14 Novembre 2019
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"L´INTERNAZIONALE DUE E MEZZO"

28-03-2019 - STORIE & STORIE
La Seconda Internazionale era stata fondata a Parigi il 14 luglio 1889, nel centenario della Rivoluzione francese, come organo di coordinamento dei partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti, sorti nelle varie nazioni. Ad essa si deve la proclamaziíone del 1° maggio come giornata internazionale dei lavoratori. La Seconda Internazionale riuniva socialisti di tutte le tendenze, ma la dottrina prevalente nel suo ambito era il marxismo ed il partito-guida era il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD). Essa era diretta dall´Ufficio Socialista Internazionale con sede a Bruxelles.
Fra i suoi teorici figuravano Friedrich Engels, Georgij Plechanov, Karl Kautsky, Paul Lafargue, Otto Bauer, Eduard Berstein, Antonio Labriola, Rudolf Hilferding, Rosa Luxemburg, Lenin.
Fine ultimo („programma massimo“) dell´Internazionale era la creazione di una societá senza classi, passando per obiettivi intermedi („programma minimo“), come l´antimilitarismo, il suffragio universale, la legislazione cosciale, la giornata lavorativa di 8 ore.
Nei suoi congressi di Stoccarda (1907) e di Basileia (1912) essa si schiero´ con fermezza contro ogni eventuale guerra. Ma quando la guerra scoppio´ davvero (agosto 1914), i suoi principali partiti (1) attuarono una politica di collaborazione con i rispettivi governi, detta di union sacrée (unione sacra, per la difesa della propria patria) che si concretizzo´ soprattutto votando i crediti di guerra per finanziare le spese militari.
Il duro colpo cosí inflitto all´internazionalismo spacco´ i socialisti fra quelli che si erano fatti travolgere dalla furia bellicista, considerati „la destra“ del movimento operaio internazionale, e quelli che vi si opponevano (2).
Gli antibellicisti non rimasero comunque inattivi e promossero due conferenze internazionali dei socialisti contrari alla guerra: la prima a Zimmerwald (5-8/9/1915) (3) e l´altra a Kienthal (24-30/1916) (4), in Svizzera.
Ma nell´ambito di questi ultimi ben presto pero´ si verifico´ una differenziazione fra coloro che propugnavano una pace immediata e senza annessioni („centristi“), per porre cosí fine alla carneficina che vedeva scannarsi fra loro i lavoratori delle opposte coalizioni in guerra, e quelli che, guidati dal russo Lenin, caldeggiavano la trasformazione della guerra imperialista in guerra civile, in rivoluzione socialista („sinistra“) (5).
Quando, nel novembre 1917, i bolscevichi (la corrente maggioritaria del POSDR) conquistarono il potere nell´ex impero zarista, promossero la costituzione (2-3-1919) di una nuova Internazionale detta Terza Internazionale o Internazionale Comunista (6) (IC) o anche Comintern.
Dopo la guerra anche i socialdemocratici „collaborazionisti“ (o socialisti „di destra“) cercarono di costruire una propria organizzazione. Dopo le conferenze preparatorie di Berna (febbraio 1919), Amsterdam e Lucerna (agosto 1919), col congresso di Ginevra del luglio 1920, per impulso soprattutto del Partito Laburista britannico, rimisero in piedi la Seconda Internazionale.
C´erano, pero´, anche molti socialisti che non si rassegnavano alla spaccatura del movimento socialista che rischiava, come dimostravano le forti polemiche tra le due Internazionali, di diventare irreversibile, con grave pregiudizio degli interessi del proletariato.
Essi non condividevano né il dogmatismo parlamentaristico della Seconda Internazionale né quello rivoluzionaristico della Terza, sempre piú appiattita sugli interessi della Russia Sovietica. Bisognava, invece, considerare le particolaritá politiche di ciascuna realtá nazionale, in quanto non esisteva una sola, ma piú vie per la costruzione del socialismo.
Per iniziativa principalmente dell´austriaco Friedrich Adler (1879-1960) (7), che ne diventerá il leader, dopo una conferenza preparatoria tenutasi a Berna dal 5 al 7 dicembre 1920, dirigenti provenienti da tredici partiti socialisti si riunirono a Vienna tra il 22 e il 27 febbraio 1921 e fondarono l´Unione dei Partiti Socialisti per l´Azione Internazionale (IASP), detta anche Internazionale di Vienna, spregiativamente soprannominata dai comunisti (8) „Internazionale due e mezzo“, in quanto essa si collocava politicamente tra la Seconda e la Terza (9).
Suo scopo dichiarato era quello di superare la frattura politica e organizzativa del movimento operaio e di ristabilire l´unitá del proletariato. Insomma, si voleva in concreto organizzare un congresso comune di tutte e tre le anime del socialismo internazionale che doveva sboccare nella loro successiva riunificazione.
La Conferenza adotto´ in merito una Dichiarazione sui metodi e l´organizzazione della lotta di classe, che – a suo avviso - dovevano essere determinati dalle particolari condizioni economiche, culturali e sociali e dai rapporti di forza esistenti in ogni Paese. Posizioni - come si vede – di puro buon senso, che pero´ non avranno fortuna.

