La morte di Emma Bonino ha suscitato un sincero dolore. Un sentimento che ci appartiene ed è lontano mille miglia dalla retorica cui gli italiani accorrono in simili occasioni. Tenendoci lontani da quanto ha lacerato il mondo radicale e, quindi, se avesse ragione Pannella o Bonino, non possiamo non osservare che, mentre in lui- Pannella - veniva prima della causa per cui in quel momento si batteva, così non era per lei poiché per Bonino era l'opposto.
Oltre a essere una persona intelligente e sinceramente democratica, Bonino ha dimostrato cosa significhi onorare la politica; ossia, l'impegno, la forza delle idee, il non avere paura di combattere le battaglie ritenute giuste al di là del numero dei combattenti a disposizione, consapevole che occorresse costruire il movimento, attivarlo, saperlo guidare dalla piazza fino al Parlamento. Emma Bonino esprimeva questa qualità nel fare politica poiché era soggetto, in modo pieno e convincente, sia della piazza che delle istituzioni. Da Commissario europeo come da ministro, Emma Bonino ha assolto il proprio compito in modo serio e ben al di sopra dei tanti altri che giravano per le sue stesse stanze. Inoltre, a fronte di tanti “europeisti per caso” ella lo era veramente; cosciente del “valore” fondante che l'Europa ha per la Civiltà. Quella che Sandro Pertini definì, appena eletta alla Camera, “il monello di Montecitorio”, si è dimostrata una forte personalità politica; una donna, la storia ce lo dice, che ha profondamente inciso e cambiato la realtà e la mentalità di questo Paese. E' stata una politica vera.
L'ultima lezione, se così si può dire, impartita all'Italia della politica si evidenzia proprio nel momento in cui ci ha lasciati. Donna di minoranza assoluta eppure, per la forza delle idee e la capacità di fare politica sui problemi seri alla base del Paese, magari armata solo di un panchetto e di un banchetto, mai stancandosi di ragionare, senza supporti sostanziosi alle spalle, insieme ad altri pochi compagni e compagne, ha dimostrato come si onora la politica non in quanto potere, bensì strumento per governare grandi questioni collettive. E governarle senza odio, con metodo pacifico e democratico, fedele alle istituzioni della Repubblica.
Onore a Emma Bonino, espressione di un'altra Italia; ci ha lasciati mentre, quella di sempre e forse, anche un po' peggio, starnazza incurante del futuro nella bramosia del potere.
La sua vita ha onorato la politica e, in una oramai lunga stagione di crisi, a fronte delle disillusioni, delle delusioni, delle difficoltà del popolo democratico nell'attivarsi per ricostruire la “politica democratica”, da Emma Bonino ci viene una testimonianza civile e civica al contempo. In altri termini, detto in modo un po' spiccio, che gli uomini – ossia l'umanità – appartiene a se stessa e ci si deve opporre, sempre, a che l'uomo sia derubato della propria umanità e della propria libertà morale e concreta; che, anche quando non si vede l'orizzonte. non si molli e si lotti come si può e per quanto si può, in primo luogo per dignità verso se stessi.
Diceva di aver rimproverato più volte Pannella per l'uso della frase latina “Spes contra spem”: non capiva cosa volesse dire. Non lo avrà capito, va bene. Ci permettiamo, tuttavia, di dire che tutta la sua vita è stata all'insegna della “Spes contra spem”, ossia dello sperare contro ogni speranza per valorizzare le persone e credere nella loro dignità.