22 Ottobre 2021

"DAL PS AL PSI - (2007- 2019)"

19-09-2021 - STORIE&STORIE
















Il processo di unificazione socialista, iniziato con la Costituente del 14 luglio 2007 e sviluppato dalla conferenza programmatica del 5-6 ottobre successivo, si sarebbe dovuto concludere col congresso fondativo del Partito Socialista (PS), previsto per il dicembre [1].
Ma esso dovette subire una battuta d'arresto a causa della caduta del II governo Prodi, in seguito all'approvazione di una mozione di sfiducia (24-1-2008) nei suoi confronti.
Di conseguenza, vista l'impossibilitá di formare un nuovo governo, il presidente della Repubblica Napolitano sciolse le Camere e indisse nuove elezioni per il 13-14 aprile 2008.

La legge elettorale dell'epoca, detta Porcellum [2], stabiliva che la ripartizione dei seggi sarebbe stata riservata alle liste che avessero conseguito, per la Camera, almeno il 4 % dei voti (ma solo il 2 % se collegate ad una coalizione) e, per il Senato, l'8 % (3 % se collegate).
Era dunque di vitale importanza, per il neonato PS, far parte di una coalizione. E, a questo proposito, il suo alleato piú naturale era il Partito Democratico (PD) [3]. Ma questo partito, con gesto di imprevedibile arroganza e di scarsa lungimiranza politica, offrí ai socialisti solo l'alternativa di mettere alcuni candidati nelle sue liste o di presentarsi da soli, senza patto di coalizione.
Questo gesto di antisocialismo viscerale venne respinto dai socialisti, che decisero di presentarsi da soli, con il proprio simbolo [4] e con un proprio candidato: Enrico Boselli.
Il cattivo risultato (0,90 % alla Camera e 0,86 % al Senato) impedirono ai socialisti di avere una rappresentanza parlamentare [5] ed Enrico Boselli decise di lasciare la guida del partito.

Al primo congresso del PS, tenutosi a Montecatini Terme con lo slogan Il presente è il futuro e con la partecipazione di 700 delegati, si confrontarono tre mozioni:

Progetto e Ricambio [6], Prima la politica [7], Un nuovo inizio per il partito socialista [8]. Alla fine pero' il congresso approvo' un documento unitario ed elesse Roberto Nencini [9] segretario nazionale del PS. Il 25 luglio successivo il Consiglio Nazionale elesse Pia Locatelli [10] presidente.
Il simbolo rimase lo stesso di quello deciso nel 2007, ma con la scritta “Partito Socialista Italiano”, che sostituiva la precedente “Partito Socialista”.
Lo spirito unitario non duro'molto. Il primo a lasciare fu Gavino Angius, che aveva rotto coi DS, perché contrario alla formazione del PD, che aveva rotto con Sinistra Democratica, perché contrario alla “Cosa Rossa” [11] e ora rompeva col PS perché lo considerava un progetto fallito. Passerá poi al PD.

Intanto era iniziata una marcia di riavvicinamento tra il PS di Nencini e il PD di Veltroni. Ma quest'ultimo, d'intesa con il PdL di Berlusconi, con l. 20-2-2009, modifico' la legge elettorale per il Parlamento europeo, per il quale si sarebbe votato il 6-7 giugno del medesimo anno, introducendovi una soglia di sbarramento del 4 % per l'accesso alla ripartizione dei seggi.
Si trattava con tutta evidenza di una forzatura: infatti se lo sbarramento ha una certa motivazione nelle elezioni politiche, in quanto puo'assicurare ai cittadini governi stabili, esso non ha alcun senso logico nelle elezioni europee, in quanto il Parlamento europeo ha scarsa incidenza nel governo dell'Unione Europea, che è esercitato dalla Commissione Europea e dal Consiglio dell'UE. Esso avrebbe consentito, pero', ai grossi partiti di rastrellare voti nelle piccole formazioni.
Al PS dunque non resto' che allearsi con altre liste affini per tentare di superare lo sbarramento.

