Eletta nella lista della Democrazia cristiana, nell'VIII collegio (Trento), Elisabetta (Elsa) Conci nasce a Trento il 23 marzo 1895, figlia dell'avvocato Enrico Conci (futuro deputato alla Dieta di Innsbruck e al Parlamento di Vienna) e di Maria Sandri. Nel luglio del 1915, dopo aver conseguito la licenza liceale al liceo privato femminile delle Orsoline ad Innsbruck, raggiunge il padre confinato a Linz con la famiglia. Contro di lei viene avviato un processo per irredentismo, che però non arriva alla sentenza per la sopravvenuta amnistia, alla morte dell'imperatore Francesco Giuseppe nel 1916.
Nell'autunno del 1915 si iscrive alla facoltà di Filosofia dell'Università di Vienna che frequenta per tre anni fino all'ottobre del 1918. Finita la guerra si trasferisce alla facoltà di Lettere dell'Università di Roma dove si laurea con lode il 2 dicembre 1920. Durante il periodo universitario Elsa Conci è molto attiva nella Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) e ne diventa in seguito presidente della sezione romana. Nel 1923 vince la cattedra di lingua tedesca al liceo di Pavia, che rifiuta perché non intende allontanarsi dall'ambiente trentino dove aveva già iniziato una intensa opera di organizzazione della gioventù femminile. Accetta l'insegnamento della lingua tedesca presso l'Istituto tecnico «Leonardo da Vinci» di Trento dove rimane per quindici anni. La scuola rappresenta per lei il primo campo di azione sociale.
Nei difficili anni della guerra offre la propria collaborazione al fine di creare centri di studio e di assistenza, doposcuola e mense per studenti. Nel 1945 fa parte del primo comitato provinciale della DC trentina, per i gruppi femminili. È collaboratrice de «Il Popolo Trentino». Contribuisce ad una rapida riattivazione dell'Opera nazionale di assistenza all'infanzia delle regioni di confine (ONAIRC) e dell'Istituto professionale femminile; promuove, inoltre, la costituzione a Trento della Scuola superiore di servizio sociale. Nel 1946 viene eletta deputata alla Costituente nella lista della Democrazia cristiana piazzandosi al secondo posto, dopo De Gasperi, con 4.881 voti di preferenza. Fa parte del «Comitato dei 18», un comitato di redazione costituito dall'Ufficio di presidenza della «Commissione dei 75», allargato ai rappresentanti di tutti i partiti, che ha il compito di coordinare e armonizzare il lavoro prodotto dalle tre sottocommissioni della Commissione per la Costituzione. Si occupa con grande impegno della questione delle autonomie e dei problemi che la stessa pone in riferimento all'Alto Adige. Appoggia le richieste sudtirolesi, e ottiene che i due comuni di Salorno e di Egna vengano uniti alla provincia di Bolzano; anche diverse competenze legislative vengono trasferite dalla regione alle due province di Trento e Bolzano, ma la richiesta della denominazione Südtirol, che tanto stava a cuore agli esponenti della Volkspartei, non viene accolta.
Nel marzo 1947, in occasione della giornata della donna, interviene in Aula per sostenere la necessità che la Costituzione tuteli la donna in quella che è la sua funzione principale, quella familiare, attraverso una serie di garanzie che le permettano di svolgere in pieno questa funzione. Al II Convegno di Assisi del marzo 1947 viene eletta vicedelegata nazionale del Movimento femminile, insieme ad Angela Gotelli, sotto la direzione di Maria De Unterrichter. Ricopre questa carica fino al 1952. Viene eletta nel 1948 alla Camera dei deputati, nella I legislatura repubblicana, per la circoscrizione di Trento-Bolzano, con 37.763 voti di preferenza. Fa parte della I Commissione Affari interni, Ordinamento politico e amministrativo, Affari di culto, Spettacoli, Attività sportive, Stampa. Fa parte, inoltre, della III Commissione Diritto, Procedura e Ordinamento giudiziario, Affari di giustizia, Autorizzazione a procedere e della IV Commissione Finanze e Tesoro. È vicesegretario del gruppo parlamentare della DC alla Camera dei deputati. Viene rieletta deputata nel 1953 nella II legislatura repubblicana, per la stessa circoscrizione, con 33.163 voti di preferenza.
