbi e aggiunge spavaldamente: «più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi. Se dovessi essere investito della premiership chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l'aggredito [SIC] , ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l'aggressore, per imprimere una svolta negoziale».

Insomma – se sarà investito del premierato (spero che non si faccia male) – convocherà a un "tavolo di negoziato" Zelenski e Putin, li sgriderà e, con qualche sculacciata, risolverà la faccenda, se non in 24 ore come Trump, con qualche pranzo di lavoro del tipo che egli frequentò all'epoca di Merkel.

Carlo Calenda non ha perduto l'occasione per dire la sua solita "freddura": «Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del "campo largo" o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre».

O, come direbbe la ex Picierno, «farà finta di essere morto».

A Conte, incalzato senza pietà dalla "stampa", fu posta la domanda se, nel centrosinistra non c'è una posizione unitaria sul conflitto, cioè se esiste un nodo Ucraina; lo sventurato rispose: «Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani … Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell'Ucraina che è il paese aggredito», ripete ridendo sotto i baffi che purtroppo non ha.

La povera Schlein – che fino a quel punto si era sbellicata dal ridere e che, pure lei, aveva un sacco di barzellette da raccontare – persa la trebisonda si mise a strillare: «Le primarie? Nooo! Non funziona così. Le primarie no! Si fa prima il programma! Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi. Concentriamoci sui fallimenti di questo Governo e sulle nostre proposte concrete».

Tra queste, Schlein, onorata dall'adesione di tutte le opposizioni, ripropone il congedo parentale paritario: «Abbiamo firmato tutti una proposta per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi di congedo pagati al 100% per entrambi i genitori».

Che genio!

Poi, a cambiare scenario per le barzellette ci pensa il responsabile Esteri, Peppe Provenzano, che parla addirittura a nome della segreteria Schlein, e sulla risoluzione unitaria sulle spese militari per la NATO la mette così: «Abbiamo presentato una risoluzione sullo scostamento che abbiamo costruito con altre forze di opposizione e che contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza. Quindi no al 5% del Pil per la Nato, no alla corsa al riarmo dei singoli Stati mentre sosteniamo la necessità di costruire una vera difesa europea. Sono le nostre battaglie di tutti questi mesi».

Infatti, in aula, alla Camera, il suddetto Giuseppe Conte, ex premier brillante e, come abbiamo visto, ancora aspirante a tale "onore", aveva annunciato: «Il progetto progressista significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no al riarmo. È un no che esprime una visione completamente alternativa».

Avs intanto rimarcava il proprio apporto alla sintesi raggiunta nel documento. «Noi di Avs – dice Sherlock Fratoianni – abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere la risoluzione parlamentare unitaria … Un testo "giusto" e chiaro che dice una cosa semplice: se vogliono uno scostamento, usino i fondi esclusivamente per obiettivi legati ai problemi veri dei cittadini. Non un euro per le spese militari».

Solo che – poverino Provenzano! – la barzelletta l'aveva già raccontata la Schlein stessa la quale, per salvare capra e cavoli (quel "bastian contrario" di Lorenzo Guerini aveva infatti guastato la festa: «La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l'avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile …La notte porti consiglio), aveva deciso d'accordo con Sherlock Fratoianni e Fregoli Conte, di non mettere al voto la suddetta brillante risoluzione grazie al carro attrezzi del regolamento della Camera che non ha ammesso la ‘risoluzione' al voto. Il carrozzone largo e testardo della Schlein è stato quindi trainato in riparazione per un guasto strutturale.

Quanto alle elezioni, peccato che (salvo che il Colle, nella sua imperscrutabile saggezza, non la pensi diversamente) ancora manchi più di un anno sennò avremmo potuto avere l'intronizzazione dei barzellettieri estivi (Conte-Schlein-Fratoianni – per carità di patria non aggiungo Bonelli) già per il prossimo autunno-inverno.

Che risate ci perderemo!




P. S.

Sono stato lieto di apprendere che Alessandro Di Battista è tornato in Italia: l'aereo con a bordo l'ex parlamentare del M5s è atterrato a Ciampino, proveniente da Cuba, dove egli era stato ricoverato a seguito di un malore e di un successivo intervento chirurgico. Il volo ‘speciale' era decollato venerdì 11 settembre e il viaggio è avvenuto per tappe e a bassa quota: è durato circa dodici ore.

Tuttavia devo porre alcune domande: 1) che bisogno c'era che due medici del Policlinico Gemelli di Roma, venissero inviati con urgenza nell'isola Caraibica? Che bisogno c'era di un rientro in Italia – con un volo speciale - così frettoloso e rischioso per una persona che avrebbe dovuto avere una convalescenza più lunga dato il delicato intervento subìto al cervello? Forse non si aveva fiducia nei medici cubani del "famoso sistema sanitario castrista"? Chi ha pagato le spese di viaggio dei due medici e del ritorno in patria dell'illustre infermo? Forse anche Di Battista è entrato a far parte di qualche casta privilegiata o, invece, finalmente possiamo sperare che qualsiasi cittadino italiano all'estero abbia bisogno sarà prontamente soccorso con cure e attenzioni speciali? Da chi?



Fonte: di Giuseppe Butta'