19 Ottobre 2018
[]

"IL SOCIALISMO ITALIANO E LA SECONDA GUERRA MONDIALE"

24-09-2018 - STORIE & STORIE
Già dal congresso tenutosi a Parigi dal 26 al 28 giugno 1937 (3° ed ultimo dell´esilio) erano emersi nel PSI/IOS (1) valutazioni diverse sui limiti da dare alla politica di unità d´azione col partito comunista (2). La linea unitaria Nenni-Saragat, risultata maggioritaria, venne criticata soprattutto da Angelo Tasca (3) e da Emanuele Modigliani, ultimo superstite della vecchia guardia (4).
Segretario del partito e direttore del Nuovo Avanti fu riconfermato Pietro Nenni, tornato dalla drammatica ed esaltante esperienza del Frente Popular spagnolo. Il 26 luglio successivo fu firmata la nuova Carta d´unità d´azione tra socialisti e comunisti e la politica unitaria ispirò l´azione socialista, fino a quando un fatto imprevedibile ed eclatante non intervenne sulla scena politica internazionale.
Il 23 agosto 1939 venne firmato il Patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di non aggressione fra l´Unione Sovietica e la Germania nazista, il quale, fra l´altro, diede un colpo mortale alla politica unitaria antifascista e provocò un enorme disorientamento nella sinistra internazionale (5).
La Direzione del PSI/IOS il 25 agosto successivo - assente il segretario Nenni - dichiarò decaduto il Patto di unità d´azione col PCdI e due giorni dopo rese pubblica la sua decisione. Anche Nenni, che era stato per anni il socialista più unitario, condannò quel patto contro natura:
(...) la diplomazia staliniana ha gettato un turbamento immenso nell´animo dei lavoratori. Tanto cinismo (...) diveniva un cosciente tradimento dei lavoratori dopo la "svolta" del 1934-35. (6)
Ma nello stesso tempo lanciò un appello, peraltro inascoltato, ai comunisti italiani perché separassero le loro responsabilità da quelle di Mosca ed auspicò una ripresa della politica unitaria. La sua posizione, in netto contrasto con quella della maggioranza, non era in quelle circostanze sostenibile e Nenni, appresa la decisione della Direzione, il 28 agosto si dimise da segretario del partito e da direttore del Nuovo Avanti, chiarendo che intendeva rimanere fedele alla politica di unità del proletariato e che avrebbe lavorato pazientemente e tenacemente a ricrearne le basi.
Il Consiglio Nazionale del 2 settembre 1939 lo sostituì con un triumvirato formato da Oddino Morgari (7), Giuseppe Saragat (8) ed Angelo Tasca, che dichiarò cessata ogni collaborazione coi comunisti, cooptò nella Direzione i riformisti Bruno Buozzi (9) e Giuseppe Faravelli (10) e dichiarò inammissibile l´appartenenza al partito di quei compagni che non accettassero questa direttiva (11). La polemica anticomunista toccò il suo apice con l´approvazione, da parte della Direzione socialista, di un duro documento di condanna della politica comunista (12). Agli inizi del 1940 Nenni, ormai isolato, si dimise anche dall´Esecutivo dell´Internazionale Operaia Socialista e, nell´aprile dello stesso anno, il Consiglio Nazionale lo rimosse dalla Direzione del Partito.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale (1° settembre 1939); l´invasione del Belgio e l´occupazione, a Bruxelles, da parte della Gestapo, della sede centrale dell´IOS (maggio 1940), che di fatto cessò di esistere (13); l´ingresso in guerra dell´Italia fascista, a fianco della Germania nazista (10 giugno 1940); la disfatta della Francia e la conseguente occupazione nazista, con la creazione nel sud del Paese del regime collaborazionista di Vichy, guidato dal maresciallo Philippe Pétain, furono tutti avvenimenti che provocarono lo sbandamento dell´emigrazione antifascista italiana, rimasta praticamente in balìa della sete di vendetta fascista.
