23 Aprile 2024

"LE DONNE IN UN MONDO IN EVOLUZIONE"

Nel mese di marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della donna comunemente denominata “la festa delle donne”.

Parlare di festa però non è del tutto corretto. Questa giornata è infatti dedicata al ricordo e alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche delle donne.

La storia di questa ricorrenza risale ai primi del secolo scorso. Per molti anni l'origine dell'8 marzo si è fatta coincidere con la tragedia accaduta nel 1908, che ebbe come protagoniste le operaie dell'industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. L'incendio del 1908 è stato però confuso con un altro incendio nella stessa città, avvenuto nel 1911 e dove ci furono 146 vittime fra cui molte donne. I fatti che hanno realmente portato all'istituzione della festa della donna sono in realtà più legati alla rivendicazione dei diritti delle donne, tra i quali il diritto di voto che in Italia fu conquistato soltanto nel 1946. Trentatre anni prima, nel 1913, il diritto di voto delle donne era già stato riconosciuto in Norvegia, Danimarca ed Australia.

Dall'inizio del novecento, gli avvenimenti che hanno portato alla lotta per la rivendicazione dei diritti delle donne e all'istituzione della Giornata internazionale delle donne, sono numerosi.

Il primo evento importante fu il VII Congresso della II Internazionale socialista svoltosi a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907. Durante questo congresso si discusse della questione femminile e del voto alle donne.

I partiti socialisti si impegnarono a lottare per riuscire ad introdurre il suffragio universale. Pochi giorni dopo, il 26 e 27 agosto 1907, si svolse invece la Conferenza internazionale delle donne socialiste, durante la quale fu istituito l'Ufficio di informazione delle donne socialiste e Clara Zetkin ne fu eletta segretaria.

I socialisti erano contrari all'alleanza con le femministe borghesi, ma tra le donne non tutte erano della stessa idea.

Nel febbraio 1908 la socialista Corinne Brown dichiarò sulla rivista The Socialist Woman che “il Congresso non aveva alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione”. Il 3 maggio 1908 la Brown presiedette la conferenza del Partito socialista a Chicago, che venne ribattezzata “Woman's Day”, durante la quale si parlò dello sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto.

Alla fine del 1908 il Partito socialista americano decise di dedicare l'ultima domenica del febbraio del 1909 all'organizzazione di una manifestazione per il voto alle donne.

La prima "giornata della donna" negli Stati Uniti si svolse quindi il 23 febbraio 1909.

Un paio di anni dopo, durante la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste che si svolse a Copenaghen il 26 e 27 agosto 1910, si decise di seguire l'iniziativa americana istituendo una giornata internazionale dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

In realtà per alcuni anni negli Stati Uniti e in vari Paesi europei la giornata delle donne si è svolta in giorni diversi.

Negli anni successivi, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sono state poi organizzate molte altre giornate dedicate ai diritti delle donne.

A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917, le donne manifestarono per chiedere la fine della guerra. In seguito, per ricordare questo evento, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste che si svolse a Mosca nel 1921 fu stabilito che l'8 marzo fosse la Giornata internazionale dell'operaia.

In Italia la prima giornata della donna si è svolta nel 1922, ma il 12 marzo e non l'8.

Nei decenni successivi il movimento per la rivendicazione dei diritti delle donne ha continuato ad ingrandirsi in tutto il mondo.

Nel settembre 1944 a Roma è stato istituito l'UDI, Unione Donne Italiane, e si è deciso di celebrare il successivo 8 marzo la giornata della donna nelle zone liberate dell'Italia.

Dal 1946 è stata introdotta la mimosa come simbolo di questa giornata. Questo fiore fu scelto perché sboccia in quel periodo dell'anno ed è molto diffuso.

Tuttavia in Italia si deve arrivare agli anni settanta per vedere la nascita di un vero e proprio movimento femminista. L'8 marzo 1972, in Piazza Campo de Fiori a Roma, si è svolta la manifestazione della festa della donna, durante la quale le donne hanno chiesto, tra le varie cose, anche la legalizzazione dell'aborto. Prima c'era stata la battaglia sul divorzio conquistato il 1° dicembre 1970 con la Legge n. 898 “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, elaborata da Loris Fortuna e Antonio Baslini, fu approvata con i voti del Partito Socialista Italiano, del Partito Comunista Italiano, del Partito Socialista Democratico Italiano, del Partito Socialista Italiano di Unità Popolare, del Partito Repubblicano Italiano e del Partito Liberale Italiano. Furono contrari la Democrazia Cristiana, il Movimento Sociale Italiano, la Sudtiroler Volkspartei ed il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica.

Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l'Anno Internazionale delle Donne e l'8 marzo di quell'anno i movimenti femministi di tutto il mondo hanno manifestato per ricordare l'importanza dell'uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.
Insomma, riassumendo possiamo dire che la Festa della donna ha origine dai movimenti femminili politici di rivendicazione dei diritti delle donne di inizio Novecento. Per la lotta all'emancipazione femminile, in Italia vanno ricordati Anna Kuliscioff, Angelica Balabanoff, Flora Tristan e Lina Merlin.

Oggi la festa della donna ha un po' perso il suo valore iniziale, tuttavia, ci sono organizzazioni femminili che continuano a cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi di varia natura che riguardano il sesso femminile, come la violenza contro le donne e il divario salariale rispetto agli uomini. Molte donne considerano questa giornata come l'occasione per uscire da sole con le amiche, lasciando mariti, compagni e figli a casa, e concedersi qualche ‘sfizio', che magari in altre serate non sarebbe permesso.

Il colore ufficiale della Giornata Internazionale della Donna è il viola. Questo colore rappresenta la dignità e la giustizia sociale per le donne.

Il tema della Giornata Internazionale della Donna cambia ogni anno. Nel 2022, il tema è stato "Gender equality today for a sustainable tomorrow". Nel 2018, l'hashtag #MeToo è stato utilizzato come simbolo di solidarietà tra le donne e di denuncia contro gli abusi sessuali. Il movimento #MeToo è stato uno dei principali argomenti di discussione della Giornata Internazionale della Donna di quell'anno.

Quest'anno, a A RomRoma, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, in sinergia con il Museo Orto Botanico di Roma, Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università La Sapienza, ha organizzato un convegno per invitare a riflettere sul tema proposto dalle Nazioni Unite per celebrare l'8 marzo 2023: “L'uguaglianza di genere nel mondo del lavoro e l'accesso globale alla formazione di qualità per tutte le donne”.

Punto di partenza dell'incontro è la presentazione del più autorevole progetto internazionale che illustra i passi da compiere per un cambiamento sistemico a favore di tutta l'umanità, il Rapporto al Club di Roma: “EARTH 4 ALL - UNA TERRA PER TUTTI”.

Una iniziativa encomiabile con la partecipazione di Tiziano Treu, Presidente CNEL e Fabio Attorre, Direttore Museo Orto Botanico dell'Università La Sapienza, in collegamento dal Sud Africa; Gianna Fracassi, Vicepresidente CNEL e Gianfranco Bologna, curatore dell'edizione italiana del Rapporto, Segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei e Full Member del Club di Roma. A seguire, una tavola rotonda a cura di Riccardo Luna, Direttore Green & Blue con interventi di Daniela De Leo, Pro-Rettrice al Public Engagement Università La Sapienza; Enrico Giovannini, Direttore Scientifico ASVIS e full member del Club di Roma, già Ministro del Lavoro e delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili; Simona Castaldi, professoressa di ecologia all'Università della Campania "Vanvitelli" e Scientific Manager del progetto SU-Eatable LIFE per il Barilla Center for Food & Nutrition; Rosalaura Romeo, Coordinatore Mountain Partnership Secretariat/FAO, responsabile del progetto "La moda per gli ecosistemi fragili".

Al termine dell'evento si è svolta la cerimonia di affidamento del coordinamento del Forum permanente sulla parità di genere del CNEL alla Consigliera Rossana Dettori.

La progettualità per un mondo migliore è affascinante, soprattutto quando viene espressa da autorevoli personalità. Peccato che dopo, sistematicamente, tutte le belle parole e le buone intenzioni restano solo promesse non mantenute in un mondo che, come il somaro del Carducci, continua indifferente il suo atto di egoismo.

In Italia, i dati dell'Istat parlando chiaro: a fine 2022 si contano 334mila posti di lavoro in più rispetto al 2021 di cui, però, solo 38 mila sono occupati da donne.