Il 16 marzo 2009 fu presentata Sinistra e Libertá (SeL), presenti i rappresentanti dei cinque partiti contraenti: Marco Di Lello per il PS[12], Grazia Francescato per i Verdi, Claudio Fava per Sinistra Democratica [13], Nichi Vendola per il “Movimento per la Sinistra” [14] , Umberto Guidoni per “Unire la Sinistra” [15].
La lista di “Sinistra e Libertá” col suo 3,13 % non riuscí a superare lo sbarramento e dunque non ottenne alcun seggio.
Il 7 ottobre 2009 il PS di Nencini riassunse ufficialmente la gloriosa denominazione di Partito Socialista Italiano (PSI).

L' eventualitá della trasformazione del cartello elettorale in partito unico incontro' la netta opposizione di Bobo Craxi e di altri, detti “socialisti autonomisti”, e porto', il 10 ottobre 2009, al sorgere di un nuovo soggetto politico formato dai “Socialisti autonomisti” di Craxi e da “I socialisti Italiani” di Zavettieri. Esso prese il nome di Socialisti Uniti, con Zavettieri segretario e Craxi presidente della nuova formazione.
Ma alcuni giorni dopo (14-10-2009) Nencini dichiaro' conclusa la collaborazione con gli altri partner della coalizione [16].
La nuova situazione indusse Craxi a rientrare nel PSI, mentre Zavettieri seguirá un'altra strada.

Contestualmente alle europee, si erano svolte alcune elezioni amministrative e Valdo Spini si era candidato a sindaco di Firenze, classificandosi terzo con l'8,37 % e risultando eletto consigliere comunale [17]. Considerato il distacco tenuto dal partito socialista verso la sua candidatura, egli non rinnovo' la tessera e rimase, di fatto, un socialista indipendente.

Una prova di vitalitá il PSI la diede in occasione delle elezioni regionali del marzo 2010, quando riuscí ad eleggere 14 consiglieri, contraendo varie alleanze, ma sempre nell'ambito del centro-sinistra, nelle 13 regioni interessate.
Nello stesso anno si tenne il 2° congresso nazionale (Perugia, 9-11/7/2010), cui parteciparono 621 delegati, in rappresentanza di 26.123 iscritti.
Il congresso riconfermo' la linea politica di autonomia e nello stesso tempo di realismo per quanto concerneva le alleanze e rielesse Nencini alla guida del partito.
Successivamente (19-9-2010) il Consiglio Nazionale (330 componenti) elesse i 50 membri di sua spettanza [18] della Direzione Nazionale, i quali, a loro volta, elessero la Segreteria del partito [19].

Nel 2011 si verificarono due avvenimenti di una certa rilevanza per il partito di Nencini:
1 – Il 3 aprile 2011, riunitosi nella sala del Tricolore di Reggio Emilia, il C. N. del PSI decise di inserire il tricolore nel simbolo del partito, in onore del 150° anniversario dell'Unitá d'Italia.
Con questo gesto si voleva, nello stesso tempo, sottolineare l'adesione dei socialisti ai valori dell'Italia unita e lanciare la campagna elettorale per le imminenti elezioni amministrative del 15-16 maggio 2011.
Una buona affermazione il PSI l'ottenne nelle elezioni regionali del Molise
(16-17/10/2011), in cui raggiunse il 4,58 % ed elesse un consigliere regionale, Gennaro Chier.
2 – Un ulteriore successo il PSI lo colse l'8 novembre 2011, con l'adesione del senatore Carlo Vizzini [20], non solo per la rilevanza politica del personaggio, ex segretario nazionale del PSDI, ma anche perché cio' riportava la voce, sia pure solitaria, dei socialisti nel Parlamento italiano.

Le dimissioni del IV governo Berlusconi (12-11-2011) e poi quelle del governo Monti (21-12-2012) spianarono la strada a nuove elezioni politiche.
In vista di tale evento, il dialogo a sinistra, incoraggiato dal successo alle recenti elezioni amministrative [21] e facilitato dal cambio di segreteria nel PD [22], si fece piú disteso e piú realistico [23], per cui, il 13 ottobre 2012, fu firmato un accordo da Bersani (PD), Nencini (PSI) e Vendola (SEL), denominato Carta di intenti, basata su 10 punti: Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertá, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni, diritti, responsabilitá.
La coalizione che ne derivo', Italia. Bene comune, fu successivamente arricchita dall'adesione del Centro Democratico (CD) [24] e di alcune formazioni regionali.
Il PSI presento' propri candidati nelle liste del PD quasi dovunque ed ottenne 4 deputati [25] e due senatori [26].
Fallito il tentativo di Bersani di formare il nuovo governo, si costituí il governo Letta, di “larghe intese” (PD, CD e Pdl), cui il PSI accordo' il proprio sostegno esterno.

