14 Giugno 2024

"BARBARA PRAMMER"

La socialdemocrazia è sempre forte quando è con il popolo
e rappresenta costantemente le sue preoccupazioni
(Barbara Prammer)


La Repubblica d'Austria[1], sorta in seguito alla dissoluzione dell'impero asburgico, seguita alla sconfitta nella prima guerra mondiale, e riconosciuta dalle potenze vincitrici col Trattato di Saint Germain (10-9-1919), cessò di esistere nell'aprile 1938, quando l'Austria fu incorporata nella Germania nazista.
La Repubblica austriaca indipendente rinacque il 15 maggio 1955, dopo la fine del Terzo Reich nazista (1945) e un periodo di occupazione militare. Essa é oggi una repubblica democratica federale composta di 9 Stati. Capo dello Stato é il Presidente federale, eletto direttamente dai cittadini. Capo del Governo é il Cancelliere federale, scelto dal Presidente.
Il Parlamento é composto da due Camere:
A) il Consiglio Nazionale (= Camera dei deputati), eletto ogni 5 anni con sistema proporzionale e sbarramento al 4 %.
B) La Camera Alta (= Senato), che ha un limitato diritto di veto nel processo legislativo.

Nell'Austria contemporanea, a partire dalla rivoluzione industriale, un ruolo rilevante, spesso di primo piano, l'ha avuto il socialismo, toccando a volte momenti di notorietà internazionale: basti pensare alla „Rivolta di Vienna“[2] e alla dottrina dell'austromarxismo[3].
Un primo tentativo di creare in Austria una forza socialista organizzata fu fatto il 5/6 aprile 1874 col convegno di Neudórfl, a cui parteciparono 74 delegati, con la fondazione del Partito Operaio Socialdemocratico Austriaco.
Tuttavia le continue diatribe fra l'ala moderata e quella radicale finirono col paralizzare lo sviluppo del partito. Fu al congresso di Hainfels (30-12-1887/ 1°-1-1888) che Victor Adler[4] riuscì a riunire le varie correnti del movimento operaio austriaco e a creare un partito socialdemocratico unificato, capace di assorbire le varie associazioni operaie locali, le sensibilità personali e quelle ideologiche.

Noi socialdemocratici vogliamo un ordine sociale il cui obiettivo sia il libero sviluppo di ciascuno e di tutti all'interno della comunità. La nostra visione della socialdemocrazia è superare gli antagonismi di classe, inondare di democrazia tutti gli ambiti della vita e distribuire equamente il prodotto del lavoro sociale. Combattiamo per la libertà e la dignità delle persone, per la loro piena uguaglianza, indipendentemente da sesso, origine, età, disabilità e orientamento sessuale, e per la giustizia sociale all'interno della società. Vogliamo garantire la dignità umana e il diritto a un buon lavoro.
(Dallo Statuto della SPÖ)

Il partito nel 1945 assunse la denominazione di Partito Socialista Austriaco e, nel 1991, quella definitiva attuale di Partito Socialdemocratico d'Austria (SPÖ), con attuale (2022) leader Pamela Rendi-Wagner.

In quest'ultimo periodo si colloca l'intensa e appassionata attività socialista e femminista della gran donna che qui vogliamo ricordare.

Barbara Thaller, figlia di Christine, casalinga, e di Leopold Thaller, minatore e attivo socialdemocatico, nacque nel piccolo centro di Ottnang, nello Stato dell'Alta Austria[5], il 15 gennaio 1954 e visse in un ambiente familiare profondamente impregnato dei valori del socialismo[6]. Dopo aver concluso gli studi di base nella sua città natale e quelli superiori (1968-1973) presso l'Accademia commerciale di Vöcklabruck, cittadina dello stesso Stato, ed aver ottenuto il diploma di maturità, trovò lavoro come funzionaria del comune di nascita.
Nel 1974 fu del tutto naturale la sua adesione al Partito Socialista Austriaco, oggi SPÖ, nelle cui file si batté sempre per i diritti delle donne, degli immigrati, delle minoranze. Scriverà nelle sue memorie (2011):
La certezza di essere nel partito giusto e di difendere una giusta causa c'era fin dall'inizio {...} Ad ogni passo avanti l'obiettivo era sempre più chiaro: una società più giusta.