Al ritmo attuale, ci vorranno dai 100 ai 132 anni per colmare il divario di genere e raggiungere la parità tra uomini e donne. Questa stima emerge dal Global Gender Gap Report del 2022, mentre nel mondo si sono organizzati scioperi ed eventi per festeggiare la Giornata internazionale della donna.

Nel 2022 il divario di genere globale è stato colmato solo del 68,1%, dati che evidenziano un generale peggioramento della parità di genere a livello internazionale rispetto al 2020.

L'Italia è riuscita a collocarsi al 63° posto della classifica stilata dal World Economic Forum, su 146 Paesi esaminati, ben lontana da altre nazioni europee come Francia, Spagna e Germania, rispettivamente al 15°, 16° e decimo posto. Il risultato peggiora ulteriormente se si prende in considerazione la parità di genere in relazione alla partecipazione economica. In questo caso il nostro Paese scivola al 110° posto, dietro nazioni come Gambia, Ghana, Tajikistan e Malawi.

Proprio a causa di queste continue disparità di genere, che spesso si traducono in disparità di trattamento e diritti, è necessario ricordare l'incompleta realizzazione delle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne di tutto il mondo.

In Italia, per il settimo anno consecutivo, è la rete di “Non Una di Meno” a proclamare e promuovere la mobilitazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne e ogni forma di violenza di genere. Nell'appello per la mobilitazione si legge: “Scioperiamo dal lavoro dentro e fuori casa, dai ruoli di genere e da tutti i ruoli che ci vengono imposti, dai consumi. La violenza di genere, la pandemia, la guerra, il disastro ecologico, l'inflazione: viviamo in un mondo di crisi continue che non sono emergenze ma segnali evidenti di un sistema che si sta sgretolando, un sistema ingiusto che ci costringe a vivere vite insostenibili e che vorrebbe chiuderci nell'isolamento e nell'impotenza. In questa solitudine non vogliamo starci e insieme troviamo la forza di ribellarci, lottare e rifiutare tutto questo”.

C'è, però, un dato positivo quando si parla di parità di genere nel mondo del lavoro. Le donne che occupano una posizione aziendale di comando sono aumentate rispetto agli anni precedenti.

Nel 2022, infatti, le donne italiane che ricoprono il ruolo di Ceo, o amministratrice delegata, raggiungono il 20% rispetto al 18% dell'anno precedente, mentre quelle con il ruolo di senior manager salgono al 32 per cento. Non c'è stato certo bisogno del governo Meloni per raggiungere questi risultati.

Nonostante questi miglioramenti, l'Italia si conferma fanalino di coda rispetto alle trenta economie analizzate all'interno del report annuale Women in Business redatto dalla rete di consulenza internazionale Grant Thornton.

Il raggiungimento delle pari opportunità sul piano sociale e lavorativo non è mai stato così importante come oggi, dopo anni di pandemia che hanno reso ancora più evidenti per le donne le difficoltà già presenti a livello sociale e occupazionale. Secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di occupazione femminile si attesta al 51,3%, lo 0,5 in più rispetto al 2021, tra i peggiori risultati a livello europeo. La media delle donne occupate nell'Unione europea è, infatti, del 62,7%.

Non solo le donne trovano mediamente meno lavoro rispetto agli uomini, e con posizioni meno prestigiose, ma continua a verificarsi anche un altro fenomeno, quello del divario retributivo di genere, noto anche come Gender pay gap, che all'interno dei Paesi dell'Unione europea è in media del 13 per cento.

Questo significa che le donne in Europa guadagnano in media il 13% in meno all'ora rispetto agli uomini. L'indice, infatti, misura la differenza media che sussiste tra i salari orari lordi percepiti dagli uomini e dalle donne.

In Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat, il divario salariale raggiunge il 43,7% e, paradossalmente, cresce con l'aumentare del livello di istruzione raggiunto. Il gap salariale si attesta infatti al 5,4% tra chi ha conseguito un diploma delle scuole professionali fino a raggiungere il 30,4% per le laureate e il 46,7% tra chi ha un Master di secondo livello.

Questo divario di stipendi è tornato a crescere in seguito alla pandemia e, proprio per questa ragione, le istituzioni europee stanno lavorando per cercare di ridurlo, obbligando le aziende che operano all'interno dell'Ue a divulgare informazioni che rendano più facile confrontare i salari relativi allo stesso datore di lavoro ed esporre il divario retributivo di genere esistente.