Intanto la gloriosa testata Avanti!, l'unico vero collante, forse, a cui guardavano i socialisti italiani di tutte le scuole e tradizioni, ritornava a vivere.
L'antico organo del PSI era apparso in edicola per l'ultima volta l'11 agosto 1993.
Il congresso di scioglimento del PSI (12-11-1994) aveva nominato commissario liquidatore Michele Zoppo, a cui erano stati affidati i beni del partito, compresa la storica testata.
Lo stesso Michele Zoppo giá nel 2005 aveva ceduto allo SDI i simboli e i marchi originali del PSI, di cui dunque lo aveva ritenuto legittimo erede e continuatore. I diritti si erano poi trasmessi agli eredi dello SDI, cioè al PS di Boselli e al PSI di Nencini.
Intanto, fin dal 1998, era stato riportato in vita, come organo dello SDI, con direttore Carlo Correr, l'Avanti della Domenica, sorto nel 1903 come supplemento dell' Avanti!
Esso aveva cessato le pubblicazioni nel 2006, ma era stato di nuovo edito a partire dal febbraio 2010, con direttore Dario Alberto Caprio.
Tale giornale, nel n. 39 del 13 novembre 2011, aveva comunicato che il nuovo commissario liquidatore del PSI, Francesco Spitoni, il 4 novembre precedente, a proposito del marchio originale Avanti!, ne aveva firmato, con una scrittura privata, l'atto di cessione nelle mani del tesoriere del Partito Socialista, Oreste Pastorelli.
La cessione era stata fatta a titolo gratuito, irrevocabilmente e in via esclusiva, con la specifica finalitá di assicurare che la testata storica del PSI, organo ufficiale del partito dal 1896, continui a rappresentare la secolare tradizione del movimento socialista italiano.
Il 5 gennaio 2012 apparve dunque il primo numero dell'Avanti! online.
Infine, sul n. 34 del 6 ottobre 2013 apparve sull'Avanti della Domenica un “avviso ai lettori”:
Con questo numero l'Avanti della Domenica sospende le pubblicazioni per integrarsi nell'Avanti! quotidiano edizione online.
A parte le elezioni regionali che si erano svolte nel corso del 2013 [27], quell'anno si chiuse con due importanti avvenimenti in casa socialista:
A - il lancio della candidatura di Martin Schulz [28], alla carica di presidente della Commissione Europea, in vista delle elezioni europee del 1914;
B -la celebrazione del III congresso nazionale (Venezia, 29-11/1°-12-2013), nel quale i 570 delegati erano chiamati a scegliere su tre mozioni concorrenti, ciascuna delle quali – stabilivano le norme congressuali – doveva essere collegata ad un candidato segretario:
1 – La societá della fiducia [29], 2 – Per una nuova e grande forza socialista nella sinistra italiana [30], 3 – Mozione per il cambiamento e la rigenerazione del PSI [31].
Nencini fu eletto a larga maggioranza. I seggi del Consiglio Nazionale andarono 259 alla mozione 1 e 33 ciascuno alle mozioni 2 e 3.

Dimessosi il governo Letta (14-2-2014), il PSI, nello stesso mese, accordo' la fiducia anche al successivo governo Renzi [32], ma questa volta con la sua partecipazione diretta nell'esecutivo: Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti.
Bobo Craxi, pur compiaciuto dell'ingresso del PSI al governo, non manco' di fare rilevare che le due cariche di Nencini (viceministro e segretario del partito) erano statutariamente fra loro incompatibili. Ma il 19 marzo la Direzione del PSI preferí concedere una deroga a Nencini, in considerazione dell'approssimarsi delle elezioni europee, per le quali si riteneva necessario un segretario nella pienezza dei poteri, in attesa del prossimo congresso [33].

