L'ONDA NERA INVADE IL VECCHIO CONTINENTE
21-09-2026 - STORIE&STORIE
di Sergio Castelli
Le preoccupazioni riguardanti l'espansione delle forze di estrema destra hanno acquisito nuovo vigore in seguito ai risultati delle consultazioni elettorali nel territorio tedesco della Sassonia-Anhalt, dove il movimento AfD (Alternative für Deutschland) ha conseguito un incremento senza precedenti nel consenso elettorale. I principali analisti politici e i leader europeisti considerano le prossime tornate elettorali come autentici test per il processo di integrazione comunitaria.
Il risultato proveniente dalla Germania rappresenta un ulteriore segnale e potrebbe non essere l'ultimo. In Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), nazional-conservatore, euroscettico e contrario aII'immigrazione, ha raggiunto quasi il 44%, ottenendo 39 dei 83 seggi del Parlamento regionale. Non è sufficiente per governare autonomamente, ma è sufficiente a generare preoccupazioni in Germania e nelle altre cancellerie europee: le forze di destra radicale sono in ascesa.
In Germania, altri due appuntamenti ravvicinati potrebbero fornire indicazioni significative sull'avanzata di AfD nel Paese: il 20 settembre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle assemblee regionali nei Lander di Berlino e Meclemburgo-Pomerania. Nel frattempo, in Svezia, il prossimo test elettorale è previsto per il 13 settembre, ma Io scenario è tutt'altro che definito: l'ultimo sondaggio Novus attribuisce il 50,3% al blocco di centrosinistra guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson e il 47,9% alla coalizione di governo con i Sverigedemokraterna (in italiano, Democratici Svedesi - SD).
Tuttavia, è il 2027 a richiamare l'attenzione su una serie di elezioni che potrebbero alterare gli equilibri politici all'interno I'Unione europea. Infatti, andranno al voto, salvo eventuali scioglimenti anticipati o modifiche al calendario, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Grecia. Non esiste una dinamica unica e sarebbe inappropriato interpretare tutte queste elezioni come parte di un medesimo fenomeno. Un elemento, tuttavia, emerge dai sondaggi attuali: in ciascuno di questi Paesi, le forze di destra, comprese quelle nazionaliste o radicali, avranno un ruolo cruciale.
Il primo incontro tra le grandi nazioni è già programmato. Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi è previsto per il 18 aprile 2027, con il ballottaggio fissato per il 2 maggio. Emmanuel Macron non avrà la possibilità di candidarsi per un terzo mandato consecutivo e la competizione per l'Eliseo è già in pieno svolgimento. Marine Le Pen continua a guidare le intenzioni di voto per il primo turno: alla fine di agosto, i sondaggi la segnalavano non solo come favorita per accedere al ballottaggio, ma anche con buone possibilità di vincere il secondo turno.
A sinistra, sono già in campo Jean-Luc Melenchon e Raphael Glucksmann, mentre nel centrodestra uno dei nomi principali rimane quello dell'ex premier Edouard Philippe. Il Rassemblement National (RN), partito politico di estrema destra, si presenta quindi alle presidenziali in una posizione mai così competitiva per la conquista deII'EIiseo. È superfluo sottolineare che la posta in gioco è alta non solo per la Francia: Parigi è una delle due maggiori economie deII'Unione, una potenza nucleare, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e uno dei Paesi chiave nella politica europea riguardo difesa, Ucraina, bilancio e integrazione.
Anche la Spagna sarà chiamata a votare nel 2027, a meno che non si tengano elezioni anticipate. Attualmente, Pedro Sanchez guida l'unico grande Paese deII'Unione Europea con un governo socialista, ma i dati più recenti mostrano difficoltà per la maggioranza, soprattutto a causa della crisi scaturita dalla situazione dei migranti a Ceuta.
Il barometro 40dB, rinomata agenzia di ricerca sociale e sondaggi elettorali, pubblicato il 7 settembre da El Pais e Cadena Ser, attribuisce al Partito Popolare (PP), principale partito di opposizione conservatore guidato da Alberto Nunez Feijoo, il 32,4% dei consensi, mentre a Vox, partito di estrema destra guidato da Santiago Abascal, viene assegnato il 17,8%. Insieme, questi due partiti raggiungono il 50,2%, superando per la prima volta la metà dei voti nell'attuale legislatura. Il Psoe, ovvero il Partido Socialista Obrero Español, scende invece al 27,6%.
La crisi migratoria di Ceuta ha ulteriormente accentuato l'importanza del tema dell'immigrazione: nello stesso sondaggio, Vox è indicato dal 27% degli intervistati come il partito "più capace" di affrontare la questione, davanti a Psoe e Pp.
