10 Maggio 2021

"L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA"

22-02-2021 - DIARIO POLITICO di Giuseppe Buttà
Nel 2019 si formò l'ibrida alleanza PD-5S avente, fra l'altro, anche lo scopo dichiarato di impedire che l'elezione del Presidente della Repubblica venga fatta da una maggioranza politica di ‘destra': scopo che appare del tutto incompatibile con la previsione costituzionale che mirerebbe a favorire la convergenza più ampia per l'elezione del Presidente e così assicurare l'imparzialità dell'esercizio dei suoi poteri di garanzia, anche se, dobbiamo ammetterlo, ciò non ci scandalizza: la carica di Presidente della Repubblica è divenuta sempre più manifestamente espressione delle maggioranze politiche del momento e non di quella utopica aura di imparzialità di cui i costituenti vollero ornarla.
Un tale scopo, se galvanizza il ‘popolo della sinistra', è tuttavia assai inquietante e nasconde una ben misera idea della democrazia; nasconde, anzi rivela che quella parte politica considera il Quirinale come una delle più importanti e irrinunciabile roccaforte.
Non è un caso che, negli ultimi anni, i poteri del Presidente della Repubblica si siano allargati anche oltre i limiti costituzionali: in passato il Quirinale è stato offuscato da qualche soubrette, da qualche sospetto di affarismo o, al massimo, da quell' infame linciaggio del Presidente Leone promosso dall'avanguardia giornalistica di un gruppo di potere aspirante al regime; il Presidente Pertini, succeduto a Leone e simpatico un po' a tutti per le sue stravaganze, fu il primo invece ad andare oltre i limiti costituzionali quando impose, senza trovare resistenza nel Parlamento o nella Corte Costituzionale, una interpretazione del potere di nomina dei senatori a vita nel senso che ciascun Presidente potesse nominarne ben 5: per fortuna, tale interpretazione, palesemente fuori dallo spirito oltre che dalla lettera della Costituzione, venne in seguito lasciata cadere, se no avremmo oggi un Senato con un numero spropositato di benemeriti della patria.
Poi nacque la dottrina del governo del Presidente: nel 2011, Napolitano l'applicò con coerente e sistematica determinazione costringendo Berlusconi alle dimissioni e nominando Monti prima senatore a vita e, poi, Presidente del Consiglio. Napolitano intervenne pesantemente anche sulla nomina dei ministri, per non dire nulla della sua inclinazione, testimoniata da Luca Palamara, a interferire anche nella lotta politica tra le correnti dell'Anm nonché nei procedimenti giudiziari (per esempio quelle riguardanti Berlusconi) e del CSM. L'ex magistrato Luigi De Magistris afferma che vi fu lo zampino di Napolitano nel suo trasferimento dalla procura di Catanzaro a quella di Salerno: «Il vero elemento inquietante è il coinvolgimento pieno del Quirinale. Un coinvolgimento decisivo e ancora più indegno perché, da presidente, era sia garante della Costituzione che presidente del Csm».
Tutto caduto nell'oblio!
Infine, con Mattarella, il rito delle consultazioni per la formazione dei governi si è svolto in modo felpato, tale da dare tempo al tempo in funzione di un determinato disegno politico (v. prima quello dell'alleanza PD-5S nel maggio 2018, resa impossibile dall'opposizione di Renzi; poi – dopo le elezioni europee del 2019 che videro l'exploit della Lega al 34% – la ritessitura di quella stessa alleanza, con i 5S che defatigavano Salvini fino a farlo sbottare al ‘Papeete' e Renzi che, per salvare la patria dai malvagi sovranisti, piroettò fino a digerire il rospo dei 5S evitando così il ricorso a elezioni anticipate).
Un'altra deriva è quella del ruolo assunto dal Presidente della Repubblica nella scelta dei ministri – esercitato massicciamente anche in occasione della formazione del governo Draghi tanto da far parlare di un governo Mattarella-Draghi – che taluni costituzionalisti ritengono perfettamente coerente con la norma costituzionale ma che invece, a mio avviso, confligge con il potere che essa – a differenza dello Statuto Albertino che riservava al re la nomina e la scelta dei ministri – attribuisce esplicitamente al Presidente del Consiglio in quanto responsabile della «politica generale del governo».
