25 Giugno 2018
[]

"IL PARADOSSO ISRAELE"

22-05-2018 - STORIE & STORIE
Non c´è altro termine che "paradosso" per definire l´atteggiamento verso Israele che caratterizza non solo il sistema mediatico internazionale ma anche quello di molti Governi occidentali, che pur tuttavia con Israele intrattengono normali rapporti diplomatici.
E´ infatti un unicum nella storia il caso di uno Stato (Israele), nato per volontà largamente maggioritaria dell´ONU e riconosciuto da quasi tutti i Paesi con l´eccezione neppure totale di quelli arabi, di cui, a 70 anni dalla nascita, si continua a contestare non tanto la politica di questo o quel governo ma il suo stesso diritto all´esistenza, la sua legittimità "storica e politica", come ebbe a dirmi un autorevole intellettuale italiano nel corso di una discussione.
E´ tale e tanta la confusione che esiste intorno a Israele che c´è un unico modo per cercare di diradare il fumo delle chiacchere, dei luoghi comuni, degli stereotipi, delle invettive scagliate a caso: quello di ricostruire, in maniera necessariamente sommaria, l´iter storico che porta fino ai nostri giorni, ricordando i momenti fondamentali di questa vicenda. Si rischia così di dire cose banali ma che troppo spesso vengono ignorate.

Lo Stato d´Israele venne proclamato il 14 maggio 1948 in seguito alla Risoluzione n. 181 del 27 novembre 1947 dell´Assemblea Generale dell´ONU, che aveva deliberato la fine del mandato britannico di Palestina e la nascita di due Stati, uno ebraico e uno arabo, e l´internazionalizzazione di Gerusalemme e dell´area circostante. L´approvazione della Risoluzione fu possibile grazie al voto congiunto degli Stai Uniti e dell´Unione Sovietica nonché di buona parte degli Stati che facevano allora parte dell´ONU, con l´eccezione degli Stati arabo-islamici e della Gran Bretagna, che si astenne.
La classe dirigente ebraica - che da decenni aveva già formato in Palestina l´embrione di uno Stato - accettò immediatamente la Risoluzione, che concedeva allo stato ebraico un territorio molto inferiore a quello su cui è nato effettivamente lo Stato d´Israele, e altrettanto immediatamente gli Stati arabi la rifiutarono, non solo ma immediatamente i quattro Stati confinanti (Egitto, Libano, Siria, Transgiordania) e l´Iraq attaccarono il neonato Stato ebraico. La disparità di forze era tale da lasciar pensare a una rapida conclusione della guerra a vantaggio degli Stati arabi ma l´esito fu esattamente l´opposto: gli eserciti arabi furono sconfitti e furono costretti all´inizio del 1949 a firmare un armistizio che definiva quelli che poi sono rimasti fino alla guerra dei Sei giorni i confini tra Israele e Paesi confinanti, confini tuttavia mai riconosciuti ufficialmente perché i cinque Stati arabi rifiutarono di firmare un trattato di pace con lo Stato ebraico.
La conclusione delle ostilità lasciò in mano araba due territori divisi tra loro, la Cisgiordania e la striscia di Gaza. Si poteva pensare che su questi territori sarebbe sorto uno Stato arabo-palestinese, in attesa di sviluppi futuri che potessero consentire, dal punto di vista arabo, l´eliminazione totale della presenza ebraica in quella terra. Ma niente di questo accadde: l´Egitto procedette all´annessione di Gaza e lo steso fece la Transgiordania con la Cisgiordania, mutando in conseguenza il suo nome in Giordania. Niente si modificò fino al 1967: la stessa guerra di Suez del 1956 non modificò l´assetto della regione perché Israele restituì, per decisione dell´ONU, il Sinai che aveva interamente occupato nel corso della guerra, in cambio della smilitarizzazione della penisola e del libero accesso al porto di Eilat attraverso gli stretti di Tiran.

La guerra dei Sei giorni ebbe un ruolo decisivo nella definizione degli equilibri tra Israele e i Paesi arabi: il Presidente egiziano Nasser, alfiere del panarabismo, convinto di aver ormai la forza sufficiente, anche con l´aiuto dell´URSS, per schiacciare Israele e rovesciare così l´esito della guerra del 1948/49, riuscì a convincere Siria e Giordania a unirsi a lui scatenando contro Israele una guerra su tre fronti che avrebbe dovuto polverizzare lo Stato ebraico. Anche in questo caso, per la terza volta le cose andarono in maniera opposta: in appena sei giorni dal 5 all´11 giugno 1967, l´esercito israeliano sconfisse uno dopo l´altro i tre Stati arabi, conquistando di nuovo l´intera penisola del Sinai, oltre a Gaza, le alture del Gola, che dal lato siriano sovrastavano la Galilea, e la Cisgiordania, compresa la Città Vecchia di Gerusalemme, che nel 1948 era rimasta in mano giordana.
Poco dopo la conclusione del conflitto lo Stato d´Israele fece un´offerta agli Stati arabi: propose la restituzione dei territori occupati in cambio del riconoscimento del proprio diritto all´esistenza e la conclusione di un trattato di pace. La risposta degli Stati arabi venne dalla Conferenza di Khartoum del 1° settembre 1967, che fu definita la conferenza dei "tre no": no al riconoscimento di Israele, no alle trattative con Israele, no alla pace con Israele.