Anche l'ItaIia raggiungerà la scadenza naturale della legislatura nel 2027, a meno che non si tengano elezioni anticipate. Il contesto italiano si distingue da quello spagnolo. Fratelli d'ItaIia continua a essere il primo partito, ma la novità degli ultimi mesi è rappresentata dalla crescita di Roberto Vannacci, che ha lasciato la Lega per fondare Futuro Nazionale, un partito facilmente paragonabile ad altri movimenti di estrema destra in Europa. Il sondaggio Swg pubblicato il 7 settembre scorso durante l'edizione serale del TG La7 (nella foto 2) attribuisce a Fdl il 26,8% (trend invariato rispetto al 31.8.2026), al Pd il 20,6% (-0,10%), al Movimento 5 Stelle il 12,5% (-0,2%) e a Futuro Nazionale il 7,7% (+0,2%). Il partito di Vannacci ha quindi superato Forza Italia, che si attesta al 6,9% (-0,2%), e la Lega, che si trova al 5,7%.
È proprio Vannacci a complicare Io scenario del centrodestra. Il 7 settembre, il capogruppo di Fdl alla Camera, Galeazzo Bignami, ha specificato che, finché Futuro Nazionale continuerà a opporsi al governo, sarà difficile prevedere il suo ingresso in un futuro esecutivo Meloni. «Non abbiamo intenzione di allearci con chiunque pur di vincere», ha affermato.
Il quarto importante appuntamento riguarda la Polonia: le elezioni ordinarie si terranno neII'autunno del 2027, a meno di un anticipo. Donald Franciszek Tusk ha riportato nel 2023 al governo una coalizione europeista dopo otto anni di amministrazioni guidate dal PiS (Prawo i Sprawiedliwo, tradotto in italiano Diritto e Giustizia, un partito di estrema destra di ispirazione conservatrice clericale). Tuttavia, da quel momento, il panorama istituzionale è diventato più complesso anche a causa dell'elezione alla presidenza di Karol Nawrocki, vicino al PiS, con il quale il governo ha avuto ripetuti conflitti, in particolare riguardo alla giustizia. Anche in questo caso, l'immigrazione e, in particolare, il rapporto con l'Ucraina stanno emergendo come temi elettorali. L'Agenzia di stampa Reuters ha segnalato ad agosto un aumento della destra radicale e ha evidenziato come i sondaggi suggeriscano che il governo europeista di Tusk potrebbe incontrare difficoltà nel mantenere la maggioranza nel 2027.
Completa il quadro la Grecia. Il premier conservatore Kyriakos Mitsotakis ha escluso, il 6 settembre, la possibilità di elezioni anticipate, confermando che il voto si svolgerà nella primavera del 2027. Il partito Nuova Democrazia (Nea Demokratia, NDG), principale formazione di centro-destra con orientamento conservatore e liberale, aveva ottenuto il 40,5% alle elezioni del 2023, ma gli ultimi sondaggi Io collocano sotto il 30%. Sebbene il governo rimanga in posizione di vantaggio, è indebolito dall'aumento del costo della vita e dalle controversie legate a vari scandali. Mitsotakis ha recentemente annunciato un pacchetto di circa 3,5 miliardi di euro, comprendente tagli fiscali e aumenti salariali, con l'intento dichiarato di supportare i redditi e le famiglie prima delle elezioni.
In Germania, altri due appuntamenti ravvicinati potrebbero fornire indicazioni significative sull'avanzata di AfD nel Paese: il 20 settembre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle assemblee regionali nei Lander di Berlino e Meclemburgo-Pomerania. Nel frattempo, in Svezia, il prossimo test elettorale è previsto per il 13 settembre, ma Io scenario è tutt'altro che definito: l'ultimo sondaggio Novus attribuisce il 50,3% al blocco di centrosinistra guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson e il 47,9% alla coalizione di governo con i Sverigedemokraterna (in italiano, Democratici Svedesi - SD).
Tuttavia, è il 2027 a richiamare l'attenzione su una serie di elezioni che potrebbero alterare gli equilibri politici all'interno I'Unione europea. Infatti, andranno al voto, salvo eventuali scioglimenti anticipati o modifiche al calendario, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Grecia. Non esiste una dinamica unica e sarebbe inappropriato interpretare tutte queste elezioni come parte di un medesimo fenomeno. Un elemento, tuttavia, emerge dai sondaggi attuali: in ciascuno di questi Paesi, le forze di destra, comprese quelle nazionaliste o radicali, avranno un ruolo cruciale.
Il primo incontro tra le grandi nazioni è già programmato. Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi è previsto per il 18 aprile 2027, con il ballottaggio fissato per il 2 maggio. Emmanuel Macron non avrà la possibilità di candidarsi per un terzo mandato consecutivo e la competizione per l'Eliseo è già in pieno svolgimento. Marine Le Pen continua a guidare le intenzioni di voto per il primo turno: alla fine di agosto, i sondaggi la segnalavano non solo come favorita per accedere al ballottaggio, ma anche con buone possibilità di vincere il secondo turno.
