20 Maggio 2022

"L´UNIFICAZIONE SOCIALISTA DEL 1966-69"

25-06-2019 - STORIE&STORIE
Simbolo del PSI-PSDI Unificati (PSU)


Simbolo del PSI-Sezione dell'Internazionale Socialista

L'unitá socialista italiana, faticosamente raggiunta con la fondazione, il 23-8-1943, del PSIUP, venne travolta dalla scissione di Palazzo Barberini (gennaio 1947), guidata da Giuseppe Saragat, e dalle altre che seguirono, quella di Ivan Matteo Lombardo (febbraio 1948) e quella di Giuseppe Romita (maggio 1949); il che, fra l'altro, fu causa, per molti anni, del declino del socialismo in Italia.
Le due principali formazioni del movimento socialista che ne derivarono furono, infatti, risucchiate, l'una, il PSI, nell'orbita di influenza del PCI, da allora egemone nel movimento operaio italiano e l'altra , il PSDI, nell'aria moderata e governativa, pilotata dalla DC di De Gasperi e di Scelba.
Non mancarono, tuttavia, a partire proprio dal 1947, tentativi, piú o meno generosi, ma sempre sfortunati, di riunificare il socialismo italiano.
A partire da quelli messi in atto, nel 1947 da Sandro Pertini, da Alberto Simonini, da Ignazio Silone, volti ad impedire o a sanare la scissione di quell'anno.
Negli anni che seguirono, in tale direzione, in vario modo e in varia misura, si adopero' l'aria politica costituita dai „socialisti di destra“ e dai „socialdemocratici di sinistra“.
A dare impulso e concretezza alle aspirazioni unitarie di quei settori socialisti saranno pero', indirettamente, il rapporto segreto di Krusciov (febbraio 1956), contenente la denuncia delle degenerazioni staliniane in URSS e i tragici fatti d'Ungheria (ottobre-novembre 1956), in seguito ai quali entro' in crisi l'intesa PSI-PCI, spingendo il PSI ad una sottolineatura dell'inscindibile nesso tra socialismo e democrazia. Il che diede respiro e iniziativa all'ancora forte sinistra socialdemocratica e alla sua vocazione unitaria.
Il fatto di maggior rilievo di questo periodo fu certamente l'incontro di Pralognan (28-8-1956), voluto e patrocinato dall'Internazionale Socialista, fra Nenni e Saragat, i due leader che allora incarnavano le due anime del socialismo italiano.
Ma le forti resistenze messe in atto dalla sinistra socialista, visceralmente aggrappata ad una politica unitaria col PCI e dalla destra socialdemocratica, atlantica e governativa fin nel midollo, fecero fallire il progetto.
A riaccendere le speranze fu l'ingresso del PSI nell'area di governo , che tuttavia provoco' una scissione a sinistra del partito: quella del PSIUP di Vecchietti, Valori e Basso (gennaio 1964), che porto' a tre le sigle socialiste presenti nello scenario politico italiano: PSI, PSDI, PSIUP.
La comune presenza di PSI e PSDI nei governi di centro-sinistra e l'elezione di Giuseppe Saragat alla Presidenza della Repubblica (28-12-1964), avvenuta anche grazie alla rinuncia di Pietro Nenni, accorciarono le distanze fra PSI e PSDI, riaccendendo le speranze di quanti ne auspicavano la riunificazione.
Tuttavia, in prossimitá del XXXVI congresso del PSI (Roma, 10-14/11/1965) emersero, nella maggioranza autonomista, delle diversitá tra quanti si riconoscevano nelle posizioni del segretario Francesco de Martino, piú cauto nei confronti dell'unificazione col PSDI, essendo le storie dei due partiti ormai alquanto diverse, specialmente sui problemi della trasformazione socialista della societá e i fedelissimi di Nenni, da sempre fautore dell'unitá socialista, necessaria per ben contrastare l'gemonismo della DC sul governo e del PCI sull'opposizione e per poter costruire anche in Italia una realistica alternativa di governo.
Per questi motivi Nenni decise di intervenire direttamente nel dibattito precongressuale con la sua famosa lettera ai compagni (4-9-1965).
Il congresso spiano' la strada all'unificazione socialista: nel nuovo Comitato Centrale agli autonomisti andarono 79 seggi su 100, alla sinistra lombardiana 19 e 2 a mozioni locali. Dei 79 autonomisti 44 erano di stretta osservanza nenniana e 35 piú vicini a De Martino. Il che significava che almeno il 30 % del PSI, in varia misura, era critico nei confronti dell'unificazione.