Tra il 1978 e il 1986 studiò all'università Giovanni Keplero della capitale dell'Alta Austria Linz, laureandosi in „Scienze sociali ed economiche“ (sociologia)[7] e poi ottenendo un lavoro qualificato fino al 1989, come responsabile del Centro di Riabilitazione (= reinserimento sociale) e poi come dirigente a capo del dipartimento degli affari femminili presso l'Agenzia di collocamento di Linz. Intanto, nel 1980, aveva sposato Wolfgang Prammer, di cui, da allora, assunse il cognome con cui sarà da tutti conosciuta, in Austria e fuori: Barbara Prammer[8].

Entrò nella politica attiva nel 1990, quando diventò presidente delle donne SPÖ dell'Alta Austria[9]. L'anno dopo fu eletta anche deputata nel parlamento statale, di cui divenne anche vicepresidente fino al 1995, anno in cui entrò nel governo di quello Stato col portafoglio dell'Abitazione e della Conservazione della Natura (1995-1997). Era la prima vota che in quel Land (Stato) una donna ricopriva un tale incarico. Nello stesso anno 1995 entrò a far parte dell'Esecutivo federale SPÖ, come vicepresidente (1995-2014).

Due anni dopo, nel gennaio 1997, avvenne il grande balzo nella politica nazionale: il Cancelliere federale e Presidente della SPÖ Viktor Klima la chiamò a far parte del governo centrale, prima (28-1-1997) come ministro senza portafoglio e poi (26-2-1997) come ministro per gli Affari Femminili e per la Protezione dei Consumatori[10], carica mantenuta fino al 4 febbraio 2000.

L'8 aprile dello stesso anno 1997, alla Conferenza federale delle Donne, tenutasi a Linz, fu eletta presidente del movimento federale femminile della SPÖ, incarico da lei conservato fino al 2009. In questa doppia veste, di ministro per gli Affari Femminili e di leader delle donne SPÖ, la battaglia femminista e socialista della Prammer si accentuò, specialmente nella direzione di esigere una maggiore presenza femminile sia all'interno del partito[11], fino ad allora con un'accentuata presenza maschile, che nella società. Un impegno particolare fu messo nella lotta contro la violenza domestica sulle donne, anche creando un'apposita linea di assistenza e centri di intervento contro quelle violenze.
Per ottenere un buon equilibrio tra lavoro e impegno familiare furono creati ben 30.000 nuovi posti negli asili-nido. Durante il suo mandato come Ministro per le Donne nel 1997, a seguito di referendum, l'uguaglianza di genere fu introdotta nella Costituzione austriaca[12].

Nel 1999 le elezioni andarono male per lo SPÖ, che passò all'opposizione[13], mentre veniva costituito il primo governo austriaco di centro-destra. La Prammer, allora per la prima volta eletta al Consiglio Nazionale[14], divenne vicepresidente del gruppo parlamentare socialdemocratico. Il 16 giugno 2004, tornò alla ribalta, essendo stata eletta vicepresidente del Consiglio Nazionale, con 96 voti su 157, in sostituzione del socialdemocratico Hein Fisher, eletto Presidente della Repubblica.
Quando, alle elezioni nazionali del 1° ottobre 2006, la SPÖ ritornò ad essere il primo partito[15] , Barbara Prammer[16], il 30 ottobre 2006, secondo una consolidata tradizione[17], fu eletta Presidente del Consiglio Nazionale (135 voti su 157), venendo poi riconfermata anche nel 2008 (140/168) e nel 2013 (147/179).

Era la prima donna, nella storia austriaca, a ricoprire il prestigioso incarico. Un incarico svolto, per universale riconoscimento, con rigore, onestà e trasparenza.
Sua fondamentale preoccupazione fu quella di rafforzare la funzione di controllo e il prestigio del Parlamento che, in quanto fucina di democrazia, doveva – a suo avviso - essere aperto ai cittadini. Ad esempio per rafforzare l'insegnamento di educazione civica, istituì „il laboratorio di democrazia“, che permette agli studenti di conoscere i parlamentari e di vedere da vicino come funziona il Parlamento. Affermò nel 2012: La cultura democratica, i diritti umani e la solidarietà sono alla base della nostra convivenza.