Inoltre, da gennaio è stata introdotta la certificazione della parità di genere, il cui obiettivo è quello di attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere riguardo ad alcuni punti fondamentali come: reali opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni e adozione di politiche di gestione delle differenze di genere, tra cui la maternità tutelata.

Anche se il numero delle donne europee laureate supera oggi quello degli uomini, solo un laureato su tre nelle discipline scientifiche e tecnologiche è di sesso femminile.

Le donne occupano, infatti, appena il 22% di tutti i posti di lavoro nelle aziende europee che operano nel settore tecnologico. Per quanto riguarda l'Italia, il dato relativo al 2020 scende al 15,6% delle donne che lavorano in ambiti tecnico-scienfici, rispetto al 18,3% degli uomini.

Alla base di questa disparità ci sono spesso tutta una serie di stereotipi sociali e di genere che continuano ad avere un forte impatto sulla società italiana. L'Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes ha evidenziato come in Italia una ragazza su due, delle oltre 2 mila intervistate, si senta limitata nelle scelte relative al proprio futuro da stereotipi e retaggi maschilisti.

Per il 53,9% delle intervistate, infatti, le decisioni sugli studi o sulla scelta della carriera desiderata, così come le ambizioni e le passioni, vengono limitate nella realtà dagli stereotipi sociali e impostazioni considerate maschiliste e patriarcali. Le giovani donne sono inoltre consapevoli che il posto in cui si subiscono più discriminazioni o violenze di genere è proprio il luogo di lavoro.

Per combattere la disparità e la violenza di genere, il Parlamento Ue ha votato, lo scorso 15 febbraio, un testo che esorta con fermezza l'Unione europea a ratificare la Convenzione di Istanbul. Questo trattato internazionale è, infatti, uno strumento chiave per sradicare la violenza di genere, compresa la violenza domestica, e mira a prevenire, punire e contrastare la violenza sulle donne.

Secondo il Parlamento europeo, la ratifica della Convenzione di Istanbul è una questione quanto mai urgente, visto che 62 milioni di donne nell'intera Unione europea, ovvero una donna su tre, dichiarano di aver subito violenze fisiche o sessuali almeno una volta nella vita.

Tuttavia, non si possono nemmeno dimenticare i progressi fatti nel tempo. Il numero delle donne al potere in tutto il mondo, oggi, ha raggiunto cifre e posizioni superiori rispetto al passato. Basta pensare all'Unione Europea dove tre donne sono a capo delle più importanti istituzioni: Parlamento, Commissione e Banca Centrale.






Fonte: di Salvatore Rondello
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale,
la voce del liberalismo progressista in Italia.





Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017
Associazione Alleanza Giellista
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
Il sito web www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie alcuni dati personali degli utenti che navigano sul sito web.

In accordo con l'impegno e l'attenzione che poniamo ai dati personali e in accordo agli artt. 13 e 14 del EU GDPR, www.rivoluzionedemocratica.it fornisce informazioni su modalità, finalità, ambito di comunicazione e diffusione dei dati personali e diritti degli utenti.

Titolare del trattamento dei dati personali
La Rivoluzione Democratica
Via Circondaria, 56
55045 - Firenze Italia


Email: info @rivoluzionedemocratica.it
Telefono: 3934324237

Tipi di dati acquisiti
www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie dati degli utenti direttamente o tramite terze parti. Le tipologie di dati raccolti sono: dati tecnici di navigazione, dati di utilizzo, email, nome, cognome, numero di telefono, provincia, nazione, cap, città, indirizzo, ragione sociale, stato, cookie e altre varie tipologie di dati. Maggiori dettagli sui dati raccolti vengono forniti nelle sezioni successive di questa stessa informativa.
I dati personali sono forniti deliberatamente dall'utente tramite la compilazione di form, oppure, nel caso di dati di utilizzo, come ad esempio i dati relativi alle statistiche di navigazione, sono raccolti automaticamente navigando sulle pagine di www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati richiesti dai form sono divisi tra obbligatori e facoltativi; su ciascun form saranno indicate distintamente le due tipologie. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati obbligatori, www.rivoluzionedemocratica.it si riserva il diritto di non fornire il servizio. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati facoltativi, il servizio sarà fornito ugualmente da www.rivoluzionedemocratica.it .

www.rivoluzionedemocratica.it utilizza strumenti di statistica per il tracciamento della navigazione degli utenti, l'analisi avviene tramite log. Non utilizza direttamente cookie ma può utilizzare cookie includendo servizi di terzi.