Il tema dell'unificazione fu al centro anche del XIV congresso del PSDI (Napoli, 8-11/11/1965), che si svolse in un clima di entusiasmo, coagulando una larghissima maggioranza (96 %) attorno al segretario Mario Tanassi, con un'accentuazione unitaria della sinistra di Egidio Ariosto e con l'astensione della sparuta pattuglia della destra di Pietro Bucalossi (1).
Venne dunque costituito un „Comitato paritetico per l'unificazione“, con 12 rappresentanti del PSI (2) e 12 del PSDI (3), presieduto da Nenni. Esso elaboro' tre documenti: la Carta politico-ideologica, lo Statuto del partito unificato e le norme transitorie, che furono approvati col voto contrario di tre esponenrti del PSI (4). Essi furono poi rimessi all'esame dei due Comitati Centrali (5), dei due congressi e della Costituente Socialista.
Il partito che stava per nascere sarebbe stato „bicefalo“ (fino alle politiche del 1968) in tutto, perfino nel nome PSI-PSDI Unificati, che la stampa piú semplicemente chiamerá Partito Socialista Unificato (PSU); il simbolo sará quello dei due partiti racchiusi in un cerchio, che i detrattori ribattezzeranno la bicicletta, la cui sagoma esso sembrava ricordare; a tutti i livelli organizzativi ci sarebbero stati organi composti dalla somma (paritetica) degli organi dei due partiti.
Questo eccessivo garantismo organizzativo, voluto dai socialdemocratici, era accompagnato da uno scarso amalgama ideologico. Ma l'entusiamo per il superamento di quella che Nenni aveva chiamato l'orgia delle scissioni prevaleva su ogni perplessitá.
Il XXXVII congresso del PSI (Roma, 27-29/10/1966), come anche il XV del PSDI (Roma, 29/10/1966) ratificarono all'unanimita i documenti concordati, spianando cosí la strada alla Costituente Socialista (Roma, Palazzo dello Sport, 30-10-1966).
A negare l'adesione al nuovo partito socialista fu una piccola minoranza della sinistra lombardiana del PSI, che il 19 novembre 1966, nel corso di un convegno, tenuto a Roma, di socialisti contrari all'unificazione con i socialdemocratici costituirá il Movimento Socialista Autonomo (MSA) (6), che avrá vita breve, mentre alcuni suoi esponenti diverranno, in seguito, membri della Sinistra Indipendente.
Alla grande assemblea della Costituente Socialista di 1800 delegati dei due partiti, in rappresentanza di circa 700.000 iscritti a PSI e PSDI, presieduta da Sandro Pertini, Medaglia d'oro della Resistenza, parteciparono anche i socialisti indipendenti, rappresentati da Aldo Garosci, i socialisti senza tessera, rappresentati da Spartaco Vannoni e il gruppo di ex comunisti di Libertá – Democrazia – Socialismo, guidato da Fernando Amiconi.
Aderirono al partito unificato, inoltre, intellettuali di grande prestigio come Giorgio Bassani, Norberto Bobbio, Guido Calogero, Carlo Cassola, Roberto Guiducci, Mario Monicelli, Salvatore Quasimodo, Mario Soldati, Giorgio Strelher, Bruno Zevi...
Erano presenti ai lavori Bruno Pittermann, presidente (1964-1976) dell'Internazionale Socialista e Albert Carthy, segretario generale (1957-1969) della stessa, il quale parlo' di un evento storico per il socialismo mondiale. Pietro Nenni, che vedeva coronato il sogno unitario di una vita, definí il nascente partito come il partito dei lavoratori e il partito della Repubblica ed anche il partito della pace e di ogni progresso, di ogni causa di giustizia, di ogni causa di libertá.
La Costituente dunque proclamo', in un clima di esaltante entusiasmo, il sorgere del nuovo partito unificato, acclamo' Pietro Nenni presidente, con segretari Francesco De Martino (ex PSI) e Mario Tanassi (ex PSDI) e vicesegretari Giacomo Brodolini (ex PSI) e Antonio Cariglia (ex PSDI). La direzione dell'Avanti! fu affidata a Gaetano Arfé (ex PSI) e a Flavio Orlandi (ex PSDI). Capigruppo furono eletti Mauro Ferri (ex PSI) dei deputati e Edgardo Lami Starnuti (ex PSDI) dei senatori.
Tutti gli altri organi, a partire dalla Direzione, furono formati in pari numero dagli ex socialisti e dagli ex socialdemocratici (7).
Sembro' cosí chiudersi, in un tripudio di pariteticitá e fra lo sventolio di bandiere rosse, un ventennio di lacerazioni socialiste.

