25 Ottobre 2020

"DISEGUAGLIANZE E INGIUSTIZIA FISCALE NEGLI USA"

22-09-2020 - STORIE & STORIE
Se fiducia e cooperazione creano la società coesa, senza tasse non c'è né fiducia né cooperazione, non c'è coesione sociale nè prosperità; non c'è una comunità di destino perché bisogna sapere che i sistemi tributari delle democrazie più avanzate funzionano non grazie ai controlli più o meno efficaci ma grazie all'adesione spontanea. Se prevale l'egoismo, l'individualismo metodologico, l'individuo razionale individuato come quello che sa massimizzare il proprio interesse predicato dai neoliberisti negli ultimi 40 anni dopo il trionfo della Scuola di Chicago con l'assegnazione del Premio Nobel a Milton Friedman e l'arrivo della Signora Thatcher in Inghilterra e di Ronald Reagan negli USA i sistemi tributari vengono manipolati ad arte non solo per ridurne il gettito ma anche per favorire i più ricchi. Sono gli anni che hanno consentito il trionfo dell'ingiustizia fiscale e della negazione della democrazia di cui parlano Emmanuel Saez e Gabriel Zucman nel loro libro: The Triumph of injustice. How the rich dodge taxes and how to make them pay, W. W. Norton & Company, 2019.
Seguendo la loro introduzione, il primo contributo del libro è quello di raccontare, per filo e per segno, la grande trasformazione – non quella di Karl Polanyi 1944 – ma quella del sistema tributario USA e di altri paesi che ne hanno seguito il modello passando da imposte con aliquote marginali molto elevate nell'ordine dell'80-90% delle imposte sul reddito a imposte personali con aliquote proporzionali o addirittura regressive per i più ricchi con aliquote massime nell'ordine del 42-43% in pratica dimezzate. Per dimostrare la loro tesi i due economisti si avvalgono di un data-base di oltre un secolo di statistiche che coprono abbondantemente l'introduzione dell'imposta personale sul reddito introdotta negli USA nel 1913.
Con il secondo contributo, mettono in evidenza che nel 1970 i ricchi americani – considerate tutte le imposte – pagavano più del 50% (aliquota media effettiva) del loro reddito equivalente al doppio di quello che pagava la classe lavoratrice. Nel 2018 dopo la riforma fiscale di Trump e, per la prima volta in cento anni, i miliardari americani pagano meno dei lavoratori metalmeccanici, insegnanti e pensionati. Gli Autori sostengono che di per sé la drastica riduzione delle tasse che si è verificata negli ultimi 40-50 anni non dipende – come alcuni propalano – dalla globalizzazione. Questa di per se non impedisce di tassare i ricchi all'interno dei diversi paesi e, se così, la buona notizia è che ci sono le condizioni per ridurre l'ingiustizia fiscale e gli Autori indicano alcuni modi per farlo.
Il terzo contributo consiste nel mettere a disposizione di tutti un sito web denominato www.taxjusticenow.org nel quale gli esperti potranno controllare le simulazioni operate dagli Autori e farne di proprie con i dati disponili. Lo scopo fondamentale del sito è quello di riempire di dati fattuali le chiacchiere di quanti, sia a sinistra che al centro, ragionano in termini vaghi e aiutarli a costruire un sistema tributario per il XXI secolo e fare tornare gli USA un faro di giustizia tributaria come lo è stato negli anni 30-70 del secolo scorso.
Saez e Zucman suddividono i contribuenti americani in tre classi sociali: 1) la classe lavoratrice, ossia, quelli che stanno nel 50% più basso dei redditi e in media guadagnano 18.500 $ all'anno – si tratta di 122 milioni di persone che percepiscono un reddito pari a circa un quarto della media nazionale (75 mila dollari) ; 2) segue la classe media che annovera 100 milioni di adulti (40% del totale) e guadagna 75 mila dollari casualmente pari alla media nazionale; nonostante che a livello internazionale si parli di impoverimento della classe media, quella americana resta ancora una di quelle più prospere; 3) in cima alla piramide c'è il 10% dei contribuenti che Saez e Zucman distinguono in upper middle class (22 milioni=9%) e l'1% più ricco pari a 2,4 milioni di contribuenti. Il reddito medio dei primi si ragguaglia a 220 mila dollari quello dei secondi a 1,5 milioni in media annuale. Il che significa che, in media, i più ricchi denunciano un reddito imponibile 81 volte più grande della classe lavoratrice prima delle tasse e dei trasferimenti. Si tratta di dato che ovviamente nasconde differenze molto più divaricate se si tiene conto che i redditi dichiarati dai più ricchi sono molto diversi da quelli effettivamente guadagnati e goduti. Secondo Saez e Zucman il risultato è che il sistema tributario nordamericano non è democratico ma plutocratico.