Ciascun utilizzo di cookie viene dettagliato nella Cookie Policy (https://www.rivoluzionedemocratica.it/Informativa-sui-cookies.htm) e successivamente in questa stessa informativa.
L'utente che comunichi, pubblichi, diffonda, condivida o ottenga dati personali di terzi tramite www.rivoluzionedemocratica.it si assume la completa responsabilità degli stessi. L'utente libera il titolare del sito web da qualsiasi responsabilità diretta e verso terzi, garantendo di avere il diritto alla comunicazione, pubblicazione, diffusione degli stessi. www.rivoluzionedemocratica.it non fornisce servizi a minori di 18 anni. In caso di richieste effettuate per minori deve essere il genitore, o chi detiene la patria potestà, a compilare le richieste dati.

Modalità, luoghi e tempi del trattamento dei dati acquisiti
Modalità di trattamento dei dati acquisiti
Il titolare ha progettato un sistema informatico opportuno a garantire misure di sicurezza ritenute adatte ad impedire l'accesso, la divulgazione, la modifica o la cancellazione non autorizzata di dati personali. Lo stesso sistema effettua copie giornaliere, ritenute sufficientemente adeguate in base alla importanza dei dati contenuti.

L'utente ha diritto a ottenere informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate dal titolare per proteggere i dati.

Accessi ai dati oltre al titolare
Hanno accesso ai dati personali raccolti da www.rivoluzionedemocratica.it il personale interno (quale ad esempio amministrativo, commerciale, marketing, legale, amministratori di sistema) e/o soggetti esterni (quali ad esempio fornitori di servizi informatici terzi, webfarm, agenzie di comunicazione, fornitori di servizi complementari). Se necessario tali strutture sono nominate dal titolare responsabili del trattamento.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

Comunicazione di eventuali accessi indesiderati al Garante della Privacy
Il suddetto sistema informatico è monitorato e controllato giornalmente da tecnici e sistemisti. Ciò non toglie che, anche se ritenuta possibilità remota, ci possa essere un accesso indesiderato. Nel caso in cui questo si verifichi il titolare si impegna, come da GDPR ad effettuarne comunicazione al Garante della Privacy entro i termini previsti dalla legge.

Luoghi di mantenimento dei dati acquisiti
I dati personali sono mantenuti e trattati nelle sedi operative e amministrative del titolare, nonché nelle webfarm dove risiedono i server che ospitano il sito web www.rivoluzionedemocratica.it, o sui server che ne effettuano le copie di sicurezza. I dati personali dell'utente possono risiedere in Italia, Germania e Olanda, comunque in nazioni della Comunità Europea. I dati personali dell'utente non vengono mai portati o copiati fuori dal territorio europeo.

Tempi di mantenimento dei dati acquisiti
Nel caso di dati acquisiti per fornire un servizio all'utente, (sia per un servizio acquistato che in prova) i dati vengono conservati per 24 mesi successivi al completamento del servizio. Oppure fino a quando non ne venga revocato il consenso.

Nel caso in cui il titolare fosse obbligato a conservare i dati personali in ottemperanza di un obbligo di legge o per ordine di autorità, il titolare può conservare i dati per un tempo maggiore, necessario agli obblighi.

Al termine del periodo di conservazione i dati personali saranno cancellati. Dopo il termine, non sarà più possibile accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione e la portabilità.

Base giuridica del trattamento dei dati acquisiti
Il titolare acquisisce dati personali degli utenti nei casi sotto descritti.
Il trattamento si rende necessario:
- se l'utente ha deliberatamente accettato il trattamento per una o più finalità;
- per fornire un preventivo all'utente;
- per fornire un contratto all'utente;
- per fornire un servizio all'utente;
- perché il titolare possa adempiere ad un obbligo di legge;
- perché il titolare possa adempiere ad un compito di interesse pubblico;
- perché il titolare possa adempiere ad un esercizio di pubblici poteri;
- perché il titolare o terzi possano perseguire i propri legittimi interessi.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulla base giuridica di ciascun trattamento.