Il periodo seguente fu segnato da un notevole affievolimento dell'azione riformatrice del governo di centro-sinistra Moro-Nenni, dovuto essenzialmente al timore democristiano di perdere consensi a favore della destra liberale o missina. Tanto che la politica governativa di allora fu riassunta da un sarcastico slogan che allora circolava: Avanti adagio, quasi indietro!
Inoltre il PSU, bicefalo non solo organizzativamente, ma anche culturalmente, si trovo' a dover prendere posizione di fronte ai drammatici avvenimenti che tennero banco sulla scena politica internazionale di quegli anni: la guerra del Vietnam, il movimento studentesco, il colpo di Stato dei colonnelli in Grecia, la „guerra dei sei giorni“, l'uccisione di Ernesto Che Guevara, di Martin Luther King, di Robert Kennedy.
Non sempre il pluralismo ideologico, appesantito da vent'anni di posizioni antagoniste tra PSI e PSDI, consentí ai socialisti di avere atteggiamenti univoci in materie cosí incandescenti.
L'affanno dei socialisti unificati fu drasticamente rivelato dai risultati delle elezioni politiche del 19 maggio 1968. Di fronte al 19,94 % raggiunto complessivamente dai due partiti (8), allora separati, nel 1963, il PSU ottenne appena il 14,48 %, con una perdita secca quindi del 5,46 %. Come disse un commentatore, in politica non sempre 2+2 fa 5; qualche volta puo' fare 3.
Certamente l'analisi e lo sconforto sarebbero stati piú contenuti se si fosse tenuto conto che nel 1963 il PSI non aveva ancora subito la scissione della sua ala sinistra, che nel 1964 aveva poi costituito il PSIUP, guidato da Tullio Vecchietti. Questo partito, che era pur sempre un partito socialista, nel 1968 conseguí un ottimo 4,45 %. Se si fosse sommata questa cifra al 14,48 % conseguito dal PSU, si sarebbe potuto constatare che la perdita socialista nel suo complesso era stata appena di circa l'1 % (a favore del PCI). Nulla di drammatico.
Invece prevalse lo sconforto, fu alquanto ridimensionato il protagonismo socialista e le analisi sull'unificazione e sulle sue insufficienze organizzative e culturali, divennero sempre piú impietose, sia fra gli ex socialisti che fra gli ex socialdemocratici.
La maggioranza interna si divise, Nenni fu messo in minoranza, De Martino e Tanassi formarono proprie correnti, ma furono d'accordo nel volere il disimpegno governativo. Ne seguí la formazione di un „governo-ponte“, un monocolore dc presieduto da Giovanni Leone.
Fu in questo periodo che venne stroncato il socialismo dal volto umano, voluto dalla primavera di Praga, dall'intervento (20-8-1968) delle truppe del Patto di Varsavia, questa volta, a differenza dei fatti d'Ungheria del 1956, condannato anche dal PCI.
Intanto all'interno del PSU le carte andavano rimescolandosi, in vista del XXXVIII congresso socialista (9), che si sarebbe tenuto a Roma dal 23 al 28 ottobre 1968, con 950 delegati in rappresentanza di circa 900.000 iscritti.
Si fronteggiarono in esso ben cinque correnti: una autonomista, detta anche Mancini-Ferri-Preti, dal nome dei triumviri che la dirigevano (10), formata da autonomisti „di destra“ e da una frangia socialdemocratica, scontenti del disimpegno dal governo messo in atto dall'accordo De Martino-Tanassi, la quale ottenne il 35,50 %, classificandosi al primo posto; una corrente, Rinnovamento Socialista, formata interamente da ex socialdemocratici capeggiati da Tanassi, la quale conseguí il 17,4 %; una facente riferimento a Francesco De Martino, Riscossa Socialista, a cui ando' il 32,2 % dei voti congressuali; il piccolo raggruppamento che si riconosceva nelle posizioni di Antonio Guiolitti, Impegno Socialista, che arrivo'al 5,8 %; ed infine la Sinistra Socialista di Riccardo Lombardi, che proponeva la fine del centro-sinistra e la politica dell'Alternativa di sinistra, che si attesto' al 9,4 %.
Una delle deliberazioni piú importanti fu la decisione di tornare alla storica denominazione del partito che dunque divento' PSI (Sezione dell'Internazionale Socialista), adottando un nuovo simbolo derivante dalla fusione dei due contenuti nella bicicletta.
Il congresso, vinto dall'alleanza fra le prime due correnti (Autonomia e Rinnovamento), segno' dunque uno spostamento „a destra“ della politica socialista, ora orientata per un rientro nel governo (11).
Il 9 novembre il Comitatto Centrale riconfermo' Pietro Nenni presidente del partito (12). Segretario fu eletto Mauro Ferri, con vicesegretario Antonio Cariglia e successivamente anche Gino Bertoldi. La direzione dell'Avanti! fu affidata, come condirettori, a Gaetano Arfé e a Franco Gerardi.
Inevitabilmente, pero', comincio' ad evidenziarsi la gracilitá delle basi ideologiche e politiche su cui era stata costruita l'unificazione. Si rivelava percio' sempre piú difficile conciliare linee politiche , organigrammi, aspirazioni di correnti e gruppi vari, mentre infuriava quella che fu definita una lotta tribale.
Punto nodale di tale ribollío fu il C.C. del 14 maggio 1969, in cui furono gettate le basi per la costruzione di una nuova maggioranza interna: un gruppo di autonomisti guidato da Giacomo Mancini e dal prestigioso segretario della UIL Italo Viglianesi, lascio' la corrente di provenienza e si mise in proprio, creando la nuova corrente „Presenza Socialista“ che, fiancheggiata dalla corrente di „Impegno Socialista“ di Giolitti, si oriento' in direzione di un accordo con Francesco De Martino e con la sua corrente, relegando con cio' all'opposizione non solo i nenniani (poi craxiani) di „Autonomia Socialista“, ma anche la corrente di provenienza socialdemocratica di „Rinnovamento“, a sua volta da molto tempo disabituata ad essere minoranza. Ed infatti Tanassi, timoroso di un'eventuale emarginazione degli ex socialdemocratici, non manco' di precisare che tale operazione avrebbe messo in pericolo l'unitá del partito.
In una successiva riunione del C.C. (20-5-1969) furono presentati due documenti: uno del segretario Ferri e uno del cartello Mancini-Viglianesi-Giolitti-De Martino, firmato da 61 componenti del „parlamentino socialista“ su 121.
Cio' provoco' le dimissioni di Mauro Ferri da segretario, per cui la gestione del partito fu affidata a una segreteria provvisoria, composta dal presidente Pietro Nenni e dai vicesegretari Antonio Cariglia e Gino Bertoldi.
Tutti, in varia misura, dicevano di adoperarsi per salvare l'unitá del partito, ma chi si impegno' piú d'ogni altro in questa impresa fu Nenni, che mise in campo tutta la sua autorevolezza e il suo prestigio. Inutilmente, pero', perché in una terza e definitica riunione del C.C. (4-7-1969) furono presentati e messi ai voti tre documenti. Uno, volto a salvare l'unitá del partito, presentato da Nenni, fu respinto con 52 voti a favore e 67 contrari (13). In seguito all'esito di questa votazione 34 membri del C.C. dei 52 che avevano votato per la mozione Nenni abbandonarono la seduta e decisero di fondare un nuovo partito. Fra di loro c'erano importanti dirigenti come MarioTanassi e Antonio Cariglia (ex PSDI), Mauro Ferri, Matteo Matteotti e Pietro Longo (ex PSI).
Il secondo documento a firma De Martino-Mancini- Giolitti-Viglianesi, favorevole ad un centro-sinistra autosufficiente, ma aperto ad eventuali apporti positivi che venissero da sinistra, fu approvato con 59 voti a favore (14), 16 contrari e 11 astenuti, mentre quello della Sinistra Socialista ottenne solo 9 voti (15).
Alla fine della seduta Nenni si dimise da presidente. A reggere il PSI rimase solo il vicesegretario Gino Bertoldi.
Il 5 luglio 1969 gli scissionisti fondarono un nuovo partito che vollero chiamare Partito Socialista Unitario (16), con segretario Mauro Ferri, vicesegretario Antonio Cariglia e presidente Mario Tanassi: vi aderirono 29 deputati su 91 e 12 senatori su 46.
La scissione era un fatto compiuto, dopo appena tre anni dall'unificazione. Ancora una volta, come una maledizione, la rottura avveniva sul tema dei rapporti coi comunisti.