L'affermarsi di una tale prassi (vedi il caso della mancata nomina di un ministro – Paolo Savona – la cui linea politica pare non fosse gradita al Presidente della Repubblica) forse richiederebbe un'interpretazione autentica degli articoli della Costituzione in questione che ribadisca che il Presidente della Repubblica ‘regna' ma non ‘governa' e che il potere di scelta dei ministri è esclusivamente del Presidente del Consiglio come espressione della maggioranza politica del Parlamento, oppure, se si preferisce, si faccia un emendamento costituzionale che attribuisca al Presidente della Repubblica, oltre che il potere di nomina, anche quello di scelta dei ministri.
Ora ci stiamo avviando a grandi passi verso la scadenza del mandato dell'attuale Presidente della Repubblica; tra sei mesi, entreremo nel cosiddetto ‘semestre bianco' che significa amputazione di uno dei principali poteri del Presidente, quello di scioglimento delle Camere, il che, congelando la vita politica, arreca un grave danno.
L'elezione del Presidente della Repubblica ripropone ogni volta vari problemi anche seri e gravi, alcuni di natura strettamente costituzionale altri di opportunità politica e di funzionalità delle istituzioni; a mio avviso, il problema principale è dato dal metodo di elezione: un'occhiata alle decine di votazioni spesso occorrenti per l'elezione del Presidente basta infatti per convincersi che è proprio tale metodo a favorire, se non a determinare i bizantinismi, le alchimie e le congiure di una classe politica partitocratica divisa in correnti, frazioni e fazioni che concorrono in modo evidente a non rendere intellegibili i processi politici e a intessere rapporti di potere che conducono a quello che i politologi chiamano ‘frazionismo eterodiretto'.
Nessuna elezione del Presidente della Repubblica è mai sfuggita al sempre più grave processo di alterazione dei rapporti politici tra i partiti, all'intersecazione dei personalismi con manovre di tipo milazziano, come avvenne in occasione dell'elezione di Giovanni Gronchi, tra spinte politiche contrastanti e incapacità dei partiti di uscire dal giuoco sterile dei candidati occulti.
Il ‘massacro' dei candidati è possibile perché l'art. 83 della Costituzione prevede soltanto i quorum necessari per l'elezione – i due terzi dell'assemblea per i primi tre scrutini, la maggioranza assoluta dopo il terzo – ma, se ciò è sufficiente a garantire che l'elezione non avvenga con un colpo di mano, d'altra parte consente uno stillicidio pressoché ineluttabile di candidature e votazioni: basta un gruppetto di franchi tiratori o un ben orchestrato sistema di veti incrociati per fare strage della non molto ricca fauna presidenziale.
Un sistema di cui abbiamo sperimentato la pericolosità quando, nel 2013, dopo l'eliminazione di vari candidati, si fece ricorso a una scelta piuttosto discutibile, la rielezione del Presidente uscente, il ‘re Giorgio', il quale, poco prima di essere rieletto nell'aprile 2013 aveva nominato una commissione di 10 ‘saggi' perché elaborasse un piano di riforme, che egli, dopo avere ottenuto la rielezione, dettò al Parlamento e al governo di Enrico Letta: fortunatamente, questi non ne fece nulla cavandosela, a sua volta, con la nomina di una commissione composta, questa volta, da ben 35 ‘saggi'.
Poi ci pensò Renzi con la sua grande riforma!
