KENNETH KAUNDA

20-07-2026 -

di Ferdinando Leonzio

Il socialismo democratico africano era solo una delle tante clausole nello Statuto del nostro partito prima dell'indipendenza, mentre nello Statuto success1vo all'indipendenza è diventato l'obiettivo principale. È naturale perciò che il conseguimento di una società socialista sia il punto cardinale di tutti i nostri pensieri e della nostra azione.

(Kenneth Kaunda)

Il territorio oggi costituente la Repubblica dello Zambia, con capitale Lusaka, si trova nell'Africa meridionale ed é situato tra le ex colonie portoghesi di Angola e Monzambico. Prima dell'indipendenza, esso si chiamava Rodhesia [1] Settentrionale ed era amministrato dalla Compagnia Britannica del Sudafrica, per poi passare, nel 1923, sotto la diretta amministrazione britannica, come protettorato del Regno Unito.

Per un breve periodo (1953-1963) la Rhodesia Settentrionale fu inserita in una Federazione assieme al Nyasaland (oggi Malawi) e alla Rhodesia Meridionale (oggi Zimbabwe), voluta dalla Gran Bretagna, ma contrastata dalla forte opposizione della maggioranza africana nera, specie nella Rhodesia Settentrionale. Quest'ultima, nell'ottobre 1964, grazie all'impegno e alla tenacia di Kenneth Kaunda, diventerà la libera Repubblica dello Zambia.

Kenneth Kaunda, ultimo degli otto figli di una coppia di insegnanti [2], nacque il 28 aprile 1924 nella missione di Lubwa, a Chinsali, capoluogo dell'omonimo distretto della Rhodesia Settentrionale. Suo padre David, un ministro della Chiesa di Scozia [3], originario dell'attuale Malawi, morí nel 1932, quando Kenneth era ancora bambino, lasciando la famiglia in difficili condizioni economiche. Sua madre, Helen Nyirenda (1885-1972), anch'essa originaria del Malawi, fu la prima donna africana a insegnare nella Rhodesia Settentrionale.

Kenneth seguì le orme dei genitori: dopo aver ricevuto la prima istruzione a Lubwa, studiò a Lusaka e intorno ai vent'anni divenne anch'egli un maestro. Fu in quegli anni che il brillante studente maturò la convinzione che non lo avrebbe lasciato per tutta la vita, cioè che istruzione e libertà sono inscindibili.

Nel 1946 sposò Beatrice Kaweche Banda (1928-2013), insegnante, che le sarà fedele e intrepida compagna per tutti i 67 anni del loro matrimonio [4]:
Gli amministratori coloniali minacciarono di rimandarci ai villaggi dopo l'arresto dei nostri mariti, ma noi rifiutammo.

Kenneth cominciò ad insegnare, prima nella sua terra d'origine, a Lubwa e a Mufulira, e poi in Tanganica. Quando tornò in patria, nel 1949, aveva già maturato la convinzione della necessità di una lotta per l'indipendenza dell'Africa nera e della sua terra in particolare.

Inorridito dall'oppressione colonialista, nel 1951 aderì all'organizzazione anticoloniale fondata nel 1937 e chiamata “Congresso Nazionale Africano della Rhodesia del Nord” (NRANC), che nel 1951 mutò la sua denominazione in Congresso Nazionale Africano (ANC) [5], di cui Kaunda, grazie alle sue capacità organizzative [6], arrivò ai vertici, diventandone segretario nazionale nel 1953, con presidente Harry Nkumbula (1916-83), anch'egli un insegnante nazionalista.

Quando il governo britannico decise di dar vita ad una Federazione tra le due Rhodesie, del Nord e del Sud, e il Nyasaland (1953), allo scopo di assicurare il predominio bianco nella zona, i due dirigenti nazionalisti neri, Nkumpula e Kaunda, si adoperarono per ostacolare il progetto, senza però riuscire a mobilitare il grosso della popolazione.