Si batté sempre per i diritti delle donne, degli stranieri, delle minoranze, delle lesbiche e dei gay. Antifascista convinta[18], attribuì sempre particolare importanza alla commemorazione delle vittime del nazismo. In proposito fu anche sostenitrice della „Societá Theodot Kramer“[19], intitolata al poeta socialdemocratico ebreo austriaco Theodor Kramer (1897-1958), perseguitato dal regime nazista:
La Theodor Kramer Society ha posto importanti domande sulla persecuzione, la resistenza, la vita in esilio e le innumerevoli difficoltà della vita quotidiana. E da questo abbiamo giustamente derivato una responsabilité collettiva per quanto accaduto, una responsabilità che deve essere presa sul serio, qui ed ora.

Il 13 settembre 2013, durante una conferenza stampa, il suo portavoce Gerhard Marschall annunciò che Barbara Prammer era gravemente malata; il 24/9 successivo fu lei stessa a precisare che si trattava di cancro, ma che avrebbe continuato a svolgere le sue funzioni. Fece la sua ultima apparizione in pubblico l'8 maggio 2014, in occasione della Festa della Gioia, con cui ogni anno si celebra a Vienna la liberazione dell'Austria dal regime nazista e il ristabilimento della Repubblica d'Austria.
Rilasciò la sua ultima intervista alla rivista Woman, nel maggio 2014.

Morì il 2 agosto 2014 e il 9 successivo si tenne una cerimonia pubblica di addio davanti al palazzo del Parlamento[20]. In quella mesta cerimonia non mancarono gli apprezzamenti delle autorità di allora per la vita e l'opera della Prammer, caratterizzata da grande amore per la giustizia e l'uguaglianza, l'apertura e la tolleranza:
Barbara Prammer è stata una delle grandi personalità femminili della vita pubblica del nostro Paese ed è stata conosciuta e apprezzata anche oltre i confini del nostro Paese. È stata una presidentessa impegnata e indiscussa del Consiglio Nazionale austriaco, una socialdemocratica di spicco e un politico di assoluta integrità
(Heinz Fisher, Presidente della Repubblica austriaca).

Barbara Prammer è stata un'importante socialdemocratica, una donna politica impegnata, una grande democratica e dal 2006 un'eccezionale presidente del Consiglio Nazionale […] Come combattente per l'uguaglianza per le donne, ha plasmato la società tanto quanto con il suo impegno a suscitare nei giovani l'entusiasmo per la democrazia e la partecipazione politica. Il suo impegno per stare insieme nella società, contro l'incitamento all'odio, il razzismo e l'antisemitismo è stato particolarmente forte. Per Barbara Prammer era molto importante che le atrocità del nazionalsocialismo non venissero dimenticate, soprattutto dai giovani.
(Cancelliere federale Werner Faymann).

Ci mancherà un socialdemocratico sincero e un combattente per un parlamentarismo forte […]. Ricorderemo Barbara Prammer come un grande politico, democratico, socialdemocratico e amico.
(Andres Schieder, presidente del gruppo parlamentare socialdemocratico al Consiglio Nazionale).

[Barbara]… rimane nella nostra memoria come una grande politica socialdemocratica che ha contribuito immensamente a promuovere i diritti delle donne in Austria, in Europa e nel mondo.
(Zita Gurmai, ungherese, presidente delle Donne del Partito Socialista Europeo).

L'Internazionale Socialista rende omaggio a Barbara Prammer, esponente di spicco del Partito socialdemocratico austriaco, purtroppo scomparsa il 2 agosto 2014 a seguito di una grave malattia. […]. L'Internazionale socialista oggi onora la sua vita e le sue numerose realizzazioni e rimane profondamente grata per i suoi numerosi contributi al lavoro dell'Internazionale Socialista.

Fu seppellita nel cimitero centrale di Vienna e la sua tomba fu collocata accanto a quella di un'altra grande socialista e femminista: Johanna Dohnal (1939-2010), conosciuta e amata in tutta l'Austria. Nella sua vita Barbara aveva ricevuto varie onorificenze. Qui ne ricordiamo due:
Gran Decorazione d'Onore in oro per i servizi resi alla Repubblica d'Austria (2000).
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2007).