Di rielezione pare che vi sia qualche avvisaglia anche ora: dopo il ‘lancio' della ricandidatura di Mattarella fatto da Conte, è venuta anche la ‘benedizione' di Goffredo Bettini; questo pretendente al ruolo di guru, o forse di Presidente, ha infatti annunciato che, «se ci sarà un nuovo Presidente – perché un Presidente c'è, Mattarella, un grande Presidente, un punto di riferimento della Repubblica – è molto importante avere un grande accordo e sostegno … Se si dovesse verificare la necessità di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica è necessaria una grande platea democratica e che questo non sia riferita a un partito ma a un campo democratico, europeista e liberale che può dare stabilità e certezza al Paese». Un campo dunque democratico, europeista, liberale, qualità alle quali egli, per modestia, non ha aggiunto quella di cui lui stesso è portatore: comunista.
Per la verità, sia il ‘lancio' che la ‘benedizione' sembrano fiammelle per bruciare più che per promuovere la possibile, ma improbabile, candidatura del Presidente uscente. Tuttavia, a mio avviso, il motivo più sostanziale che sconsiglierebbe tale soluzione, a parte la qualità delle persone che detengono l'alta carica, a parte la loro caratura politica, è che un doppio mandato di Presidente avrebbe la durata di 14 anni, quasi tre legislature: un po' troppo!
Se si volesse seguire questa strada, si dovrebbe ridurre il mandato del Presidente a non più di cinque anni oppure, se non si vuole ridurne la durata, si emendi la Costituzione stabilendo la non rieleggibilità del Presidente uscente e l'eliminazione del ‘semestre bianco', dei cui effetti negativi abbiamo prima avvertito e che, come abbiamo visto, non serve molto a scoraggiare le manovre per ottenere la rielezione.
Per fare fronte a tali problemi sono state avanzate in passato varie ipotesi fra cui l'elezione del Presidente a suffragio universale diretto: ma, ovviamente, una siffatta riforma implicherebbe una revisione profonda del nostro sistema di governo e di tutto l'impianto costituzionale. Né, dopo il ridimensionamento delle Camere, la riduzione del numero degli elettori risolve il problema qui esaminato. Anzi, la riforma che ha modificato radicalmente la composizione delle Camere pone ora anche quello della legittimazione del Parlamento attuale, rimasto nella composizione pre-riforma, a compiere un atto di così grande rilevanza quale l'elezione del Presidente della Repubblica e non solo: forse, dopo il referendum che approvò quella riforma, sarebbe stato necessario un immediato scioglimento delle Camere per farle corrispondere al nuovo dettato costituzionale.
Ma questo ce lo possiamo togliere dalla testa: nessuno, tantomeno i 5S, rinunzierà mai al certo per l'incerto!
Una delle possibili soluzioni – che, se non altro, potrebbe attenuare le tensioni insorgenti ad ogni elezione presidenziale e sottrarre l'elezione del magistrato più alto agli oscuri maneggi di cui Romano Prodi fu l'ultima vittima – è assai più semplice e non richiede se non la volontà di attuarla: il rimedio all'impasse, che spesso ha caratterizzato questo passaggio importantissimo della vita istituzionale del nostro paese, si chiama ballottaggio.
Qualsiasi sistema che preveda un quorum di maggioranza per l'elezione a una carica deve quasi necessariamente prevedere il ballottaggio, altrimenti il risultato è quello sconfortante delle trattative oscure, incomprensibili e certamente offensive per la democrazia parlamentare.
Il sistema del ballottaggio costringerebbe infatti i partiti a concordare le candidature e una linea politica intelligibile a tutti da presentare al corpo elettorale con un congruo anticipo sull'inizio delle votazioni: se nessuno dei candidati raggiungesse il quorum dei due terzi, non sarebbe più possibile cambiare i candidati e si passerebbe a votare, a maggioranza assoluta, i due candidati con il maggior numero di voti nei primi due scrutini costringendo gli schieramenti a compattarsi per non rischiare di vedere eletto l'avversario.
Il rimedio è semplice e, forse, non richiede modifiche costituzionali ma mi chiedo se, proprio perché semplice, un tale rimedio possa essere accettato e adottato: le fazioni, male oscuro della democrazia italiana, certamente opporrebbero la più ostinata resistenza per non essere private delle carte di cui oggi dispongono per i loro giuochi di potere.