In particolare l´Esecutivo del PSI/IOS si sgretolò: Angelo Tasca nell´estate 1940 scivolò su posizioni collaborazioniste col regime di Pétain, ma dal 1941 collaborò con una rete antifascista belga; Oddino Morgari, ammalato e ricoverato in ospedale al momento della conquista nazista di Parigi, alla fine del 1940, in seguito alle richieste di parenti ed amici, ottenne di poter rientrare in Italia, dove morì quattro anni dopo; Saragat si trasferì a Saint Gaudens, nell´alta Garonna, dove visse appartato; Bruno Buozzi, dopo aver brevemente soggiornato a Tours, nel 1941 tornò a Parigi, dove, il 1° marzo, fu arrestato e poi estradato in Italia, dove sarà trucidato dai nazisti il 4 giugno 1944; Faravelli, confinato in una località dei Pirenei cercò di continuare l´attività di riorganizzazione del partito in Francia, ma il 28 giugno 1942 fu arrestato dalla polizia del governo collaborazionista di Vichy e consegnato alla polizia fascista italiana. Deferito al Tribunale Speciale, fu condannato a trent´anni di carcere, da cui in seguito riuscirà ad evadere.
Comunque la Direzione del PSI/IOS, prima della sua dissoluzione, al fine di assicurarne la continuità politico-organizzativa, aveva fatto in tempo a trasferire la guida del partito al Comitato della Federazione Socialista del Sud-Ovest (Tolosa), di sicuro orientamento autonomista, guidata da Giovanni Faraboli (14). Tale scelta, dunque , costituiva una garanzia per la continuità della linea politica adottata dal nuovo Esecutivo.
Tuttavia la decisione tedesca di invadere l´Unione Sovietica (giugno 1941) ridiede fiato all´impostazione di Nenni, favorevole a lanciare un appello per la ripresa della intesa unitaria tra socialisti e comunisti, se questi ultimi avessero accettato di distinguere tra gli interessi storici del proletariato e quelli dello Stato sovietico. Saragat vi aderì, allo scopo preminente di ottenere la liberazione dell´Italia dal fascismo e la proclamazione della Repubblica. L´appello fu lanciato in una riunione dell´ottobre 1941 a Tolosa, del "Comitato d´azione", cui parteciparono rappresentanti di Giustizia e Libertà (15) e del PCdI (16). Dopodiché Nenni e Saragat prepararono un documento che avrebbe dovuto costituire la base per la ripresa organizzativa del partito socialista, in vista di una nuova alleanza antifascista tra PSI/IOS, GL e PCdI. Esso è noto come la "prima tesi di Tolosa".
Una "seconda tesi di Tolosa" fu quella redatta dall´ex giellista Andrea Caffi e sottoscritta anche da Faravelli, Bertoluzzi (17) e Zannerini (18), favorevole alla creazione di una Federazione Europea, capace di accantonare i meschini nazionalismi dei singoli Stati, principale causa dei grandi problemi che travagliavano l´Europa.
Nel dibattito si inserì anche Modigliani ("terza tesi di Tolosa"), secondo cui la seconda guerra mondiale non era diversa dalle precedenti, poiché alla sua fine i vincitori si sarebbero regolati sempre secondo logiche di potenza. Di conseguenza il socialismo non doveva compromettersi con la guerra, mantenendo intatta la possibilità d´intervenire dopo la pace. Questo pacifismo ad oltranza, seppure di nobile tradizione socialista, cozzava però contro una realtà che vedeva crescere ovunque il movimento di Resistenza armata contro il nazifascismo e il prestigio dell´Unione Sovietica, ora in prima linea contro le potenze fasciste.
Nella stessa estate del 1941 si ebbero i primi contatti per la formazione di un Centro Estero socialista in Svizzera, allo scopo di coordinare il lavoro dei socialisti italiani fuorusciti e assistere i gruppi clandestini operanti in Italia. Il suo programma sarà imperniato sul progetto di costruzione degli Stati Uniti d´Europa, elaborato fondamentalmente da Ignazio Silone (19).