Finalità del trattamento dei dati acquisiti
I dati dell'utente sono raccolti dal titolare per le seguenti finalità:

- richiesta informazione da parte dell'utente
- richiesta informazione per servizi
- invio di aggiornamenti
- invio informazioni generiche
- richiesta di contatto da parte dei clienti, per ricevere informazioni

Eventualmente i dati possono essere trattati anche per:
contattare l'utente, statistiche, analisi dei comportamenti degli utenti e registrazione sessioni, visualizzazione contenuti e interazione di applicazioni esterne, protezione dallo spam, gestione dei pagamenti, interazione con social network, pubblicità.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulle finalità di ciascun trattamento.

Dettagli specifici sull'acquisizione e uso dei dati personali
Per contattare l'utente
Moduli di contatto
L'utente può compilare il/i moduli di contatto/richiesta informazioni, inserendo i propri dati e acconsentendo al loro uso per rispondere alle richieste di natura indicata nella intestazione del modulo.
Dati personali che potrebbero essere raccolti: CAP, città, cognome, email, indirizzo, nazione, nome, numero di telefono, provincia, ragione sociale.

Per interazione con applicazioni esterne (anche social network)
www.rivoluzionedemocratica.it include nelle sue pagine plugin e/o pulsanti per interagire con i social network e/o applicazioni esterne.
Per quanto riguarda i social network, anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Facebook: Pulsante "Mi piace" e widget sociali
Fornitore del servizio: Meta Platforms Ireland Limited.
Finalità del servizio: interazione con il social network Facebook
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti e in altri Paesi
Privacy Policy (https://www.facebook.com/privacy/policy)

Twitter: Pulsante "Tweet" e widget sociali
Fornitore del servizio: Twitter, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Twitter
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://twitter.com/privacy)
Cookie utilizzati (https://help.twitter.com/it/rules-and-policies/twitter-cookies)
Aderente al Privacy Shield

Whatsapp: Pulsante Whatsapp e widget sociali di Whatsapp
Fornitore del servizio: se l'utente risiede nella Regione Europea, WhatsApp Ireland Limited, se l'utente risiede al di fuori della Regione Europea, i Servizi vengono forniti da WhatsApp LLC.
Finalità del servizio: servizi di interazione con Whatsapp.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Irlanda, le informazioni potrebbero essere trasferite o trasmesse o archiviate e trattate negli Stati Uniti o in altri Paesi terzi al di fuori di quello in cui l'utente risiede.
Privacy Policy (https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy-eea)
Aderente al Privacy Shield

Per statistiche
Questi servizi sono utilizzati dal titolare del trattamento per analizzare il traffico effettuato dagli utenti sul sito web www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Per visualizzare contenuti da siti web esterni
Questi servizi sono utilizzati per visualizzare sulle pagine del sito web contenuti esterni al sito web, con possibilità di interazione.
Anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Diritti dell'interessato
L'utente possiede tutti i diritti previsti dall'art. 12 del EU GDPR, il diritto di controllare, modificare e integrare (rettificare), cancellare i propri dati personali accedendo alla propria area riservata. Una volta cancellati tutti i dati, viene chiuso l'account di accesso all'area riservata.

Nello specifico ha il diritto di:
- sapere se il titolare detiene dati personali relativi all'utente (art. 15 Diritto all'accesso);
- modificare o integrare (rettificare) i dati personali inesatti o incompleti (Art. 16 Diritto di rettifica);
- richiedere la cancellazione di uno o parte dei dati personali mantenuti se sussiste uno dei motivi previsti dal GDPR (Diritto alla Cancellazione, 17);
- limitare il trattamento solo a parte dei dati personali, o revocarne completamente il consenso al trattamento, se sussiste uno dei motivi previsti dal Regolamento (Art. 18 Diritto alla limitazione del trattamento);
- ricevere copia di tutti i dati personali in possesso del titolare, in formato di uso comune organizzato, e leggibili anche da dispositivo automatico (Art. 20, Diritto alla Portabilità);
- opporsi in tutto o in parte al trattamento dei dati per finalità di marketing, ad esempio opporsi e ricevere offerte pubblicitarie (art. 21 Diritto di opposizione). Si fa presente agli utenti che possono opporsi al trattamento dei dati utilizzati per scopo pubblicitario, senza fornire alcuna motivazione;
- opporsi al trattamento dei dati in modalità automatica o meno per finalità di profilazione (c.d. Consenso).

Come un utente può esercitare i propri diritti
L'utente può esercitare i propri diritti sopra esposti comunicandone richiesta al titolare del trattamento La Rivoluzione Democratica ai seguenti recapiti: info@rivoluzionedemocratica.it; tel. 3312300680.