A sinistra, sono già in campo Jean-Luc Melenchon e Raphael Glucksmann, mentre nel centrodestra uno dei nomi principali rimane quello dell'ex premier Edouard Philippe. Il Rassemblement National (RN), partito politico di estrema destra, si presenta quindi alle presidenziali in una posizione mai così competitiva per la conquista deII'EIiseo. È superfluo sottolineare che la posta in gioco è alta non solo per la Francia: Parigi è una delle due maggiori economie deII'Unione, una potenza nucleare, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e uno dei Paesi chiave nella politica europea riguardo difesa, Ucraina, bilancio e integrazione.
Anche la Spagna sarà chiamata a votare nel 2027, a meno che non si tengano elezioni anticipate. Attualmente, Pedro Sanchez guida l'unico grande Paese deII'Unione Europea con un governo socialista, ma i dati più recenti mostrano difficoltà per la maggioranza, soprattutto a causa della crisi scaturita dalla situazione dei migranti a Ceuta.
Il barometro 40dB, rinomata agenzia di ricerca sociale e sondaggi elettorali, pubblicato il 7 settembre da El Pais e Cadena Ser, attribuisce al Partito Popolare (PP), principale partito di opposizione conservatore guidato da Alberto Nunez Feijoo, il 32,4% dei consensi, mentre a Vox, partito di estrema destra guidato da Santiago Abascal, viene assegnato il 17,8%. Insieme, questi due partiti raggiungono il 50,2%, superando per la prima volta la metà dei voti nell'attuale legislatura. Il Psoe, ovvero il Partido Socialista Obrero Español, scende invece al 27,6%.
La crisi migratoria di Ceuta ha ulteriormente accentuato l'importanza del tema dell'immigrazione: nello stesso sondaggio, Vox è indicato dal 27% degli intervistati come il partito "più capace" di affrontare la questione, davanti a Psoe e Pp.
Anche l'ItaIia raggiungerà la scadenza naturale della legislatura nel 2027, a meno che non si tengano elezioni anticipate. Il contesto italiano si distingue da quello spagnolo. Fratelli d'ItaIia continua a essere il primo partito, ma la novità degli ultimi mesi è rappresentata dalla crescita di Roberto Vannacci, che ha lasciato la Lega per fondare Futuro Nazionale, un partito facilmente paragonabile ad altri movimenti di estrema destra in Europa. Il sondaggio Swg pubblicato il 7 settembre scorso durante l'edizione serale del TG La7 (nella foto 2) attribuisce a Fdl il 26,8% (trend invariato rispetto al 31.8.2026), al Pd il 20,6% (-0,10%), al Movimento 5 Stelle il 12,5% (-0,2%) e a Futuro Nazionale il 7,7% (+0,2%). Il partito di Vannacci ha quindi superato Forza Italia, che si attesta al 6,9% (-0,2%), e la Lega, che si trova al 5,7%.
È proprio Vannacci a complicare Io scenario del centrodestra. Il 7 settembre, il capogruppo di Fdl alla Camera, Galeazzo Bignami, ha specificato che, finché Futuro Nazionale continuerà a opporsi al governo, sarà difficile prevedere il suo ingresso in un futuro esecutivo Meloni. «Non abbiamo intenzione di allearci con chiunque pur di vincere», ha affermato.
Il quarto importante appuntamento riguarda la Polonia: le elezioni ordinarie si terranno neII'autunno del 2027, a meno di un anticipo. Donald Franciszek Tusk ha riportato nel 2023 al governo una coalizione europeista dopo otto anni di amministrazioni guidate dal PiS (Prawo i Sprawiedliwo, tradotto in italiano Diritto e Giustizia, un partito di estrema destra di ispirazione conservatrice clericale). Tuttavia, da quel momento, il panorama istituzionale è diventato più complesso anche a causa dell'elezione alla presidenza di Karol Nawrocki, vicino al PiS, con il quale il governo ha avuto ripetuti conflitti, in particolare riguardo alla giustizia. Anche in questo caso, l'immigrazione e, in particolare, il rapporto con l'Ucraina stanno emergendo come temi elettorali. L'Agenzia di stampa Reuters ha segnalato ad agosto un aumento della destra radicale e ha evidenziato come i sondaggi suggeriscano che il governo europeista di Tusk potrebbe incontrare difficoltà nel mantenere la maggioranza nel 2027.
Completa il quadro la Grecia. Il premier conservatore Kyriakos Mitsotakis ha escluso, il 6 settembre, la possibilità di elezioni anticipate, confermando che il voto si svolgerà nella primavera del 2027. Il partito Nuova Democrazia (Nea Demokratia, NDG), principale formazione di centro-destra con orientamento conservatore e liberale, aveva ottenuto il 40,5% alle elezioni del 2023, ma gli ultimi sondaggi Io collocano sotto il 30%. Sebbene il governo rimanga in posizione di vantaggio, è indebolito dall'aumento del costo della vita e dalle controversie legate a vari scandali. Mitsotakis ha recentemente annunciato un pacchetto di circa 3,5 miliardi di euro, comprendente tagli fiscali e aumenti salariali, con l'intento dichiarato di supportare i redditi e le famiglie prima delle elezioni.
Fonte: di Sergio Castelli