Dopo l´occupazione nazista del territorio di Vichy (novembre 1941) la Federazione del Sud-Ovest, con lettera da Tolosa, datata 23 dicembre 1941, a firma di Giovanni Faraboli, Emilio Zannerini ed Enrico Bertoluzzi, trasferì la continuità e la rappresentanza del PSI/IOS al Comitato della Federazione socialista italiana in Svizzera. A questa decisione si giunse anzitutto per ovvi motivi di sicurezza. La Federazione di Tolosa, che aveva ristretti margini d´azione già sotto il regime di Vichy (20), con l´arrivo dei tedeschi vide la sua sicurezza, come quella di tutti gli antifascisti, socialisti e non, divenire assai precaria. Di conseguenza, di fronte al dilagare nazista in Europa, la democratica Confederazione Elvetica, da sempre ospitale con gli esuli politici, appariva come l´ultimo rifugio per l´emigrazione antifascista e l´unico luogo in Europa in cui fosse possibile una certa organizzazione politica, nonostante le leggi di quel Paese vietassero agli stranieri ogni attività politica. L´altro motivo della decisione, puramente politico, era dovuto al fatto che l´orientamento della Federazione Svizzera era sicuramente autonomista, ben allineato cioè con quello del nuovo gruppo dirigente "di destra", già da prima avverso all´URSS, che, dopo l´infelice patto di non aggressione russo-tedesco dell´agosto 1939, aveva rovesciato la precedente maggioranza nenniana.
La decisione che assegnava la rappresentanza del PSI/IOS alla Federazione Svizzera era però soltanto una copertura, per non attirare l´attenzione delle rigorose autorità svizzere, essendo - come già ricordato - ogni attività politica vietata dalle leggi elvetiche di sicurezza che regolamentavano la presenza degli stranieri nella Confederazione. In realtà la rappresentanza era stata affidata al Centro Estero (21) clandestino del partito, costituito a Zurigo nel settembre 1941, con segretario Ignazio Silone, autore di un documento politico detto Tesi del Terzo Fronte, cioè il fronte interno di ogni Paese, in cui il socialismo doveva battere il fascismo, per dar vita, a guerra finita, all´Europa dei popoli. Oltre a Silone ne facevano parte Riccardo Formica (un giornalista di Trapani), il professore di agronomia Olindo Gorni, il redattore ticinese di Libera Stampa Piero Pellegrini, il tipografo grigionese Erich Valar (22) e, dal 1943, dopo un avventuroso viaggio dalla Francia alla Svizzera (23), Emanuele Modigliani.
La prima "grana" che il Centro Estero dovette affrontare fu la proposta di espulsione di Nenni e Saragat, per aver sottoscritto le Tesi di Tolosa, atto formalmente illegittimo e contrario alle posizioni della Direzione. Essa fu però bloccata da Ignazio Silone. All´inizio del 1942 Nenni scrisse e distribuì un bollettino intitolato Nuovo Avanti. Dopo di che, l´8 febbraio, fu arrestato dai tedeschi, estradato in Italia nel maggio successivo e confinato a Ponza.
Nella sua prima fase l´attività del Centro Estero, rigorosamente clandestina, fu rivolta essenzialmente all´analisi della situazione internazionale e all´organizzazione e al coordinamento dei gruppi clandestini in Italia.
Essa fu sospesa nel dicembre 1942 per "illecito svolgimento di attività politica". Riprenderà nel 1944, ma solo su un piano di elaborazione teorica (24), per cessare del tutto con la lettera da Zurigo del 16 aprile 1944, con cui Marcello Cirenei e Lucio Luzzatto, a nome della Direzione del PSIUP (25), di cui erano entrambi componenti, dichiaravano cessato il Centro Estero e assumevano la rappresentanza del partito socialista (26).