Conviene riprendere un secondo calcolo che i due economisti fanno dividendo l'ultimo decile in gruppi più piccoli sino ad arrivare ai 400 americani più ricchi e calcolando quanto pagano di imposte. Contro ogni aspettativa della gente comune, viene fuori che l'aliquota media effettiva dell'imposta sul reddito è pari al 28% ma le tre principali classi sociali pagano tra il 20 e il 25%. Includendo quello che paga la upper middle class la media si stabilizza attorno al 28% mentre i 400 americani più ricchi pagano solo il 23% confermando quello che i giornali riportano ormai da diversi decenni secondo cui i miliardari come Zucherberg e Buffett pagano meno imposte sul reddito degli insegnanti e/o delle loro segretarie. All'ingrosso questo succede perché la maggior parte dei loro redditi di capitale godono di agevolazioni, regimi sostituivi, aliquote ridotte per non parlare di forme diverse più o meno sofisticate di elusione, erosione ed evasione diretta. Sulla base di questa analisi essenziale Saez e Zucman concludono che l'imposta diretta sul reddito è una grande flat tax, ossia, è progressiva per i redditi più bassi e quelli intermedi e regressiva per i più ricchi. Leggendo il libro troverete non solo molti più numeri di quelli citati ma anche molti grafici che rendono molto più chiare le dinamiche degli ultimi decenni.
Come abbiamo visto sopra, l'imposta personale sul reddito è arrivata piuttosto tardi negli USA (1913) ma le imposte sul patrimonio risalgono al 17mo secolo. Tassavano ogni forma di ricchezza gioielli inclusi con aliquote basse per lo più proporzionali ma i metodi di accertamento non erano omogenei o applicati con lo stesso rigore nei diversi Stati. C'erano forti differenze tra Massachusetts e la Virginia, tuttavia il principio era mantenuto ad un tempo con il supremo primato della proprietà privata. Molto interessanti i dati più recenti del gettito delle imposte di successione e dei trasferimenti inter vivos che ancora nei primi anni 70 del secolo scorso producevano un gettito pari allo 0,20% del patrimonio netto delle famiglie. Dal 2010 raramente il gettito di dette imposte ha raggiunto lo 0,03-0,04% all'anno a causa dell'innalzamento delle quote esenti e alla riduzione dell'aliquota massima dal 77% nel 1976 al 40% di oggi ma soprattutto a causa del crollo degli accertamenti. Affermano Saez e Zucman: “sembrerebbe che in America o non ci sono ricchi oppure se ci sono non muoiono mai”. Lo stesso posso dire per l'Italia.
A partire dagli anni 80 è iniziata la commercializzazione della sovranità dello Stato e la rifioritura dei paradisi fiscali. Assistiamo al trionfo della concorrenza fiscale che viene utilizzata strumentalmente per “affamare la bestia”, ossia, facendo venire meno le entrate nella speranza che i governi taglino la spesa pubblica. In fatto molti di questi tentativi sono falliti in diversi paesi e il risultato è stato un aumento del debito pubblico i cui interessi sono tassati con aliquote di favore quando non esentati del tutto. Il debito pubblico viene per lo più sottoscritto dai ricchi e questo meccanismo perverso va ad alimentare le rendite finanziarie e la crescita delle disuguaglianze. Ipocritamente alla concorrenza fiscale non si oppone alcun serio tentativo di tornare all'armonizzazione fiscale neanche all'interno dell'UE e/o coordinamento a livello internazionale. All'OCSE si studiano e si producono buoni documenti anche in materia di erosione e armonizzazione delle basi imponibili delle imposte sulle società, trasferimento dei profitti in paesi a bassa fiscalità, ecc. ma non si parla di armonizzare le aliquote d'imposta. In fatto le organizzazioni internazionali specializzate delle Nazioni Unite non fanno niente per combattere i paradisi fiscali. In fatto appoggiano o proteggono le forze non democratiche dietro di essi.