Il nuovo clima distensivo instauratosi fra PSI e PD fu favorito anche dal fatto che quest'ultimo partito, il 27 febbraio 2014, decise il suo ingresso nel Partito Socialista Europeo (PSE), il quale, nel suo congresso tenuto a Roma qualche giorno dopo, cambio' la sua denominazione in “PSE- Socialisti e Democratici:'”.
Il 3 aprile successivo fu annunciato un “patto federativo” [34] fra PSI e PD per il comune sostegno alla candidatura Schulz e per l'inserimento di quattro candidati socialisti [35] nelle liste del PD per le elezioni europee del 25 maggio 2014; ma nessuno di loro, nonostante il successo della lista [36], sará eletto.
La politica di stretta collaborazione tra il PSI e il PD, benché avesse favorito la penetrazione dei socialisti nelle istituzioni[37], comincio' pero'a suscitare, in vari militanti, reazioni contrapposte.
Da un lato c'era chi pensava che i socialisti avessero esaurito il loro ruolo come partito indipendente e fosse percio' piú utile una loro confluenza nel PD, entro cui esercitare la loro influenza in direzione delle istanze socialiste.
Dall'altro c'era chi non condivideva gli orientamenti liberisti che il governo sembrava volesse assumere, mentre invece era ormai necessaria una forza socialista che si impegnasse in un riformismo di sinistra per la la difesa dei lavoratori e dei piú deboli.

Il 15 febbraio 2015 si svolsero in due sezioni socialiste romane, quella di S. Saba e quella della Garbatella, alcune assemblee di socialisti provenienti da varie parti d'Italia, organizzate dalla Lega dei Socialisti (LdS) [38], dalla Rete Socialista – Socialismo Europeo [39] e dalla Federazione per il Socialismo [40].
I convenuti decisero di convocare, per il successivo 29 marzo, un' ”Assemblea Costituente del socialismo italiano”, allo scopo di unificare tutti i raggruppamenti socialisti di sinistra, interni o esterni al PSI, contrari all'assorbimento nel PD e disposti a lottare per la trasformazione socialista del Paese.
Tale assemblea, cui parteciparono circa 250 socialisti, si concluse con un documento politico [41] che chiamava a raccolta le sparse forze del socialismo di sinistra, per costruire una valida alternativa al modello di societá neo-liberista e per lottare per una societá caratterizzata da libertá, giustizia ed uguaglianza.
Fu anche creata un' Assemblea Costituente per il “Risorgimento Socialista” di 300 membri, con funzioni di rappresentanza e di collegamento per la costruenda organizzazione.
Una nuova assemblea del Movimento per il Risorgimento Socialista, tenutasi a Roma il 27 giugno 2015, cui parteciparono 260 socialisti sia del PSI che indipendenti, si concluse con la creazione di un Direttivo Nazionale di 160 membri, avente finalitá organizzative sul territorio per portare a compimento il processo costituente, e con una dichiarazione d'intenti, in cui si riteneva necessario un movimento per la ricostruzione del Socialismo Italiano, ritenuto la strada maestra per il Risorgimento democratico del Paese.
C'era, tuttavia, da chiedersi, a proposito della nuova formazione: si voleva costruire un nuovo soggetto politico socialista, diverso e indipendente dal PSI, oppure solamente un movimento culturale per rifondare il socialismo italiano?
La cosa fu rilevata da alcuni autorevoli esponenti [42] del movimento che diffusero sull'argomento una Lettera aperta ai compagni di Risorgimento Socialista.

Mentre la sinistra socialista era in fermento per quella che riteneva una propensione del PSI a lasciarsi assorbire dal PD neoliberista, rinunciando cosí alla costruzione democratica di una societá socialista, l'ala destra del PSI era sempre piú convinta che la strada migliore dei socialisti fosse quella della confluenza nel PD. Decise percio' di accelerare i tempi della marcia in tale direzione.
Sicché, nell'estate 2015, a poca distanza l'uno dall'altro, lasciarono il PSI i deputati Lello Di Gioia e Marco Di Lello, il quale costituí un'associazione denominata Socialisti e Democratici.
Il 19 gennaio 2017 entrambi aderiranno al PD.