Dei partiti da cui provenivano i partecipanti alla costituzione dell´Internazionale di Vienna i piú importanti erano:

Il Partito Operaio Socialdemocratico d´Austria (SDAPO).
Esso era stato fondato nel 1889 per iniziativa sopratutto di Victor Adler (1852-1918). Lo SDAPO inizialmente aveva appoggiato la dichiarazione di guerra alla Serbia, che aveva dato inizio alla prima guerra mondiale, ma poi si era spostato rapidamente su posizioni pacifiste. Fra i suoi esponenti i piú noti erano Karl Renner (1870-1950), che alla fine della guerra divenne cancelliere e, il 12 novembre 1918, proclamo´ la repubblica, e Otto Bauer (1881-1938), uno dei massimi esponenti della corrente socialista dell´austromarxismo, che alla morte di Victor Adler, divento´ leader indiscusso dei socialisti austriaci.
Altro esponente di spicco fu Friedrich Adler, figlio di Victor, leader della sinistra del partito e direttore del giornale Der Kampf (La Battaglia), divenuto famoso per aver ucciso, il 21 ottobre 1916, il primo ministro austriaco Karl von Sturgkh, da lui ritenuto responsabile del proseguimento della guerra. Condannato prima all´ergastolo e poi a 18 anni di carcere, Adler fu amnistiato dopo la proclamazione della repubblica e divenne vicepresidente del partito socialdemocratico.
Nel febbraio 1934 lo SDAPO sará messo fuorilegge dalla neonata dittatura clerico-fascista di Engelbert Dollfuss (10).

Il Partito Socialdemocratico indipendente di Germania (USPD).
USPD
Quando fu evidente che la direzione maggioritaria di destra dell´SPD, che aveva imposto la votazione dei crediti di guerra nel parlamento tedesco, aveva ormai accantonato i principi basilari su cui era sorto il partito: l´internazionalismo, il pacifismo e la lotta di classe, l´opposizione interna contraria alla guerra, una parte della quale era stata espulsa dal partito nel marzo 1917, si riunì nella conferenza di Gotha del 9 aprile 1917 e decise di costituire un proprio partito, l´ USDP, a cui aderirono i „centristi“ kautskiani, i „revisionisti“ di Bernstein ed anche gli spartachisti (11), che rappresentavano l´estrema sinistra dell´SPD.
Leader del nuovo partito era Huogo Haase (12), ma l´USPD poteva contare anche sull´adesione di grosse personaliá del socialismo tedesco, come Karl Kautsky, Eduard Bernstein, Kurt Eisner, Rudolf Hilferding, Gerog Ledebour, Franz Mehring.
Nel suo congresso dell´ottobre 1920 l´ala sinistra dell´USPD (237 voti) lascio´ il partito e confluí nel Partito Comunista Tedesco; la corrente di „destra“ (156 voti), nel 1922 rientro´ nell´SPD, tranne un piccolo gruppo.

