TAGLI ALLA MEMORIA

22-04-2026 -

A metà marzo il governo italiano valuta di calmierare le accise ai carburanti troppo alti per la guerra in Medio Oriente chiedendo ai ministeri di compiere tagli là dove ritengono più opportuno, e il Ministro della Cultura decide di fare cassa sul Parco della pace di Sant'Anna di Stazzema.

Non stupisce, soprattutto dopo la dichiarazione a pochi giorni dal 25 aprile della seconda carica dello Stato che vorrebbe rendere la ricorrenza della Liberazione – giustamente per lui forse non lo è stata - non divisiva, trasformandola in una commemorazione dei caduti partigiani e repubblichini insieme.

Che dire? In sincerità non me ne voglia La Russa, ma penso che storicamente quella divisione ci fu e netta tra chi seguì la Repubblica di Salò e i partigiani, ma la sua frase provocatoria, che per altro non è la prima volta che pronuncia, è certamente coerente con il suo sentire molto affine allo “sbadato” ministro della cultura che sembra essere stupito di aver sollevato un grande polverone mediatico, politico e intellettuale su Sant'Anna.

Ed è li che arriva la capriola del Ministero a spostare altrove i tagli, tralasciando quello che è riconosciuto come uno dei 67 siti del patrimonio europeo “perché promuove valori simbolici europei e ha un ruolo significativo nella storia e nella cultura dell'Europa”. Si batte in ritirata, ma ai più la mossa non passa inosservata.

C'è un detto toscano che dice che “a pensar male a volte ci si coglie” perché Sant'Anna non è un luogo qualsiasi e ciò che è accaduto acquista un significato che non avremmo mai voluto rivedere, perché colpire questo piccolo paesino simbolo delle stragi nazifasciste significa attaccare i presìdi fondamentali della cultura democratica del nostro Paese, perché mascherare una decisione deliberata come mera superficialità a ferire un luogo dove si educano le nuove generazioni ai valori dell'antifascismo e della Costituzione significa non rispettare la memoria repubblicana.

E allora non ci stupisce che si sia pensato di tagliare fondi proprio a questo luogo a pochi giorni dal 25 aprile. Naturalmente prendiamo atto con piacere ci abbiano ripensato, anche se non ci sarebbe stato da meravigliarsi se non l'avessero fatto.





Fonte: di Patrizia Viviani