Si è giunti a questo punto anche perché, nel tempo, si sono ridotte le risorse economiche e umane qualificate allo IRS (Internal Revenue Service) per fare i controlli. A questo riguardo, i due economisti propongono a public protection bureau, alias, una sorta di autorità amministrativa indipendente (AAI) per mettere al riparo lo IRS dalle pressioni politiche del Presidente o delle maggioranze del Congresso. Secondo me, la proposta è debole e illusoria e non mi sembra possa risultare efficiente ed efficace. Anche negli USA c'è un'ampia letteratura sul come dette AAI vengono catturate dai soggetti che dovrebbero controllare. Robert Reich ministro del lavoro con Clinton (primo mandato) sostiene che Wall Street è in grado di influire in maniera determinante sulle elezioni dei Presidenti e di molti parlamentari dei due principali partiti politici. Che cosa fare allora? Bisogna informare meglio l'opinione pubblica e sperare in una sua reazione. In Italia c'è stata una significativa reazione avverso gli evasori alla fine degli anni 70 tanto che fu istituito un corpo speciale di ispettori tributari poi lentamente trasformato in mero organo di consulenza e, quindi, sciolto. Negli USA più recentemente c'è stato il movimento Occupy Wall Street. Siamo il 99% a partire dal settembre 2011 che denunciava la forte crescita delle disuguaglianze, la finanziarizzazione dell'economia a danno di quella produttiva e la concentrazione della ricchezza sull'1%, ma il suo appello non è stato accolto dai governanti nordamericani. Vedi al riguardo il libro di Noam Chomsky, Siamo il 99%, Cronachenottetempo editore, luglio 212.
I super ricchi avvalendosi di qualificate consulenze sanno sfruttare tutte le scappatoie e i buchi neri che le legislazioni fiscali lasciano aperti ed organizzano i loro affari in modo da percepire e dichiarare redditi imponibili bassi mentre fanno aumentare i loro patrimoni. E' rimasto inascoltato il monito storico di James Madison uno dei più intelligenti e attivi padri della Costituzione degli Stati Uniti secondo cui l'obiettivo dei partiti doveva essere quello di combattere il male: 1) stabilendo l'uguaglianza tra tutti; 2) impedendo ai pochi di fare aumentare le disuguaglianze per via di smodate e immeritate accumulazioni di ricchezze. Madison aggiungeva che una forte concentrazione della ricchezza è per la democrazia così velenosa come la guerra. Per dimostrare che queste considerazioni non sono elaborazioni teoriche di benpensanti, i due economisti di Berkeley citano tre fatti. Il primo è che per via dell'assistenza sanitaria non universale finanziate a mezzo di assicurazioni private, in questi ultimi decenni, si è registrato negli USA un calo dell'aspettativa di vita; i ricchi vivono più a lungo mentre i poveri muoiono più giovani. Il secondo fatto riguarda i conti della sanità USA. Il paese spende il 20% del PIL per un sistema che ancora lascia il 14% della popolazione senza copertura. Negli altri paesi avanzati si spende il 10% o giù di lì. I datori di lavoro formalmente pagano i premi di assicurazione per i loro dipendenti ma per essi sono un costo del lavoro che abbassa la possibilità di alzare i salari. Per un lavoratore che guadagna 40 mila dollari l'anno il premio ammonta a 12 mila dollari pari al 23% del salario lordo. Il premio di assicurazione è proporzionale sino ad un certo livello e si traduce in una poll tax. Se gli USA riuscissero a portare la spesa sanitaria a livello dei paesi europei un lavoratore del 50% con redditi più bassi ne riceverebbe un vantaggio pari a 7.500 dollari.
Il terzo fatto è che, se i ricchi accumulano grandi patrimoni e dichiarano redditi relativamente molto bassi, tornare ad aliquote marginali massime come nei 40 anni successivi alla II guerra mondiale non basterebbe a raccogliere il gettito necessario per un welfare universale in grado di combattere efficacemente le disuguaglianze. Perché negli USA e nella UE non siamo riusciti a farlo? Perché in questi Paesi è prevalsa l'opinione – non priva di qualche fondamento teorico – secondo cui non servono le imposte progressive né sul reddito né sul patrimonio netto se l'operatore pubblico riesce ad aiutare i più bisognosi con la spesa pubblica. Anche il FMI e la Banca Mondiale seguono questa linea di politica redistributiva in Africa e in Asia ma Saez e Zucman sostengono – secondo me a ragione – che detta linea non produce sviluppo e non aumenta la fiducia nelle istituzioni e nei governi. La questione non è teorica ma pratica. Detta linea è fallita negli USA dove il welfare non è universale ma è fallita anche in quei paesi europei che notoriamente hanno un welfare più avanzato ma non assicurano il pieno impiego e, quindi, hanno larghe fasce di disoccupati, inattivi e working poor. Da qui le proposte di basic income e/o di reddito di cittadinanza.
PQM Saez e Zucman ritengono che l'imposta personale e progressiva sul patrimonio netto è la maniera più appropriata di tassare i più ricchi – ovviamente non solo con essa. La concorrenza fiscale, la piena libertà dei movimenti di capitale nel mondo globalizzato non sono leggi di natura, sono frutto di decisioni legislative che possono essere abrogate, modificate o meglio coordinate e regolamentate. La decisione spetta a noi tutti.