All'inizio del 1955, i due, accusati di aver distribuito volantini considerati sovversivi, furono condannati a due mesi di lavori forzati. Durante la prigionia i due leader maturarono però orientamenti politici diversi: più moderato e pronto a colloquiare con la parte progressista dei bianchi Nkumpula, più radicale Kaunda, che puntava alla totale indipendenza dello Zambia. Di conseguenza nel 1958 Kaunda mise in atto una scissione dell'ANC, dando vita al Congresso Nazionale Africano dello Zambia (ZANC). Il quale partito, però, nel marzo 1959, venne bandito; nel giugno successivo, Kaunda fu condannato a nove mesi di carcere.
Il periodo della detenzione fu utilizzato da Kaunda per delineare la sua filosofia dell'Umanesimo, un misto di etica cristiana, di ideali socialisti e di valori comunitari africani [7], a cui ispirerà tutta la sua azione politica successiva:

Collettivo o individuale, l'uomo rimaneva sempre il centro del sistema. Questo strano miscuglio dà diritto alla nostra generazione di sostenere che il nostro socialismo è una forma di umanesimo.

Durante la sua detenzione, la direzione del Partito passò a Mainza Chona [8], il quale, verso la fine dell'anno, fece adottare al partito un nuovo nome: Partito Unito per l'Indipendenza Nazionale (UNIP). Quando, l'8 gennaio 1960, Kaunda uscì dal carcere, Chona si fece da parte, lasciando di nuovo la guida del partito all'ormai prestigioso leader, che alla fine del mese ne fu eletto presidente. L'UNIP rafforzò la sua organizzazione [9] e la sua influenza e il suo leader divenne il leader riconosciuto della lotta per l'indipendenza nazionale. Il partito si identificava con il socialismo africano e promuoveva l'unità nazionale e l'uguaglianza sociale.

Barcamenandosi abilmente tra disobbedienza civile e diplomazia internazionale, alla fine dell'anno Kaunda ottenne di essere invitato a partecipare alla “Conferenza di Revisione Federale” a Londra, convocata appunto sul futuro della Federazione. Nel gennaio 1961 il governo britannico annunciò la sua intenzione di voler avviare un processo di decolonizzazione. A tal proposito l'UNIP non mollò la presa e, nel luglio 1961, ispirandosi all'azione non-violenta seguita da Gandhi in India, iniziò una campagna di disobbedienza civile [10] (1961-62) che contribuì a far accettare alla Gran Bretagna l'idea di concedere l'indipendenza ai suoi domini.

Il 27 aprile 1962 si tennero le elezioni per il Consiglio Legislativo della Federazione. Esse furono boicottate dalle opposizioni indipendentiste e il Partito Federale Unito (UPF), favorevole alla Federazione, ottenne di conseguenza 54 seggi su 57. Ma quando, il 30 ottobre 1962, si tennero le elezioni generali della sola Rhodesia del Nord, poté numericamente costituirsi, nella sua assemblea legislativa, in essa una coalizione maggioritaria indipendentista fra UNIP [11](14 seggi) e ANC (7), relegando all'opposizione l'UPF (16), partito dominato dai bianchi [12]. Si poté quindi formare un governo di coalizione ANC-UNIP, con Governatore Evelyn Hone, in cui Nkumpula (ANC) divenne ministro dell'Istruzione e Kaunda (UNIP) ministro degli Enti Locali e del Welfare [13]. L'assemblea così eletta, il 31 dicembre 1963, dichiarò estinta la Federazione. Gli altri due contraenti, il Nyasaland e la Rhodesia Meridionale seguiranno altre strade [14]. L'alleanza ANC-UNIP durò fino al 22 gennaio 1964, quando l'UNIP vinse le nuove elezioni [15] e Kaunda divenne Primo Ministro della Rhodesia Settentrionale, uno Stato autonomo membro del Commonwealth britannico, con regina Elisabetta II e governatore Evelyn Hone (1911-79). La Rhodesia Settentrionale, successivamente, con una transizione pacifica [16], il 24 ottobre 1964 ottenne l'indipendenza dal Regno Unito e divenne la Repubblica dello Zambia [17].

Avendo il nuovo Stato adottato un sistema presidenziale, il primo ministro Kenneth Kaunda ne divenne Presidente, con suo vice Ruben Kamanga [18]. Davanti a una folla festante, Kenneth Kaunda ammainò la bandiera britannica e issò quella Zambiana. I problemi che il governo di Kaunda si trovò sul tavolo si rivelarono vari e complessi, tali da doverlo spingere a cadere qualche volta in contraddizione con i suoi stessi principi.