Nel frattempo si allargava la forbice, nell'ambito dei socialisti di sinistra, tra quelli determinati a dar vita ad un soggetto politico socialista indipendente e quelli, militanti nel PSI, propensi a condurre una vigorosa battaglia interna, specialmente in vista del nuovo congresso nazionale.
Il PSI ufficiale, il grande centro nenciniano, si dichiarava, invece, fedele all'alleanza col PD, ma fermamente in difesa dell'autonomia del partito: Leali nell'alleanza, liberi nelle scelte, affermo' Nencini.
Continuavano intanto i fermenti a sinistra: Il 28 novembre ebbe luogo a Roma l'Assemblea costituente del movimento per il Risorgimento Socialista, da cui appunto scaturí la costituzione di Risorgimento Socialista, come nuovo soggetto politico del socialismo italiano.
Il 30 gennaio 2016 si riuní a Roma il Direttivo Nazionale per portare a buon fine tutti gli adempimenti stabiliti (programma, statuto, organizzazione). Elesse un Coordinamento Nazionale[43] e confermo' la sua opposizione alle politiche neo-liberiste, secondo le valutazioni politiche piú volte dichiarate.

Intanto, all'interno del PSI, nella prospettiva dell'imminente congresso, crescevano i movimenti delle correnti. Sull' Avanti! del 30 novenbre 2015 apparvero due documenti: uno di solidarietá [44] col segretario Nencini, di cui si sottolineavano i lusinghieri risultati ottenuti e una Lettera ai compagni [45], inviata dalla corrente di Area socialista, da poco formatasi, in cui si descriveva un PSI ridotto al lumicino e una politica di sostanziale appiattimento sul PD.

Ma nel successivo dicembre l'attenzione di tutti si concentro' sulle impreviste aperture distensive e unitarie di Stefano Caldoro leader di quella che era stata l'estrema destra socialista, cioé del NPSI, ancora ben posizionato nel centro-destra berlusconiano.
Altrettanta imprevista fu la risposta, anch'essa aperturista, tanto che sembrava ben avviarsi la prospettiva di una lista comune alle elezioni comunali di Napoli e poi – chissá – di una futura fusione.
Comunque, non se ne fece nulla. Il CN del PSI del 20 febbraio 2021 convoco' il IV congresso nazionale per il 15-17/4/2016. Ma all'approvazione della relazione e del documento finale non partecipo' la corrente di Area Socialista, guidata da Bobo Craxi.

Il 23 febbraio un comunicato stampa diede notizia di un incontro avvenuto, due giorni prima, tra le delegazioni di due movimenti socialisti di sinistra.
Una era quella che rappresentava la “Federazione per il Socialismo”, presieduta da Paolo Bagnoli. Tale raggruppamento aveva preso le distanze da “Risorgimento Socialista” al cui progetto aveva inizialmente partecipato, in quanto rilevava che non si puo' ritenere credibile di dar vita ad un nuovo soggetto socialista rimanendo iscritti al PSI. Di fatto il movimento aveva ripreso la sua autonomia.
L'altra interlocutrice, con segretario Manuel Santoro, era “Convergenza Socialista”, sorta nel marzo 2013. Si trattava di un movimento politico socialista autonomo, che si richiamava alle esperienze radicalmente riformiste della sinistra europea e dell'internazionalismo.
Le due organizzazioni si erano dichiarate d'accordo sulla necessitá di far rinascere una cultura politica e un soggetto socialista autonomo e di sinistra coerente con la tradizione del socialismo italiano e ispirato a ideali di giustizia e libertá.

Il IV congresso del PSI si svolse a Salerno nella data prevista, ma in assenza della corrente di “Area Socialista”, che si astenne dal parteciparvi in quanto ne contestava la legittimitá. Sulla base dell'unica mozione Nencini venne dunque riconfermato.
In seguito alla vertenza che ne seguí, il congresso venne poi rifatto (Roma, 18-19/3/2017), ma il risultato non muto'.
Intanto si avvicinavano le nuove elezioni politiche e bisognava trovare alleanze e collegamenti per superare le soglie di sbarramento, onde riportare in Parlamento una rappresentanza socialista.