------

(1) Partito Socialista Italiano/Sezione dell´Internazionale Operaia Socialista. Al congresso erano rappresentate 118 sezioni.
(2) Il Patto di Unità d´azione tra il PSI/IOS e il PCdI era stato firmato il 17-8-1934. Per il PSI/IOS avevano firmato Pietro Nenni e Giuseppe Saragat. Esso sarà di fatto avallato dall´IOS che, nel novembre 1934, autorizzò i partiti membri a definire autonomamente i loro rapporti coi comunisti e dall´Internazionale Comunista che, nel suo VII congresso (luglio-agosto 1935), si pronunciò a favore della politica dei Fronti Popolari.
(3) Angelo Tasca, ex leader della destra comunista italiana, nel 1929 era stato espulso dal PCdI e nel 1935 era rientrato nel partito socialista, animato da una profonda esigenza revisionista nei confronti della sua tormentata esperienza comunista. Nel 1938 propose lo scioglimento del Patto d´unità d´azione.
(4) Filippo Turati era morto il 29-3-1932 e Claudio Treves l´11-6-1933, entrambi a Parigi, dove vivevano in esilio. Su posizioni critiche erano anche Giuseppe Faravelli e i rappresentanti della Federazione Svizzera Carlo Pesenti e Olindo Gorni, ambedue riformisti.
(5) Il Partito Comunista Francese fu sciolto dal governo di Parigi il 26-9-1939, mentre i fuorusciti comunisti italiani, il cui Comitato Centrale era stato sciolto nel 1938, entrarono in profonda crisi e la loro stampa venne presto vietata.
(6) Enzo Santarelli Nenni UTET 1988, pagg. 224-225.
(7) Oddino Morgari (1865-1944), prestigioso esponente del socialismo italiano era astato il leader della corrente integralista. In esilio dal 1926, aveva sostenuto la politica unitaria in polemica con Tasca, Modigliani e Faravelli, ma era poi rimasto profondamente indignato dal turpe abbraccio di Mosca con Hitler e si era schierato per l´esclusione di ogni possibile alleanza coi comunisti "pregiudizialmente" per un motivo di incompatibilità morale.
(8) Saragat, che assieme a Nenni era stato nel 1930, il principale artefice della fusione socialista di Parigi, si era già da prima differenziato da Nenni, individuando nel totalitarismo il punto di contatto tra fascismo e bolscevismo.
(9) Bruno Buozzi (1881-1944), sindacalista socialista, nel 1903 aveva aderito al sindacato operaio e al PSI, militando sempre nella frazione riformista. Nel 1926 era emigrato in Francia, dove aveva ricostituito la CGdL, di cui era segretario, e continuato la lotta antifascista.
(10) Giuseppe Faravelli (1896-1974), dottore in Lettere e in Giurisprudenza, era stato segretario della Camera del Lavoro e delle Federazione Socialista di Pavia. Trasferitosi poi a Milano, aveva partecipato attivamente alla lotta clandestina contro il fascismo. Costretto infine ad emigrare, si era trasferito prima a Lugano e poi a Parigi, dove era entrato a far parte del gruppo dirigente del PSI/IOS, in cui mantenne posizioni rigorosamente autonomiste.
(11) Giuseppe Tamburrano Pietro Nenni Editori Laterza 1986 pag. 134.
(12) Il documento fu approvato il 15-12-1939, col voto contrario di Pietro Nenni e di Roberto Boschi.
(13) L´IOS, costituita nel congresso di Amburgo del 1923 dalla fusione tra la Seconda Internazionale e l´Internazionale Socialista di Vienna, aveva avuto sede prima a Londra, dal 1926 a Zurigo e, infine, dal 1935 a Bruxelles. Non ci fu un atto formale di scioglimento, come nel 1943 accadrà per il Comintern; essa fu travolta, e i suoi esponenti dispersi, dalla furia della guerra. Segretario ne era stato, dal 1923, l´austriaco Friedrich Adler (1879-1960), il quale nel 1940 emigrò negli USA. Ritornato in Europa nel 1946, si ritirò a vita privata, stabilendosi a Zurigo.
(14) Giovanni Faraboli (1875-1953), sindacalista e cooperatore operante nel parmense, si era iscritto al PSI nel 1902. Riformista e neutralista, dopo l´avvento del fascismo, era andato esule a Tolosa, diventando poi segretario della Federazione Socialista del Sud-Ovest.
(15) Silvio Trentin.
(16) AmendolA, Sereni e Scotti.
(17) Enrico Bertoluzzi, esule a Nizza di provenienza PSULI, era membro della Direzione del PSI/IOS eletta nel congresso di Parigi del 1937.
(18) Emilio Zannerini (1892-1969)), muratore, fera stato membro della Direzione del PSI nel 1920. Nel 1926 era emigrato a Nizza. Parteciperà alla Resistenza e, nel dopoguerra, sarà deputato e senatore socialista.
(19) Ignazio Silone (1900-1978) aveva aderito giovanissimo alla gioventù socialista, collocandosi nella sua ala sinistra, Aveva poi partecipato alla scissione di Livorno che aveva dato vita al partito comunista. Nel 1926 era stato costretto ad espatriare per sfuggire alle persecuzioni del regime fascista. Entrato nell´Esecutivo comunista, nel 1927 era stato a Mosca ed era rimasto sconcertato per le persecuzioni staliniste contro gli oppositori interni. Nel 1931 era stato espulso dal PCdI e si era dedicato alla letteratura, diventando scrittore di grande successo e rimanendo socialista senza partito e cristiano senza chiesa. Nel 1941 fu chiamato a presiedere il Centro Estero del PSI.
(20) Il governo fascistoide di Pétain aveva decretato lo scioglimento delle organizzazioni politiche, per cui la Federazione agiva sotto la veste di comitato di assistenza sindacale.
(21) Il Centro Estero intratteneva ottimi rapporti con il Partito Socialista Svizzero.
(22) Valar era il segretario della Federazione Svizzera del PSI/IOS.
(23) Il viaggio è raccontato da Vera Modigliani nel suo libro intitolato Esilio.
(24) L´attività di organizzazione e di lotta antifascista era ormai svolta nel Paese dal partito ricostituito, membro del CLN.
(25) Il PSIUP era stato costituito, nel convegno del 22 e 23 agosto 1943, dalla fusione tra il PSI (Buozzi, Pertini, Nenni,) il Movimento di Unità Proletaria (Lelio Basso) e Unione Proletaria (Giuliano Vassalli, Mario Zagari).
(26) Silone, chiamato a dirigere l´Avanti!, e Modigliani rientreranno in Italia nel 1944.