Fonte: di GIUSEPPE BUTTA'
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale, la voce del liberalismo progressista in Italia.



Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa
Informativa Privacy
La presente informativa descrive le modalità di gestione del Sito, da Lei ora visitato, di cui è Titolare, il giornale "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA", registrazione al Tribunale di Firenze n°5863 del 17/02/2012 (di seguito, "Giornale" per brevità), che ha come finalità l´informazione critica, la difesa della laicità delle Istituzioni e la diffusione della cultura laica, con sede in Firenze, accessibile al seguente nome di dominio
http://www.rivoluzionedemocratica.it
in riferimento al trattamento dei dati personali dei navigatori che vi accedono e che interagiscono con esso.

Premessa
I considerazione delle modifiche al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito "Codice Privacy"), introdotte recentemente con il D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011, la presente informativa si rivolge alle persone fisiche che, per conto proprio o di associazioni interessate, decidano di accedere al Sito ed interagire con esso ed è resa ai sensi dell´art. 13 del Codice Privacy.
L´informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall´art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001, per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dalle ragioni e finalità del collegamento.
In linea generale, è opportuno precisare che attraverso il Sito vengono effettuate le seguenti tipologie di raccolta dati:
- raccolta necessaria ed automatica dei dati del navigatore inerenti all´interazione con il Sito;
- trattamento correlato alla raccolta di dati, immessi volontariamente dal navigatore, attraverso l´invio di e-mail agli indirizzi indicati per contattare il Titolare (ad esempio, sezioni "Contatti" e "Iscriversi al circolo").

La presente informativa si riferisce unicamente alle operazioni di trattamento effettuate su dati raccolti con le modalità sopra indicate e non si riferisce, quindi, ai trattamenti effettuati tramiti altri siti, a cui l´utente vorrà accedere mediante link dal Sito. Per tali trattamenti dovrà essere fornita, da parte dei rispettivi Titolari, autonoma informativa.
Si precisa, in particolare, che i trattamenti sui dati conferiti accedendo a siti di terzi, raggiungibili mediante i link pubblicati sul Sito, sono effettuati da soggetti diversi dal Giornale.
Premesso che il Giornale non effettuerà alcuna comunicazione dei dati degli utenti a tali soggetti e che ogni iniziativa per entrare in contatto e chiedere informazioni, è rimessa all´esclusiva attività dell´Interessato o del rispettivo Titolare, il giornale non sarà in alcun modo responsabile dei trattamenti che verranno effettuati da parte di tali soggetti, a fronte dell´iniziativa dell´utente medesimo.

1. Finalità del trattamento
1.1 Le operazioni di trattamento di seguito illustrate sono unicamente rivolte alla corretta proposizione ed erogazione dei servizi offerti tramite il presente Sito dal Giornale medesimo per il perseguimento dello scopo associativo. L´Attività on line del Giornale consiste prevalentemente nella pubblicazione di contenuti, caratterizzati da un alto livello qualitativo, sui temi di interesse del Giornale e dei dati personali dei rispettivi autori, aventi con il Giornale rapporti regolari, nonché nello scambio, anche mediante messaggi di posta elettronica, di opinioni e informazioni di varia natura, relative in particolare alla vita e alle attivitàdel Giornale medesimo o ad eventi di rilevanza nel dibattito culturale che il Giornale intende promuovere.
1.2. A tal fine, il Titolare ha predisposto sezioni ad hoc del Sito.
In particolare, nella sezione "Contatti" è presente l´indirizzo e-mail interattivo cui l´Utente può trasmettere i propri dati personali e/o dell´Associazione di appartenenza, al Giornale. Più precisamente, in tale ipotesi il trattamento è finalizzato al mero scambio di informazioni e di contatti, comunque di natura non professionale, inerenti all´attività del Giornale .
In ogni caso, i dati raccolti tramite il presente Sito saranno trattati secondo principi di correttezza, liceità e trasparenza, per la tutela della riservatezza e dei diritti degli interessati, ed unicamente per il perseguimento dello scopo associativo. Negli stessi limiti saranno trattati anche i dati personali che dovessero essere inviati spontaneamente al Giornale dai visitatori del sito anche con modalità off-line (fax, posta, telefono od altro).

2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
torna indietro leggi Informativa  obbligatorio