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, il PSI raggiunse percio' un accordo con i Verdi e con “Area Civica” [46], per cui i tre soggetti interessati presentarono una lista comune denominata Italia Europa Insieme, o semplicemente Insieme, collegata col PD nell'ambito del centro-sinistra. I socialisti non ottennero seggi alla Camera e solo uno al Senato (Riccardo Nencini) piú Fausto G. Longo, candidato in Sud America nella lista del PD.

















In conseguenza dello scarno risultato del PSI, Nencini presento' le sue dimissioni, ma la segreteria del partito le respinse.
Tuttavia, in seguito alla persistente crisi del partito, evidenziata anche dall'insucceso alle elezioni regionali dell'Abbruzzo, il Consiglio Nazionale, nella sua seduta del 16 febbraio 2019, decise la convocazione di un congresso straordinario, soprattutto per la sostituzione del segretario, essendosi Nencini nuovamente dimesso.

Nel congresso (Roma, 29-31/3/2019) si confrontarono due mozioni:
1 – “Identitá socialista per cambiare davvero”[47], con candidato alla Segreteria Nazionale Luigi Iorio.
2 - “Il domani è Adesso”[48], con candidato alla Segreteria Nazionale Enzo Maraio.

Per acclamazione fu eletto segretario del PSI il quarantenne, consigliere della Regione Campania, Enzo Maraio.

Il 7 maggio 2019 Riccardo Nencini fu eletto presidente del Consiglio Nazionale.
Il 26 novembre 2019, dopo una consultazione fra iscritti e simpatizzanti, il PSI adotto' un nuovo-vecchio simbolo evocativo. Ritornava il garofano craxiano.

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[1] Nel novembre 2007 Saverio Zavettieri, segretario de “I Socialisti”, si era rifiutato di firmare l'atto costitutivo del nuovo partito perché non condivideva le finalitá e i metodi con cui si era avviato il processo costituente. Il suo partito non parteciperá alle elezioni. Non lo seguirono Bobo Craxi e Franco Simone, ex segretario nazionale della FGSI, che dunque rimasero nel PS.

[2] La legge 21-12-2005 n.270 era stata approvata dalla maggioranza di centro-destra (Forza Italia, Allealza Nazionale, UDC, Lega Nord).

[3] Il PD era sorto il 14-10-2007 dalla fusione tra DS e Margherita. Ad esso aveva aderito anche Alleanza Riformista di Del Turco e Signorile, usciti dallo SDI. Primo segretario ne fu Walter Veltroni.

[4] Il simbolo era costituito dalla rosa del socialismo europeo, sovrastata dalla scritta „Partito Socialista“ con, in basso la sigla P.S.E.

[5] Furono invece eletti Stefano Caldoro e Lucio Barani, dei cugini-rivali del Nuovo PSI, nella lista del PdL, facente parte della coalizione di centro-destra.

[6] Ne erano presentatori: Angelo Sollazzo, Felice Borgoglio, Nerio Nesi, Angelo Cresco, Franco Froio, Turi Lombardo, Nicola Savino, Felice Besostri.

[7] Ne erano presentatori: Pia Locatelli, Mauro Del Bue, Franco Grillini, Lanfranco Turci, Francesco Mosca. La mozione candidava la Locatelli alla segreteria nazionale del PS.

[8] Fra i numerosi firmatari di questa mozione: Riccardo Nencini, Alessandro Battilocchio, Enrico Buemi, Bobo Craxi, Gianni De Michelis, Lello Di Gioia, Marco Di Lello, Gerardo Labbellarte, Antonio Landolfi, Giacomo Mancini jr, Biagio Marzo, Accursio Montalbano, Oreste Pastorelli, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini. Questa mozione candidava Nencini alla segreteria.

[9] Riccardo Nencini (n. 1959) era stato consigliere comunale di Firenze dal 1990 al 1995 e deputato dal 1992 al 1994, anno in cui era stato eletto eurodeputato. Laureato in Scienze Politiche e, honoris causae, in Lettere. E' autore di saggi storici e di romanzi.

[10] Per una biografia politica di Pia Locatelli si veda “Pia Locatelli” nel libro di Ferdinando Leonzio Donne del socialismo, ZeroBook, 2017.