Questa situazione rimase immutata nei decenni successivi, né fu modificata dal nuovo attacco egiziano che nell´ottobre 1973 tentò, di nuovo con l´aiuto della Siria, di sorprendere lo Stato ebraico con un nuovo attacco il giorno di Kippur, la più solenne festività ebraica, quando tutte le attività si interrompono. Dopo uno sbandamento iniziale, le truppe israeliane ripresero il controllo e la situazione tornò quella che era stata definita con la guerra dei Sei giorni. A questo punto il nuovo presidente egiziano Sadat si convinse che per il suo Paese era un grave danno tentare di continuare a perseguire l´obiettivo della distruzione di Israele, e nel 1977, con uno spettacolare viaggio a Gerusalemme, pose le basi per la conclusione della pace, che fu firmata due anni dopo. In cambio della pace Israele restituì integralmente il Sinai. Alcuni anni dopo, nel 1994, anche la Giordania accettò di riconoscere lo Stato d´Israele e di firmare con esso la pace, rinunciando a qualsiasi diritto sulla Cisgiordania.


Tuttavia dopo la guerra dei Sei giorni era entrato in scena un nuovo attore, che fino allora non aveva avuto un rilievo significativo, il movimento palestinese, sotto forma di Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidato da Yasser Arafat. Questo movimento assunse subito un carattere terroristico: due furono i suoi principali strumenti di lotta: i dirottamenti aerei a danno di compagnie occidentali, che provocarono centinaia di vittime civili; e gli attentati, sempre contro obiettivi civili, all´interno dello Stato d´Israele: autobus, ristoranti, pizzerie, bar, discoteche e altri luoghi di ritrovo. Anche in questo caso le vittime furono centinaia. Tuttavia questa strategia terroristica, durata più di venti anni, non produsse alcun risultato, e finalmente, nel 1993, sembrò che la dirigenza palestinese avesse accettato realisticamente la situazione riconoscendo l´esistenza dello Stato d´Israele e intavolando con esso trattative di pace che avrebbero dovuto portare alla nascita, accanto allo Stato ebraico, di uno Stato arabo-palestinese. Gli accordi di Oslo del 1993 sembravano aver compiuto un passo decisivo in questa direzione: le principali città della Cisgiordania furono affidata al controllo integrale dell´OLP e fu formata l´Autorità Nazionale Palestinese, presieduta da Arafat, che avrebbe dovuto concludere con Israele una pace definitiva, basata sul principio "due popoli due Stati".
Il momento decisivo della trattativa e del suo fallimento fu costituita dal summit di Camp David del luglio 2000, quando il presidente americano Bill Clinton propose un piano di pace che prevedeva la creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza, con alcune leggere correzioni territoriali per garantire la sicurezza d´Israele, compensate da altri territori in altre aree del Paese. Quando l´accordo sembrava ormai fatto Arafat rifiutò, chiedendo l´applicazione integrale del "principio del ritorno", cioè il diritto di tornare nei territori nei quali si era formato lo Stato d´Israele non solo di tutti coloro che, a causa della guerra del 1948/49, erano fuggiti, ma anche dei loro discendenti che ormai vivevano da decenni in altri Stati arabi o in altre parti del mondo. L´accettazione integrale della richiesta di Arafat avrebbe comportato l´ingresso in Israele di milioni di arabi ed avrebbe snaturato il carattere etnico e identitario dello Stato ebraico, che non poteva perciò accettarla, pur concedendo il "ritorno" ad alcune decine di migliaia di profughi. Il vertice di Camp Dvid l´ultimo serio tentativo di concludere una pace tra Israele e i palestinesi così fallì e riprese con rinnovata virulenza l´intifada, cioè la serie gli attentati sanguinosi contro i civili israeliani, intifada che in realtà che avevo insanguinato le città israeliane anche negli anni ´90, nel corso delle trattative successive agli accordi di Oslo.