Una questione abbastanza spinosa che dovette subito affrontare fu quella della Chiesa Lumpa, un movimento profetico-religioso, fondato nel 1953 da tale Lenshina Mulenga, autoproclamatasi profetessa, che adottava una miscela di pratiche in parte cristiane e in parte animiste, che assegnava alle donne un ruolo fondamentale nella società e che era del tutto contraria alla poligamia e alla stregoneria.

Nel 1958 la Chiesa Lumpa decise di non riconoscere alcuna autorità terrena e adottò tribunali propri; essa inoltre si rifiutava di pagare le tasse e di registrarsi negli uffici statali. Ne derivò, nel luglio-ottobre 1964, uno scontro frontale. Kaunda, allora ancora Primo Ministro, nonostante le sue profonde convinzioni non-violente, fu costretto a dichiarare lo stato di emergenza e a ordinarne la repressione, che si concluse col tragico bilancio di circa 1000 morti fra seguaci della chiesa [19], membri dell'UNIP e forze di sicurezza. Un problema non secondario fu quello di superare la civiltà tribale e le sue rivalità, compito che Kaunda seppe svolgere evitando conflitti tra le varie tribù ed etnie. I confini, spesso artificiali, degli stati africani subsahariani erano in realtà il frutto delle scelte degli stati colonialisti europei per curare al meglio i propri interessi, cioè per meglio sfruttare le ricchezze del territorio e i suoi abitanti. Tuttavia, poiché uno Stato ormai c'era, occorreva costruire una coscienza nazionale che lo sostenesse. Occorreva cioè superare il tradizionale tribalismo della società africana, senza travolgerne l'eredità spirituale e la cultura. Fu questo un obiettivo importante dei vari leader del continente e in particolare degli esponenti del “socialismo africano”.

Kaunda riteneva che la società tradizionale è fondata sull'uomo, e l'uomo vive nella comunità, ordinata a sua volta, sull'aiuto reciproco. Muovendo da questo umanesimo, presente nella tradizione e nella cultura africana, egli approdò al socialismo, ritenuto la forma più giusta di società, in quanto oppositore fermo del colonialismo e del capitalismo, il cui fine era il profitto personale e non l'uomo. Il socialismo era anche ritenuto necessario per assicurare allo Stato e quindi alla comunità il controllo delle fonti primarie di sopravvivenza, fortemente insidiate dal sorgente neocapitalismo, assai propenso a sostituire il morente colonialismo con lo sfruttamento delle ricchezze nazionali delle ex colonie tramite le grandi compagnie finanziarie occidentali.

Era dunque, il suo, un socialismo che rifiutava il colonialismo in tutte le sue forme, sia aperte che subdole e, nello stesso tempo, recuperava i valori della tradizione africana: quelli del reciproco sostegno, della famiglia, della valorizzazione del lavoro agricolo, tutti basati sull'aiuto e sulla fiducia reciproca dei membri della comunità. Un socialismo che egli chiamò umanesimo zambiano. Un corollario importante di questo grande disegno politico fu l'impegno di Kaunda per la diffusione dell'istruzione. Diffusione più che necessaria sia per la creazione di una coscienza nazionale che per lo sviluppo economico dello Zambia. Un Paese che, al momento dell'indipendenza, era gravato da un elevato analfabetismo e poteva contare su appena un centinaio di laureati!

Furono perciò effettuati investimenti massicci in tale direzione, ad esempio fornendo gratuitamente a tutti i bambini delle elementari il materiale scolastico; furono aperti istituti di istruzione secondaria e, nel 1966, fu inaugurata l'Università dello Zambia a Lusaka.
Molto gravi si presentavano i problemi economici. In ossequio al suo umanesimo socialista, Kaunda impose un controllo governativo sui settori più importanti dell'economia e procedé ad alcune nazionalizzazioni; ma la sua azione non ebbe il successo sperato per vari motivi, quali il crollo del prezzo del rame, principale risorsa del Paese, la scarsità di personale tecnicamente qualificato, le interferenze straniere, il dilagare della corruzione, che lo costrinsero ad adottare un regime di austerità, con conseguente diminuzione dell'occupazione e del tenore di vita, cose che gli costeranno un forte calo di popolarità.