Il Partito Laburista Indipendente (ILP).
Esso era stato fondato nel 1893 con l´obiettivo di perseguire la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e di scambio. Nel 1906 si affilio´ al Partito Laburista (LP) britannico, conservando tuttavia la sua libertá d´azione e continuando la sua attivitá politica. Infatti, di fronte alla prima guerra mondiale, conservo´ la sua posizione pacifista. Dopo la rivoluzione russa rifiuto´ l´adesione alla Terza Internazionale e aderí all´Unione di Vienna, rimanendo però nel Labour Party, come sua ala sinistra. Nel 1932 l´ILP si stacco´ dall´IOS per forrmare, assieme ad altri partiti, il Centro Marxista Rivoluzionario Internazionale. La conseguente rottura col Labour comportò l´inizio del suo declino. Riuscì comunque ad inviare volontari a difesa della Repubblica durante la guerra civile spagnola (13). Dopo la seconda guerra mondiale l´ILP si schiero´ per la decolonizzazione e contro l´armamento nucleare. Nel 1975 si trasformo´in Indipendent Labour Publications, una specie di gruppo di pressione in seno al Labour.

La Sezione Francese dell´Internazionale Operaia (SFIO)
SFIO
La SFIO era scaturita dalla fusione, avvenuta nel 1905, tra il Partito Socialista di Francia (PSDF), che riuniva le correnti più intransigenti del socialismo francese, e il Partito Socialista Francese (PSF), che rappresentava quelle riformiste. Suoi principali esponenti erano Jules Guesde, Paul Lafargue, Edouard Vaillant, Jean Jaurés.
La SFIO prese subito posizione contro il colonialismo e il nazionalismo guerrafondaio, ma allo scoppio, nel 1914, del conflitto mondiale, voto´ i crediti di guerra, nonostante il recente assassinio (31-7-1914) da parte di un nazionalista del suo leader più prestigioso Jean Iaurés, attivissimo pacifista e fautore di uno sciopero generale congiunto franco-tedesco onde impedire lo scoppio del conflitto.
Su posizioni pacifiste si porto´ anche Jean Longuet (1876-1938), leader della minoranza della SFIO attestata su posizioni internazionaliste e che aveva il suo punto di forza nel giornale La Populaire.
Nel dopoguerra ebbe luogo il congresso di Tours (25-30/12/1920), in cui Longuet guidò il “centro marxista”, collocandosi tra la maggioranza favorevole alla trasformazione della SFIO in partito comunista e la minoranza riformista, guidata da Léon Blum, propensa a ricostruire l´organismo socialista. Longuet alla fine decise di rimanere nella vecchia casa. Nel 1921 egli partecipo´alla fondazione della Internazionale di Vienna e nel 1923 al congresso di fusione tra centristi e riformisti da cui sorse l´IOS (14).

Il Partito Socialista Svizzero (PSS).

Il Partito Socialista Svizzero era stato fondato a Berna il 21 ottobre 1888 dalla “Conferenza Operaia Svizzera”, con sede prima a Zurigo e poi a Berna. Nel congresso di Aarau del 1904 esso adotto´ un programma marxista elaborato dal giudice cantonale Otto Lang. In seguito si schiero´ decisamente per il voto alle donne e per una legge elettorale proporzionale. Nel 1917 si rifiuto´ di approvare le spese militari. Nel 1921, avendo il PSS rifiutato le 21 condizioni di Mosca per l´adesione alla Terza Internazionale, l´ala sinistra si scisse e formo´ il partito comunista. Nel 1931 il PSS diventerá il primo partito della Svizzera.
Esponente di spicco fu Robert Grimm, uno dei principali organizzatori delle conferenze di Zimmerwald (1915) e di Kienthal (1916) in cui egli si oppose alla sinistra leninista. Esponente del “centro marxista”, nel 1921 fu uno dei fondatori dell´Internazionale di Vienna.