Che cosa è cambiato in questi ultimi 18 anni? Apparentemente nulla, poiché i vari tentativi di arrivare a una pace sono tutti falliti per l´intransigenza palestinese. In realtà moltissimo è cambiato nel quadro medio-orientale, con profonde ripercussioni anche nella realtà palestinese.
Il fenomeno che ha caratterizzato il Medio Oriente e non solo negli ultimi 30 anni è stato il processo di re-islamizzazione che ha radicalizzato le posizioni all´interno del modo arabo e non solo, nell´intera galassia islamica. L´evento che ha segnato il tornante della storia del mondo islamico è stata la rivoluzione khomeinista in Iran nel 1979. Da allora il radicalismo islamista, che era sempre stato presente nel mondo islamico e in particolare in quello sunnita sotto la guida dell´organizzazione dei Fratelli musulmani, ha acquistato una nuova virulenza, che ha prodotto fenomeni come quello di Al Qaeda e poi dell´Isis, che si sono proposti l´obiettivo di una guerra totale contro l´Occidente e naturalmente contro Israele. Se le città europee e americane sono state insanguinate dagli attentati di queste organizzazioni terroristiche, tuttavia esse non sono riuscite a conseguire il loro obiettivo di unificare tutto il mondo islamico sotto la loro direzione e sono state, quando hanno voluto darsi un asseetto territoriale, sconfitte sul campo.

Tuttavia il fenomeno del fondamentalismo islamico non è stato sconfitto e ha trovato un alfiere e un punto di riferimento nell´Iran khomeninista. In un processo di crescente radicalizzazione l´Iran si è posto l´obiettivo di riuscire là dove erano stati sconfitti in passato gli Stati arabi e lo stesso movimento palestinese, la distruzione di Israele. La distruzione di Israele è diventato l´obiettivo principale, esplicitamente dichiarato, dell´Iran e su questa base esso è riuscito ad acquistare influenza in numerose aree dove esiste una rilevante presenza sciita come il Libano, l´Iraq, lo Yemen, o dove l´appoggio politico e militare iraniano ha permesso di superare la tradizionale differenziazione tra sciiti e sunniti, come in Siria e a Gaza.
Uno dei paradossi di Israele è quindi costituito dal fatto che, oltre a concludere trattati di pace con l´Egitto e la Giordania, ha stabilito rapporti economici e culturali con molti altri Stati arabi, come il Marocco e la Tunisia, e ha costruito rapporti di fatto con buona parte dei Paesi sunniti della penisola arabica (l´Arabia saudita, il Barhein , gli Emirati del Golfo ecc.), si trova adesso di fronte alla minaccia costituita dall´Iran che ha fatto della distruzione di Israele la sua dottrina ufficiale, ottenendo, come si è detto, su questo obiettivo, il consenso di movimenti sciiti e non che si trovano intorno a Israele: Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, il regime baathista in Siria.

Questo quadro si completa con l´esame delle posizioni assunte dagli altri attori che si trovano fuori del Medio Oriente ma che influenzano profondamente la situazione mediorientale: non solo la Turchia, che persegue da anni un disegno neo-ottomano di riconquista di influenza su tutta l´area mediorientale, ma soprattutto i Paesi europei, la Russia e gli Stati Uniti. Questi ultimi sono passati con il passaggio dall´amministrazione democratica a quella di Trump da una posizione di sostanziale appeasement verso l´Iran e di neutralità verso Israele a una di deciso contenimento verso le pretese egemoniche iraniane e di forte appoggio ad Israele. I Paesi europei (di politica dell´Unione europea non è il caso di parlare) hanno mantenuto una posizione di sostanziale debolezza e di appeasement verso l´Iran, che li ha progressivamente allontanati dagli Stati Uniti.

Il quadro non sarebbe completo se non si tenesse conto della situazione interna di Israele. Sotto il profilo politico, l´aggressività iraniana e l´estremismo di Hamas e in generale della dirigenza palestinese hanno rafforzato le posizioni dei partiti di centro-destra e in particolare quella di Benjamin Netanyahu, ed hanno indebolito il centro-sinistra, condizionato dal permanere di posizioni pacifiste che non trovano più un´eco significativa nell´opinione pubblica israeliana. Appare tuttavia significativo l´emergere id un partito come quello di Yair Lapid ("C´è un futuro") che, con molta forzatura, si potrebbe definire "macroniano".
Ma l´aspetto più rilevante e significativo di Israele è stato negli ultimi anni il suo impetuoso sviluppo nel campo della ricerca scientifica e delle innovazioni tecnologiche, che stanno alla base del suo notevole tasso di sviluppo economico, che supera costantemente il 4 % annuo. Se anche permangono come in tutti i Paesi sviluppati differenze sociali significative, oggi il Paese si ritrova sostanzialmente a vivere una fase di autostima che forse non ha precedenti nella sua tormentata storia e che ha trovato nella celebrazione del suo 70° compleanno il suo momento culminante.