[11] Cosí era stata detta la „Sinistra Arcobaleno“, alleanza politica sorta in vista delle elezioni politiche del 2008 tra Rifondazione Comunista (RC), Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), Federazione dei Verdi (FdV) e Sinistra Democratica (SD). Si dissolse nel 2009.

[12]Nencini era ricoverato in ospedale, in seguito ad un incidente stradale.

[13] SD era nata il 5-5-2007 dalla scissione dell'ala sinistra dei DS che rifiutava l'entrata nel PD.

[14] Il MpS era sorto da una minoranza staccatasi il 25-1-2009 da Rifondazione Comunista.

[15] Il movimento era sorto l'8-2-2009 da una scissione dal PdCI.

[16] Il 20-12-2009 gli altri gruppi (esclusi i Verdi) fonderanno ”Sinistra Ecologia Libertá” (SEL), con leader Nichi Vendola.

[17] Sindaco fu eletto il candidato del centro-sinistra Matteo Renzi.

[18] Oltre i 50 membri eletti dal C.N., facevano parte della Direzione il segretario del partito (Nencini), il tesoriere (Oreste Pastorelli), il presidente della Commissione Nazionale di Garanzia (Giovanni Crema), il segretario giovanile, i segretari regionali.

[19] Ne facevano parte Nencini, Marco Di Lello (coordinatore), Angelo Sollazzo (organizzazione), Anfrea Nesi (media), Gerardo Labellarte (autonomie locali), Bobo Craxi (politiche internazionali), Enzo Ceremigna (rapporti sindacali).

[20] Vizzini, segretario del PSDI dal maggio 1992 all'aprile 1993, era stato, assieme a Bettino Craxi (PSI) e a Achille Occhetto (PDS) uno dei fondatori del Partito Socialista Europeo (PSE).

[21] Alle elezioni amministrative del 6-7/5/2012 il centrosinistra conquisto' 14 dei 20 comuni capoluogo in cui si votava. A Carrara il PSI ottenne il 14,42 %, eleggendo 4 consiglieri su 40.

[22] Pier Luigi Bersani era segretario del PD dal 7-11-2009.

[23] Da solo il PSI non avrebbe superato la soglia di sbarramento e, per la seconda volta, non avrebbe avuto nessuna rappresentanza in Parlamento.

[24] Il Centro Democratico fu presentato il 28-12-2012. Ne era leader Bruno Tabacci.

[25] Lello Di Gioia, Marco Di Lello, Pia Locatelli e Oreste Pastorelli.

[26] Riccardo Nencini e Fausto Longo. Ad essi si aggiungerá, il 22-5-2013, Enrico Buemi, subentrato a Ignazio Marino, eletto sndaco di Roma.

[27] Il PSI vi partecipo' in liste di coalizione di centro-sinistra o con propria lista. In Lazio ottenne l'1,98 % ed elesse consigliere Oscar Tortosa; in Basilicata la lista PSI ottenne il 7,47 % dei consensi ed elesse consigliere Francesco Pietrantuono, ex consigliere comunale di Melfi ed assessore alla Provincia di Potenza.

[28] Schulz (n. 1955), poliglotta (tedesco, inglese, francese, olandese e italiano), prestigioso esponente della socialdemocrazia tedesca (SPD), in quel momento era presidente del Parlamento Europeo.

[29] Essa, forte di 456 delegati, e dunque largamente maggioritaria, approvava la politica di alleanza col PD, che aveva consentito il ritorno dei socialisti in Parlamento e proponeva la riconferma di Nencini alla segreteria. Era firmata, fra gli altri, da Enrico Buemi, Rita Cinti Luciani, Bobo Craxi, Giovanni Crema, Mauro Del Bue, Lello di Gioia, Fausto G. Longo, Oreste Pastorelli, Maria Cristina Pisani, Gianfranco Schietroma, Carlo Vizzini.

[30] La mozione n. 2, ascrivibile alla sinistra del partito, era critica sulla politica delle “larghe intese” e poteva contare su 57 delegati; essa proponeva come segretario Franco Bartolomei che, pero', prima della votazione, ritiro' la propria candidatura. Essa era firmata, fra gli altri, da Franco Bartolomei, Maria Adele Berti, Maria Grazia Calligaris, Maria Luisa Chirico, Carmen Centrone, Desirée Cocchi, Maria Cristina Cocco, Luisella Fanni, Chiara Ferrazzano, Emanuela Finistauri, Lucio Lo Faro, Francesca Marconi Sciarroni, Anna Rosini, Paola Poli, Loretta Villa.