Fonte: di FERDINANDO LEONZIO

Link

[]
http://www.avvenirelavoratori.eu
Periodico socialista fondato 1897.
[]
www.ilponterivista.com
Rivista mensile di politica economica e cultura
fondata da Piero Calamandrei.
[]
www.biblionedizioni.it
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
www.criticaliberale.it
"NON MOLLARE" - Quindicinale on line di Critica Liberale,da più di quarant´anni la voce del liberalismo progressista in Italia.
Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017

Realizzazione siti web www.sitoper.it
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa
Informativa Privacy
La presente informativa descrive le modalità di gestione del Sito, da Lei ora visitato, di cui è Titolare, il giornale "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA", registrazione al Tribunale di Firenze n°5863 del 17/02/2012 (di seguito, "Giornale" per brevità), che ha come finalità l´informazione critica, la difesa della laicità delle Istituzioni e la diffusione della cultura laica, con sede in Firenze, accessibile al seguente nome di dominio
http://www.rivoluzionedemocratica.it
in riferimento al trattamento dei dati personali dei navigatori che vi accedono e che interagiscono con esso.

Premessa
I considerazione delle modifiche al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito "Codice Privacy"), introdotte recentemente con il D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011, la presente informativa si rivolge alle persone fisiche che, per conto proprio o di associazioni interessate, decidano di accedere al Sito ed interagire con esso ed è resa ai sensi dell´art. 13 del Codice Privacy.
L´informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall´art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001, per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dalle ragioni e finalità del collegamento.
In linea generale, è opportuno precisare che attraverso il Sito vengono effettuate le seguenti tipologie di raccolta dati:
- raccolta necessaria ed automatica dei dati del navigatore inerenti all´interazione con il Sito;
- trattamento correlato alla raccolta di dati, immessi volontariamente dal navigatore, attraverso l´invio di e-mail agli indirizzi indicati per contattare il Titolare (ad esempio, sezioni "Contatti" e "Iscriversi al circolo").

La presente informativa si riferisce unicamente alle operazioni di trattamento effettuate su dati raccolti con le modalità sopra indicate e non si riferisce, quindi, ai trattamenti effettuati tramiti altri siti, a cui l´utente vorrà accedere mediante link dal Sito. Per tali trattamenti dovrà essere fornita, da parte dei rispettivi Titolari, autonoma informativa.
Si precisa, in particolare, che i trattamenti sui dati conferiti accedendo a siti di terzi, raggiungibili mediante i link pubblicati sul Sito, sono effettuati da soggetti diversi dal Giornale.
Premesso che il Giornale non effettuerà alcuna comunicazione dei dati degli utenti a tali soggetti e che ogni iniziativa per entrare in contatto e chiedere informazioni, è rimessa all´esclusiva attività dell´Interessato o del rispettivo Titolare, il giornale non sarà in alcun modo responsabile dei trattamenti che verranno effettuati da parte di tali soggetti, a fronte dell´iniziativa dell´utente medesimo.

1. Finalità del trattamento
1.1 Le operazioni di trattamento di seguito illustrate sono unicamente rivolte alla corretta proposizione ed erogazione dei servizi offerti tramite il presente Sito dal Giornale medesimo per il perseguimento dello scopo associativo. L´Attività on line del Giornale consiste prevalentemente nella pubblicazione di contenuti, caratterizzati da un alto livello qualitativo, sui temi di interesse del Giornale e dei dati personali dei rispettivi autori, aventi con il Giornale rapporti regolari, nonché nello scambio, anche mediante messaggi di posta elettronica, di opinioni e informazioni di varia natura, relative in particolare alla vita e alle attivitàdel Giornale medesimo o ad eventi di rilevanza nel dibattito culturale che il Giornale intende promuovere.
1.2. A tal fine, il Titolare ha predisposto sezioni ad hoc del Sito.
In particolare, nella sezione "Contatti" è presente l´indirizzo e-mail interattivo cui l´Utente può trasmettere i propri dati personali e/o dell´Associazione di appartenenza, al Giornale. Più precisamente, in tale ipotesi il trattamento è finalizzato al mero scambio di informazioni e di contatti, comunque di natura non professionale, inerenti all´attività del Giornale .
In ogni caso, i dati raccolti tramite il presente Sito saranno trattati secondo principi di correttezza, liceità e trasparenza, per la tutela della riservatezza e dei diritti degli interessati, ed unicamente per il perseguimento dello scopo associativo. Negli stessi limiti saranno trattati anche i dati personali che dovessero essere inviati spontaneamente al Giornale dai visitatori del sito anche con modalità off-line (fax, posta, telefono od altro).

2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
torna indietro leggi Informativa  obbligatorio