----
1 - Il deputato Giuseppe De Grazia, subentrato alla Camera (20-1-1965) a Giuseppe Saragat, divenuto Presidente della Repubblica, non aderirá alla unificazione e formerá un raggruppamento denominato „Socialdemocrazia“ che alle elezioni del 1968 non conquisterá alcun seggio.
Alcuni mesi dopo confluí nel PSDI il Movimento di Democrazia Liberale (MDL), guidato da Giampiero Orsello, che ottenne 5 posti nel Comitato Centrale e 1 nella Direzione (Orsello).
2 - Nenni, De Martino, Balzamo, Bertoldi, Brodolini, Cattani, Ferri, Giolitti, Lombardi, M.Matteotti, Venturini, Vittorelli.
3 - Tanassi, Cariglia, Ariosto, Barnabei, Battara, Ippolito, Nicolazzi, Orlandi, Pellicani, P. Rossi, Ruggiero, Viglianesi.
4 - Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti e Vincenzo Balzamo.
5 - Quello del PSDI (14-9-1966) li approvo´ all´unanimitá, mentre in quello del PSI (16-17/9-1966) si registro´ la critica di Lombardi e della sua corrente.
6 - Principali esponenti ne erano Luigi Anderlini, Simone Gatto, Tullia Carettoni e Delio Bonazzi.
7 - Nel gennaio 1967 sará cooptato nella Direzione Aldo Garosci, in rappresentanza dei gruppi minori.
8 - PSI 13,84 % e PSDI 6,10 %.
9 - Esso sará l´unico del partito unificato.
10 - Giacomo Mancini, ex PSI, giá ministro della Sanitá (a lui si deve l´introduzione del vaccino antipolio Sabin) e dei LLPP; Mauro Ferri, ex PSI, presidente del gruppo parlamentare socialista alla Camera e Luigi Preti, ex PSDI, giá ministro delle Finanze, nonché autore, fra l´altro, del premiato romanzo Giovinezza, giovinezza… (1964).
11 - Il nuovo ministero, presieduto dal dc Mariano Rumor, durerá dal 12-12-1968 al 5-8-1969. Per i socialisti ne faranno parte: Francesco De Martino (Vicepresidenza), Pietro Nenni (Esteri), Giacomo Brodolini (Lavoro), Salvatore Lauricella (Ricerca Scientifica), Giuseppe Lupis (Marina Mercantile), Luigi Preti (Bilancio), Giacomo Mancini (LL.PP.), Luigi Mariotii (Trasporti), Mario Tanassi (Industria, Commercio e Artigianato).
12 - Piú precisamente del Comitato Centrale. Fu forse da allora che si diffuse l´usanza, fra i politici e i giornalisti in particolare, di chiamare „presidente del partito“ chi in realta presiedeva solo l´organo rappresentativo („parlamentino“) dello stesso, Comitato Centrale o Consiglio Nazionale, mentre in realtá il partito era diretto in concreto dal suo segretario generale. Questa usanza si consolido´ quando tale presidenza comincio´ ad essere affidata ad una personalitá di grande prestiglio nel partito, com´era appunto Pietro Nenni nel PSI o Aldo Moro nella DC. In seguito, in alcuni partiti si scelse di chiamare „presidente“ (e non segretario generale) chi era alla guida effettiva del partito, come ad esempio Silvio Berlusconi in Forza Italia o Gianfranco Fini in Alleanza Nazionale.
13 - Dei 121 componenti del C.C. due erano assenti: Gerardi e Talamona.
14 - Di questi 7 erano di ex socialdemocratici: Viglianesi, Benevento, Bernabei, Brandi, Perulli, Rufino, Ravenna
15 - Se ne erano staccati Balzamo e Veronesi.
16 - Il 10 luglio successivo la parte rimasta nel partito riassunse la denominazione di Partito Socialista Italiano (PSI).