I problemi di politica estera furono affrontati con spirito tendente al dialogo e alla collaborazione. Kaunda decise infatti di aderire al “Movimento dei non allineati” [20], divenendone uno dei leader più prestigiosi, in particolare durante il periodo della “guerra fredda” tra il blocco occidentale (NATO) e quello orientale (Patto di Varsavia), e sostenendo l'indipendenza e lo sviluppo dei nuovi paesi africani. Come riconoscimento per tale attività, la terza conferenza del movimento si tenne a Lusaka e Kaunda ne divenne presidente, ricoprendo la carica dall' 8 settembre 1970 al 5 settembre 1973 [21].

La sua azione di dialogo e di pace [22] si svolse anche incontrando autorevoli presidenti di importanti nazioni, come Giuseppe Saragat (Italia, dicembre 1966), Ronald Reagan (USA, marzo 1983), Mikhail Gorbaciov (URSS, novembre 1987). Il suo concetto di liberazione era contrario alla violenza, ma egli sostenne attivamente le rivoluzioni in Rhodesia, in Sudafrica, in Angola e in Mozambico.

Le elezioni del 19 dicembre 1968 per il rinnovo di Presidente e Assemblea Nazionale [23] dello Zambia confermarono il prestigio e la presa elettorale di Kaunda e del suo partito, l'UNIP. Kenneth Kuanda venne trionfalmente rieletto con l'81,82 %, mentre il suo unico rivale Harry Nkumpula arrivò solo al 18,18 %. L'UNIP, col suo 73,19 %, conquistò 81 dei 105 seggi dell'Assemblea Nazionale, di cui avrebbero fatto parte anche 5 deputati di nomina presidenziale [24]. Durante le elezioni del 1968 si erano però verificati disordini e violenze politiche fra i partiti, tali da indurre Kaunda a mettere in atto una svolta costituzionale, che trovò concretezza quando uno dei suoi ministri, Simon Mwansa Kapwepwe [25], mise segretamente in atto una scissione dell'UNIP e creò un nuovo partito, il Partito Progressista Unito (UPP). Nell'agosto 1971 Kapwepwe rivelò di essere il leader dell'UPP, si dimise dall'UNIP e dal Governo e nel dicembre successivo, in un'elezione suppletiva, conquistò un seggio all'Assemblea Nazionale.

Kaunda reagì male a questi avvenimenti, a cui si aggiungevano le solite e mai sopite tensioni tribali, e il 4 febbraio 1972 sciolse l'UPP, facendone arrestare molti dirigenti, compreso Kapwepwe, con l'accusa di essere conniventi con alcune potenze colonialiste. Istituì anche una Commissione, presieduta da Mainza Chona, per proporre una revisione costituzionale in senso monopartitico, che poi fu effettivamente approvata e quindi promulgata il 25 agosto 1973.

Il 5 dicembre 1973 si tennero le nuove elezioni col solo Kaunda candidato alla presidenza (88,8 %) e con una sola lista, quella dell'UNIP, che ovviamente ottenne tutti i 136 seggi in palio [26]. Lo stesso avvenne nelle elezioni del 12 dicembre 1978 con Kaunda all'80,74 %, in quelle del 27 ottobre 1983 (Kaunda 95,38 %) e in quelle del 26 ottobre 1988 (Kaunda 95,48 %).

La scelta del monopartitismo finì col compromettere la sua immagine di lottatore per la democrazia e per la libertà e, a partire dagli anni '80 del 1900, con una situazione aggravata dal regime di austerità, imposto dal calo del prezzo del rame, principale risorsa del Paese, dall'aumento del prezzo del petrolio, dal boicottaggio dei governi africani di minoranza bianca e dunque dalla conseguente inflazione e dalla diffusa povertà, si verificarono anche manifestazioni popolari di protesta. Sotto il peso del malcontento popolare e di una nascente opposizione organizzata, di alcuni falliti tentativi di colpo di stato [27] Kaunda si decise a tornare al sistema multipartitico. In seguito ad un'apposita modifica costituzionale, le nuove elezioni previste per il 1993, furono anticipate al 31 ottobre 1991.

Kenneth Kaunda (24,23 %) fu sconfitto dal suo unico sfidante Federico Chiluba (75,77 %), leader del Movimento per la Democrazia Multipartitica (MMD), il quale ottenne 125 seggi elettivi (+ 8 di nomina presidenziale + il Presidente) su 159, mentre l'UNIP dovette contentarsi di soli 25 deputati [28]. Il 2 novembre 1991 Kaunda accettò democraticamente il responso popolare e cedette pacificamente il potere a Chiluba.