La richiesta di esercitare un proprio diritto non ha nessun costo. Il titolare si impegna ad evadere le richieste nel minor tempo possibile, e comunque entro un mese.

L'utente ha il diritto di proporre reclamo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Recapiti: garante@gpdp.it, http://www.gpdp.it (http://www.gpdp.it).

Cookie Policy
Informazioni aggiuntive sul trattamento dei dati
Difesa in giudizio
Nel caso di ricorso al tribunale per abuso da parte dell'utente nell'utilizzo di www.rivoluzionedemocratica.it o dei servizi a esso collegati, il titolare ha la facoltà di rivelare i dati personali dell'utente. È inoltre obbligato a fornire i suddetti dati su richiesta delle autorità pubbliche.

Richiesta di informative specifiche
L'utente ha diritto di richiedere a www.rivoluzionedemocratica.it informative specifiche sui servizi presenti sul sito web e/o la raccolta e l'utilizzo dei dati personali.

Raccolta dati per log di sistema e manutenzione
www.rivoluzionedemocratica.it e/o i servizi di terze parti (se presenti) possono raccogliere i dati personali dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP, sotto forma di log di sistema. La raccolta di questi dati è legata al funzionamento e alla manutenzione del sito web.

Informazioni non contenute in questa policy
L'utente ha diritto di richiedere in ogni momento al titolare del trattamento dei dati le informazioni aggiuntive non presenti in questa Policy riguardanti il trattamento dei dati personali. Il titolare potrà essere contattato tramite gli estremi di contatto.

Supporto per le richieste "Do Not Track"
Le richieste  "Do Not Track" non sono supportate da www.rivoluzionedemocratica.it.
L'utente è invitato a consultare le Privacy Policy dei servizi terzi sopra elencati per scoprire quali supportano questo tipo di richieste.

Modifiche a questa Privacy Policy
Il titolare ha il diritto di modificare questo documento avvisando gli utenti su questa stessa pagina oppure, se previsto, tramite i contatti di cui è in possesso. L'utente è quindi invitato a consultare periodicamente questa pagina. Per conferma sull'effettiva modifica consultare la data di ultima modifica indicata in fondo alla pagina.
Il titolare si occuperà di raccogliere nuovamente il consenso degli utenti nel caso in cui le modifiche a questo documento riguardino trattamenti di dati per i quali è necessario il consenso.

Definizioni e riferimenti legali
Dati personali (o dati, o dati dell'utente)
Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc.

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Dati di utilizzo
Sono dati di utilizzo le informazioni che vengono raccolte in automatico durante la navigazione di www.rivoluzionedemocratica.it, sia da sito web stesso che dalle applicazioni di terzi incluse nel sito. Sono esempi di dati di utilizzo l'indirizzo IP e i dettagli del dispositivo e del browser (compresi la localizzazione geografica) che l'utente utilizza per navigare sul sito, le pagine visualizzate e la durata della permanenza dell'utente sulle singole pagine.

Utente
Il soggetto che fa uso del sito web www.rivoluzionedemocratica.it.
Coincide con l'interessato, salvo dove diversamente specificato.

Interessato
Interessato è la persona fisica al quale si riferiscono i dati personali. Quindi, se un trattamento riguarda, ad esempio, l'indirizzo, il codice fiscale, ecc. di Mario Rossi, questa persona è l'interessato (articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Responsabile del trattamento (o responsabile)
Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

www.rivoluzionedemocratica.it (o sito web)  
Il sito web mediante il quale sono raccolti e trattati i dati personali degli utenti.

Servizio
Il servizio offerto dal sito web www.rivoluzionedemocratica.it come indicato nei relativi termini.

Comunità Europea (o UE)
Ogni riferimento relativo alla Comunità Europea si estende a tutti gli attuali stati membri dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, salvo dove diversamente specificato.

Cookie
Dati conservati all'interno del dispositivo dell'utente.

Riferimenti legali
La presente informativa è redatta sulla base di molteplici ordinamenti legislativi, inclusi gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679. Questa informativa riguarda esclusivamente www.rivoluzionedemocratica.it, dove non diversamente specificato.

Informativa privacy aggiornata il 07/10/2022 12:44
torna indietro leggi Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
 obbligatorio
generic image refresh

cookie