Fonte: di VINCENZO RUSSO

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa
Informativa Privacy
La presente informativa descrive le modalità di gestione del Sito, da Lei ora visitato, di cui è Titolare, il giornale "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA", registrazione al Tribunale di Firenze n°5863 del 17/02/2012 (di seguito, "Giornale" per brevità), che ha come finalità l´informazione critica, la difesa della laicità delle Istituzioni e la diffusione della cultura laica, con sede in Firenze, accessibile al seguente nome di dominio
http://www.rivoluzionedemocratica.it
in riferimento al trattamento dei dati personali dei navigatori che vi accedono e che interagiscono con esso.

Premessa
I considerazione delle modifiche al D. Lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito "Codice Privacy"), introdotte recentemente con il D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011, la presente informativa si rivolge alle persone fisiche che, per conto proprio o di associazioni interessate, decidano di accedere al Sito ed interagire con esso ed è resa ai sensi dell´art. 13 del Codice Privacy.
L´informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le autorità europee per la protezione dei dati personali, riunite nel Gruppo istituito dall´art. 29 della direttiva n. 95/46/CE, hanno adottato il 17 maggio 2001, per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali on-line, e, in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dalle ragioni e finalità del collegamento.
In linea generale, è opportuno precisare che attraverso il Sito vengono effettuate le seguenti tipologie di raccolta dati:
- raccolta necessaria ed automatica dei dati del navigatore inerenti all´interazione con il Sito;
- trattamento correlato alla raccolta di dati, immessi volontariamente dal navigatore, attraverso l´invio di e-mail agli indirizzi indicati per contattare il Titolare (ad esempio, sezioni "Contatti" e "Iscriversi al circolo").