Segretaria del gruppo parlamentare DC, è componente della I Commissione Affari interni, Ordinamento politico ed amministrativo, Affari di culto, Spettacoli, Attività sportive, Stampa. Inoltre, è componente dell'XI Commissione Lavoro, Emigrazione, Coopera-zione, Previdenza e Assistenza sociale, Assistenza post-bellica, Igiene e Sanità pubblica; della Commissione speciale per l'esame delle proposte di legge costituzionali Aldisio e Li Causi (C. nn. 2406 e 2810) concernenti l'Alta Corte per la Regione siciliana e la Corte costituzionale. Fa parte della rappresentanza della Camera all'Assemblea consultiva del Consiglio d'Europa. Per il suo attaccamento al partito e la sua attivissima azione politica Elsa Conci viene definita dagli avversari «la pasionaria bianca». Nel VI Convegno nazionale del Movimento femminile della Democrazia cristiana, tenutosi a Viareggio nel maggio del 1954, Elsa Conci viene eletta delegata nazionale, insieme a Maria Nicotra e Stefania Rossi come vicedelegate; mantiene questa carica fino al 1964. Convinta propugnatrice dell'ideale europeistico, Elsa Conci nel 1955 è tra le fondatrici dell'Unione femminile europea.
Viene rieletta deputata il 25 maggio 1958, nella III legislatura repubblicana, nella circoscrizione di Trento-Bolzano, con 22.002 voti di preferenza. Fa parte della II Commissione Affari della Presidenza del Consiglio, Affari interni e di culto, Enti pubblici; diviene segretaria del comitato direttivo del gruppo parlamentare DC. È componente della Commissione speciale incaricata dell'esame del disegno di legge: «Provvedimenti straordinari a favore del comune di Napoli» (C. n. 1669) e delle proposte di legge Caprara: «Provvedimenti per il comune di Napoli » (C. n. 1207) e Lauro Achille: «Provvedimenti straordinari per lo sviluppo economico e sociale della città di Napoli» (C. n. 1384). Dal 1959 al 1963 ricopre la carica di presidente dell'Unione femminile europea. È rieletta deputata nella stessa circoscrizione il 28 aprile 1963, nella IV legislatura, con 26.721 voti di preferenza.
Fa parte della II Commissione Affari della Presidenza del Consiglio, Affari interni e di culto, Enti pubblici. È componente della Commissione speciale composta di 75 membri per l'esame del disegno di legge (C. n. 1450) relativo al bilancio di previsione dello Stato per il periodo 1 luglio-31 dicembre 1964 e della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge (C. n. 1686) relativo al bilancio di previsione dello Stato per l'esercizio 1965. È componente del comitato direttivo del gruppo par-lamentare della Democrazia cristiana. Il suo impegno politico prosegue finché lo stato di salute glielo consente; si presenta in Parlamento l'ultima volta il 4 maggio 1965, ritirandosi poi nella sua casa di Mollaro in Valle di Non, dove si spegne il 1° novembre dello stesso anno.
I testi dei profili biografici delle deputate all'Assemblea costituente sono tratti dal volume “Le donne della Costituente”, a cura di Maria Teresa Antonia Morelli, Laterza Fondazione della Camera dei deputati, Roma-Bari, 2007. Le immagini fotografiche utilizzate provengono dalle seguenti fonti archivistiche: Fondo fotografico del Cerimoniale e Fondo fotografico Cantera-Luxardo, Agenzia ANSA, archivio fotografico Hispellum. Segreteria generale - Ufficio Pubblicazioni e relazioni con il pubblico - Roma, 2023.
Stampato in digitale dal CRD della Camera dei deputati