Il Partito Operaio SocialDemocratico Russo m (POSDR menscevico).
POSDR
Il POSDR era stato fondato col congresso di Minsk del 1898 di unificazione di vari gruppi socialisti russi (15).
Fin dal 1903 si manifestarono al suo interno due anime: quella bolscevica (= maggioritaria), guidata da Lenin, favorevole a un partito formato da “rivoluzionari di professione” e all´opzione rivoluzionaria e quella menscevica (= minoritaria), con leader Martov, fautrice di un partito di massa, sul modello delle socialdemocrazie occidentali, e a uno sviluppo graduale della società e del movimento socialista russi. A partire dal 1912 le due correnti si atteggiarono come due distinti partiti con lo stesso nome (16), fino a quando i bolscevichi, ormai al potere, nel 1918 cambiarono il nome del loro partito in Partito Comunista Russo (b).
Col congresso del 1920 i menscevichi si schierarono contro la dittatura bolscevica. Nel febbraio 1921 il POSDR (m) fu tra i fondatori dell´Internazionale di Vienna. Nel marzo successivo, essendosi schierati per la rivolta dei marinai di Kronstadt, duramente repressa dal governo bolscevico, i menscevichi furono messi fuori legge. Alcuni di loro andarono in esilio e si raggrupparono a Berlino attorno a Martov e al giornale Messaggero socialista. Nel 1933 si spostarono a Parigi e nel 1939 a New York.

Il Partito Socialista Indipendente di Romania, formato da socialisti rivoluzionari in polemica sia col riformismo della Seconda Internazionale che col burocraticismo accentratore della terza.

Successivamente altri partiti si aggiunsero all´Internazionale di Vienna, fra cui:

Il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE).
PSOE
Il PSOE fu fondato il 2 maggio 1879, per impulso principalmente del tipografo Pablo Iglesias (1850-1925), che nel 1886 pubblico´ l´organo del partito El Socialista e nel 1888 fondo´ anche il sindacato UGT (Unione Generale dei Lavoratori), di cui fu presidente fino alla morte. Il PSOE, secondo partito socialista dopo il Partito Socialdemocratico Tedesco, nel 1889 partecipo´alla fondazione della Seconda Internazionale, dove rimase fino alla sua disgregazione in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale.
Fra i suoi esponenti più prestigiosi sono da ricordare Largo Caballero (1869-1946), leader della corrente marxista rivoluzionaria e successore di Iglesia alla testa del PSOE e dell´UGT; Indalecio Prieto (1883-1962), giornalista e leader della corrente moderata; Juan Negrin (1883-1962), professore universitario di fisiologia.
Nel 1919 la Federazione della Gioventé Socialista, che raggruppava l´ala più radicale del partito si scisse e aderì alla Terza Internazionale comunista. Il PSOE, invece, non volle accettare le famose 21 condizioni di Mosca e, nell'aprile 1921, decise di aderire all'Internazionale di Vienna (17).