Kaunda, diventato oppositore di Chiluba e del MMD, pensava tuttavia di ripresentarsi alle successive elezioni del 1996, ma il governo del MMD fece approvare un emendamento costituzionale, in base al quale i cittadini di origini straniere non potevano candidarsi alle presidenziali, sostenendo che Kaunda fosse malawaiano (come i suoi genitori).

Un fallimentare tentativo di colpo di stato organizzato il 28 ottobre 1997 da un ufficiale dell'esercito, tale Steven Lungu (nome in codice “Capitano Solo”), peraltro duramente represso, diede al governo lo spunto per perseguire Kaunda. Accusato di essere coinvolto in quel tentativo, il 26 dicembre successivo Kaunda fu arrestato, per poi essere posto (31/12) agli arresti domiciliari. Nel giugno 1998 però tutte le accuse contro di lui furono ritirate. Nello stesso periodo Kaunda annunciò le sue dimissioni da leader dell'UNIP e il suo ritiro dall'attività politica [29].


Ma le accuse contro di lui non erano finite. Nel 1999 un giudice lo dichiarò apolide, perché figlio di malawaiani. Kaunda però fece ricorso alla Corte Suprema, che lo dichiarò cittadino zambiano. La sua figura fu completamente riabilitata nel 2003, quando il nuovo presidente Levy Mwanawasa (1948-2008), successore di Chiluba, gli conferì il ”Grand'Ordine dell'Aquila in Zambia”, la più alta onorificenza civile del Paese.

Dopo il suo ritiro dalla politica, il dr Kaunda si dedicò ad attività benefiche, in particolare (affiancato dalla moglie Betty) alla lotta contro la diffusione dell'AIDS. Durante la sua vita era stato autore di varie pubblicazioni [30] e di alcune canzoni, di cui la più nota è Camminiamo insieme con un solo cuore.

Morì il 17 giugno 2021, all'età di 97 anni, nell'ospedale militare Maina Soko di Lusaka. Il presidente zambiano allora in carica Edgar Lungu [31] proclamò 21 giorni di lutto nazionale e funerali di Stato. Uomo di assoluta integrità personale, in nome del suo umanesimo socialista aveva lottato per tutta la vita contro il colonialismo e il segregazionismo; aveva amato il suo popolo e creato una nazione, all'insegna del motto: Un solo Zambia, una sola nazione.


(In fondo all'articolo troverete un link con cui potrete ascoltare una bella canzone di Kenneth Kaunda)