La presente informativa si riferisce unicamente alle operazioni di trattamento effettuate su dati raccolti con le modalità sopra indicate e non si riferisce, quindi, ai trattamenti effettuati tramiti altri siti, a cui l´utente vorrà accedere mediante link dal Sito. Per tali trattamenti dovrà essere fornita, da parte dei rispettivi Titolari, autonoma informativa.
Si precisa, in particolare, che i trattamenti sui dati conferiti accedendo a siti di terzi, raggiungibili mediante i link pubblicati sul Sito, sono effettuati da soggetti diversi dal Giornale.
Premesso che il Giornale non effettuerà alcuna comunicazione dei dati degli utenti a tali soggetti e che ogni iniziativa per entrare in contatto e chiedere informazioni, è rimessa all´esclusiva attività dell´Interessato o del rispettivo Titolare, il giornale non sarà in alcun modo responsabile dei trattamenti che verranno effettuati da parte di tali soggetti, a fronte dell´iniziativa dell´utente medesimo.

1. Finalità del trattamento
1.1 Le operazioni di trattamento di seguito illustrate sono unicamente rivolte alla corretta proposizione ed erogazione dei servizi offerti tramite il presente Sito dal Giornale medesimo per il perseguimento dello scopo associativo. L´Attività on line del Giornale consiste prevalentemente nella pubblicazione di contenuti, caratterizzati da un alto livello qualitativo, sui temi di interesse del Giornale e dei dati personali dei rispettivi autori, aventi con il Giornale rapporti regolari, nonché nello scambio, anche mediante messaggi di posta elettronica, di opinioni e informazioni di varia natura, relative in particolare alla vita e alle attivitàdel Giornale medesimo o ad eventi di rilevanza nel dibattito culturale che il Giornale intende promuovere.
1.2. A tal fine, il Titolare ha predisposto sezioni ad hoc del Sito.
In particolare, nella sezione "Contatti" è presente l´indirizzo e-mail interattivo cui l´Utente può trasmettere i propri dati personali e/o dell´Associazione di appartenenza, al Giornale. Più precisamente, in tale ipotesi il trattamento è finalizzato al mero scambio di informazioni e di contatti, comunque di natura non professionale, inerenti all´attività del Giornale .
In ogni caso, i dati raccolti tramite il presente Sito saranno trattati secondo principi di correttezza, liceità e trasparenza, per la tutela della riservatezza e dei diritti degli interessati, ed unicamente per il perseguimento dello scopo associativo. Negli stessi limiti saranno trattati anche i dati personali che dovessero essere inviati spontaneamente al Giornale dai visitatori del sito anche con modalità off-line (fax, posta, telefono od altro).