Il Partito Socialista Rivoluzionario di Russia (PSR)
PSR
Il PSR russo, erede del populismo ottocentesco, nacque nel 1902 dalla fusione di vari gruppi socialisti rivoluzionari locali. Il suo maggior teorico era Viktor Cernov (1873-1952), editore del giornale Russia Rivoluzionaria.
Il PRS ebbe grande seguito nel mondo contadino e inizialmente non disdegno´ il metodo del terrorismo politico. A differenza dei socialdemocratici del POSDR, sia bolscevichi che menscevichi, esso non considerava il marxismo l'ideologia ufficiale del partito e sosteneva che i contadini, più che gli operai dell´industria, erano la classe rivoluzionaria..
Dopo aver avuto un ruolo importante nella fallita rivoluzione del 1905, parteciparono a quella di febbraio del 1917, ma si divisero tra un´ala destra, sostenitrice dei governi provvisori e un´ala sinistra, inizialmente alleata dei bolscevichi.
Alle elezioni dell´Assemblea Costituente i socialisti rivoluzionari ottennero il 57%, ma le loro divisioni e lo scioglimento dell´Assemblea vanificarono il loro successo.
La rottura dei socialrivoluzionari di sinistra coi bolscevichi avvenne nel 1918, in seguito alla firma del trattato di Brest- Litovsk (3-3-1918) tra la Russia sovietica e gli Imperi centrali), dai socialrivoluzionari non condiviso e portò alla loro dispersione, specialmente in seguito all´attentato alla vita di Lenin da parte di Fanja Kaplan (30-8-1918), nonostante la loro infruttuosa opposizione alla dittatura bolscevica.
Nel 1923 Il PSR aderì all'Internazionale di Vienna, assieme alla quale poi confluì nell'IOS, dove opero´ fino al 1940, cioè fino alla dissoluzione dell´organizzazione.

Apice, ma anche fallimento dell´azione dell´Internazionale “due e mezzo” fu l´organizzazione della conferenza di Berlino (2-5/4/1922) alla quale parteciparono rappresentanti delle tre internazionali. Ma le rivalità e le accuse reciproche tra i rappresentanti della Seconda e della Terza Internazionale segnarono la fine di ogni rapporto fra le due e decretarono l´irrealizzabilità di ogni progetto di riunificazione.
Di conseguenza l´Unione di Vienna dovette prendere atto della cruda realtà e rinunciare alla speranza di riunificare tutto il movimento operaio internazionale.
Come logica conseguenza di ciò, essa decise di sciogliersi e di confluire, assieme ai partiti della Seconda internazionale (quella, cioè, fra le altre due, che garantiva la democrazia interna)e di confluire in un nuovo organismo unitario (18). E, in effetti, a partire dal dicembre 1922 l´Internazionale di Vienna e quella di Londra avviarono consultazioni per pervenire a un congresso socialista internazionale. Esso ebbe luogo ad Amburgo (25-5-1923) (19) e si concluse con la costituzione dell´Internazionale Operaia Socialista (IOS), che avrà sede a Londra, dal 1925 a Zurigo e, infine, dal 1935 al 1940 a Bruxelles.

Alcuni partiti e gruppi, pero´, rifiutarono il ricongiungimento coi collaborazionisti nell'IOS.
Essi tennero una prima conferenza a Berlino (20), dal 28 al 30 dicembre 1924, che si concluse con la costituzione di un Ufficio Internazionale d´Informazione dei partiti socialisti rivoluzionari, con sede a Vienna, che si contrapponeva sia all'IOS che al Comintern; una nuova conferenza ebbe luogo, all'inizio del 1926, a Parigi, dalla quale scaturì un Ufficio allargato a nuovi aderenti (21), di cui fu eletta segretaria Angelica Balabanoff e che stabilì a Parigi la sua nuova sede (22). I comunisti definirono questa nuova organizzazione di socialisti di sinistra „l´Internazionale due e tre quarti“.
Gli aderenti al Bureau di Parigi si consideravano i continuatori dell´Internazionale di Vienna e reclamavano l´unità del movimento operaio, specialmente nella lotta contro il fascismo. Ma l´esiguità delle loro forze non consentirà mai loro di poter incidere concretamente sulla realtà.
All'inizio degli anni ´30 il Bureau di Parigi si evolverà nel Centro Marxista Rivoluzionario Internazionale.

