IL LATO NASCOSTO DEL DUCE

26-05-2026 - CRONACHE SOCIALISTE
di Sergio Castelli



Pubblicato "My Fault, Mussolini as I knew him", il diario di Margherita Sarfatti in cui svela le caratteristiche non conosciute del duce, dei membri della sua famiglia e di Claretta Petacci.


Il libro My Fault, Mussolini as I knew him (Colpa mia, Mussolini come lo conoscevo io), Enigma Books, 2014, di Margherita Sarfatti è un documento di fondamentale importanza poiché offre un ritratto preciso e autentico della figura umana e psicologica di Mussolini, liberandola sia dal piedistallo della mitizzazione che dalle demonizzazioni assolute diffuse dopo il 1945. Inoltre svela aspetti ed episodi della sua vita fino a oggi del tutto sconosciuti come, ad esempio, la sifilide contratta in giovane età o l'uso precoce e occasionale di cocaina.

Mai nella storia Benito Mussolini era stato osservato e raccontato così da vicino, tanto nel suo lato personale quanto politico, da nessuno fra coloro che Io avevano frequentato. Questo perché nessuno di quanti ebbero l'opportunità di trascorrere del tempo con lui, talvolta persino molto tempo, riuscì mai ad essere realmente "intimo" con lui. La moglie Rachele, che negli anni Cinquanta scrisse un memoriale, la figlia Edda, autrice anch'essa di un libro, i gerarchi sopravvissuti al dopoguerra, l'autista, il maggiordomo, il segretario privato: tutti si dedicarono via via alla stesura delle loro memorie personali. Eppure esiste una figura che, più di qualsiasi altra, fu profondamente legata all'ex dittatore; all'uomo che per vent'anni tolse all'Italia la libertà. Fino ad ora, però, questa persona non aveva mai raccontato la propria versione dei fatti. È Margherita Sarfatti, colta giornalista, scrittrice e organizzatrice culturale di origine ebraica, fu protagonista di una lunga e profonda relazione sentimentale e intellettuale con il Duce, un legame che nessuna delle altre numerose amanti del capo del fascismo riuscì mai a instaurare con lui. L'amicizia tra Margherita Sarfatti e Benito Mussolini ebbe inizio nel 1911, durante il periodo in cui entrambi collaboravano con l'Avanti!, il giornale ufficiale del Partito Socialista Italiano. La Sarfatti contribuiva al giornale già da tempo: dal 1902 attraverso I' Avanti della Domenica e, dal 1909, come responsabile della rubrica dedicata all'arte. Mussolini, invece, arrivò a dirigere la testata.

Come evidenziato da Brian Sullivan, il giornalista che ha curato il volume di Sarfatti per i lettori statunitensi, nei dieci anni precedenti alla nomina di Mussolini a Primo Ministro, la scrittrice dedicò tempo ed energie nel sostenerlo e nel promuoverne l'ascesa. Oggi riaffiora la sua voce attraverso un memoir-biografia di Mussolini, scritto nel 1947 ma mai pubblicato in Italia fino ad ora. Si tratta del celebre My Fault, Mussolini as I knew him, opera che Sarfatti propose inutilmente a diversi editori newyorkesi subito dopo la guerra. Dopo questi rifiuti, il manoscritto rimase nascosto in un cassetto, per poi vedere finalmente la luce grazie a Paesi Edizioni (252 pagine, 20 euro). Il libro è disponibile in libreria da venerdì 8 maggio con il titolo di È colpa mia. Mussolini come l'ho conosciuto.

Da anni i biografi e gli storici si sono dedicati a ricostruire il mistero attorno a My Fault, suggerendo che Margherita Sarfatti avesse chiesto esplicitamente di non pubblicarlo in Italia. Così, il manoscritto è rimasto custodito prima negli archivi della famiglia Gaetani-Sarfatti, gli eredi diretti, e successivamente in quelli del Mart di Rovereto (uno dei principali musei europei dedicati all'arte moderna e contemporanea). E a ben ragione questo testo suscita tanta curiosità, poiché emerge come una fonte ricca di novità storiche, intrecciando elementi personali e politici. Nel racconto di Sarfatti, Mussolini viene descritto in momenti intimi e inusuali: suonava il violino accanto a Margherita per rilassarsi nelle serate o cavalcava lungo la via Appia riflettendo sulla vita e sulla sua infanzia.

