Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, le donne italiane iniziarono a svolgere un ruolo attivo nella vita sociopolitica della nazione. Con gli uomini chiamati al fronte, le fabbriche, gli ospedali e i campi agricoli videro la presenza sempre più consistente delle donne, che si assunsero responsabilità fondamentali per il sostentamento del paese. Fu in questo contesto storico che emerse una crescente consapevolezza della necessità di vedere riconosciuto il loro ruolo, spesso relegato, in modo ambiguo e sessista, all'immagine tradizionale dell' "angelo del focolare”. Nonostante solo nel 1946 le donne italiane ottennero il diritto di voto, i segnali di insoddisfazione e il desiderio di riscatto erano presenti già da tempo, esprimendosi anche attraverso la loro partecipazione alla lotta antifascista, alla Resistenza e alla rivendicazione dei propri diritti. A partire dagli anni Quaranta, in pieno conflitto, le donne cominciarono a organizzarsi in piccoli gruppi locali, che progressivamente si ampliarono fino a portare alla nascita dell'Unione Donne ltaliane (UDI). Quest'anno, il 27 ottobre, presso la Sala della Regina a Montecitorio si & ricordato I'ottantesimo anniversario della fondazione di questo movimento, istituito con I'obiettivo di coinvolgere attivamente le donne nella vita politica, sociale, economica e culturale del paese, senza scopo di lucro.
Già nel novembre del 1943 erano stati creati i Gruppi di Difesa della Donna (Gdd), sotto la guida della socialista Caterina Picolato, aderente al Partito Comunista fin dal 1921. Questi gruppi raccoglievano donne antifasciste con I'obiettivo di sensibilizzarle e coinvolgerle su temi fondamentali come il lavoro e i diritti; si impegnarono nell'assistenza ai combattenti per la liberta, contribuendo attivamente alla lotta contro il regime nazifascista e alla mobilitazione di forze provenienti da tutti i ceti e strati sociali, & a sostegno delle rivendicazioni specificamente. femminili. Il 12 settembre 1944, a Napoli, furono poste le fondamenta dell'UDI, e le partecipanti alla riunione (nella foto di Maria Michetti) si definirono Comitato esecutivo.
In precedenza, quattro mesi prima, sempre nella citta partenopea, un gruppo di donne aveva già dato vita al mensile "Noi donne", che sarebbe poi diventato il giornale dell'UDI. L'associazione Unione Donne ltaliane avrebbe successivamente partecipato alla Resistenza e si sarebbe costituita ufficialmente il 1° ottobre 1945. Il primo congresso dell'Organizzazione, cui parteciparono 300 delegate - le iscritte erano già quattrocentomila, scenderanno a duecentoquarantatremila nel 1949 e oggi le aderenti sono circa duecento (attualmente non è possibile stabilire con precisione il numero effettivo di iscritte all'UDI. Essendo questa un'associazione politica e di volontariato con una struttura federata, i suoi dati di iscrizione non sono diffusi in maniera centralizzata né costantemente aggiornati. E quindi possibile fare riferimento unicamente alla sua ampia rete locale e al suo significativo patrimonio storico) - provenienti da settantotto province, si svolse al Teatro della Pergola a Firenze dal 20 al 23 ottobre del 1945, con I'obiettivo di costituire un ampio movimento per I'emancipazione femminile.
Due anni dopo, nel secondo congresso tenutosi a Milano, dal 19 al 23 ottobre 1947, si costituisce il Comitato d'Onore di cui sono chiamate a far parte Rita Montagnana, Ada Gobetti e Angelina (più nota come Lina) Merlin; negli anni a venire, quest'ultima sarebbe stata la promotrice della norma che mise fuori legge le case di tolleranza.
L'UDI, storicamente impegnata nella difesa dei diritti delle donne, negli anni Sessanta si batté per ottenere il diritto alla pensione per le casalinghe. Nei decenni successivi, lavorò a fianco delle femministe per sostenere la legge sul divorzio, introdotta nel 1970, e per contrastare il referendum abrogativo del 1974. Quest'ultimo vide prevalere il fronte del NO con oltre il 53% delle preferenze, ottenendo anche una significativa adesione da parte di molti cattolici. Durante quegli stessi anni, 'attenzione dell'Associazione si concentrò su temi cruciali come I'aborto e la contraccezione. Per perseguire questi obiettivi, 'UDI e i movimenti femministi collaborarono strettamente, organizzando numerose manifestazioni pubbliche. Tra le iniziative di rilievo si ricordano quelle a sostegno della legge sull'aborto e, nel 1979, una conferenza stampa in cui venne avanzata una proposta di legge contro la violenza sessuale. L'UDI, presente in quasi tutte le regioni italiane, custodisce oggi un archivio dichiarato di grande interesse storico. Ancora oggi, questa Organizzazione si dedica alla difesa dei diritti delle donne e alla lotta contro la violenza di genere, fenomeno che si manifesta spesso nel contesto familiare. Dal 2006, sono state promosse campagne significative per fermare il femminicidio. Proprio recentemente, in occasione della Giornata internazionale per I'eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, il Parlamento ha approvato all'unanimità una legge storica che introduce il reato di femminicidio. Il testo della legge recita: chiunque cagioni la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo, o come atto di limitazione delle sue liberta individuali, è punito con la pena dell'ergastolo.
«Il 2025 rappresenta un anniversario significativo per la nostra associazione, celebrato dalle UDI di tutta Italia: 80 anni di storia, lotte e resistenza». Cosi si legge sulla pagina ufficiale di questa Organizzazione, che tanto ha fatto e continua a fare per promuovere la dignità e la parità delle donne nel nostro paese. La lotta iniziale per la libertà e i diritti è stata la forza motrice che ha portato alla fondazione dell'UDI, e a distanza di 80 anni l'associazione è ancora attivamente impegnata nel suo percorso. L'obiettivo originario era ottenere il riconoscimento del valore delle donne e del contributo che possono offrire in tutti gli ambiti della società. Oggi il ruolo delle donne è molto più rilevante rispetto al passato; occupano posizioni importanti e sono protagoniste attive. Tuttavia, il cammino verso la piena parità continua.
Tra le numerose conquiste ottenute in questi decenni, grazie all'impegno straordinario dell'UDI, si ricorda in particolare la mobilitazione di massa del 1948 per il disarmo, la pace e contro le armi nucleari. Fu un successo straordinario: l'Associazione riuscì a raccogliere tre milioni di firme che l'anno seguente vennero consegnate alle Nazioni Unite. L'UDI sottolinea nella sua comunicazione che le donne hanno sempre dimostrato una sensibilità speciale verso la pace, prendendosi cura degli altri in contrasto con ciò che la guerra rappresenta e distrugge. Da sempre impegnata nella promozione della pace e nella lotta contro la violenza e i conflitti, 'UDI considera il femminismo come l'unica vera rivoluzione pacifica del Novecento. Nel 2003, I'Unione Donne ltaliane (UDI) organizza un'Assemblea nazionale autoconvocata a Roma per il 29 e 30 novembre, riunione fondamentale per esaminare e approvare il nuovo statuto. Il più recente ordinamento associativo modifica la propria denominazione in Unione Donne in ltalia, mantenendo [I'acronimo UDI. Questo cambiamento mira a rispecchiare in modo più adeguato l'identità dell'associazione, impegnata nella promozione femminista, politica, sociale e culturale, tenuto conto anche delle molte donne immigrate oggi presenti nel nostro Paese.