IL NUOVO DISORDINE MONDIALE
di Andrea Becherucci

25-01-2026 -

L'intervento americano del 3 gennaio 2026 in Venezuela che ha portato alla cattura e all'arresto del presidente Nicolás Maduro segna un prima e un dopo nella geopolitica e nelle relazioni internazionali. Il sistema che regolava le relazioni fra Stati prima della seconda presidenza Trump sembra avere sparigliato completamente le carte.
Molti di noi si erano attardati sulle riflessioni di fine secolo di Francis Fukuyama sulla fine della storia, la vittoria sul comunismo delle democrazie liberali e il dispiegarsi della globalizzazione e su quelle di Samuel Huntington sullo scontro di civiltà liberatesi dal giogo del bipolarismo fra Est e Ovest.

Qualcosa si era potuto capire dalla prima presidenza Trump durante la quale il presidente USA aveva fatto ritirare gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima e le prime manifestazioni d'insofferenza nei confronti di organizzazioni multilaterali legate alle Nazioni Unite come l'UNESCO accusate di perseguire un'agenda ‘woke'.

Con la seconda presidenza, Trump sembra aver capito di poter osare molto di più, sia nei confronti dell'opposizione interna – come nel caso dei poteri abnormi concessi all'ICE nella lotta all'immigrazione illegale - sia nella ricostruzione di una vera e propria sfera d'influenza in cui gli USA sarebbero legittimati a intervenire – anche con le armi, se del caso – a protezione degli interessi vitali del paese. L'intervento armato in Venezuela rientrerebbe nella casistica sopra accennata. Sfere d'influenza analoghe a quella americana sarebbero in capo a Cina e Russia. Il diritto internazionale sembra essere la vittima designata di questi interventi che, presumibilmente si ripeteranno.

Lo stato di diritto e le regole dettate dal diritto internazionale paiono accantonate anzitutto per la sua intrinseca debolezza – il diritto pattizio non ha la stessa cogenza del diritto consuetudinario – ma soprattutto si ritrova con le armi spuntate nel momento in cui dietro al diritto internazionale non v'è una forza armata intenzionata a dissuadere chi volesse violarlo. E' il paradosso nel quale si trova ora l'Unione Europea, emblema degli Stati che agiscono nel peno rispetto delle regole del diritto internazionale ma che non hanno la capacità dissuasiva per poterlo imporre. La vicenda delle mire americane sulla Groenlandia insegna. O siamo pronti come europei a chinare il capo e a fare concessioni oltre il lecito agli USA oppure mostrare fermezza come singoli Stati non fermerà l'amministrazione americana. Il richiamo è, ancora una volta, alla costituzione di una forza armata europea che risponda a un organo politico europeo che sia in grado di porre un argine alla dissoluzione dei principi dello Stato di diritto.




Fonte: di Andrea Becherucci