  1. Ne fu il primo Cancelliere il socialdemocratico Karl Renner (1870-1950). Lo sarà di nuovo nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale.
  2. La “Rivolta di Vienna” fu caratterizzata dagli scontri fra le forze socialiste e quelle fasciste (12-16/2/1934). Si concluse con la messa al bando del partito socialista e con l'arresto o l'esilio dei suoi dirigenti, mentre si affermava la dittatura fascistoide di Engelbert Dollfuss.
  3. L'ideologia politica dell'austromarxismo si sviluppò nella prima metà del '900 ed ebbe come suoi principali esponenti Victor Adler, Otto Bauer, Karl Renner, Rudolf Hilferding. Ne fu seguace, fra gli altri, l'italiano Giuseppe Saragat. Sostanzialmente essa sosteneva che occorreva adattare la tattica del movimento socialista alle varie situazioni nazionali, tenendo conto delle condizioni storiche, politiche, sociali, culturali di ciascuna realtà.
  4. Victor Adler (1852-1918), neurologo, ottimo oratore, fondatore e direttore dell'autorevole giornale socialista Arbeiter Zeitung fu presidente del partito socialdemocratico, deputato e ministro degli Esteri. Suo figlio Friedrich, pacifista, nel 1916 uccise il primo ministro dell'Impero asburgico. Diverrà in seguito presidente dell'Internazionale Operaia Socialista (IOS).
  5. Uno dei 9 Stati che compongono la federazione austriaca.
  6. Barbara aveva tre fratelli: Sylvia, Klaus ed Elisabeth.
  7. La tesi di laurea verteva sul tema dei bambini e dei giovani nei campi di concentramento nazisti.
  8. Il matrimonio durò fino al 2001. Barbara Prammer ebbe due figli: Bertram, avuto prima del matrimonio, e Julia.
  9. Tale carica sarà confermata fino al 2005.
  10. L'SPÖ si era classificata al primo posto nelle elezioni del 17-12-1995, avendo ottenuto il 38,06 % dei voti e 71 deputati su 183. Al cancelliere SPÖ Franz Vranitzky era succeduto, il 28-12-1987, il compagno di partito Victor Klima, del cui governo la Prammer entrò a far parte.
  11. Attualmente il socialismo austriaco è fra i più ricchi di presenze femminili, a tutti i livelli organizzativi e negli incarichi pubblici: Pamela Rendi-Wagner, Petra Tanzer, Eva Maria Holzleitner, Romana Greiner, Bettina Stadlbauer, Petra Oberrauner, Katharina Kuchawits, ecc.
  12. La Federazione, i Länder ed i Comuni riconoscono le pari opportunità tra uomo e donna. Sono ammissibili tutte quelle disposizioni che di fatto promuovono le pari opportunità tra gli uomini e le donne eliminando le diseguaglianze tuttora esistenti. (dall'art. 7 della Costituzione austriaca).
  13. Alle elezioni parlamentari del 3-10-1999 l'SPŐ subì una flessione, essendo sceso al 33,15 % e a 65 seggi su 183. Anche dopo le elezioni del 24-11-2002, l'SPÖ rimase all'opposizione (36,51 % e 69/183 seggi).
  14. Sempre riconfermata, ne farà parte fino alla morte.
  15. La SPÖ vi ottenne il 35,34 % e 68/183 seggi. Fu allora costituito un governo di coalizione con il Partito Popolare Austriaco (cristiano-democratico), con cancelliere il socialdemocratico Alfred Gusenbauer.
  16. Barbara Prammer é stata anche vicepresidente dell'Internazionale Socialista Donne.
  17. E' consuetudine che venga eletto Presidente del Consiglio Nazionale un esponente del gruppo parlamentare piú numeroso.
  18. Il neo-nazismo non è un'opinione, è un crimine (dal discorso 2010 al Centro di Documentazione della Resistenza Austriaca DÖW).
  19. La Theodor Kramer Society fu fondata il 6-3-1984 per fare ricerche sulla vita e sulle opere di Theodor Kramer e per contribuire alla diffusione della letteratura sull'esilio e sulla Resistenza.
  20. Fra le varie autorità straniere che presenziarono alla cerimonia funebre era l'italiana Pia Locatelli, Presidente onoraria dell'Internazionale Socialista Donne.





Fonte: di Ferdinando Leonzio
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Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

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Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

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