[31] La mozione n. 3, che aveva 57 delegati, proponeva che il dialogo col PD fosse esteso a SEL, per tentare di riunire tutti coloro che in qualche modo si richiamavano al socialismo. Candidava Angelo Sollazzo alla segreteria. Essa, fra gli altri, era firmata da Angelo Sollazzo, Alberto Benzoni, Felice Besostri, Roberto Biscardini, Arcangelo Caiazzo, Enzo Ceremigna, Cinzia Marinelli, Giovanna Miele.

[32] Matteo Renzi dal 15-12-2013 era anche segretario del PD.

[33] Il segretario del PSI, fin dai tempi di Bettino Craxi, era eletto diretamente dal congresso.

[34] Nencini preciso': Il patto federativo é un accordo fra partiti. Chi parla di confluenza del PSI nel PD non sa di cosa parla.

[35] Claudio Bucci, Rita Cinti Luciani, Marina Lombardi, Mario Serpillo.

[36] La lista PD-PSI ottenne il 40,81 % dei voti e 31 europarlamentari sui 75 spettanti all'Italia.

[37] Nel corso del 2015 il PSI eleggerá alcuni suoi rappresentanti nei consigli regionali: Enzo Maraio in Campania, Boris Rapa e Moreno Pieroni nelle Marche, Silvano Rometti in Umbria.

[38] Segretario della LdS era Franco Bartolomei. Essa era stata fondata il 27-6-2011.

[39] Presidente ne era Felice Besostri.

[40] La Federazione per il Socialismo era sorta da un convegno di socialisti tenuto il 17-11-2014, sotto la presidenza di Patrizia Viviani e altri. Il 2-3-2015 ne erano stati eletti presidente Paolo Bagnoli e segretario Giovanni Rebechi.

[41] Il documento fu redatto da Franco Bartolomei, Felice Besostri, Alberto Benzoni e Giovanni Rebechi.

[42] Paolo Bagnoli, Patrizia Viviani, Maurizio Giancola, Giovanni Rebechi.

[43] Il Coordinamento Nazionale risulto' composto da Franco Bartolomei (Coordinatore Politico), Giovanni Rebechi (Coordinatore Organizzativo), Alberto Benzoni (Cultura e comunicazione), Felice Besostri (Coordinatore politiche democratiche e legalitá e rapporti internazionali), Michele Ferro, Ferdinando Pastore, Francesco Somaini, Andrew Nat, Manfredi Mangano. piú i rappresentanti regionali.

[44] Esso era firmato da Francesco Castria, Elisa Gambardella, Luigi Iorio, Enzo Maraio, Federico Pareia, Maria Cristina Pisani, Roberto Sajeva, cui si aggiungeranno altri.

[45] Il documento era firmato da Roberto Biscardini, Bobo Craxi, Pieraldo Ciucchi, Gerardo Labellarte, Aldo Potenza, Angelo Sollazzo.

[46] L'Associazione Area Civica, di orientamento ulivista, era stata fondata da Serse Severini, Giulio Santagata, Maurizio D'Amore e Luigi Scarola. Essa si collocava nel cenro-sinistra, ispirandosi a principi di responsabilitá, senso civico e competenza. Severini fu eletto deputato.

[47] Essa era firmata, tra gli altri, da Giovanna Astarita, Francesco Castria, Maria Luisa Chirico, Francesca Ciotoli, Maria Loretta De Vita, Elisa Gambardelli, Francesca Eleonora Leotta, Antonella Marciano, Stefania Mozzetti, Monica Ricci, Marilena Ricciardi, Agostino Siciliano.

[48] Fra i firmatari Riccardo Nencini, Carlo Vizzini, Pia Locatelli, Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta, Ugo Intini, Mauro Del Bue, Rita Cinti Luciani, Fausto G. Longo, Maria Rosaria Cuocolo, Oreste Pastorelli, Maria Cristina Pisani.


Fonte: di FERDINANDO LEONZIO
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