Fonte: di FERDINANDO LEONZIO
Link
[]
L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
Periodico socialista fondato 1897.
[]
IL PONTE RIVISTA
Rivista di politica economica e cultura
fondata da Calamandrei
[]
BIBLION EDITORE
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
CRITICA LIBERALE - NON MOLLARE
"NON MOLLARE"
Quindicinale on line di Critica Liberale,
la voce del liberalismo progressista in Italia.





Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017
Associazione Alleanza Giellista
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it
Il sito web www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie alcuni dati personali degli utenti che navigano sul sito web.

In accordo con l'impegno e l'attenzione che poniamo ai dati personali e in accordo agli artt. 13 e 14 del EU GDPR, www.rivoluzionedemocratica.it fornisce informazioni su modalità, finalità, ambito di comunicazione e diffusione dei dati personali e diritti degli utenti.

Titolare del trattamento dei dati personali
La Rivoluzione Democratica
Via Circondaria, 56
55045 - Firenze Italia


Email: info @rivoluzionedemocratica.it
Telefono: 3934324237

Tipi di dati acquisiti
www.rivoluzionedemocratica.it raccoglie dati degli utenti direttamente o tramite terze parti. Le tipologie di dati raccolti sono: dati tecnici di navigazione, dati di utilizzo, email, nome, cognome, numero di telefono, provincia, nazione, cap, città, indirizzo, ragione sociale, stato, cookie e altre varie tipologie di dati. Maggiori dettagli sui dati raccolti vengono forniti nelle sezioni successive di questa stessa informativa.
I dati personali sono forniti deliberatamente dall'utente tramite la compilazione di form, oppure, nel caso di dati di utilizzo, come ad esempio i dati relativi alle statistiche di navigazione, sono raccolti automaticamente navigando sulle pagine di www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati richiesti dai form sono divisi tra obbligatori e facoltativi; su ciascun form saranno indicate distintamente le due tipologie. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati obbligatori, www.rivoluzionedemocratica.it si riserva il diritto di non fornire il servizio. Nel caso in cui l'utente preferisca non comunicare dati facoltativi, il servizio sarà fornito ugualmente da www.rivoluzionedemocratica.it .

www.rivoluzionedemocratica.it utilizza strumenti di statistica per il tracciamento della navigazione degli utenti, l'analisi avviene tramite log. Non utilizza direttamente cookie ma può utilizzare cookie includendo servizi di terzi.

Ciascun utilizzo di cookie viene dettagliato nella Cookie Policy (https://www.rivoluzionedemocratica.it/Informativa-sui-cookies.htm) e successivamente in questa stessa informativa.
L'utente che comunichi, pubblichi, diffonda, condivida o ottenga dati personali di terzi tramite www.rivoluzionedemocratica.it si assume la completa responsabilità degli stessi. L'utente libera il titolare del sito web da qualsiasi responsabilità diretta e verso terzi, garantendo di avere il diritto alla comunicazione, pubblicazione, diffusione degli stessi. www.rivoluzionedemocratica.it non fornisce servizi a minori di 18 anni. In caso di richieste effettuate per minori deve essere il genitore, o chi detiene la patria potestà, a compilare le richieste dati.