  1. Il nome derivava da Cecil Rhodes (1853.1902), ricco imprenditore e politico britannico.
  2. I due si erano conosciuti quand'erano ancora studenti della scuola Overtoum Instituzion di Livingstone e si erano sposati nel 1904.
  3. Si tratta di una Chiesa riformata di orientamento calvinista che riconosce solo due sacramenti: Battesimo e Santa Cena.
  4. Betty Kaunda, come poi sarà chiamata, di religione anglicana, fu una pioniera nelle lotta contro l'AIDS nello Zambia. Le sopravvissero il marito, 8 figli, 30 nipoti e 11 pronipoti.
  5. Da non confondere con l'omonimo partito sudafricano.
  6. KK, come sarà spesso chiamato, prese a girare i villaggi in bicicletta, propagandando fra i contadini l'idea dell'indipendenza.
  7. Nel suo percorso di maturazione ideologica gli fu molto vicino il missionario metodista Colin Morris (1929-2018), fermo sostenitore di una posizione antirazzista e socialista, sostenendo che essa rappresenta l'autentico spirito del cristianesimo. Nel 1960 i due scrissero assieme il libro Black Government? (Una discussione tra Kenneth Kaunda e Colin Morris).
  8. Mainza Chona (1930-2001), nel corso della sua carriera, fu vicepresidente dello Zambia, Primo Ministro, segretario generale dell'UNIP, ambasciatore in Cina e in Francia.
  9. Kaunda riuscì a trasferire nel suo partito buona parte della rete organizzativa dell'ANC. Nel giugno 1960 l'UNIP aveva già 300.000 iscritti.
  10. Essa fu denominata „Cha-cha-cha“, uno slogan derivante dalla danza sudamericana e dalla canzone del Congo Belga "Cha-cha-cha indipendence".
  11. L'UNIP, durante la campagna elettorale, era stato finanziariamente sostenuto dal Partito Socialdemocratico Svedese.
  12. Altri 8 seggi non furono assegnati per mancanza del quorum.
  13. Il 21-5-1963 Kenneth Kaunda ricevette una laurea honoris causae dalla cattolica Fordham University di New York.
  14. Il 6-7-1964 il Nyasaland, col nuovo nome di Malawi, divenne membro indipendente del Commonwealth e due anni dopo una repubblica presidenziale. La Rhodesia Meridionale rimase invece una colonia britannica col solo nome di Rhodesia. Dopo varie vicende, otterrà la piena indipendenza il 18-4-1980 col nome di Zimbabwe.
  15. L'UNIP ottenne 55 seggi su 75 rispetto ai 10 dell'ANC, che passò all'opposizione, mentre altri 10 (quelli riservati ai bianchi) andarono al Partito Progressista Nazionale (NPP), erede dell'UPF. Dopo l'indipendenza, nell'agosto 1966, l'NPP si sciolse e i suoi deputati rimasero in carica come indipendenti.
  16. L'indipendenza fu ottenuta in base ad un atto del Parlamento del Regno Unito, lo Zambia independence act 1964, che stabiliva che la Rhodesia Settentrionale cessasse di essere un protettorato e diventasse una repubblica indipendente col nome di Zambia.
  17. Dal fiume Zambesi che ne segna in parte il confine meridionale.
  18. Ruben Kamanga (1929-96), già combattente per l'indipendenza, era all'epoca vicepresidente dell'UNIP. Nel 1967 sarà nominato Ministro degli Esteri, per passare successivamente ad altri prestigiosi incarichi.
  19. Circa 15.000 di loro fuggirono in Congo.
  20. Il Movimento dei non allineati era sorto il 1° settembre 1961 per iniziativa di Tito (Jugoslavia), Nasser (Egitto) e Nehru (India). Vi aderivano 120 nazioni. Il movimento si batteva contro la corsa al riarmo nucleare, per l'indipendenza dei popoli soggetti, per lo sviluppo del Terzo Mondo, per la pace. Lo Zambia vi aderì nel 1964.
  21. Kaunda fu anche presidente dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA) nel 1970-71 e nel 1987-88.
  22. Come simbolo di pace egli portava sempre addosso un fazzoletto bianco.
  23. Per l'Assemblea Nazionale si applicava il sistema maggioritario uninominale.
  24. Il Partito Nazionale Africano dello Zambia (ZANC), guidato da Harry Nkumpula, ottenne il 25,40 % e 23 seggi su 105. Nell'agosto precedente erano confluiti in esso molti membri del Partito Unito (PU), bandito dalle autorità con l'accusa di violenze. Fu inoltre eletto un candidato indipendente, tale Hugh Mitchley.
  25. Il prof. Simon Mwansa Kapwepwe (1922-80) era stato uno dei più importanti leader nella lotta per l'indipendenza, oltre che amico d'infanzia di Kuanda, di cui aveva condiviso il precedente percorso politico. Fu più volte ministro, ministro degli Esteri nel 1964-1967 e Vicepresidente dello Zambia dall'ottobre 1967 all'ottobre 1970. Nel 1978 si ritirerà definitivamente dall'attività politica.
  26. I membri elettivi erano 125, ai quali si aggiungevano i 10 nominati dal Presidente e lo stesso presidente. In ogni collegio potevano presentarsi tre candidati, tutti dell'UNIP.
  27. Il più consistente fu quello diretto, il 1° luglio 1990, dal tenente Christopher Mwamba Luchembe.
  28. Alle elezioni per l'Assemblea Nazionale avevano partecipato anche l'Alleanza Democratica Nazionale, il Partito Democratico Nazionale e il Partito Democratico, che però non ottennero alcun seggio.
  29. Tali decisioni divennero però operative solo nel 2000, a causa dei dissensi interni dell'UNIP circa la sua successione.
  30. Fra di esse ricordiamo: La prospettiva umanista (Londra, 1973) e Umanesimo in Zambia: una guida alla sua attuazione (Lusaka, 1974).
  31. Edgar Lungu (1956-2025) era leader del Fronte Patriottico (PF), partito di orientamento socialdemocratico.




Fonte: di Ferdinando Leonzio