Fonte: di VALENTINO BALDACCI

Link

[]
http://www.avvenirelavoratori.eu
Periodico socialista fondato 1897.
[]
www.ilponterivista.com
Rivista mensile di politica economica e cultura
fondata da Piero Calamandrei.
[]
www.biblionedizioni.it
Biblion Edizioni, storica casa editrice.
[]
www.criticaliberale.it
"NON MOLLARE" - Quindicinale on line di Critica Liberale,da più di quarant´anni la voce del liberalismo progressista in Italia.
Nuova Serie
"La Rivoluzione Democratica"
1, MARZO 2017

Realizzazione siti web www.sitoper.it
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa Privacy
Informativa Privacy
La presente informativa descrive le modalità di gestione del Sito, da Lei ora visitato, di cui è Titolare, il giornale "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA", registrazione al Tribunale di Firenze n°5863 del 17/02/2012 (di seguito, "Giornale" per brevità), che ha come finalità l´informazione critica, la difesa della laicità delle Istituzioni e la diffusione della cultura laica, con sede in Firenze, accessibile al seguente nome di dominio
http://www.rivoluzionedemocratica.it
in riferimento al trattamento dei dati personali dei navigatori che vi accedono e che interagiscono con esso.

Premessa
I considerazione delle modifiche al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito "Codice Privacy"), introdotte recentemente con il D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011, la presente informativa si rivolge alle persone fisiche che, per conto proprio o di associazioni interessate, decidano di accedere al Sito ed interagire con esso ed è resa ai sensi dell´art. 13 del Codice Privacy.
L´informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall´art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001, per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dalle ragioni e finalità del collegamento.
In linea generale, è opportuno precisare che attraverso il Sito vengono effettuate le seguenti tipologie di raccolta dati:
- raccolta necessaria ed automatica dei dati del navigatore inerenti all´interazione con il Sito;
- trattamento correlato alla raccolta di dati, immessi volontariamente dal navigatore, attraverso l´invio di e-mail agli indirizzi indicati per contattare il Titolare (ad esempio, sezioni "Contatti" e "Iscriversi al circolo").

La presente informativa si riferisce unicamente alle operazioni di trattamento effettuate su dati raccolti con le modalità sopra indicate e non si riferisce, quindi, ai trattamenti effettuati tramiti altri siti, a cui l´utente vorrà accedere mediante link dal Sito. Per tali trattamenti dovrà essere fornita, da parte dei rispettivi Titolari, autonoma informativa.
Si precisa, in particolare, che i trattamenti sui dati conferiti accedendo a siti di terzi, raggiungibili mediante i link pubblicati sul Sito, sono effettuati da soggetti diversi dal Giornale.
Premesso che il Giornale non effettuerà alcuna comunicazione dei dati degli utenti a tali soggetti e che ogni iniziativa per entrare in contatto e chiedere informazioni, è rimessa all´esclusiva attività dell´Interessato o del rispettivo Titolare, il giornale non sarà in alcun modo responsabile dei trattamenti che verranno effettuati da parte di tali soggetti, a fronte dell´iniziativa dell´utente medesimo.

1. Finalità del trattamento
1.1 Le operazioni di trattamento di seguito illustrate sono unicamente rivolte alla corretta proposizione ed erogazione dei servizi offerti tramite il presente Sito dal Giornale medesimo per il perseguimento dello scopo associativo. L´Attività on line del Giornale consiste prevalentemente nella pubblicazione di contenuti, caratterizzati da un alto livello qualitativo, sui temi di interesse del Giornale e dei dati personali dei rispettivi autori, aventi con il Giornale rapporti regolari, nonché nello scambio, anche mediante messaggi di posta elettronica, di opinioni e informazioni di varia natura, relative in particolare alla vita e alle attivitàdel Giornale medesimo o ad eventi di rilevanza nel dibattito culturale che il Giornale intende promuovere.
1.2. A tal fine, il Titolare ha predisposto sezioni ad hoc del Sito.
In particolare, nella sezione "Contatti" è presente l´indirizzo e-mail interattivo cui l´Utente può trasmettere i propri dati personali e/o dell´Associazione di appartenenza, al Giornale. Più precisamente, in tale ipotesi il trattamento è finalizzato al mero scambio di informazioni e di contatti, comunque di natura non professionale, inerenti all´attività del Giornale .
In ogni caso, i dati raccolti tramite il presente Sito saranno trattati secondo principi di correttezza, liceità e trasparenza, per la tutela della riservatezza e dei diritti degli interessati, ed unicamente per il perseguimento dello scopo associativo. Negli stessi limiti saranno trattati anche i dati personali che dovessero essere inviati spontaneamente al Giornale dai visitatori del sito anche con modalità off-line (fax, posta, telefono od altro).

2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
torna indietro leggi Informativa Privacy  obbligatorio