Modalità, luoghi e tempi del trattamento dei dati acquisiti
Modalità di trattamento dei dati acquisiti
Il titolare ha progettato un sistema informatico opportuno a garantire misure di sicurezza ritenute adatte ad impedire l'accesso, la divulgazione, la modifica o la cancellazione non autorizzata di dati personali. Lo stesso sistema effettua copie giornaliere, ritenute sufficientemente adeguate in base alla importanza dei dati contenuti.

L'utente ha diritto a ottenere informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate dal titolare per proteggere i dati.

Accessi ai dati oltre al titolare
Hanno accesso ai dati personali raccolti da www.rivoluzionedemocratica.it il personale interno (quale ad esempio amministrativo, commerciale, marketing, legale, amministratori di sistema) e/o soggetti esterni (quali ad esempio fornitori di servizi informatici terzi, webfarm, agenzie di comunicazione, fornitori di servizi complementari). Se necessario tali strutture sono nominate dal titolare responsabili del trattamento.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, l'elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

Comunicazione di eventuali accessi indesiderati al Garante della Privacy
Il suddetto sistema informatico è monitorato e controllato giornalmente da tecnici e sistemisti. Ciò non toglie che, anche se ritenuta possibilità remota, ci possa essere un accesso indesiderato. Nel caso in cui questo si verifichi il titolare si impegna, come da GDPR ad effettuarne comunicazione al Garante della Privacy entro i termini previsti dalla legge.

Luoghi di mantenimento dei dati acquisiti
I dati personali sono mantenuti e trattati nelle sedi operative e amministrative del titolare, nonché nelle webfarm dove risiedono i server che ospitano il sito web www.rivoluzionedemocratica.it, o sui server che ne effettuano le copie di sicurezza. I dati personali dell'utente possono risiedere in Italia, Germania e Olanda, comunque in nazioni della Comunità Europea. I dati personali dell'utente non vengono mai portati o copiati fuori dal territorio europeo.

Tempi di mantenimento dei dati acquisiti
Nel caso di dati acquisiti per fornire un servizio all'utente, (sia per un servizio acquistato che in prova) i dati vengono conservati per 24 mesi successivi al completamento del servizio. Oppure fino a quando non ne venga revocato il consenso.

Nel caso in cui il titolare fosse obbligato a conservare i dati personali in ottemperanza di un obbligo di legge o per ordine di autorità, il titolare può conservare i dati per un tempo maggiore, necessario agli obblighi.

Al termine del periodo di conservazione i dati personali saranno cancellati. Dopo il termine, non sarà più possibile accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione e la portabilità.

Base giuridica del trattamento dei dati acquisiti
Il titolare acquisisce dati personali degli utenti nei casi sotto descritti.
Il trattamento si rende necessario:
- se l'utente ha deliberatamente accettato il trattamento per una o più finalità;
- per fornire un preventivo all'utente;
- per fornire un contratto all'utente;
- per fornire un servizio all'utente;
- perché il titolare possa adempiere ad un obbligo di legge;
- perché il titolare possa adempiere ad un compito di interesse pubblico;
- perché il titolare possa adempiere ad un esercizio di pubblici poteri;
- perché il titolare o terzi possano perseguire i propri legittimi interessi.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulla base giuridica di ciascun trattamento.

Finalità del trattamento dei dati acquisiti
I dati dell'utente sono raccolti dal titolare per le seguenti finalità:

- richiesta informazione da parte dell'utente
- richiesta informazione per servizi
- invio di aggiornamenti
- invio informazioni generiche
- richiesta di contatto da parte dei clienti, per ricevere informazioni

Eventualmente i dati possono essere trattati anche per:
contattare l'utente, statistiche, analisi dei comportamenti degli utenti e registrazione sessioni, visualizzazione contenuti e interazione di applicazioni esterne, protezione dallo spam, gestione dei pagamenti, interazione con social network, pubblicità.

L'utente può richiedere in qualsiasi momento al titolare del trattamento, chiarimenti sulle finalità di ciascun trattamento.

Dettagli specifici sull'acquisizione e uso dei dati personali
Per contattare l'utente
Moduli di contatto
L'utente può compilare il/i moduli di contatto/richiesta informazioni, inserendo i propri dati e acconsentendo al loro uso per rispondere alle richieste di natura indicata nella intestazione del modulo.
Dati personali che potrebbero essere raccolti: CAP, città, cognome, email, indirizzo, nazione, nome, numero di telefono, provincia, ragione sociale.

