IL CASCO DELLA MEMORIA * (a Vladyslav Heraskevych, campione ucraino di skeleton)
di Renzo Ricchi
Volevi portarli con te
almeno qualcuno di quei 650
uccisi dall’invasore della tua terra
per stare un po’ in allegria
ritrovarsi tra giovani nel vento
e anche per ricordarvi a tutti
mettere nei nostri cuori il vostro coraggio
dire che lo sport non è indifferenza
fare una carezza a chi a casa versa ancora lacrime
sì, un messaggio alla memoria,
- ma ti hanno squalificato
vi hanno spento quel sorriso sulle labbra
che era un saluto a tutti
un “ciao” agli amici di tutto il mondo.
Il premio no
quello non potevano togliertelo
- le fedeltà
l’onore
valgono più delle medaglie.
* Cost., art 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Gli atleti che il pattinatore ucraino aveva scritto sul suo casco alle recenti Olimpiadi d'inverno: Mykyta Kozubensko (tuffatore e allenatore), Oleksiy Habarov (tiratore), Daria Kurdel (danzatrice), Dmytro Sharpar (pattinatore artistico), Yevhen Malyskev (biatleta), Alina Perehudova (sollevatrice di pesi), Pavlo Ischenko (pugile), Oleksis Loginov (hokeista), Ivan Kononenko (attore atleta); alcuni facevano parte della famiglia olimpica, altri amici sportivi.
Renzo Ricchi (1936) è giornalista, scrittore, drammaturgo e poeta. Ha lavorato all'Avanti! e alla Rai; è stato relatore capo della rivista Città&Regione, attualmente si occupa di critica letteraria della rivista Nuova antologia. La sua ultima raccolta di poesie è Profezia dell'essere, con l'introduzione di Giuseppe Langella, Book Editore, 2024.