Un discorso a parte merita il socialismo italiano:
1 – Il Partito Socialista Italiano (PSI), dopo aver subito, nel gennaio 1921, la scissione comunista, nel suo XIX congresso (Roma, 1-4/10-1922) delibero´ l´espulsione dei riformisti.
2 – Questi ultimi costituiscono, subito dopo il congresso, il Partito Socialista Unitario (PSU), il quale sarà sciolto dal regime fascista (6-11-1925) e si ricostituirà (29-11-1925) col nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), che in esilio a Parigi cambierà ancora nome (18-12-1927) in Partito Socialista Unitario dei Lavoratori Italiani (PSULI).
3 – Il neocostituito PSU aderí all´ Internazionale di Vienna e con questa, dopo in congresso di Amburgo del 1923 all'IOS, di cui divento´ la sezione italiana..
4 – Il PSI invece continuo´ le trattative con l´IC. Ma quando, in occasione del suo XX congresso
(Milano, 15-17/4/1923) Il „Comitato di Difesa Socialista“ (organizzato da Arturo Vella e Pietro Nenni) conquisto´ la maggioranza, fu accantonato ogni discorso di adesione all´IC.
5 – Il PSI, che si era tenuto distante dall´Internazionale di Vienna, quando quest´ultima conflui´
nell´IOS e una minoranza rifiuto´ tale confluenza, il PSI partecipo´, nel dicembre 1924 a Berlino, alla conferenza di quella minoranza, cioè dell´Ufficio Internazionale d´Informazione, in cui vennero stabiliti i principi ispiratori del socialismo rivoluzionario.
6 – Il PSI partecipo´, a Parigi ad una seconda conferenza (inizio 1926) con cui l´Ufficio trasferì la sua sede a Parigi ed elesse, come sua segretaria, Angelica Balabanoff (23).
7 – Nel periodo dell´esilio nello PSI si verifico´ una nuova spaccatura fra i favoreli alla fusione col PSULI (Nenni) e i contrari (Balabanoff). Col convegno di Grenoble (16-3-1930) i due gruppi si separarono definitivamente in due distinti partiti che si chiameranno ambedue PSI.
8 – Il PSI massimalista (PSIm) della Balabanoffo rimase nell´ufficio di Parigi e ne seguí la vicenda.
9 – Il PSI di Nenni col congresso di Parigi (19-20/7/1930) si fuse col PSULI e prese il nome di PSI/IOS. Tale unificazione nell´IOS, naturale per i socialisti del PSULI, che giá ne facevano parte, per quelli del PSI di Nenni fu una necessità realistica per avere il sostegno dei partiti fratelli.