2. Tipi di dati trattati
2.1 - Dati di navigazione I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento di questo Sito registrano, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui acquisizione avviene in modo automatico e inevitabile, qualora si utilizzino i protocolli di comunicazione di Internet. Sono dati che, pur non essendo reperiti con lo scopo specifico di identificare i rispettivi Interessati, ben potrebbero, a causa delle loro stesse caratteristiche, essere associati a banche dati di terzi e così consentire l´individuazione degli utenti. Appartengono a questa categoria di dati, ad esempio, gli indirizzi IP o i nomi a dominio degli elaboratori utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l´orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all´ambiente informatico dell´utente. Questi dati vengono utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull´uso del Sito e per controllarne il corretto funzionamento, e vengono cancellati immediatamente dopo l´elaborazione.
Si precisa che i dati di navigazione potrebbero essere usati per l´accertamento di responsabilità in caso di eventuali reati informatici ai danni del Sito, conformemente alle procedure vigenti presso le Autorità competenti.
2.2 Meccanismi automatici di raccolta
In conformità a quanto previsto nel Provvedimento del Garante n. 229 dell´8.5.2014, si informa che in questo Sito non si utilizzano "cookies persistenti", trojans, spywares, web bugs, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti (cookies di profilazione), ma soltanto cookies cosiddetti "tecnici", di navigazione, di sessione o di funzionalità.
L´uso di c.d. "cookies di sessione" (che non vengono registrati in modo persistente sull´elaboratore dell´utente e svaniscono con la chiusura del browser) è unicamente finalizzato a rendere l´esplorazione del Sito sicura ed efficiente.
I c.d. cookies di sessione, utilizzati in questo sito, evitano il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti e non consentono l´acquisizione di dati personali identificativi dell´utente I cookies "analitici" vengono utilizzati dalla società ShinyStat per effettuare trattamenti in forma aggregata ed anonima, per i quali si fornisce l´informativa generale ed il modulo per esercitare l´opt-out tramite i link qui sotto:
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/informativa_privacy_generale_free.html
- ShinyStat http://www.shinystat.com/it/opt-out_free.html
- Facebook http://www.facebook.com/policy.php
- Twitter http://twitter.com/privacy
- Google+, Google Maps e YouTube https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/
- Vimeo https://vimeo.com/cookie_policy
2.3 Si precisa, per completezza, che i dati personali - una volta resi anonimi - potranno essere utilizzati per elaborare statistiche o per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti. In ogni caso, la raccolta e il trattamento dei dati personali degli utenti non saranno finalizzati ad attività di marketing, di informazione commerciale e/o di indagini di mercato.

3. Tipologia di dati
3.1 Il trattamento dei dati effettuati tramite il presente Sito avrà prevalentemente ad oggetto dati comuni.
Tuttavia, in considerazione della natura del Giornale, il trattamento, inoltre, potrà riguardare anche i dati personali idonei a rivelare le convinzioni religiose e/o le opinioni politiche degli utenti e/o degli Associati, e/o dei soggetti che - in relazione allo scopo associativo - hanno contatti regolari con il Giornale. In ogni caso, tramite il presente Sito non saranno trattati dati inerenti alla salute. Pertanto, La invitiamo a non comunicarci dati personali attinenti al Suo stato di salute e alla Sua vita sessuale, ai sensi dell´art. 26 del Codice. In presenza di tali dati, il Giornale procederà alla tempestiva distruzione del relativo messaggio e/o comunicazione da Lei eventualmente fornita.
3.2 Il trattamento dei dati si svolgerà in conformità della vigente Autorizzazione Generale del Garante per la protezione dei dati personali n. 3/2011 e successive .
3.3 Il conferimento dei dati è in ogni caso facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei dati relativamente ad alcune sezioni del Sito e, più precisamente, in relazione alla Sezione "Contatti" comporterà l´impossibilità, per l´Associazione, di fornire il relativo servizio.

4. Modalità di trattamento
4.1 Il medesimo sarà effettuato prevalentemente con l´ausilio di mezzi informatici e telematici ma anche manualmente. I dati infatti potranno essere conservati sia in archivi cartacei sia in archivi elettronici, in modo da consentire, laddove necessario, l´individuazione e la selezione di dati aggregati, per il tempo non eccedente la durata e le necessità del trattamento.
4.2 Il trattamento sarà effettuato direttamente dall´organizzazione del Titolare, con l´ausilio dei propri incaricati e/o responsabili del trattamento. Potranno avere accesso ai dati per il perseguimento delle finalità di cui al punto 1, nell´ambito delle rispettive funzioni o mansioni e, in ogni caso, secondo le modalità e nei limiti di cui ai rispettivi atti di nomina a Responsabile o a Incaricato, oltre al Coordinatore/Coordinatrice, al Tesoriere e al Responsabile per la gestione delle istanze ex art. 7 Codice, eventuali società di servizi esterne nominate responsabili del trattamento ai sensi e per gli effetti dell´art. 29 del Codice.
4.3. Infine, si informa l´utente che l´eventuale trasmissione di dati tramite Internet non può raggiungere livelli di sicurezza assoluti. E´ onere dell´utente verificare la correttezza dei dati personali che lo riguardano ed eventualmente procedere alla rettifica, aggiornamento o, comunque, modifica dei dati nel corso del trattamento. Il Titolare non può considerarsi tenuto ad altra prestazione oltre alla puntuale e corretta applicazione degli standard di sicurezza imposti dalla normativa in vigore, con particolare riferimento all´adozione delle misure di sicurezza in conformità di quanto previsto dagli artt. 33-36 del Codice e dal Disciplinare Tecnico di cui all´Allegato B.