L'autrice offre un ritratto psicologico profondo e articolato, delineandolo come un uomo fondamentalmente incapace di amare, solo e fragile, che compensava la sua insicurezza interiore con un atteggiamento arrogante e spavaldo. Tra le sue vulnerabilità, emerge una dipendenza sessuale che Io spingeva persino a rivolgere attenzioni inappropriate alle mogli dei suoi figli.

Succube della cocaina tra il 1920 e il 1921, quando era ancora liberamente disponibile, e in seguito vittima dei ricatti di alcune donne romane di dubbia reputazione, Mussolini attraversa un periodo in cui perde ogni senso della misura. Gradualmente, si Iascia travolgere dall'arroganza del potere e dall'influenza di una cerchia di individui corrotti e incompetenti che Io circonda. In questo contesto emerge un ritratto inquietante tracciato da Margherita Sarfatti, che descrive la famiglia del Duce in termini impietosi. Secondo le sue parole, la moglie di Mussolini, Rachele, sarebbe stata una donna rozza e analfabeta, inadatta al ruolo di madre, e forse persino sua sorellastra. La Sarfatti le attribuisce almeno due amanti, descrivendola come figura controversa. Anche i figli sono dipinti in modo poco lusinghiero: Edda, descritta come una donna instabile e capricciosa, viene insinuato non sia figlia biologica di Rachele, bensì frutto di una relazione clandestina tra Mussolini e una donna russa nel 1910; i figli maschi vengono invece ritratti come individui dediti a comportamenti dissipati e più interessati ad accumulare benefici personali che a svolgere un ruolo significativo. Perfino i Ciano, strettamente legati al regime, vengono accusati di aver sfruttato la propria posizione per trasferire denaro all'estero durante le fasi finali del conflitto. Nessuno sfugge alla critica della Sarfatti: Claretta Petacci viene tratteggiata come un personaggio volgare e manipolatore, avendo già vissuto esperienze travagliate prima di incontrare Mussolini, incluso un aborto. Anche sua sorella Miriam sarebbe stata un'altra delle amanti del Duce. Il ritratto complessivo che emerge dalle osservazioni di Margherita Sarfatti è estremamente cupo e carico di elementi controversi che, in molti casi, non hanno trovato piena luce nei resoconti storici tradizionali.

Anche la sezione storica del testo porta con sé numerose sorprese. Si parte da una nuova scoperta riguardante quanto accadde al Quirinale la mattina del 4 gennaio 1925: Vittorio Emanuele, stando a quanto riferito da Margherita (un fatto mai citato finora nelle ricostruzioni storiche), avrebbe rifiutato di firmare il decreto presentatogli da Mussolini per sciogliere il Parlamento e procedere all'arresto dei deputati di opposizione. Emergono inoltre dettagli inediti sul delitto Matteotti e sugli inquietanti racconti che Mussolini confidava a Margherita riguardo la pratica delle «sparizioni senza tracce» adottata da alcune organizzazioni paraterroristiche tedesche dell'epoca. Particolarmente interessanti sono anche le rivelazioni legate al primo incontro tra Mussolini e Hitler, avvenuto a Stra nel giugno 1934, quando il duce nutriva ancora profondo disprezzo per il capo nazista. Margherita svela ciò che le cronache ufficiali non hanno riportato, inclusa un'aneddotica scena di scherno: Mussolini avrebbe infatti indirizzato il gesto deII'ombreIIo verso Hitler mentre il treno di quest'ultimo si allontanava all'orizzonte. Un opera che, senza dubbio, rappresenta una sfida per gli storici chiamati a verificare e contestualizzare tali affermazioni, ma che al contempo si offre come una lettura intrigante per tutti coloro che desiderano esplorare i retroscena meno noti e illuminare angoli ancora parzialmente oscuri della nostra storia.





Fonte: di Sergio Castelli