Per interazione con applicazioni esterne (anche social network)
www.rivoluzionedemocratica.it include nelle sue pagine plugin e/o pulsanti per interagire con i social network e/o applicazioni esterne.
Per quanto riguarda i social network, anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Facebook: Pulsante "Mi piace" e widget sociali
Fornitore del servizio: Facebook, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Facebook
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://www.facebook.com/about/privacy/update)
Cookie utilizzati (https://www.facebook.com/about/privacy/cookies)
Aderente al Privacy Shield

Twitter: Pulsante "Tweet" e widget sociali
Fornitore del servizio: Twitter, Inc.
Finalità del servizio: interazione con il social network Twitter
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://twitter.com/privacy)
Cookie utilizzati (https://help.twitter.com/it/rules-and-policies/twitter-cookies)
Aderente al Privacy Shield

Whatsapp: Pulsante Whatsapp e widget sociali di Whatsapp
Fornitore del servizio: se l'utente risiede nella Regione Europea, WhatsApp Ireland Limited, se l'utente risiede al di fuori della Regione Europea, i Servizi vengono forniti da WhatsApp LLC.
Finalità del servizio: servizi di interazione con Whatsapp.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Irlanda, le informazioni potrebbero essere trasferite o trasmesse o archiviate e trattate negli Stati Uniti o in altri Paesi terzi al di fuori di quello in cui l'utente risiede.
Privacy Policy (https://www.whatsapp.com/legal/privacy-policy-eea)
Aderente al Privacy Shield

Per protezione da spam
Questi servizi acquisiscono dati dagli utenti e tramite varie logiche distinguono il traffico di utenti reali da quello di potenziali minacce di spam.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google reCAPTCHA
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio di protezione da spam
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Cookie utilizzati (https://policies.google.com/technologies/types?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Per statistiche
Questi servizi sono utilizzati dal titolare del trattamento per analizzare il traffico effettuato dagli utenti sul sito web www.rivoluzionedemocratica.it.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google Analytics
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio di analisi web fornito. Questo servizio raccoglie i dati personali dell'utente per monitorare e analizzare l'utilizzo del sito web www.rivoluzionedemocratica.it, generare report e utilizzarli anche per gli altri servizi di Google. Google può usare i dati raccolti per personalizzare i propri annunci pubblicitari.
Dati personali raccolti: cookie, dati di utilizzo
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Opt-Out (https://tools.google.com/dlpage/gaoptout?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Per visualizzare contenuti da siti web esterni
Questi servizi sono utilizzati per visualizzare sulle pagine del sito web contenuti esterni al sito web, con possibilità di interazione.
Anche se l'utente non utilizza il servizio presente sulla pagina web, è possibile che il servizio acquisisca dati di traffico.

I dati acquisiti e l'utilizzo degli stessi da parte di servizi terzi sono regolamentati dalle rispettive Privacy Policy alle quali si prega di fare riferimento.

Google Fonts
Fornitore del servizio: Google, Inc.
Finalità del servizio: servizio per visualizzare caratteri (fonts) esterni sul proprio sito web
Dati personali raccolti: tipologie di dati secondo quanto specificato dalla privacy policy del servizio
Luogo del trattamento: Stati Uniti
Privacy Policy (https://policies.google.com/privacy?hl=it)
Aderente al Privacy Shield

Diritti dell'interessato
L'utente possiede tutti i diritti previsti dall'art. 12 del EU GDPR, il diritto di controllare, modificare e integrare (rettificare), cancellare i propri dati personali accedendo alla propria area riservata. Una volta cancellati tutti i dati, viene chiuso l'account di accesso all'area riservata.

Nello specifico ha il diritto di:
- sapere se il titolare detiene dati personali relativi all'utente (art. 15 Diritto all'accesso);
- modificare o integrare (rettificare) i dati personali inesatti o incompleti (Art. 16 Diritto di rettifica);
- richiedere la cancellazione di uno o parte dei dati personali mantenuti se sussiste uno dei motivi previsti dal GDPR (Diritto alla Cancellazione, 17);
- limitare il trattamento solo a parte dei dati personali, o revocarne completamente il consenso al trattamento, se sussiste uno dei motivi previsti dal Regolamento (Art. 18 Diritto alla limitazione del trattamento);
- ricevere copia di tutti i dati personali in possesso del titolare, in formato di uso comune organizzato, e leggibili anche da dispositivo automatico (Art. 20, Diritto alla Portabilità);
- opporsi in tutto o in parte al trattamento dei dati per finalità di marketing, ad esempio opporsi e ricevere offerte pubblicitarie (art. 21 Diritto di opposizione). Si fa presente agli utenti che possono opporsi al trattamento dei dati utilizzati per scopo pubblicitario, senza fornire alcuna motivazione;
- opporsi al trattamento dei dati in modalità automatica o meno per finalità di profilazione (c.d. Consenso).

Come un utente può esercitare i propri diritti
L'utente può esercitare i propri diritti sopra esposti comunicandone richiesta al titolare del trattamento La Rivoluzione Democratica ai seguenti recapiti: info@rivoluzionedemocratica.it; tel. 3312300680.

La richiesta di esercitare un proprio diritto non ha nessun costo. Il titolare si impegna ad evadere le richieste nel minor tempo possibile, e comunque entro un mese.