5. Conservazione dei dati - durata e aggiornamento
5.1 A seguito di controlli periodici,il Giornale verificherà la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati raccolti rispetto agli obblighi ed alle finalità del trattamento posto in essere, per quanto riguarda i dati che rivelano le opinioni e le intime convinzioni.
5.2 Ad eccezione dei dati di navigazione che non vengono conservati oltre una settimana dalla raccolta, gli altri dati verranno conservati in coerenza con lo scopo per il quale sono stati conferiti e comunque nel rispetto della normativa vigente.
5.3 Nel rispetto di quanto previsto dall´art. 11, co. 1, lett. c) Codice, i dati personali saranno aggiornati in seguito alla segnalazione dell´Interessato, in congruità con quanto previsto dall´art. 7, co. 3, lett. a) Codice.

6. Comunicazione e diffusione
6.1 il Giornale non procederà alla comunicazione diretta a terzi dei dati personali raccolti tramite il sito.
6.2 I dati relativi alla navigazione non verranno, in nessun caso, diffusi o comunicati. E´ fatta salva la eventuale comunicazione alle Autorità competenti in relazione alle attività necessarie all´accertamento e alla repressione dei reati.
6.3 I dati personali forniti dagli utenti, che inoltrano richieste di informazioni ai diversi indirizzi di posta elettronica presenti sul Sito, non sono comunicati a terzi.
6.4 Nell´ambito delle finalità indicate nella presente informativa, qualora sia necessario comunicare i dati a soggetti diversi dal Titolare, quest´ultimo provvederà alla designazione degli stessi quali Responsabili del trattamento.

7. Diritti dell´Interessato
7.1 Al Titolare del trattamento potranno essere inoltrate le richieste di cui all´art. 7 del Codice "Diritti dell´interessato", ossia, in particolare il diritto di:
- ottenere dal Titolare la conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile;
- conoscere l´origine dei dati, la logica e le finalità su cui si basa il loro trattamento;
- conoscere gli estremi identificativi dei Responsabili del trattamento e delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati;
- ottenere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge, come l´aggiornamento, la rettificazione o, qualora l´interessato vi abbia interesse, l´integrazione dei dati medesimi;
- opporsi in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
- opporsi in tutto o in parte al trattamento previsto ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario.
Qualora, a seguito della richiesta di cui all´art. 7 del Codice non risulti confermata l´esistenza di dati che riguardano l´Interessato, potrà essere richiesto a quest´ultimo un contributo spese, comunque non superiore a Euro 10,00.

Le richieste dovranno essere rivolte ai Direttori del Giornale, Responsabili per le richieste ex art. 7, al seguente indirizzo e-mail:
info@rivoluzionedemocratica.it

Si prega di indicare nell´oggetto della comunicazione: "Richiesta ex art. 7 D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali".

8. Titolare ed elenco dei Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento dei dati è il giornale on line "LA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA" con sede a FIRENZE, mail: info@rivoluzionedemocratica.it
L´elenco aggiornato contenente i nominativi e i recapiti dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.
torna indietro leggi Informativa  obbligatorio