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  1. SPD (Germania), SPO (Austria), SFIO (Francia), Labour Party (Gran Bretagna).
  2. PSI (Italia), PSS (Svizzera), POSDR (Russia) piú minoranze di quasi tutti i partiti.
  3. La delegazione italiana era composta da A. Balabnoff, Lazzari, Modigliani, Morgari, Serrati.
  4. La delegazione italiana era composta da Balabanoff, Dugoni, Lazzari, Modigliani, Morgari, Prampolini, Serrati.
  5. La “sinistra” rivoluzionaria leninista aveva 6 delegati su 38 a Zimmerwald e 19 su 44 a Kienthal.
  6. I bolscevichi avevano adottato il nome „comunista“ per il loro partito (al posto del precedente „socialdemocratico“); nome poi esteso a tutti i partiti che avevano lo stesso orientamento del PCRb e che aderivano all´IC.
  7. Friedrich Adler (1879-1960), fisico, era figlio di Victor, noto esponente del socialismo austriaco. Friedrich divenne leader dell´ala sinistra del Partito Socialdemocratico Austriaco. Nel 1921 fu tra i fondatori dell´Unione di Vienna. Dal 1923 al 1939 fu segretario dell´IOS.
  8. Pare che l´espressione derisoria (1921) sia da attribuire al comunista sovietico Karl Radek (1885-1939).
  9. Illustri esponenti, tutti appartenenti all´area “centrista” del socialismo internazionale, ne erano Karl Kautsky (Germania), amico di Engels, ritenuto il massimo teorico marxista del suo tempo; Otto Bauer (Austria), esponente di primo piano del Partito Socialdemocratico Austriaco, di cui era stato segretario dal 1907 al 1914, e fondatore della rivista teorica Der Kampf (La Battaglia); Jean Longuet (Francia), giornalista, nipote di Karl Marx (figlio di sua figlia Jenny e del comunardo Charles), esponente della sinistra internazionalista della SFIO e direttore del giornale La Populaire; Robert Grimm (Svizzera), prestigioso dirigente del Partito Socialista Svizzero e principale esponente del Movimento di Zimmerwald. Egli, pur in dissenso con le posizioni di Lenin, fu il principale organizzatore del suo viaggio di ritorno (1917) a Pietrogrado.
  10. Alla fine della seconda guerra mondiale i socialisti austriaci ricostruirono il loro partito col nome di Partito Socialista d´Austria (SPO).
  11. La “Lega Spartachista, costituita da socialisti rivoluzionari, contava tra i suoi principali esponenti Karl Lieknecht, Rosa Luxemburg, Leo Jogiches, Paul Levi, Clara Zetkin. Nel congresso del 30-12-1918/1°-1-1919 tale gruppo, staccatosi dall´USPD, fondo´ il Partito Comunista Tedesco.
  12. Hugo Haase (1863-1919), politico e giurista dell´ala revisionista dell´SPD, nel 1897 fu eletto deputato. Nel 1911 divenne presidente (assieme a Bebel) del partito e nel 1912 del suo gruppo parlamentare. Di fronte alla guerra assunse posizioni pacifiste e nel 1917 fu eletto presidente dell´USPD. Durante la rivoluzione tedesca del novembre 1918 formo´ un governo provvisorio assieme al leader dell´SPD Friedrich Ebert, ma, indignato per la dura repressione dei rivoluzionare, alla fine del 1918 lascio´ il governo. Morì il 7-11-1919 per le conseguenze di un attentato (8-10-1919) organizzato da un malato di mente.
  13. Fra di essi lo scrittore George Orwell (1903-1950).
  14. La SFIO proseguirà la sua attività fino al 1969, anno della sua confluenza nel nuovo Partito Socialista.
  15. Non vi poterono partecipare né Lenin, né Martov, allora deportati in Siberia.
  16. POSDR (b) e POSDR (m). Altri importanti esponenti menscevichi, oltre Martov, erano Martynov, Axel´rod e Abramovičh.
  17. Con la vittoria fascista di Franco il PSOE sarà messo fuori legge e i suoi esponenti perseguitati, per cui dovràlimitarsi ad un´attività clandestina. Dopo la morte del dittatore e il ritorno alla democrazia emergeranno nuovi prestigiosi dirigenti come Felipe Gonzáles e José Luis Rodriguez Zapatero che riporteranno il PSOE al governo della Spagna democratica.
  18. Nel settembre 1922, anticipando cosí le decisioni dell´Unione di Vienna, l´USPD tedesca si era riunificata con la SPD e con ciò, di fatto, era uscita dall´organizzazione di Vienna, che ne risulto´ notevolmente indebolita.
  19. Vi erano rappresentati 42 partiti di 30 Paesi, di cui solo due non europei: il Partito Socialista degli USA e la Confederazione Operaia Socialista di Palestina.
  20. Vi parteciparono: la minoranza dell´USPD che si era rifiutata di entrare nell´IOS, i socialisti rivoluzionari russi e lituani, il Partito Socialista Indipendente di Romania, il Bund polacco.
  21. Il Partito Operaio Norvegese e il Partito Socialista Comunista Francese.
  22. Da allora l´Ufficio fu definito anche come il Bureau di Parigi.
  23. Il 15-1-1928 la Balabanoff sará eletta anche segretaria del PSI.


Fonte: di FERDINANDO LEONZIO

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2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
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