L'utente ha il diritto di proporre reclamo all'Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Recapiti: garante@gpdp.it, http://www.gpdp.it (http://www.gpdp.it).

Cookie Policy
Informazioni aggiuntive sul trattamento dei dati
Difesa in giudizio
Nel caso di ricorso al tribunale per abuso da parte dell'utente nell'utilizzo di www.rivoluzionedemocratica.it o dei servizi a esso collegati, il titolare ha la facoltà di rivelare i dati personali dell'utente. È inoltre obbligato a fornire i suddetti dati su richiesta delle autorità pubbliche.

Richiesta di informative specifiche
L'utente ha diritto di richiedere a www.rivoluzionedemocratica.it informative specifiche sui servizi presenti sul sito web e/o la raccolta e l'utilizzo dei dati personali.

Raccolta dati per log di sistema e manutenzione
www.rivoluzionedemocratica.it e/o i servizi di terze parti (se presenti) possono raccogliere i dati personali dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP, sotto forma di log di sistema. La raccolta di questi dati è legata al funzionamento e alla manutenzione del sito web.

Informazioni non contenute in questa policy
L'utente ha diritto di richiedere in ogni momento al titolare del trattamento dei dati le informazioni aggiuntive non presenti in questa Policy riguardanti il trattamento dei dati personali. Il titolare potrà essere contattato tramite gli estremi di contatto.

Supporto per le richieste "Do Not Track"
Le richieste  "Do Not Track" non sono supportate da www.rivoluzionedemocratica.it.
L'utente è invitato a consultare le Privacy Policy dei servizi terzi sopra elencati per scoprire quali supportano questo tipo di richieste.

Modifiche a questa Privacy Policy
Il titolare ha il diritto di modificare questo documento avvisando gli utenti su questa stessa pagina oppure, se previsto, tramite i contatti di cui è in possesso. L'utente è quindi invitato a consultare periodicamente questa pagina. Per conferma sull'effettiva modifica consultare la data di ultima modifica indicata in fondo alla pagina.
Il titolare si occuperà di raccogliere nuovamente il consenso degli utenti nel caso in cui le modifiche a questo documento riguardino trattamenti di dati per i quali è necessario il consenso.

Definizioni e riferimenti legali
Dati personali (o dati, o dati dell'utente)
Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc.

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Dati di utilizzo
Sono dati di utilizzo le informazioni che vengono raccolte in automatico durante la navigazione di www.rivoluzionedemocratica.it, sia da sito web stesso che dalle applicazioni di terzi incluse nel sito. Sono esempi di dati di utilizzo l'indirizzo IP e i dettagli del dispositivo e del browser (compresi la localizzazione geografica) che l'utente utilizza per navigare sul sito, le pagine visualizzate e la durata della permanenza dell'utente sulle singole pagine.

Utente
Il soggetto che fa uso del sito web www.rivoluzionedemocratica.it.
Coincide con l'interessato, salvo dove diversamente specificato.

Interessato
Interessato è la persona fisica al quale si riferiscono i dati personali. Quindi, se un trattamento riguarda, ad esempio, l'indirizzo, il codice fiscale, ecc. di Mario Rossi, questa persona è l'interessato (articolo 4, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Responsabile del trattamento (o responsabile)
Responsabile è la persona fisica o giuridica al quale il titolare affida, anche all'esterno della sua struttura organizzativa, specifici e definiti compiti di gestione e controllo per suo conto del trattamento dei dati (articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue). Il Regolamento medesimo ha introdotto la possibilità che un responsabile possa, a sua volta e secondo determinate condizioni, designare un altro soggetto c.d. "sub-responsabile" (articolo 28, paragrafo 2).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

Titolare del trattamento (o titolare)
Titolare è la persona fisica, l'autorità pubblica, l'impresa, l'ente pubblico o privato, l'associazione, ecc., che adotta le decisioni sugli scopi e sulle modalità del trattamento (articolo 4, paragrafo 1, punto 7), del Regolamento UE 2016/679 (http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue).

Fonte: sito web del Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it).

www.rivoluzionedemocratica.it (o sito web)  
Il sito web mediante il quale sono raccolti e trattati i dati personali degli utenti.

Servizio
Il servizio offerto dal sito web www.rivoluzionedemocratica.it come indicato nei relativi termini.

Comunità Europea (o UE)
Ogni riferimento relativo alla Comunità Europea si estende a tutti gli attuali stati membri dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, salvo dove diversamente specificato.

Cookie
Dati conservati all'interno del dispositivo dell'utente.

Riferimenti legali
La presente informativa è redatta sulla base di molteplici ordinamenti legislativi, inclusi gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679. Questa informativa riguarda esclusivamente www.rivoluzionedemocratica.it, dove non diversamente specificato.

Informativa privacy aggiornata il 14/12/2021 12:28
torna indietro leggi Privacy Policy per www.rivoluzionedemocratica.it  obbligatorio